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Inserito il 10 maggio 2016 alle 12:56:44 da ale.ferrarotti. - Letto: (2076)

La Città del Cristallo ospita la Granfondo Vernaccia

Non si poteva chiedere più di quello che è stato. Infatti domenica 8 Maggio a Colle Val d'Elsa, la "Città del Cristallo", in una giornata dal meteo stupendo, a preso il via la 20ª edizione della Granfondo della Vernaccia. Anche questa settimana, l'instancabile Michele Bazzani, ci racconta la "sua granfondo" e le emozioni visstute lungo le strade senesi.

 
(Testo di Michele Bazzani, foto Play Full )

La Granfondo della Vernaccia taglia quest’anno il traguardo delle venti edizioni, che hanno segnato la nascita e la crescita del movimento cicloamatoriale in Toscana che, da tradizione, si presenta come una delle regioni leader nel panorama nazionale. Attendevo da tempo quest’appuntamento, perché questa è per me la granfondo di casa, sia perché sviluppa sulle strade teatro dei miei allenamenti sia perché qui troverò tanti amici ciclisti con cui, soprattutto d’inverno, condivido le uscite in bici.

Già dall’anno scorso la manifestazione si è spostata da San Gimignano, che tradizionalmente la ospitava, a Colle Val d’Elsa: nonostante il rammarico di molti, con questo cambio la logistica è nettamente migliorata, giacché il centro nevralgico per tutte le operazioni pregara e per tutti i servizi è concentrato presso il Palasport de La Badia, in una zona che fornisce nei pressi anche ampie possibilità di parcheggio. La buona impressione avuta l’anno scorso è pertanto confermata anche quest’anno, penso, mentre nel primo pomeriggio attraverso gli stand del villaggio espositivo per andare al consueto rito del ritiro dei pacchi gara. È ancora presto ma c’è già il fermento tipico della vigilia di un grande evento. Colgo l’occasione per salutare l’organizzatore Paolo Marrucci che si rivela soddisfatto del numero degli iscritti (oltre i mille), soprattutto in considerazione dei tanti eventi cicloamatoriali che contestualmente si tengono nella stessa data. Personalmente ritengo però che la Vernaccia meriterebbe una maggiore partecipazione, anche in virtù del fatto che la collaudata macchina organizzativa – cui partecipano attivamente i ciclisti del G.C. Amatori di S.Gimignano per una volta in altra veste – ha già mostrato di poter sostenere senza problemi numeri ben più elevati.

La scelta di Colle Val d’Elsa si rivela azzeccata anche la domenica mattina quando via Roma, dove sono allestite le griglie di partenze, comincia a pullulare di appassionati e comuni cittadini che per amore del ciclismo o per curiosità apprezzano questo nuovo evento nella cittadina valdelsana.

Nel frattempo mio fratello Marco, che viene sempre più contagiato dalla passione per le granfondo, si dirige subito alla partenza assieme ai compagni della Tafani Bike, Valter e Filippo. Sono in ultima griglia e fremono per avere almeno lì una buona posizione di partenza. Io e i miei compagni di squadra ce la prendiamo un po’ più comoda, ma non troppo, anche perché la voglia di far parte della festa è tanta. In griglia vip ci sono in prima linea Matteo Piantedosi e Roberto Sgalla, rispettivamente vice-capo della Polizia e Direttore Centrale delle Specialità di Polizia. Oggi godranno di un’allegra pedalata in compagnia in un ruolo a loro insolito, ma la loro presenza attribuisce autorevolezza al campo partenti. Tra gli altri volti noti scorgo il professionista Alan Marangoni, qui con la fidanzata anche lei in bici, e saluto Stefano Gazzarri, reduce dall’organizzazione della sua bella granfondo in quel di Pomarance e qui tornato finalmente a pedalare, peraltro in ottima forma. In prima fila anche Matteo Zonta, della Decathlon importante partner dell’organizzazione, con cui mi stringo spontaneamente la mano prima del via. Dopo i saluti di rito degli amministratori comunali viene abbassata la bandiera a scacchi che segna l’inizio della contesa.

Nei primi chilometri, già in leggera salita, cerco di tenere le prime posizioni del gruppo che già viaggia forte. Mi accorgo che il livello dei partecipanti è anche quest’anno molto elevato e tutti vogliono stare davanti. Ci lanciamo ad alta andatura nella discesa che ci riporta nel fondovalle dei Foci, dove il gruppo si presenta già molto allungato. L’inizio della salita di Vico d’Elsa, forse la più selettiva di giornata, giunge quasi come una liberazione. Vedo la testa della corsa sparire dietro il primo dosso, mentre il cardiofrequenzimetro entra presto in zona rossa. Il gruppo si spezza in tanti tronconi. Nemmeno il tempo di rifiatare in una brevissima discesa e subito si riprende a salire verso Pastine. Qui la selezione diventa sostanziale, così come l’acido lattico che intossica i muscoli; non me la sento di forzare troppo oltre i miei limiti e decido di proseguire del mio passo. La corsa è ancora lunga, ben 165 i chilometri previsti. Nel frattempo mi sono avvicinato a casa: me lo ricordano parenti e amici accorsi a fare il tifo … “Vai Zio!” è il grido che sento prima di svoltare a destra e imboccare la discesa verso S.Appiano. Un’emozione unica. Adesso la strada scende ripida, con quattro tornanti stretti e pericolosi, ma ho una conoscenza “millimetrica” di questo tratto e consiglio a tutti un po’ di prudenza. Entriamo in Poggibonsi ad alta velocità per svoltare nella lunga e pedalabile salita che ci porterà verso Castellina in Chianti. In questa ascesa è importante disporre di un gruppo che faccia velocità in maniera costante: non è il nostro caso, poiché procediamo a strappi, e siamo raggiunti da un gruppo molto numeroso.

