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Inserito il 17 maggio 2016 alle 13:08:40 da ale.ferrarotti. - Letto: (1986)

Granfondo Bramaterra: il fango esalta il divertimento

Ecco arrivato il 15 Maggio, giorno in cui è andata in scena la Granfondo Bramaterra - Rive Rosse. La manifestazione che si è svolta in una bellissima giornata di sole, nonostante il tanto fango, ha garantito grande divertimento a più di trecento partecepanti alla terza prova di Coppa Piemonte.

 
(Testo di Alessandro Ferrarotti, foto Play Full e Coppa Piemonte )
Dopo quasi due mesi dall'ultima granfondo in mtb, la Muretto di Alassio, eccomi tornare a prendere il via in una manifestazione dedicata alle ruote grasse. Si tratta della Granfondo del Bramaterra-Rive Rosse, nonché terza prova di Coppa Piemonte. Essendo così vicino a casa, infatti il cuore della manifestazione è il paese di Masserano, convinco anche mio papà a seguirmi nella partecipazione; lui è reduce dalla Granfondo Novara dopo vent'anni che non prendeva più il via ad una competizione. Accoglie la mia proposta con entusiasmo e domenica mattina dopo una bella colazione e aver caricato le biciclette in macchina, partiamo in direzione Masserano. Il viaggio come detto prima è molto veloce e in circa venti minuti arriviamo al punto di ritrovo della granfondo. Dopo le solite prassi di iscrizione, ritiro del pacco gara e aver attaccato il numero sulla bicicletta, iniziamo a girare la zona in cerca di qualche volto amico. Neanche il tempo di chiudere la macchina ed ecco che vedo Mattia e Marco, i miei compagni di squadra ufficiali del RDR Italia Factory Team, che sono venuti qui per cercare di fare risultato e migliorare la condizione. Insieme a loro poco dopo ecco arrivare il resto del team presente alla granfondo ovvero Luca, Matteo e Andrea. Gli uomini di fondo della squadra sono tutti presenti.
Dopo esserci aggiornati di tutte le novità e aver fatto quattro risate, mi porto in zona partenza con mio papà dove ne approfittiamo anche per sistemare il cambio e comprare un gonfia-ripara. Ormai ci siamo, rimane solo il tempo per un caffè prima di entrare in griglia in vista della partenza fissata alle ore 10. Qui saluterò mio papà, che non avendo partecipazioni a granfondo partirà nelle retrovie; io invece essendo un elite ho di diritto la prima griglia. Entrato nello schieramento vedo tutti i miei compagni schierati in prima fila e allora non posso fare altro che infilarmi tra loro e scattare un bel selfie di squadra. L'atmosfera è molto rilassata e i minuti prima della partenza passano veloce. Quando mancano cinque secondi allo start ecco che lo speaker, Fabio Balbi, fa partire il conto alla rovescia...5, 4, 3, 2, 1 e si parte. L'andatura sin da subito è molto elevata e sono io in prima persona a prendermi la responsabilità di tirare il gruppo per il primo chilometro e mezzo fino ai piedi della prima salita, dove mi sposterò lasciandomi sfilare dal gruppo. Il lancio in asfalto finisce subito e ci immettiamo in un single-track molto stretto e tecnico, caratterizzato da brevi strappi molto impegnativi. Sin da subito capisco che sarà un percorso duro reso ancor più impegnativo dal tanto fango creatosi a causa della pioggia caduta in settimana; a questo proposito bisogna fare i complimenti all'organizzazione per il gran lavoro svolto sul percorso. Proseguo nello sforzo lungo il tracciato che non da respiro, ormai sono una maschera di fango e la mia mtb ha già iniziato a fare strani rumori.
Finalmente ecco il primo ristoro, sono già parecchio provato e quando guardo il garmin e vedo che ho percorso solo 15 chilometri, mi viene un senso di sconforto nel pensare che ne avrò ancora 30 da fare. Poco dopo ecco che la sfortuna mi colpisce, quegli strani rumori erano il preavviso della rottura della catena. Mi fermo con tutta calma e con altrettanta pazienza mi metto a sistemare la catena, fortuna vuole che mi ero preso tutto il necessario dietro. Ormai la gara è andata e allora dato che sono venuto con mio papà e l'intenzione iniziale era quella di farla insieme, decido di aspettarlo. Nel frattempo che attendo il suo arrivo vedo sfilare davanti a me tanti volti già provati e pieni di fango, anche quelli di tanti amici che mi salutano e mi chiedono se è tutto a posto. Da dietro la curva ecco spuntare “il mio vecchio”, al quale spiego come sono andate le cose e che ho deciso di terminarla con lui. È molto contento fino adesso, si è divertito come un matto in mezzo a tutto quel fango e pozzanghere che sembravano piscine. Da qui in avanti proseguiremo insieme lungo sentieri molto larghi e tratti di tagliafuoco intervallati da qualche pezzo di sentiero in discesa a volte anche molto tecnico. Procediamo molto bene, mio papà ormai è su di giri e recuperiamo parecchie posizioni soprattutto in discesa; anche se l'età avanza in discesa va ancora come un matto. I chilometri in questa seconda parte di tracciato corrono più veloci, ormai gran parte del dislivello l'abbiamo superato e ci stiamo dirigendo verso l'arrivo della granfondo.
Qua e là vedo concorrenti fermi a bordo strada con problemi meccanici a quali, nel limite del possibile, presto assistenza fornendo qualche attrezzo che ho nella borsa degli attrezzi. Si prosegue, le gambe iniziano a fare male come gran parte del resto del corpo. Guardo il garmin quando abbiamo 31 chilometri, siamo quasi al paese di Casa del Bosco ed ecco che di nuovo la catena si rompe. Senza pensarci dico a mio padre di continuare, non voglio che si fermi ad aspettarmi e rovinarsi così la granfondo dopo tanto sforzo. Provo ad aggiustarla ma questa volta non ci riuscirò, le tante maglie della catena rovinate me lo impediranno. Non ho altro da fare che mettermi l'anima in pace e proseguire a piedi verso il traguardo. Peccato ci tenevo a concludere la granfondo in un altro modo anche perché mi stavo divertendo parecchio. Procedo a piedi per circa 5 chilometri quando come un miraggio, vedo un furgone che si ferma, mette le quattro frecce e il conducente mi dice di salire. Si tratta di Marco, elicotterista dell'Augusta e anche lui dentro lo staff organizzativo delle gruppo Rive Rosse. Per questa granfondo non era presente per impegni personali ma pochi istanti prima, superandomi in macchina e capendo la situazione, è tornato a recuperarmi per portarmi all'arrivo. Non smetterò di ringraziarlo fino a che non mi scaricherà nella zona del traguardo. Nel frattempo all'arrivo si vedeva l'arrivo solitario di Francesco Martucci tra gli uomini mentre tra le donne trionfava Gaia Ravaioli.

Dopo aver scaricata la bicicletta dal furgone e salutato Marco, rincontro mio papà con il quale mangio qualcosa al ristoro e successivamente mi dirigo alla macchina dove ci cambiamo, carichiamo le biciclette in macchina e ripartiamo subito. La bella giornata vissuta con mio padre si concluderà poi con il resto della famiglia in riva al lago di Viverone tra sole, gelati, caffè e tanto relax. 

 Di seguito:

 

( 17 Maggio 2016 )

 

 



 

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