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Inserito il 22 giugno 2011 alle 23:41:23 da Enrico Cavallini. - Letto: (5402)

Paolo Castelnovo - L'assistente alla Bocconi

Laureato in Scienze Economiche, attualmente è studente di Dottorato in Economia Pubblica e lavora da assistente didattico all'Università Bocconi. Salito in bici a 19 anni, dopo cinque anni da granfondista prova l'avventura da Dilettante. Passano due anni e torna tra gli amatori. Un giovane senza grilli per la testa, con belle ambizioni e la semplicità del ciclista che pedala per passione. Ecco come si racconta.

di Enrico Cavallini (foto Play Full)


Paolo Castelnovo

Nata a: Milano

Il: 5 aprile 1984

Residente a:  Milano

Squadre:
dal 2004 al 2007 S.C. Genova 1913 Milano (amatore)
2008 ISDC Milano Team Pezzetti (amatore)
2009 e 2010 S.C. Fagnano Nuova (elite)
2011 ISDC Milano Team Pezzetti (amatore)


Attuale occupazione:
Studente di Dottorato presso l'Università Cattolica di Milano (Dottorato in Economia Pubblica) e assistente alla didattica presso l'Università Bocconi di Milano


Ciao Paolo, ti stiamo vedendo sempre più salire sui podi della prove piemontesi, soprattutto quelle legate alla Coppa Piemonte. Ventisettenne di Milano, due anni da dilettante (2009-2010) nella Fagnano Nuova è tutto ciò abbiamo trovato su di te in Internet. Abbiamo bisogno del tuo aiuto per conoscerti un po' meglio.

La passione per la bici: come è nata e che età avevi la prima volta che sei salito in bici con l'intenzione di fare le cose sul serio?
La passione (grandissima) per la bici è nata molto tardi, a 19 anni, e quasi per caso. Nell'estate del 2003, mentre ero in vacanza in Veneto dai nonni materni, ho iniziato a fare qualche giro in bicicletta. Inutile dire che mi sono subito innamorato di questo sport e così, a settembre, una volta rientrato a Milano, ho maturato la mia decisione: dopo 10 anni di tennis, forse anche un po' demotivato da risultati non brillantissimi, avrei cambiato sport e mi sarei dedicato alla bicicletta. Purtroppo, vista l'età, non avevo molta scelta: dovevo per forza cercare una squadra amatoriale, non potevo certo cominciare a correre tra gli Under 23 senza essere praticamente mai andato in bici! In più stavo per cominciare l'università e i due impegni sarebbero stati quasi impossibili da conciliare. Ho quindi cercato su Internet quali squadre amatoriali ci fossero a Milano e ne ho trovata una con sede abbastanza vicino a casa mia: la S.C. Genova 1913 Milano.
E' stato così che nel 2004 ho iniziato la mia prima stagione ciclistica da granfondista, cimentandomi subito sui "lunghi" (ragazzi che cotte, me le ricorderò per tutta la vita!). E la passione e l'impegno sono via via aumentati...3 GF disputate nel 2004, 7 nel 2005, 10 nel 2006, 17 nel 2007 e così via...fino a decidere di cogliere l'occasione che la Fagnano Nuova (che voglio ancora ringraziare, in particolare il presidente Giani e il DS Sergio Cerutti) mi ha dato di correre due anni tra i dilettanti.   

