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Inserito il 25 luglio 2016 alle 19:41:29 da enrico. - Letto: (3435)

Gran Fondo Le Marmotte Sestriere: il fascino del Colle delle Finestre

Ogni granfondo, perché sia di successo, deve avere una sua caratteristica che sia unica e non riproducibile. Così la granfondo torinese ha trovato in questa fantastica ascesa di montagna, metà asfaltata e metà sterrata, la sua firma.

(Testo di Enrico Cavallini, foto di Elisa Solida © Play Full)

Sono le ore 8.30 di domenica 24 luglio e l'aria di montagna è frizzantina. Il brutto tempo del sabato appena passato ha lasciato il segno, ma chi arriva dall'afosa pianura non può far altro che godersi un po' di refrigerio.

Sestriere si è vestita a festa per accogliere la seconda edizione della Gran Fondo Le Marmotte Sestriere, terza ed ultima prova del Trittico organizzato e diretto da RCS Eventi, che ha visto il battesimo alle Strade Bianche di Siena per poi spostarsi in Friuli con la durissima tappa di Cividale. Un trittico che ha segnato un discreto successo con i suoi 300 abbonati che, visto l'andazzo dei circuiti interregionali, non è certo da disprezzare, anzi.



Sono 1100 i ciclisti (tra cui tanti stranieri) iscritti nelle liste di partenza ben esposte all'interno del Palazzetto dello Sport della cittadina torinese, sede logistica della manifestazione, che da lì a poco andranno a spartirsi i due percorsi tracciati dall'organizzazione.

Ogni granfondo di successo ha una sua particolarità unica e non replicabile e qui a Sestriere la voce si leva alta all'unisono e pronuncia “Colle delle Finestre”.

Il Colle delle Finestre è un passo che collega la bassa valle di Susa alla Valle Chisone il cui punto più alto è posto a quota 2176 metri sul livello del mare. Di per sé potrebbe apparire come un normalissimo passo alpino, ma invece non lo è.

Il Colle delle Finestre è diventato molto noto ai ciclisti grazie al Giro d'Italia che lo ha reso protagonista per ben tre volte (2005, 2011, 2015). Il versante nord del valico è lungo 16,9 chilometri con oltre 1700 metri di dislivello e impegnativo con pendenza media del 9%. Le pendenze rimangono costanti per tutto il percorso, ma a renderlo ancora più difficile, e unico nel suo genere,  è la parte in sterrato dal Colletto di Meana fino alla vetta. Il tratto sterrato si apre sulla valle che diventa più ampia lasciando alle spalle il folto bosco di castagni e pini con i suoi ruscelli che accompagnano la prima parte dell'ascesa con la possibilità di assistere a un paesaggio composto da grandi distese di pascoli nella seconda parte.



Nella salita iniziale si affrontano pendenze importanti soprattutto nelle vicinanze del comune di Meana di Susa; lasciato il paese incominciano innumerevoli tornanti (negli 11 chilometri che precedono la parte sterrata se ne contano 28 su un totale di 33) fino al Colletto a quota 1452 metri s.l.m. Da ora in poi si lascia l'asfalto per lo sterrato; il fondo dello sterrato è reso perfetto dalla certosina battitura effettuata apposta solo pochi giorni prima per l'occasione. Non mancano certo le occasioni per forare, soprattutto chi ha scelto coperture troppo leggere e, quindi, sottoposte ai tagli laterali delle pietre.

Arrivati in cima si può vedere il Forte del Colle delle Finestre, costruito nel 1891 per controllare il valico, ed osservare il panorama sulle due valli sottostanti. Se lo sforzo è stato tanto, il premio è sicuramente di pari valore.

La veloce e tecnica discesa verso Usseaux non dà tregua: l'attenzione deve essere massima.



Una volta sfociati sulla provinciale non resta che risalire verso Pragelato e quindi fare arrivo a Sestriere. Qui i percorsi si dividono: i mediofondisti si dirigono verso il traguardo dopo avere percorso 93 chilometri e scalato ben 2400 metri di dislivello. I più audaci invece ripercorrono nuovamente la prima discesa fino a Cesana, dove svolteranno a a sinistra per affrontare l'ascesa a Sauze di Cesana e ricalare nuovamente a Sestriere dopo quasi 118 chilometri e 3200 metri di dislivello nelle gambe.



Sono le 7,30 di domenica mattina e la temperatura non è certo estiva. Le griglie iniziano a riempirsi di facce tra l'infreddolito, il preoccupato e l'assonnato. Passano i minuti e mano mano ci si avvicina alle 8.30, l'orario ufficiale di partenza, la griglia VIP va via via popolandosi. E' facile riconoscere il torinese Fabio Felline, porta colori del team Trek-Segafredo, così come l'inconfondibile divisa azzurra della nazionale del CT Davide Cassani non passa certo inosservata. Spiccano anche le figure del canottiere toscano Lorenzo Carboncini, del Direttore Generale di RCS Sport, Paolo Bellino, e del direttore generale di Sportograf, la nota agenzia tedesca che svolgerà il servizio fotografico agli atleti, vestito di tutto punto e pronto a pedalare sul percorso lungo.

Sono le 8.30 e con precisione svizzera, viene dato il via alla seconda Gran Fondo Le Marmotte Sestriere. La partenza avviene dal pieno centro della cittadina con discesa controllata fino a Cesana oltre 11 chilometri. Siamo nel cuore delle Alpi e, oltre alle montagne che ci circondano, sono anche i numerosissimi Alpini a ricordarcelo. Alpini militari in servizio, così come gli ex Alpini sempre fedeli alla propria penna. Alpini ovunque, ad ogni incrocio, ad ogni servizio, in ogni punto pericoloso.
A scortare i ciclisti un folto numero di agenti della Polizia Stradale di Torino, che garantiscono la sicurezza sulla strada.



Il gruppo scende compatto attraversando Oulx, Salbertrand, Exilles, Chiomonte, per giungere finalmente a Susa. Svolta a destra e si punta verso Meana di Susa. Qui iniziano i fastidi! Si attacca il Colle delle Finestre. Il gruppo inevitabilmente si sgrana e in testa alla corsa resta un minuscolo drappello di atleti, tra cui il trevigiano Enrico Zen e il bolognese Luigi Salimbeni, che andranno a spartirsi le vittorie. Giunti sulla provinciale di Pragelato il drappello di testa inizia a fare sul serio e si aprono le danze della gara con scatti e controscatti. Il bolognese al passaggio di Sestriere sceglie di passare il traguardo a braccia alzate e il veneto invece tira diritto per il percorso lungo, che vincerà da lì a poco in completa solitudine.


Gara decisamente meno combattuta in ambito femminile dove il dominio delle due vincitrici è inattaccabile. Sono quindi le due compagne di squadra Ilaria Veronese e Erica Magnaldi a salire sul gradino più alto del podio, rispettivamente della mediofondo e della granfondo.

Nel mentre i ciclisti sudavano “sette camicie”, parenti, amici e semplici turisti si godevano la spettacolare esibizione della Fanfara della Brigata Taurinense.



La festa non poteva che terminare con il consueto e abbondante pasta party, seguito dalla cerimonia delle premiazioni, alla quale non hanno voluto rinunciare il sindaco di Sestriere, Valter Marin, il sindaco di Sauze d'Oulx e l'assessore allo Sport della Regione Piemonte, Giovanni Maria Ferraris.

L'unica pecca? Che bisogna attendere un altro anno per potersi godere nuovamente una festa e un percorso così!

(25 luglio 2016)

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