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Inserito il 05 luglio 2016 alle 15:47:29 da ale.ferrarotti. - Letto: (2494)

Gf Città Chianciano Terme: un week-end all'insegna dell'amicizia

Amicizia, caldo, fatica e tanta salita hanno caratterizzato la Granfondo Città Chianciano Terme. Come ogni settimana ci racconta il suo week-end di gara vissuto in allegria con tanti amici Michele Bazzani.

 
(Testo di Michele Bazzani, foto Play Full, Giordano Cioli, Michele Bazzani e Giulia Scardigli )

La Granfondo Città di Chianciano Terme, giunta quest’anno alla sua 15ª edizione, è una delle grandi classiche del granfondismo toscano. Anche se fuori dai principali circuiti regionali, costituisce sempre uno dei punti di riferimento del Circuito Master Tricolore di cui è la 4ª prova dell’edizione 2016, oltre a essere valevole per l’assegnazione del titolo di campione regionale toscano. Inoltre, proprio per la volontà degli organizzatori di legare questa manifestazione alla promozione del territorio, è stato ideato quest’anno il Gran Tour Terre di Siena che mira a valorizzare la pratica ciclistica in questo magnifico angolo di Toscana.

Già lo scorso mercoledì si era disputata, in quel gioiello che è la cittadina di Pienza, una cronoscalata che ha costituito un simpatico antipasto della gara della domenica, e mi erano bastati quei sei chilometri in salita fatti a tutta per ritrovare la piena sintonia con queste terre e queste strade. Tanta era la voglia di tornare subito a pedalare a Chianciano e in Val d’Orcia, zone che conosco bene e che adoro sia per i paesaggi mozzafiato sia per i borghi antichi posti a guardia della campagna dall’alto delle colline in cui sono adagiati. Nonostante la distanza relativamente vicina decidiamo di fare la trasferta con tutto il nostro team per godere al meglio del relax della vigilia. L’atmosfera della sera non è quella tipica del giorno prima della gara e la tensione ha lasciato spazio ad allegria e amicizia, che condividiamo a cena con gli amici del TBR Certaldo, con cui siamo soliti allenarci nelle domeniche invernali. Tra loro ci sono alcuni favoriti della gara, ma per una volta anche i big hanno deciso di lasciarsi andare e di non fare proprio vita da atleta.

Al risveglio ci accoglie una mattina già calda e soleggiata. L’umore è alto, sentiamo di aver riposato bene e prevale l’ottimismo per la gara oramai imminente. Il piano di battaglia è già pronto: Stefano e Devis faranno il percorso medio di 102 chilometri, mentre Massimo ed io ci cimenteremo sul lungo di 144 chilometri. In griglia troviamo tanti amici come Marco e Lorena, l’inseparabile e fortissima coppia abruzzese, a una ridotta ma qualificata pattuglia dell’AS Roma. I primi chilometri sono ad andatura controllata, poi all’uscita di Chianciano il via ufficiale della direzione di corsa segna l’inizio delle ostilità. Temevo molto i primi chilometri, veloci ma selettivi, proprio per la mia scarsa propensione a carburare a inizio gara. Infatti, sulla prima salita di giornata il gruppo si spezza in più tronconi ed io rimango nel secondo gruppo. La separazione dei percorsi arriva molto presto, costringendo tutti ad avere subito le idee chiare su cosa fare. Dopo il bivio, i ritmi non calano ed io non ho ancora rotto il fiato. Faccio fatica. Dopo qualche chilometro capisco il perché di tanto affannarsi: davanti ai nostri occhi il primo gruppo è molto vicino e faccio l’ultimo sforzo per rientrare. Nel frattempo mi rendo conto che ho avuto poca opportunità di guardarmi attorno: abbiamo sfiorato Montepulciano senza accorgercene e adesso stiamo attraversando un bellissimo tratto della campagna senese, poco urbanizzato, con la strada in perfette condizioni caratterizzata da frequenti saliscendi in quota.

