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Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 23 maggio 2016 alle 13:32:51 da Enrico Cavallini. - Letto: (3549)

Passione o ragione alla Novecolli?

Moto o bici? Lungo o corto? Massacro o sopravvivenza? Una settimana con il tarlo che mi gira per la testa. Sono ben conscio di quali armi ho al seguito, ma la decisione da prendere è veramente ardua. Ma alla fine, per forza si deve decidere, e allora...

(Testo di Enrico Cavallini, foto di Elisa Solida e Enrico Cavallini © Play Full)

La 46ª Novecolli, per me, inizia il 24 maggio 2015. Esatto! L'anno scorso! Una gestazione di un anno, quasi quanto quella di un lama, il caprone tibetano che ti sputa se non gli stai simpatico (come mi vengono certi quadretti lo so solo io).

Mi ricordo ancora quella lunga rincorsa contro il tempo sotto la pioggia (che potete rileggere qui) per potermi assicurare la partenza in griglia rossa. Servivano 7ore e mezza e chiusi in 7ore e 27". Il primo passo per la Novecolli 2016 era stato fatto, ora mancava solo un piccolo dettaglio: allenarsi.

Ma il mio 2016 ciclistico non è dei migliori. Siamo amatori e il lavoro comanda. Tra impegni di lavoro, nuove esperienze e qualche grana in casa, come capita in tutte le famiglie, la bicicletta la metto in secondo piano. La uso tutti i giorni, ma per uscite più che altro psicorigenerative e per non più di due orette.

Mancano ormai due settimane alla Novecolli e ne mancano tre alla Granfondo Alpi Biellesi, la granfondo non agonistica che organizzo personalmente a Biella. Di "lunghi" non ne ho fatti nemmeno mezzo e anche l'ultimo periodo di brutto tempo non aiuta. Fatto sta che le armi che ho in mano per  affrontare la Novecolli del 22 maggio 2016, sono una resistenza massima di due ore e mezza, dieci chili di ciccia in più e nemmeno una granfondo corsa.

Manca una settimana ormai alla penultima domenica di maggio e ho la ferma convinzione che la mia partecipazione sarà in moto per il solito servizio fotografico al seguito della corsa, mentre Elisa, la designata iniziale starà a terra a fare da backup.

Ma un tarlo è lì che gira in testa. "La Novecolli la devi pedalare, in qualche modo, non chiederti come, ma la devi pedalare". E così piano piano nella mia mente si insinua il pensiero di farla in bici, ma devo ancora scegliere per quale percorso optare: il fattibile corto da 130 chilometri o il massacro (personale, intendo) da 200 chilometri? Non lo so ancora. Il cuore spinge sul 200! Piano piano, pedalata dopo pedalata, ce la potrei fare. C'è chi ci mette 12 ore, se ne mettessi anche nove starei ancora nel giusto! Mi riservo di deciderlo il sabato della vigilia.

Così, carichiamo baracca e burattini e, con Elisa, ci dirigiamo alla volta di Cesenatico già il venerdì. L'occasione è sempre ghiotta per incontrare gli espositori e magari riuscire a portare a casa qualche buon affare. Come ormai d'abitudine, tutta la settimana ho pedalato poco, a parte un devastante "sei ore" di MTB il mercoledì per la tracciatura del percorso fuori strada della mia granfondo, lasciandomi però fermo il giovedì per i troppi impegni, poi nulla neanche il venerdì. Il sabato mattina lo sfrutto per un'uscita con gli amici. In realtà dobbiamo svolgere un servizio fotografico al Team Granfondo Firenze B-King, il gruppo sportivo del VeloceClubFirenze, la società organizzatrice la Granfondo Firenze, mettendo in evidenza l'abbigliamento Kuthai. La gamba gira bene e non patisco più di tanto. L'idea di azzardare il lungo mi aleggia sempre più nella testa. "Ma dai, passetto dopo passetto..."

