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Sezione granfondo    
Inserito il 13 giugno 2016 alle 18:53:18 da ale.ferrarotti. - Letto: (2052)

Granfondo Cooperatori: una pioggia di Lambrusco

Si è svolta domenica 12 Giugno la Granfondo Cooperatori. La manifestazione emiliana ha visto ai nastri di partenza più di 800 granfondisti pronti a sfidarsi attraverso le colline delle terre del Lambrosco. La giornata parte e finisce asciutta, ma nel mezzo rifresca i bollenti spiriti con un potente acquazzone. Viviamo la granfondo attraverso il racconto di Davide Sanzogni.

 
(Testo di Davide Sanzogni, foto Play Full )

Partecipare alla 44ª edizione della Granfondo dei Cooperatori di Albinea è stato un mix di pensieri ed emozioni. Da un lato cercavo il riscatto rispetto all'opaca prestazione della scorsa edizione, condizionata da problemi di salute, dall'altro il piacere di cimentarmi con un percorso caratterizzato da partenza e arrivo in salita e poca pianura; tutte cose che ne incrementano la sicurezza. Mi metto d'accordo con l’amico Mirko Ziggiotti del team Roadman-Azimut, per condividere parte del viaggio. Lui arriva da Varese e io parto da Pavia dove ha sede il team per cui corro, cioè la Ride All Terrain.

Pertanto ci troviamo a Piacenza verso le 6.15, un po' in ritardo rispetto al previsto:  lui attardato da code in autostrada, io dalla sveglia che ha fatto cilecca. Ma va bene, abbiamo margine, carichiamo le bici in macchina e chiacchierando siamo ad Albinea per le 7.20. Lungo il tragitto abbiamo attraversato un violento temporale, ma qui le strade sono asciutte: speriamo, altro non si può fare. Al ritiro dei pacchi gara, in cui fa bella mostra di se una bottiglia di Lambrusco delle cantine di Albinea, incontro il mio usuale compagno di viaggio e rivale di categoria, ovvero Mauro Bonardi.

Ci diamo appuntamento in griglia per scambiarci gli usuali in bocca al lupo. Quindi io e Mirko andiamo a prepararci. Coincidenza, a fianco a noi parcheggia Alessandro Gravina del team Brontolo, e così anche la preparazione delle bici va via chiacchierando giovialmente. Prendiamo posto all'inizio della seconda griglia, circondati da atleti del team Viesse. Tra loro anche Martino Franzini e il suo forte compagno di squadra Federico Brevi, il quale vincerà il lungo, che si fermano per due parole mentre raggiungono la prima griglia di merito. Lo speaker, gli organizzatori e Mevio si alternano al microfono. Viene comunicata una ulteriore modifica del percorso, oltre a quella già prevista che ha portato a ridurre chilometri e dislivello del lungo. Questa seconda modifica elimina la salita di Castello e trova fondata ragione nello stato delle strade. Ma ecco che ci siamo, griglie compatte, e si parte mentre nuvoloni neri incombono a destra e di fronte, ma noi giriamo a sinistra e subito iniziamo a salire.
“Meno, meno furiosamente”, ma le sensazioni non sono buone, sento i quadricipiti legnosi. Eppure inaspettatamente raggiungo, tra gli altri, l'amico Antonio Usai (ancora convalescente per una faringite) e Giorgio Ripamonti. Beh, mi dico, non sono così indietro dopo tutto.

Siamo un gruppetto di circa trenta unità e procediamo spediti fino al tratto di 15 chilometri di falso piano che caratterizza la parte centrale del percorso. In otto ci alterniamo a tirare. Ci sono ben tre ragazzi del team Viesse, tra cui Federico Pola che chiuderà 7° assoluto nel medio.

