Articoli 
martedģ 19 novembre 2019
Granfondo Randonneč Cicloturismo Appunti di viaggio Rubriche
Sezione granfondo    
Inserito il 20 luglio 2016 alle 12:24:46 da ale.ferrarotti. - Letto: (3303)

Non è Epic , non è Hero, non è Legend... è La Comba Oscura

Domenica 17 luglio in Val Pellice è andata in scena la sesta prova della Coppa Piemonte MTB. Con un nome che pare un presagio, La Comba Oscura, si rileva un osso dura anche per i biker con un buon manico.

 
(Testo di Alessandro Ferrarotti, foto Play Full)

Si è corsa domenica 17 luglio a Torre Pellice (To) la Granfondo MTB “La Comba Oscura”, valida come sesta prova del circuito di Coppa Piemonte MTB 2016. Una manifestazione rinnovata nel percorso rispetto alle edizioni precedenti che, con i suoi 50 chilometri e più di 2000 metri di dislivello, ha saputo mettere a dura prova i quasi 400 granfondisti che si sono presentati ai nastri di partenza. Un tracciato veramente impegnativo, ma allo stesso tempo molto divertente, tecnico e dai paesaggi stupendi attraverso zone di alta montagna (il punto più alto era fissato a 1600 metri di dislivello) si è fatto apprezzare in tutta la sua bellezza.

In una giornata da cartolina e dal clima ideale, i granfondisti hanno preso il via alle 9.30 puntuali da Torre Pellice tutti entusiasti, ma anche con un po' di timore, per quello che da li a poco avrebbero affrontato.
 

Subito dopo la partenza, a velocità controllata lungo le vie del bel paese torinese, la strada sotto le ruote dei partecipanti iniziava a salire dolcemente lungo un fondo valle. Questo tratto di pochi chilometri, affrontato dai più con giudizio, durava poco perché, una volta svoltato a sinistra, la strada si inerpicava  con tratti molto impegnativi per circa cinque chilometri. Una salita asfaltata che ha avuto l'effetto desiderato: quello di allungare il gruppo in vista del primo tratto di single-track che, attraverso alcuni su e giù molto divertenti, portava la lunga fila di granfondisti allo scollinamento di Borgata Godini. Qui, una volta usciti dal fitto bosco, ed essersi resi conto di essere già molto in alto rispetto la partenza, la vista si apriva sulla splendida Val Chisone. Appena il tempo di ammirare questi bellissimi paesaggi che una breve discesa molto veloce e divertente portava i biker ad attraversare la Borgata Chiotassa; da qui un altro breve, ma tecnico, tratto di discesa giungeva a Borgata Combina.

Un breve tratto di asfalto per rifiatare e poi la salita regina della Comba Oscura che saliva inesorabile fino allo scollinamento di Vaccera. Si è trattata di una salita di 8,5 chilometri caratterizzata da un primo tratto di un chilometro in asfalto seguito da due in sterrato veramente terribili con punte che andavano ben oltre al 20%. Passato questo “calvario” la salita diventava più pedalabile e finalmente la valle si mostrava in tutto il suo splendore grazie alle faggete, alle montagne circostanti e alla vista sulla pianura del torinese e alle Langhe cuneesi. Una volta arrivati allo scollinamento, dove era stato predisposto anche un ricco ristoro, tutto era veramente spettacolare grazie anche alle tante persone accorse per incitare i propri cari e amici.

Ancora un breve tratto di salita lungo una splendida mulattiera portava i granfondisti all'Alpe Criulira che, con i suoi 1619 metri, è stata la “Cima Coppi” della manifestazione. Da qui, grazie ad una strada che fungeva da balcone naturale, la vista su tutta la valle sottostante e sulle vette circostanti distoglieva per un attimo l'attenzione sulla competizione per lasciare spazio all'ammirazione; molto suggestivo è stata la vista sullo scollinamento della salita successiva esattamente dall'altra parte della valle. Dopo questo piccolo momento di relax, ecco che bisognava tornare subito molto concentrati: la discesa seguente non lasciava spazio a distrazioni. Un primo tratto molto impegnativo e tecnico, caratterizzato da uno stretto sentiero e alcune pietraie, correva a mezza costa lungo la montagna per poi sfociare in una strada bianca molto veloce fino a alla base della salita dei Sap. Un'asperità di soli due chilometri portava allo scollinamento in prossimità del rifugio Sap, dove ad attendere i partecipanti oltre al GPM c'era nuovamente un abbondante ristoro per sfamarsi, dissetarsi e riempire le borracce d'acqua.

Un successivo tratto di falsopiano portava i biker all'imbocco di una delle discese più divertenti di giornata. La prima parte del sentiero dalle pendenze importanti, si sono potute tranquillamente affrontare sempre in sella. Nella parte finale della discesa invece, nel tratto “Kitzbuel” (così nominato per le protezioni laterali in legno), le difficoltà aumentavano di molto a causa di alcuni passaggi insidiosi sulle pietre. Arrivati in fondo con le braccia e le mani messe a dura prova, un breve tratto di asfalto (aperto al traffico ma prontamente segnalato dal personale a terra) permetteva di rifiatare in vista dell'ultima arcigna salita di giornata. Una scalata di due chilometri con i primi due tornanti molto impegnativi seguiti dal resto della salita molto più agevole, tolto l'ultimo pezzo prima del ristoro in cui si arrampicava su per la costa della montagna per sbucare nella strada sovrastante. Dopo aver approfittato dell'ultimo ristoro e aver affrontato le ultime centinaia di metri in salita fino al rifugio Barfè, ecco che iniziava la lunga discesa, intervallata da brevi strappi in salita, fino all'arrivo. Una prima parte su strada bianca fino alla Borgata Serre Malan, buttava i biker in uno stretto single-track in discesa nel bosco caratterizzato da tratti molto tecnici e stretti tornanti. Un ultimo tratto di discesa in mezzo ad alcune case portava agli ultimi 500 metri di gara in asfalto e poi al traguardo posto davanti al Comune di Torre Pellice. Una volta tagliato il traguardo il pensiero della maggior parte dei biker è stato: “veramente dura...ma che spettacolo!”. Dopo un percorso così impegnativo ed una giornata in cui si sono spese molte calorie, non poteva mancare l'abbondante e prelibato pasta-party all'interno del palaghiaccio del paese. Alla fine come diceva lo slogan della manifestazione: “ Non è una Marathon, non è Epic , non è Hero, non è Legend. Semplicemente è La Comba Oscura...e non tanto per dire”.

TI E' PIACIUTO QUESTO ARTICOLO? CONDIVIDILO CON I TUOI AMICI SU FACEBOOK!!!