Arrivi dall'attività giovanile con due anni da dilettante. Come mai non hai provato il passaggio al professionismo?
Come si può capire dalla mia precedente risposta, dire che arrivo dall'attività giovanile non è molto esatto...! Anche per quanto riguarda i due anni tra i dilettanti, la mia è stata un'esperienza abbastanza particolare, nel senso che non ho mai vissuto il ciclismo come una "professione", ma come un divertimento e uno svago, come lo era stato il tennis precedentemente. Anche negli ultimi due anni, infatti, il ciclismo non è mai stato per me un'attività a "tempo pieno". Subito dopo essermi laureato nel marzo del 2009 ho cominciato a lavorare come assistente all'Università Bocconi. Anche se avevo abbastanza tempo a disposizione per allenarmi, non era però sicuramente sufficiente per il tipo di impegno richiesto dall'attività dilettantistica.
Il termine "dilettante" è infatti un po’ fuorviante, nel senso che in tutte le squadre più importanti i corridori sono dei veri e propri professionisti, che nella vita si dedicano solo al ciclismo, vivono per molti mesi all'anno nel ritiro della squadra, sono stipendiati, sono seguiti da fisioterapisti e massaggiatori, etc.  Per me l'esperienza tra i dilettanti non è stato niente di tutto questo: ho continuato bene o male la vita che facevo prima, semplicemente allenandomi un po' di più e partecipando ad un tipo di gare diverso dalle GF.
Non essendomi mai dedicato interamente alla bici mi è risultato difficile emergere in un mondo dove la competizione è così esasperata ed il livello medio dei corridori molto alto. Inoltre devo dire che all'inizio, avendo poca esperienza, ho fatto non poca fatica ad abituarmi a "stare in gruppo"... finivo sempre in coda dove ad ogni ripartenza si fa il doppio della fatica!
Ma soprattutto, purtroppo ormai da anni (chi mi conosce lo sa bene!), soffro di problemi alla schiena che non riesco a risolvere (nonostante infinite visite ortopediche e sedute da fisioterapisti ed osteopati) e che non mi permettono di allenarmi con continuità e di esprimermi al meglio in gara. Se poi aggiungiamo l’allergia nel periodo primaverile-estivo…
Rimane proprio questo il mio grande rimpianto: non essere riuscito a dimostrare tutte le mie potenzialità a causa di qualche problema fisico di troppo.
Per tutti questi motivi nei due anni da dilettante non ho quindi ottenuto risultati tali da farmi sperare in un passaggio al professionismo, anche se qualche piccola soddisfazione sono riuscita a togliermela, con qualche dignitoso piazzamento nei primi 10, come il 4° posto alla Trento-Monte Bondone nel 2009.
C’è anche da dire che, per uno "scalatore puro" come me, la vita tra i dilettanti è abbastanza dura... le gare con salite lunghe sono davvero poche, di solito si corre su circuiti interamente pianeggianti o con strappi di pochi chilometri. I percorsi delle GF sono sicuramente più adatti alle mie caratteristiche fisiche.

Qual è il tuo titolo di studio e di cosa ti occupi nella vita per "tirare a campare"?
Sono laureato (laurea triennale e laurea specialistica) in Scienze Economiche presso l'Università Bocconi di Milano. Al momento sono studente di Dottorato presso l'Università Cattolica di Milano (Dottorato in Economia Pubblica) e collaboro con l'Università Bocconi come assistente alla didattica (mi occupo di fare esercitazioni, correzioni esami, ricevimento studenti, etc.)

Ce la racconti una tua giornata tipo?
Descrivere una mia giornata "tipo" mi risulta abbastanza difficile, dal momento che quasi ogni giorno ho orari ed impegni differenti... a volte sono in università dalle 9 alle 18.30, a volte ho mezza giornata libera, e qualche volta (se sono davvero fortunato!) può capitare che un giorno della settimana non abbia nè lezioni da seguire nè lavoro da fare. Comunque, mediamente, quando non sono impegnato in Università, divido il mio tempo tra lo studio e la bicicletta (purtroppo non in parti eque, visto che, essendo gli esami del Dottorato molto impegnativi, la seconda attività viene spesso sacrificata!). In più cerco di non farmi mancare le uscite con gli amici, anche se, da bravo sportivo, non mi piace fare troppo tardi. Come puoi capire la mia vita è quindi molto “intensa” e non ho mai il tempo di annoiarmi!  

