Articoli 
mercoledģ 13 novembre 2019
Granfondo Randonneč Cicloturismo Appunti di viaggio Rubriche
Sezione granfondo    
Inserito il 04 maggio 2016 alle 17:08:15 da ale.ferrarotti. - Letto: (2536)

Anche Perugia ha la sua Granfondo

Come visto per altre importanti granfondo italiane, come Roma e Firenze, anche la granfondo di Perugia, come sede di partenza, per questa edizione ha scelto il centro storico della città. Viviamo questa granfondo, chilometro per chilometro, grazie al racconto di Michele Bazzani

 
(Testo di Michele Bazzani, foto Play Full )
 
Sono le ore nove di domenica 1° Maggio, quando entro nel centro di Perugia e in Corso Vannucci. Trovo già tutto allestito per la partenza della granfondo con le griglie già piene di ciclisti. Un attimo di esitazione e dopo qualche istante sono tra loro. Alla nostra sinistra il Palazzo Comunale, davanti a noi la Fontana Maggiore, uno dei monumenti medievali più noti d’Italia. Sta qui la vera novità di questa manifestazione, rinnovata nel percorso e nel nome, che ora prende quello altisonante di “Città di Perugia”. Le granfondo si stanno sempre più appropriando dei centri urbani, e dopo Roma e Firenze, eccoci a invadere ancora una volta il centro storico di una città. Veramente emozionante.

Dietro di me c’è il simpatico e chiassoso gruppo del Team Bike Racing Certaldo, guidato dal “capitano” Federico Pozzetto, con cui mi alleno durante le domeniche invernali e con cui ho percorso gli otto chilometri in salita che separano il raduno di partenza dal centro di Perugia. Una pedalata ideale per scaldare le gambe in vista della partenza che, per una volta, non sarà a freddo. Tra i molti volti in griglia riconosco quello della sempre sorridente Roberta Chiappini, che punta a fare bene sulle strade di casa nella prova di apertura del Master Tricolore. Poco distanti, molto più concentrati, gli amici fiorentini Francesco Vitali ed Elia Paoletti, in trasferta con le famiglie ma qui presenti per “fare la corsa”. Scruto il cielo sopra di noi: la pioggia che è scesa copiosa durante la notte, sembra aver fermato la propria corsa e il cielo promette una gara asciutta, anche se ci sarà da fare attenzione, almeno all’inizio per le strade ancora bagnate.

Uscire da Perugia, subito dopo lo start, è infatti piuttosto complesso, sia per gli scivolosi lastroni delle vie del centro storico sia per la strada in discesa. Per fortuna la partenza viene controllata abilmente dalla direzione di corsa, ma dopo il chilometro zero si inizia a fare sul serio e ad andare velocissimi nella strada che, fuori città, continua a scendere. Ed è proprio l’elevata velocità, assieme a un po’ di disattenzione, a provocare una caduta nella parte centrale del gruppo, nella quale mio malgrado vengo coinvolto pur non riportando danni né al fisico né alla bici. Riparto in fretta dopo qualche istante, assieme ad altri ciclisti, ma subito mi accorgo che il gruppo se n’è andato e con lui le mie speranze di fare una bella gara. Dopo poco inizia la lunga salita che porta al Letto di San Francesco: vedo davanti a me il gruppo che si spezza in più tronconi, via via che le pendenze si inaspriscono, senza mai toccare punte elevate. Provo a rimontare posizioni salendo del mio passo e sento che la gamba risponde bene. Trovo l’amica Annalisa che invito a prendere la mia ruota, ritrovando un po’ di motivazioni e continuando a salire di buon passo. Purtroppo una foratura a inizio discesa ferma la sua corsa mentre si trovava in ottima posizione, per cui mi trovo nuovamente solo. In quel momento spunta, incredibilmente, un raggio di sole quasi ad accendere le acque verde smeraldo del Lago Trasimeno su cui planiamo nella discesa, che attraverso Castel Rigone, ci riporta a fondo valle. Mi prendo tutta la calma necessaria per ammirare il panorama, consapevole che oramai non ho più niente da chiedere alla mia gara. Anche il percorso lungo il lago è di straordinaria bellezza, attraverso i centri di Magione e San Feliciano. Qui recupero un gruppo numeroso per percorrere in compagnia il resto della gara, anche se, trovandomi nelle retrovie, l’andatura è piuttosto lenta. Attraversiamo una zona finora a me sconosciuta, fatta di numerosi saliscendi, anche impegnativi, attraversando piccoli paesi con nomi da fiaba: Agello, Solomeo, Spina, Olmeto… Vista la bassa andatura ho modo di scambiare qualche parola con i compagni di viaggio: Andrea Antonini, mio storico “avversario” che quest’anno si cimenta sui percorsi medi, e Andrea Ferretti, che gentilmente mi passa una barretta poiché ero rimasto senza dopo la caduta. Al bivio del percorso lungo rimaniamo solo in quattro e la cosa mi preoccupa poiché mancano ancora più di sessanta chilometri, quasi tutti in pianura. Questo tratto è un po’ noioso, anche se ogni tanto la vista spazia verso la bella città di Assisi. Cerchiamo di fare velocità andando regolari, finché a venti chilometri dall’arrivo, giunge quasi liberatoria la salita verso il bel borgo di Bettona, dove provo a sprigionare un po’ di cavalli. Da lì al traguardo sarà una cronometro per la fretta di terminare la prova. All'arrivo, trovo appostata la simpatica fotografa Alessandra e apprendo della vittoria di Federico Pozzetto, che nel finale di gara si è sbarazzato della compagnia di Ivan Ostolani per giungere solo al traguardo. Al terzo posto con un ritardo inferiore al minuto giungeva Giovanni Nucera. Meritevole di menzione anche la prova di Giordano Mattioli, autore di una lunga fuga e ripreso nel finale. Sul percorso medio era stata invece una volata a tre a decidere la gara aggiudicata al corridore locale Paride Sereni davanti a Stefano Colagé e Nicola Roggiolani. Le vittorie al femminile andavano invece rispettivamente alla romagnola Monica Cecchi e alla senese Elena Barbagli. Si è confermata come un’ottima base logistica il CVA di Ponte San Giovanni, dove come da tradizione si sono svolte tutte le operazioni del dopogara (docce, pasta-party e premiazioni) e dove ho potuto raccogliere le impressioni finali dei partecipanti: dalla gioia di Aleandro detto “il Mozzo”, vincitore della sua categoria sul percorso medio, alla delusione di chi per caduta e foratura non aveva potuto terminare la gara nelle posizioni sperate. Anche in me c’era un po’ di rammarico per come erano andate le cose, ma alla fine è prevalsa la felicità di aver comunque partecipato a questa manifestazione che ha grandi potenzialità. Quest’anno sono mancati un po’ di partecipanti per le tante coincidenze con altre granfondo e per le previsioni del tempo “terroristiche”, che poi si sono rivelate completamente errate. E forse è mancata qualche salita in più nel secondo anello del lungo. Ma sono certo che Gabriele Grilli e il suo staff sapranno fare tesoro di questa esperienza e sfruttare le enormi possibilità che la città di Perugia sa offrire. A fine giornata  andiamo via da Perugia, con ancora negli occhi e nella mente, l’emozione di quella partenza …

( 4 Maggio 2016 )

 

TI E' PIACIUTO QUESTO ARTICOLO? CONDIVIDILO CON I TUOI AMICI SU FACEBOOK!!!