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Inserito il 25 luglio 2016 alle 09:47:56 da enrico. - Letto: (3803)

Granfondo del Monferrato: buona la prima

Una vera festa la prima edizione della granfondo monferrina. Una buona partecipazione in una giornata d'estate dove i paesaggi hanno saputo offrire il meglio di un territorio dichiarato Patrimonio dell'Umanità. Ora si guarda alla seconda edizione.

(Testo di Enrico Cavallini, foto di Enrico Cavallini © Play Full)

I presupposti perché uscisse una bella festa c'erano tutti e, chi conosce i ragazzi del Ciclo Sport Casale, non ha mai nutrito alcun dubbio a riguardo.

Fatto sta che, domenica 24 luglio, a Coniolo, ridente paesino alessandrino, che sovrasta Casale Monferrato, sono ben 157 i ciclisti, dei 165 regolarmente iscritti, provenienti dai vicini paesi della provincia, ma anche da località quali la Valle d'Aosta e Bergamo, pronti ad affrontare uno dei due percorsi tracciati: il corto di 65 chilometri e il lungo di 97 chilometri circa.

L'organizzazione appare subito spartana, così come la segreteria posta sotto ad un gazebo situato nel centro sportivo del paese, ma le funzioni essenziali vengono tutte espletate nel migliore dei modi, anche senza grandi sfarzi.

Il sistema di cronometraggio e rilevamento passaggi è affidato a SDAM grazie al sistema Optipass basato su una tessera con barcode, letta ai vari punti di controllo. Un presenza che, fin da subito, fa presagire la grande volontà di fare le cose per bene.

Il pacco gara, consegnato agli iscritti, è ben rappresentativo il territorio e offre una bottiglia di vino del Monferrato, un pacco di riso e una confezione di Krumiri, i biscotti tipici di Casale nati dalle mani del pasticcere Domenico Rossi nel 1878, dalla caratteristica forma che, narra la leggenda, ricorda i baffi di Vittorio Emanuele II. A tutto ciò si aggiungono dei campioni di creme griffate L'Erbolario.

La partenza, canonicamente alla francese, possibile in una finestra temporale di 30 minuti a partire dalle ore 8.00, vede la totalità dei partenti lasciare la cittadina di Coniolo già entro le 8.15. Diciamo che lo spirito cicloturistico a cui si ispira la manifestazione, forse, è un pochino latente nei partecipanti.

Personalmente parto con il primo gruppo, scortato da una vettura di inizio manifestazione e due motostaffette, e al termine della prima salita, affrontata come se non ci fosse un domani, il battistrada conta una ventina di elementi. L'andatura è elevata e sulla seconda salita avviene la selezione naturale: i pesi piuma prendono il largo, mentre i Welter e i Mediomassimi restano a inseguire.

Il nostro gruppetto, che insegue, è formato da sette elementi, tra cui il mio vecchio amico novarese Beppe Cravero, compagno di mille avventure ciclistiche. La sua forma è decisamente migliore della mia, ma la sua presenza nel gruppo mi sprona a non mollare e dare anima e cuore per stare lì. Come disse un ciclista che incontrai anni fa, l'importante non è esserci, ma starci!

Soffro! La mia stazza non aiuta, ma mi affido all'esperienza, alla conoscenza delle mie capacità, alle salite non eccessivamente lunghe, durante le quali tento di mantenere minimo il distacco, e le discese che mi sono amiche e mi aiutano a rientrare nel gruppo.

Ciò che mi lascia piacevolmente stupito e come ogni incrocio sia presidiato dai volontari, che garantiscono la sicurezza dei partecipanti. Nonostante il traffico sia aperto e si debba osservare il Codice della Strada, la poca affluenza di auto sul percorso e l'ausilio dei volontari dà quasi una percezione di strada chiusa. Ineccepibile! Non ho altre parole.

Intanto i paesaggi collinari del Monferrato, tra cui i filari di viti la fanno da padrone, scorrono veloci davanti ai miei occhi: persino troppo veloci. Mi piacerebbe gustarmeli di più, ma voglio stare nel gruppo; ormai è una fissa.

Terminiamo il primo anello di 65 chilometri in un battibaleno. Sono passate appena due ore dalla partenza. Siamo tornati a Coniolo, dove è posto il primo controllo e il primo ristoro. Qui i partecipanti al percorso corto hanno terminato le loro fatiche, mentre chi sceglie il lungo, come il nostro gruppo, procede per il secondo anello di 32 chilometri circa.

Non mi sono portato da mangiare, in quanto avevo deciso di affidarmi ai ristori, che a onor del vero offrono tutto il necessario per affrontare il percorso senza problemi, peccato che i miei compagni di viaggio siano forniti di tutto punto con barrette, gel e qualcuno anche fialette di magnesio. Per loro nessuna sosta e mi tocca infilarmi un pezzo di crostata in bocca e ripartire di gran lena.

Dopo poco tempo siamo a Sala Monferrato dove è posto il secondo controllo e annesso ristoro. Anche qui la storia si ripete, ma essendo già pronto, evito di perdere eccessivo tempo.

Le salite scorrono veloci e mano mano che proseguo mi accorgo di andare un po' meglio (oppure i compagni di viaggio vanno un po' peggio), tanto che sull'ultima salita che porta all'arrivo a Coniolo, azzardo anche un inseguimento ai due scalatori del gruppo.

E voilà! Ad attenderci c'è ancora Manolo, al secolo Claudio Livieri, segretario del CSC, pronto a “bipparci” la tesserina. Giro finito! Ma sono soddisfatto a metà. Atleticamente ho avuto una mia rivincita tutta personale, ma cicloturisticamente non ho visto un granché.

Intanto sono numerosi i ciclisti che hanno appena terminato il primo anello e che stanno procedendo per il secondo, così mi lancio nuovamente in discesa, per andare a godermi finalmente i panorami.

Strada facendo incontro Paola, una ragazza di Alessandria, una dei 24 soci dell'ASD I Bric Alessandria che oggi hanno preso parte dalla Granfondo del Monferrato.

Ha un passo che mi si addice e decido di stare con lei e darle una mano, o meglio, tenerci un po' di compagnia a vicenda.

Intanto mi godo i panorami senza più la frenesia di poco tempo prima. Sono proprio bei posti. Da qui riesco anche a vedere, più Nord, oltre la pianura, le mie montagne.

Salita dopo salita, giungiamo all'arrivo. Mi complimento con Paola e vado finalmente a cambiarmi dopo 4 ore e 20 minuti necessari per percorrere i 120 chilometri cumulativi.

Un gran bell'allenamento che da solo avrei fatto fatica portare a casa.

E' l'ora di mangiare qualcosa e mi fiondo al pasta party. Un vero pranzo decisamente gustoso e più che abbondante: pasta al sugo, due belle fette di formaggio, pane, focaccia, salumi, gli immancabili Krumiri, una crostatina, il tutto bagnato da acqua e vino, bianco o rosso a scelta.Che mangiata!

Alle 14.30 esatte, come da programma, il presidente Renzo Livieri, dà il via alle premiazioni, che vedono salire sul primo gradino del podio proprio gli amici alessandrini dei Bric, che guadagnano così il primo inserimento nel palmares della  manifestazione.

Sono ormai le 15.00 e risalgo in macchina per tornare a casa, felice e soddisfatto per avere passato una gran bella giornata di sport in un territorio che ha tutto da offrire.

I miei personali complimenti ai ragazzi del Ciclo Sport Casale per l'ottima riuscita della manifestazione, ci rivediamo il prossimo anno.

(25 luglio 2016)

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