La grande festa della Novecolli prosegue con il suo format ormai consolidato e mai tedioso. Ci si diverte. Si incontrano gli amici di sempre e si stringono anche nuove amicizie e conoscenze. Le due zone approntate per il divertimento non lasciano spazio alla noia. La prima è allo stadio di Cesenatico dove è approntata tutta l'area logistica della manifestazione e un primo villaggio espositivo. Qui si svolgeranno anche i vari eventi di spettacolo, tra cui quello che attrae sicuramente di più sono le evoluzioni di Vittorio Brumotti, che non lascia nulla al caso e stupisce sempre chi lo osserva, andando, con la sua bici, contro le leggi della fisica.

L'altro punto di aggregazione è la fiera Ciclo & Vento, in pieno centro ai piedi del grattacielo, simbolo di Cesenatico. La prima vera fiera di stagione, direttamente organizzata dalla Confesercenti Cesenate, a cui nessuna grande azienda di settore vuole mai mancare.

Il sabato passa veloce, tra qualche foto, due chiacchiere con gli amici, la condivisione dell'arrivo della tappa davanti ad una birra in compagnia dei colleghi della carta stampata, la premiazione dei fedelissimi e delle società presso la sala dell'ufficio del turismo. Si va a cena presto il sabato sera, così come si va anche a letto molto presto. La sveglia suonerà di buon'ora per i ciclisti che alle 4.00 saranno già in piedi in piena fibrillazione. Come sempre mi diverto a vedere quali diete seguono i partecipanti alla Novecolli durante la colazione. Piatti di pasta e di riso, torte, panini e mix di muesli nello stessa colazione come se non ci fosse un domani. Boh! In quante Novecolli ho preso parte, penso di non avere fatto una colazione tale, nemmeno sommandole tutte. Scuole di pensiero diverse.

Ci siamo! La sveglia suona tutta arzilla gridando al nuovo giorno. La mia camera dà verso Est e in lontananza di intravede il risveglio anche del Sole. L'appuntamento è importante anche per la nostra stella, che puntuale come un orologio svizzero, alle 6.00 dovrà fare capolino da dietro il grattacielo di Cesenatico per dare il via alla Novecolli.

Alle 5.20 sono già in griglia (la Rossa guadagnata l'anno prima), ma sono arrivato tardi! Sono a un sessantina di metri dagli striscioni di partenza. Nulla di grave. Intanto ne approfitto per andare a zonzo e salutare un po' di amici. Nel frattempo Ivan Cecchini, il mitico speaker pesarese, nonché organizzatore della Granfondo degli Squali appena andata in scena(con successo), dà il via all'animazione prestart. Con lui, a tenere compagnia ai ciclisti, ci sono anche Elisa Gardini, la co-conduttrice di "A tutta bici", il programma settimanale di Tele Romagna e l'inossidabile Paolo Mutton, la voce squillante delle granfondo. Un grande evento di questo tipo non poteva che avere un grande trio di animazione.

Mancano pochi minuti al via! Il parroco dà la benedizione e il presidente del GS Fausto Coppi, Alessandro Spada, da alcuni anni al comando della "macchina" Novecolli, saluta tutti, un po' in romagnolo e un po' in un inglese-romagnolo, che ogni anno mi fa spanciare, e con qualche incitamento da DJ consumato al Cocoricò.
Intanto Vittorio Brumotti saltella con la bici sul parapetto sul canale. Un bellissimo siparietto che aiuta a stemperare la tensione della partenza che tutti sappiamo, da lì a poco, ci impegnerà e anche parecchio.

Manca un minuto alle sei di questa mattina di metà primavera, che nell'aria del canale di Cesenatico risuonano le notte dell'inno di Mameli e da buon nazionalista quale sono me lo canticchio in sordina. L'aria si impregna del fumo tricolore per dare colore al momento. Ma il destino è beffardo, o meglio, il beffardo questa volta è Eolo, che non fa spirare un filo di vento e il fumo resta a stagnare davanti la prima griglia impedendo la visibilità e ritardando la partenza di due minuti. Siamo al mare e gli unici cinque minuti di bonaccia li abbiamo trovati noi! Che fortuna!