Come ti pianifichi gli allenamenti settimanali?
Visto che sia gli orari sia il carico di lavoro (a seconda che sia sotto esame o no) sono molto variabili, pianificare gli allenamenti con delle "tabelle" quest'anno mi risulta abbastanza difficile. In più i problemi alla schiena mi impediscono di allenarmi come vorrei: spesso capita che un giorno in cui ho programmato un allenamento "pesante" in realtà poi non posso farlo. Comunque, in linea di massima, la mia settimana ciclistica è organizzata nel modo seguente: 2-3 uscite da 2h circa in pianura (a Milano non c'è molta salita!), alla sera o al mattino presto, 1 uscita di 4h con salita (di solito vado nel Varesotto o nell'Oltrepò pavese) e la gara la domenica.   

Hai famiglia? Sei sposato, fidanzato, figli?
Non ho figli, non sono sposato e al momento nemmeno fidanzato (se ci fosse in gruppo qualche ciclista carina interessata...;-) ). Posso assicurare che non è facile conciliare bici/studio/lavoro/ragazza!!!

Il tuo team non è certo uno di quelli blasonati nel mondo delle granfondo, sebbene tu abbia delle buone capacità per potere stare in una squadra più organizzata. Non hai mai pensato di potere entrare in uno di questi "squadroni"? Se sì, quale sarebbe il team che più si confà al tuo modo di pensare al ciclismo?
E' vero, corro in una squadra "piccola", generalmente non siamo più di 3-4 a partecipare ad una gara e a volte mi capita anche di essere da solo. Niente ammiraglia, niente rifornimenti in gara, niente accompagnatori...siamo molto "spartani", dei veri amatori! Però con i compagni mi trovo bene e mi dispiacerebbe cambiare... Inoltre non so se mi piacerebbe correre in uno "squadrone": non mi piacerebbe avere obblighi di risultato o di partecipazione alle gare, ma mi piace scegliere da solo quali GF fare e quali no, non vorrei avere ordini di squadra, ma fare ogni domenica la mia gara. E poi, soprattutto, non mi piacerebbe rischiare di trovarmi in squadra con certi personaggi diciamo "poco puliti" che a volte (ovviamente non sempre, non voglio certo generalizzare), purtroppo, fanno parte di questi team. Ci sono però due squadre (ma non voglio fare nomi) che, senza essere i classici "squadroni", hanno ragazzi molto forti ed in gamba, che ormai conosco da anni e che stimo molto sia come ciclisti sia come persone, che si sono interessate a me negli ultimi mesi e la cosa mi fa senz'altro molto piacere. Ma, come ho già detto, lasciare la mia squadra mi dispiacerebbe per questioni "affettive".

Veniamo alle ultime due domande di rito. Hai un sogno ciclistico nel cassetto?
Sì, nel 2012 punto all’accoppiata Giro-Tour. No, scherzi a parte direi che ne ho due: il primo è quello di risolvere finalmente i miei problemi alla schiena e riuscire quindi ad esprimermi al meglio e ad allenarmi con continuità senza soffrire troppo in bicicletta... di fatica se ne fa già abbastanza pedalando! Il secondo è ovviamente quello di vincere qualche GF, in particolare quelle "da scalatori" come la Pantani, Saint Vincent, la Gaul o la Maratona dles Dolomites e la Sportful, anche se, con le nuove regole (secondo me assurde) che hanno introdotto quest'anno, le ultime due chissà quando potrò farle...

E invece un sogno personale, rivolto alla carriera e/o la vita di tutti i giorni?
Il sogno personale è quello di trovare la ragazza giusta (cosa non che facile!), avere una famiglia felice, riuscire a fare un lavoro che mi interessi (mi piacerebbe molto restare in ambito accademico per fare ricerca ed insegnare) e che ovviamente mi lasci anche il tempo per allenarmi! Chiedo forse troppo?


Grazie Paolo, sei stato veramente esauriente e anche molto simpatico.
Un grosso in bocca al lupo per le prossime avventure..

Enrico Cavallini

(22 giugno 2011)


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