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Sezione granfondo    
Inserito il 13 settembre 2016 alle 17:13:49 da ale.ferrarotti. - Letto: (1288)

Pedalando sull'ermo colle

Dopo le fatiche estive ecco il rientro alle competizioni in terra marchigiana. Tanti gli amici ritrovati con cui è stata condivisa una bella domenica di sport dal meteo instabile. Viviamo la manifestazione grazie al racconto del nostro inviato Michele Bazzani, autore di una bella prova.

 
(Testo di Michele Bazzani, foto di Fotocineclub Recanati)

Dopo le fatiche estive culminate con l’Oetztaler, la stagione granfondistica riprende da Recanati e dalla Granfondo Leopardiana. Sarà prova del Prestigio e quindi so che ci troverò tanti amici che ambiscono allo scudetto delle granfondo. La condizione è buona, anche se un po’ di stanchezza comincia ad affiorare, ma soprattutto è ottimo il morale.

E’ con grande entusiasmo quindi che arrivo a Recanati nel caldo pomeriggio del sabato, con le vie della cittadina che si animano al passare delle ore, piene di ciclisti e accompagnatori. “Questo di sette è il più gradito giorno / Pien di speme e di gioia” recita il sommo poeta cui è dedicata questa manifestazione e in effetti l’allegria la fa da padrona e continuerà fino a cena, che scelgo di condividere con i ragazzi della AS Roma Ciclismo, cui sono sempre legato, e gli amici giunti qui fin da Bormio.

La mattina della gara decido di andare alla partenza in bici, ma non avevo fatto i conti con i dislivelli e le pendenze che si trovano da queste parti, così che mi trovo a dover faticare fin da subito presentandomi in griglia già sudato. Nell’aria c’è una forte umidità che impedisce di respirare bene e immagino che questo sarà un elemento di maggiore difficoltà in gara.

La partenza è ad andatura controllata nel lungo tratto in discesa che ci porta nel fondovalle. Mi rilasso un po’ troppo e perdo posizioni, così che il via volante mi coglierà arretrato e impreparato. La prima salita è piuttosto pedalabile, ma davanti si crea un buco e perdiamo il primo gruppo. Poco male anche perché siamo in tanti e l’andatura del secondo gruppo è ancora buona. Per molti chilometri rimaniamo a vista mentre si susseguono una dopo l’altra le brevi salite che caratterizzano questo percorso. In questo tratto vengo riconosciuto e salutato da Paolo da Faenza, storico compagno di granfondo che rivedo con piacere dopo molto tempo. Sarà la migliore condizione, ma trovo la prima parte di gara molto addolcita rispetto all'edizione di due anni fa, quando si incontravano pendenze molto più arcigne.

I muri della parte centrale, che caratterizzano questa granfondo, non tarderanno comunque ad arrivare. I tre chilometri che portano ad Avenale sono già molto impegnativi e qui le carte si rimescolano. Con l’amica Elena Cairo cominciamo a forzare l’andatura per iniziare a recuperare posizioni. Incrociamo Cristina Prati, fresca di un fantastico titolo mondiale appena rinnovato in Australia ma ancora spossata dal jet-leg. Dopo una breve ma pericolosa discesa, dove purtroppo vedo alcuni ciclisti a terra traditi dal fondo bagnato, inizia subito un vero e proprio muro con pendenze a doppia cifra che porta in oltre un chilometro all’abitato di Cingoli.

Durerà un’eternità ma il nostro passo è buono e recuperiamo ancora. In cima mi devo fermare al ristoro per riempire le borracce, anche se devo perdere il gruppo tanto faticosamente guadagnato. Poco importa, la gamba è buona, aspetto quello dietro per percorrere in compagnia il falsopiano e la lunga discesa che porta all’imbocco del Passo della Cappella, il vero “must” della Leopardiana. Sono sette chilometri dove si alternano rampe molto ripide con tratti di sterrato. Con una progressione violenta mi riporto subito sul gruppo dove Elena ha nel frattempo raggiunto Barbara Lancioni, che corre sulle strade di casa e grande favorita della gara femminile. Faccio fatica, ma vedo che è cosa comune e condivisa. Sui tratti di sterrato mi trovo a mio agio, un po’ meno quando la pendenza comincia a mordere le gambe. Tra le ragazze è gara vera. Elena prova ad allungare verso il culmine della salita, Barbara risponde e in discesa la prende e la supera prendendo un buon vantaggio.

Nei continui saliscendi che portano verso l’arrivo, il nostro inseguimento ci porta a vederla e metterla nel mirino, fino a che un improvviso temporale oscura tutto e c’è da pensare solo a portare a casa la pelle nella discesa che intanto diventa una saponetta infida, mentre nelle mie gambe comincia ad affiorare qualche crampo. Per fortuna dura poco e la salita finale verso Recanati è ancora inondata di sole.

“Sempre caro mi fu quest’Ermo Colle”. Il Colle dell’Infinito si para dinanzi ai nostri occhi. Ed è caro anche a me visto che le più dolci pendenze mi sono amiche e con Elena distanziamo il nostro gruppo in un disperato inseguimento finale. L’arrivo è emozionante con gli ultimi 200 metri in salita su sampietrini che portano alla casa di Leopardi. Il traguardo ci accoglie con il saluto dello speaker Ivan Cecchini e l’applauso del pubblico. Barbara è arrivata da trenta secondi e si gode la meritata vittoria, ma altrettanto brava Elena giunta al secondo posto. E mentre si susseguono gli arrivi dei tanti amici presenti che saluto con gioia, ripassano alla mente tutte le emozioni vissute in queste quattro ore abbondanti di gara. Prima di rientrare verso la doccia incrocio il forte e simpatico Marco Morrone, raggiante per il suo bellissimo terzo posto, conseguito grazie a un bell’allungo dopo aver coperto la fuga del compagno Tommaso Elettrico, poi vincitore davanti a Federico Scotti. Per il Velo Club si completa quindi un vero e proprio trionfo in questa domenica leopardiana.

Al pasta party ritrovo tutti ma proprio tutti i compagni d’avventura di questa pedalata. Paolo da Roma è entusiasta come un bimbo visto che ha trovato un percorso adatto alle sue caratteristiche: “lo sai che le pendenze pericolose mi piacciono…” dice mentre abbraccia la moglie Cristina impegnata sul percorso medio. Sorridente anche Veronica che scherza sulla sua partenza al fulmicotone prima di arrendersi a un passo meno sostenuto. In effetti vedo solo sorrisi. “E il naufragar m’è dolce in questo mare…”

 
( 13 settembre 2016 )

 

 

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