Ma non c'è nessun problema. Si parte! La differenza che c'è tra la partenza in una griglia arretrata e la griglia rossa è la velocità. Anche questa volta, dopo poche centinaia di metri cerco ancora rapporti da buttare giù, ma ormai sto frullando un 52x11!! "E' partita una volata da 200 chilometri?" chiedo tra me e me.

Nonostante tutto, la gamba mi gira bene. Non fatico affatto a stare in gruppo. Alle rotonde rilancio bene e sto risalendo il gruppo senza neanche accusare affanno, Do anche fondo all'esperienza e per tutti i 27 chilometri, che dobbiamo percorrere per arrivare a Forlimpopoli, riesco a non mettere mai il naso all'aria. Riesco anche a rintuzzare qualche buco che si genera. La scelta del 200 comincia a prendere vita nella mia testa. Affrontiamo il primo colle, il Polenta. Non salgo certo come un motorino - mai successo e mai succederà -, ma arrivati in cima mi dico "Me lo ricordavo più duro!". Sto bene. Mi diverto nella discesa verso Meldola e nel tratto di vallonato verso Piandispino, addirittura mi sembra che il gruppetto nel quale sono vada persino troppo piano, ma rigetto immediatamente l'idea di mettermi davanti a tirare. Ora inizia la salita a Pieve di Rivoschio, il secondo colle. Lo prendo non troppo di petto. Ho l'archetto del freno posteriore leggermente fuori asse e quando salgo sui pedali, la ruota gratta. Mi fermo, sistemo e riparto. Il gruppetto è perso ma ce l'ho a vista e ne approfitto per usarlo come lepre e farmi "tirare" su. Intanto dalle retrovie risalgono i gruppi. Il brutto di partire davanti quando non ne hai il giusto, è che ti passano tutti e la tua autostima ciclistica finisce tra i raggi delle ruote. Vabbè... vado del mio passo, che è meglio! "Se non hai le gambe usa la testa".

Discesa verso Linaro quindi direzione Ranchio, per svoltare a sinistra e attaccare il terzo colle, il mitico Ciola. Abbiamo percorso già settanta chilometri e il mio fondo è finito! Ho raggiunto il mio limite e i crampi vengono a tenermi compagnia. Il Ciola non è tremendo: sono sei chilometrucci al 5,5% con qualche punta un po' più ripida, ma si fa senza problemi, se i crampi non ti invadono e le gambe continuano a girare. Sto soffrendo. Capisco che il fisico ha raggiunto il suo limite e ogni altra cosa la dovrò fare solo di testa. Sto faticando per scalare un 6-7% di salita, come farò sul Barbotto? Ci penseremo a tempo debito! Come dicono le leggi della fisica, tutto ciò che sale, prima o poi deve anche scendere e così il Ciola finisce e inizia la bella e tecnica discesa verso Mercato Saraceno. A differenza del solito non scendo a rompicollo, tanto non ho neanche il tempo da fare, e rischiare non mi sembra il caso. Ho davanti una lunga settimana organizzativa dove dovrò dare il 1000% e devo contenere ogni rischio.

Eccoci sul ponte che attraversa il Savio: destinazione Barbotto. Cinque chilometri e mezzo con il finale al 18%! Una passeggiata. Intanto incontro amici con i quali scambio qualche battuta. Mi piacerebbe stare lì con loro, ma le gambe dicono che è meglio trovarsi al bar davanti ad una birra per le chiacchiere.