La buona notizia è che qui trovo i compagni Massimo e Stefano con cui proseguirò per il resto della gara. Giunti nel ridente borgo chiantigiano, dove trovo altri ciclisti locali a fare il tifo a bordo strada, la selezione è ormai fatta e ci aspettano tanti chilometri da fare in piena velocità. Superiamo il borgo di Fonterutoli prima di gettarsi in picchiata verso il fondovalle. Qui attraversiamo uno dei tratti più belli del percorso con colline verdissime punteggiate da casolari e da alcuni piccoli borghi come Lornano. Purtroppo la giornata grigia non consente di assaporare a pieno la bellezza dei colori, ma c’è anche e soprattutto da correre veloci. In pochi minuti siamo nuovamente sulla via Cassia che prendiamo in direzione di Poggibonsi in un vallonato che, attraverso Monteriggioni, continua tendenzialmente a scendere. Il percorso di gara si avvolge su stesso quasi a cercare alcune difficoltà altimetriche: il duro e breve strappo di Fontana mi riporta alla realtà di una condizione non ottimale e devo stringere i denti. “Vai Michele, non fai niente tutta la settimana, impegnati almeno oggi!” è il curioso incitamento che ricevo da un amico a bordo strada. In effetti, mentre saliamo dolcemente verso Strove, mi giunge la tentazione di girare per il percorso più breve, ma Massimo non accetta scuse e mi scuote dal torpore. I chilometri dopo la separazione dei percorsi sono i più duri: prima la salita verso Scorgiano, poi saliscendi su una strada tecnica e tortuosa, poi senza soluzione di continuità, l’impegnativa salita di sei chilometri verso il valico degli Incrociati. Il ritmo è sempre sostenuto, si fa veramente fatica e il nostro gruppo comincia a selezionarsi.

Capisco che sarò il prossimo a cedere, ma l’incitamento dei miei compagni (più brillanti oggi) e una reazione di orgoglio mi aiutano a resistere strenuamente fino in cima. A volte la testa arriva dove non arrivano le gambe: anche per questo il nostro sport ha un fascino particolare. In fondo alla discesa un crampo mi scuote la gamba destra con un dolore lancinante, ma lo ricaccio subito indietro. Non posso mollare ora dopo tanta sofferenza. Intanto il percorso si fa più dolce e scorrevole con lunghi falsopiani dove fare velocità. Siamo nel gruppo con Claudia Gentili, in piena ripresa dopo l’infortunio d’inizio stagione, che guida la gara femminile e i suoi instancabili gregari, Manuel e Gaetano, profondono generosamente le loro energie. Così recuperiamo molti corridori lungo il tracciato di gara, tra cui l’amico Simone, anche lui in preda ai crampi ma autore finora di una prova superlativa. Le ultime salite di Mensano e Casole potrebbero essere devastanti, ma la crisi è ormai passata e vedo il traguardo all’orizzonte. Nei quindici chilometri di sostanziale pianura che ci portano al traguardo, ho anche la forza di passare davanti per dare qualche cambio, prima di defilarmi nella volata finale in leggera salita. Anche questa è fatta e, dopo il traguardo, abbraccio felice mia moglie Agnieszka che mi stava aspettando. A farci festa ci sono anche gli altri compagni Denis e Stefanino che hanno optato per il percorso medio, a loro volta felici per le proprie prove, anche se non del tutto soddisfatti.

Il primo a tagliare il traguardo era stato, per la quarta volta in stagione, il friulano, valdelsano di adozione, Federico Pozzetto che batteva in volata i compagni di fuga Nucera, Scotti e Ostolani, mentre al femminile la citata Claudia Gentili sopravanzava di oltre sette minuti le pesaresi Barbara Genga e Alessandra Corina.

Sul percorso medio era stata una volata di quasi trenta ciclisti ad aggiudicare la vittoria che andava a Silver Lazzeri davanti a Antonio Valletta e Massimo Pirrera, con Silvia Cattani che si aggiudicava la gara femminile con quasi cinque minuti di vantaggio su Alison Testroete e Annalisa Fontanelli giunte nell’ordine.

La stanchezza arriva puntuale nell’immediato dopogara. Per fortuna le docce calde e un pasta party veramente abbondante, con la chicca delle consuete salsicce alla griglia, aiutano a ristorare subito le forze e a far salire l’allegria nella tavolata che allestiamo con gli altri amici per condividere racconti ed esperienze di una bella granfondo vissuta intensamente. Sono tante le storie da raccontare: quella di Lorenzo, che mi ha tirato il collo su tutte le salite e malamente caduto all’ultimo ristoro, per fortuna senza conseguenze, quella di Marco, la cui condizione cresce con la temperatura e che oggi si è speso a favore dei compagni di squadra, quella di Lorena un po’ delusa per il podio sfuggito per poco, ma felice per il bel week end trascorso in Toscana e quella degli altri mille ciclisti che, ognuno dei quali, si è reso a modo suo protagonista di una cavalcata sulle strade del Chianti e della Valdelsa. Noi da domani torneremo a solcare in bici queste strade e questi bellissimi luoghi, magari a ritmi più tranquilli. A tutti gli altri diamo appuntamento all’anno prossimo …

Di seguito il Comunicato Stampa Ufficiale della manifestazione dove si possono trovare tutte le informazioni riguardanti la “Granfondo Vernaccia"

( 10 Maggio 2016 )

 

 



 

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