Ma siamo in gara e c’è ancora da rimanere concentrati, superiamo il borgo di Montisi e ci lanciamo in discesa verso S.Giovanni d’Asso e il fondovalle. Qui accenno un attacco insensato, ma subito desisto rendendomi conto che sprecherei solo energie. La selezione arriverà diversi chilometri più avanti quando le salite di S.Quirico e Pienza ridurranno il gruppo di testa. E qui la luce si spenge anche per me. E mentre attraversiamo la splendida Val d’Orcia in tutta la sua lunghezza, la fatica accumulata nei primi chilometri assieme a un forte senso di spossatezza, mi induce propositi di ritiro. Nel falsopiano che anticipa le salite vere della gara, se ne vanno in fuga Fraternali e Pozzetto, che non saranno più rivisti fino all’arrivo. Poi arriva anche il caldo a complicare le cose. Bevo e mi alimento, cercando di superare la crisi. Salendo verso Radicofani il silenzio la fa da padrone. Oramai siamo staccati e mi accorgo che in gruppo non sono il solo a essere in difficoltà. La vetta e il ristoro idrico giungono come una liberazione e anche l’impegnativa successiva salita verso Celle sul Rigo viene superata. Oramai il peggio è alle spalle, non solo sotto il profilo altimetrico: la gamba comincia a girare meglio e anche i capogiri da calore sembrano passati, anche grazie a generose spruzzate di acqua sulla testa. Mi godo la vista verso il borgo di S.Casciano Bagni e mi porto addirittura in testa al gruppo a fare l’andatura. Le strade qui sono molto familiari e il percorso pare fatto apposta per andare a toccare i luoghi più belli della zona, come Cetona che emerge sull’alto di un colle sulla nostra sinistra.

La veloce pianura che troviamo dopo l’abitato di Chiusi introduce alla salita finale verso l’arrivo di Chianciano, che sarà decisiva per decidere le sorti della gara. Sul percorso medio si presentano a giocarsi la corsa una ventina di ciclisti su cui prevarrà Gregory Bianchi davanti a Stefano Colagé e Nicola Roggiolani, mentre al femminile sugli ultimi chilometri in salita, la poggibonsese Annalisa Fontanelli riuscirà a distanziare la pistoiese Chiara Turchi e la romana Valentina Pezzano. Sul percorso lungo Federico Pozzetto riuscirà a precedere il compagno di fuga Mattia Fraternali, mentre con un distacco di quasi due minuti sarà Fabrizio Mariottini a conquistare il terzo gradino del podio regolando il folto gruppetto inseguitore. Rampe finali decisive anche per la gara femminile dove l’equilibrio si spezza a vantaggio della brillante Lorena Pizzica, che precede la forte veterana Gabriella Emaldi e una coriacea Cristina Rulli. La medesima salita era stata scalata pochi minuti prima anche da Luca Panichi con la sua carrozzina, la cui gradita presenza è sempre motivo di sorriso per tutti.

Alla fine c’è soddisfazione per tutti: per i miei compagni di squadra che hanno dato il meglio di sé ottenendo tutti discreti piazzamenti, per gli amici di Certaldo che se ne tornano a casa dopo aver sbancato Chianciano con due vittorie, per la sempre allegra Roberta orgogliosa del suo “treno giallo” che l’ha supportata anche in quest’occasione. Grandi sorrisi anche per Luciano e Paolo che se ne tornano a Roma con l’allegria di un bel week-end trascorso in terra toscana, dove hanno vissuto un’intensa gara al servizio delle loro capitane. Anche per me i motivi di soddisfazione sono molteplici, ma su tutti prevale la consapevolezza di essere riuscito a superare un momento difficile di gara: il ciclismo è uno sport meraviglioso che ogni volta tira fuori il meglio di noi. Se poi si riesce a condividerlo con tanti amici, diventa ancora più entusiasmante. Anche stavolta ce la siamo goduta, anche stavolta è stato bellissimo …

( 5 Luglio 2016 )

 

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