Sento la voce di Mutton che in cima allo strappo incita e saluta i ciclisti. Ormai ci siamo e le due ali di folla preannunciano lo strappo. In qualche modo salgo; non so come. Ormai sono in SFR pura! E' il momento di ragionare e di essere seri, soprattutto con se stessi! "Enrico, non ce la puoi fare. Riconosci i tuoi limiti e rassegnati!". Potrei farcela, la testa mi sosterrebbe, ma il bello deve ancor venire. Siamo a metà percorso e abbiamo fatto la parte facile. Ci sarebbero da affrontare il Tiffi, con le sue brevi ma intense rampe, il Perticara che è un vero osso duro, poi Monte Pugliano che non finisce mai, il facile Passo delle Siepi e lui, il "mostro", il Gorolo! Naaa... troppa roba! Mi devasterei e non è la settimana giusta! Lascio prevalere la ragione e a Sogliano al Rubicone, alla rotonda, proseguo diritto e scelgo il 130. Formiamo un gruppetto. Mi incarico di guidare le discese che facciamo a tutta e lotto per restare agganciato negli innumerevoli strappetti che caratterizzano questo tratto. Ormai ci siamo, Savignano, Gatteo e l'arrivo. Ovviamente il mio gruppetto lancia la volata, dalla quale ne prendo subito le giuste distanze!

Ecco l'arrivo! Trovo alcuni amici e con loro scambio alcune parole.

Ho impiegato 4 ore e 31 minuti, mi avvisa SMS (i gestori del servizio di cronometraggio) con un SMS (che simpatico gioco di parole). Ho tutto il tempo per andare in albergo, farmi la doccia e arrivare in tempo per fare da backup fotografico all'arrivo dei primi che arriveranno per le 12.00.

Parcheggio l'auto, e comodamente mi avvio verso l'arrivo con la mia fotocamera, ma quando sono ancora a cento metri sento Cecchini informare che Zanetti è a un chilometro dall'arrivo. Mi metto a correre e a saltare gente come se volessi battere il record di Usain Bolt e arrivo a 30 metri dal traguardo proprio mentre Zanetti alza le braccia al cielo. Sfrutto tutto il mio 200mm e clic clic clic.. immortalato "il toso"! Ce l'ho fatta! Il forte veneziano ha pensato bene di arrivare qualche minuto prima.. forse aveva paura che la pasta scuocesse!
Dietro di lui giungono il barista spezzino Alessio Ricciardi, mentre il materano Tommaso Elettrico chiude il podio.

Ok! La mia Novecolli procede con il servizio fotografico e corro a destra e a manca per raggiungere quel o quell'altro vincitore o immortalare i vari podi. Svolti tutti i compiti che mi spettano, finalmente raggiungo il pasta party, che in realtà è più paragonabile ad una ben riuscita Festa dell'Unità! Da mangiare non manca, anzi! C'è il rischio di essere partiti magri e di ritornare a casa grassi. Pasta a volontà in tutte le salse, panini con prosciutto, mortadella, piadina con la salsiccia, hamburgher vegani, dolci di tutti tipi, torte, biscotti, persino il gelato. E poi da bere come se si volesse lottare contro l'arsura nel mondo: acqua a volontà, vino e birra senza soluzione di continuità. E l'intrattenimento con il corpo di ballo (e che corpo) e una gradita incursione di Brumotti, che esalta gli astanti.

E' ora di andare... dobbiamo sistemare tutto il materiale. Vado a complimentarmi con tutto lo staff. In primis il presidente Alessandro Spada, ormai stravolto da quanto ha dovuto correre e gestire anche la diretta su Rai Sport. Scambio qualche battuta con il presidente onorario Arrigo Vanzolini, uno dei fondatori, 46 anni or sono, della Novecolli, poi l'inarrestabile tuttofare Graziano Bertozzi, e infine Ivan Cecchini ed Elisa Gardini, ancora presenti all'arrivo mentre continuano a intrattenere gli spettatori e intervistare gli arrivati. E' appena arrivato anche l'amico giornalista e scrittore Giacomo Pellizzari che saluto con piacere.

La Novecolli è, e resta, una splendida festa che sa far divertire anche chi non ha interesse nella bicicletta. Un evento a tutto tondo, capace di coinvolgere grandi e piccini, come le centinaia di piccoli pedalatori che hanno preso parte alla Mini Novecolli di sabato pomeriggio.

Un evento di ieri, di oggi e di domani!

W la #novecolli, sempre #soloperpassione.

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(23 maggio 2016)

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