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Inserito il 06 luglio 2016 alle 10:27:47 da ale.ferrarotti. - Letto: (1930)

30 anni di Maratona: il Viaggio, il Sogno, la Gioia

Il tema di questa edizione della Maratona dles Dolomites è stato il "Viaggio". Un viaggio partito ben trent'anni fa da una piccola granfondo e che ha portato all'evento di assoluta importanza nazionale e internazionale che oggi tutti conoscono. Viviamo insieme a Cesare Valentini questa edizione della Maratona dles Dolomites.

 
(Testo Cesare Valentini, foto Play Full)

Anche la Maratona delle Dolomiti diventa adulta, infatti con l'ultima edizione che si è svolta, ha raggiunto 30 anni di storia. Nata piccola come tante altre, ma capace di essere unica nel suo genere e di assurgere negli anni il ruolo di evento sportivo di massa di assoluto rilievo internazionale, sia a livello di gradimento degli appassionati sia in termini di risalto sui media. Quest'anno sono stati 9000 i partenti provenienti da 65 nazioni, tutti estratti a sorte fra le oltre 33.000 richieste d’iscrizione pervenute. Interessamento delle maggiori testate stampa nazionali e… last but not least la “mitica” diretta Rai di 5 ore e trenta minuti. Numeri, per l’intero settore, assolutamente inarrivabili. Non è in assoluto la granfondo più anziana, ma senza dubbio nel cuore degli appassionati ha un posto speciale per vari motivi: per lo scenario in cui si svolge  (patrimonio dell’umanità Unesco), per un’organizzazione perfetta alla quale nemmeno gli osservatori più pignoli si riescono a trovare sbavature e poi perché… diciamolo, se “Sanremo è Sanremo”, la “Maratona è la Maratona”!

E un apoteosi di passione pura a tutti i livelli sociali, culturali e sportivi. Può capitare di pedalare ammirando la grinta fenomenale, oltre che le funamboliche doti in discesa, di Alex Zanardi. Di riconoscere fra i migliaia di ciclisti, noti ed importanti imprenditori con cui può accadere di scambiare due parole. Può capitare di riconoscere personaggi importanti come il “CT” Davide Cassani, di ammirare l’abilità in bici di campioni di altri sport come i nazionali di Sci di Fondo o le ragazze dell’Italia del Biathlon oppure, e scusate se è poco (è accaduto a me in prima persona), di pedalare quasi tutta la Maratona fianco a fianco di una leggenda vivente come Miguel Indurain.  Intrigante quest’anno il tema dell’evento, proposto da quel fine intellettuale che risponde al nome di Michil Costa: Il Viaggio. Un lungo viaggio quello percorso dalla Maratona nei suoi trent’anni di storia, ma anche un viaggio, più breve ma certamente faticoso quello che coinvolge i ciclisti sia nel loro allenamento quotidiano sia nel loro misurarsi con le asperità e la durezza dei passi dolomitici proposti dalla Maratona.

Il viaggio come metafora della vita, il viaggio come mezzo per raggiungere i propri obiettivi e coronare i propri sogni. Il pedalare per ogni appassionato non è fine a se stesso: chi punta solo ad arrivare, chi a migliorare il tempo dell’anno precedente, chi ha giurato di mettere la ruota davanti all’amico e chi, conscio delle sue possibilità e della sua preparazione, punta direttamente alla classifica assoluta o di categoria. “Ognuno col suo viaggio, ognuno diverso…”, si può dire citando il ritornello di una vecchia canzone. E ognuno col suo sogno, un sogno che non è gratis ma che passa per sacrifici e tanta fatica. Non parliamo, beninteso, di alte idealità ma quello che si cerca e si persegue pedalando la Maratona è un “plus” che comunque ti colora la vita, te la migliora e te la rende più bella. Perché alla fine, per tutti passare il traguardo apre alla gioia. Si è comunque felici, anche se l’amico ti ha battuto, anche se incredibilmente ci hai messo un quarto d’ora in più e per giunta ti pareva di andare più forte e anche se per un’inezia sei finito giù dal podio.

L’arrivo è comunque il momento della gioia perché il viaggio non esente da rischi, che abbiamo affrontato con determinazione e forza, si è concluso. Sarebbe assurdo non esserne comunque felici e non condividere la felicità coi propri cari, che magari ci hanno pazientemente atteso. Ma generalmente, grazie a Dio, non accade perché quell’eterna bellezza di cui sono ripiene le Dolomiti, volenti o nolenti, finisce per entrare, almeno in parte, dentro ognuno dei partecipanti. Personalmente ogni volta che transito in occasione della MdD sotto le Torri del Sella, un brivido mi corre lungo la schiena e non posso fare a meno di alzare lo sguardo immergendomi al massimo nell’emozione del momento.

Ovvio, così non sarà stato per Cristian Nardecchia e Stefano Cecchini, finiti rispettivamente primo e secondo nel percorso granfondo e protagonisti della volata per la vittoria ai danni del vincitore dell’anno passato, il bolognese Salimbeni. Ma il mio invito rimane, nei limiti del possibile, di non privarsi della bellezza che ci fa solo bene al corpo e all’anima. E il prossimo appuntamento con la bellezza e l’emozione è già fissato: il 02/07/2017 per la 31ª edizione della Maratona. Si è conclusa una tappa, ma il viaggio continua...!

Classifiche complete

( 6 Luglio 2016 )

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