A questo punto si scatena il diluvio. Sembra che Giove pluvio in persona ci abbia preso di mira. Acqua dal cielo, acqua dalle ruote. Dagli occhiali non ci vedo molto e quando arrivo al bivio del medio, pensando che si trovi sulla sponda opposta del fiume che stiamo per attraversare, lo supero. Risultato: faccio 500 metri prima di girare la bici e riprendere la corretta direzione. Con me anche Martino con cui sono in "lotta" per la Coppa Lombardia. Ci alterniamo all'inseguimento, ma ormai il gruppetto, ridotto ad una dozzina di elementi, è andato.

Lo vediamo avanti a noi a un minuto ma è un confronto impari. Qualcosa riusciamo a recuperare nella salita verso la Pietra di Bismantova, anche se il vento a tratti contrario e soprattutto il successivo falsopiano non giocano a nostro favore. Per fortuna, almeno, sta smettendo di diluviare e in lontananza degli sprazzi di azzurro ispirano ottimismo, mentre il temporale con lampi e tuoni prosegue la sua corsa allontanandosi da noi. Riprendiamo Ilaria Lombardo e il suo gregario e poi Antonio e qualche altro atleta che si è staccato dal gruppetto, ma oggi abbiamo un altro passo e in breve siamo di nuovo soli. Impongo il ritmo in salita, mentre Martino procede sicuro in discesa. Io ho ancora paura di cadere sulle ossa da poco saldatesi e sono alla prima uscita con le ruote in carbonio recentemente assemblatemi dai ragazzi di "Effettobici" di Rozzano.  Tuttavia, gradualmente trovo il feeling e mi godo sempre di più la giornata. Insolito trovarsi in due, per giunta che si conoscono ancorché "rivali" di categoria. A tratti sembra più una gita tra amici e di certo è molto più rilassante che affrontare le discese in un gruppetto. Un piccolo ulteriore incidente meccanico non rovina il momento. Nel prendere la borraccia sfilo, oltre alla stessa, anche il porta borraccia perché le viti si sono allentate sulle buche. Per fortuna siamo in salita, quindi mi fermo, giro la bici e lo recupero. In breve rientro su Martino e con lui riprendo fino a ritrovarci in pianura a 10 chilometri dall'arrivo. Continuiamo ad alternarci sfilando atleti impegnati presumibilmente sul medio, solo uno ci si accoda e scopriremo poi essere il primo di categoria degli M5 del lungo.

 

Decidiamo di tagliare il traguardo in parata alzando uno la mano dell'altro, consci che una volata sarebbe stata non solo antipatica, ma prima ancora inutile, dato il real-time nettamente a mio favore per via della griglia. Alla fine sono ventiseiesimo e quinto di categoria, scoprirò di essere arrivati appena un paio di minuti dopo il gruppo che avevamo perso.

Nel frattempo vengo raggiunto da Mirko nella graziosa piazza di Albinea in cui mi aggiro salutando molte facce note: Isidoro Panarese (6° assoluto e 1° nella mia categoria), il già nominato Alessandro (18° assoluto) e Corrado Dossi (14°) con cui mi reco al ricco pasta party insieme a Mirko e a Alberto Drisaldi del team BeBikers che rientra alle gare dopo un infortunio. Davanti a tortellini, crudo, birra e lambrusco parleremo della gara fatta e soprattutto di quelle da fare.

In attesa del mio turno, assisto alle premiazioni di amici tra cui Raffaella Genesi (lungo) e del suo compagno Andrea Orsi, forte ciclista e biomeccanico, vincitore del medio. Mi rendo conto che ormai conosco un sacco di persone che partecipano a questi eventi. Ritrovarsi con loro è un piacere e al tempo stesso, visto che vanno quasi tutti più forte di me, uno stimolo a migliorarsi.
Terminate le premiazioni e ritirato quanto conquistato, riprendo con Mirko la via di casa e contento di poter dire alle mie due bimbe e a mia moglie che oggi ho sì "vinto", ma soprattutto che mi sono divertito, ho scacciato ancora un po’ del timore post-caduta e che in ogni caso, pensando a loro, non ho corso rischi inutili.

( 13 Giugno 2016 )

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