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Inserito il 30 aprile 2016 alle 17:05:44 da ale.ferrarotti. - Letto: (2691)

Cala il sipario sul 20° Giro di Sardegna

Il 20° Giro di Sardegna, nella sesta tappa, regala conferme e stravolgimenti nella classifica generale. Nel percorso lungo, i vincitori sono Nikita Eskov e Maria Cristina Prati, mentre nel medio, si impogono Matteo Cipriani e Marika Tassinari. Viviamo l'ultima tappa con il racconto di Michele Bazzani.

 
(Testo di Michele Bazzani, foto di Michele Bazzani, Organizzazione Giro di Sardegna e Andrea Schilirò)
Come tutte le belle favole, anche questa esperienza volge al termine. Arriva molto presto la sveglia nell’ultimo giorno di gara. Il programma prevede infatti la partenza anticipata di un’ora rispetto al solito per consentire a tutti di sbrigare con calma i preparativi di partenza. Ed è con gli occhi gonfi di sonno e un velo di tristezza che consumiamo la nostra frugale colazione prima di schierarci per l’ultima volta sulla linea di partenza. C’è comunque da stare concentrati: la tappa di oggi prevede un percorso unico di poco più di 40 chilometri con un finale in salita e arrivo in località S.Anna di Lodé. Corsa brevissima quindi, ma particolarmente intensa e anche decisiva per determinare i vincitori finali del Giro, soprattutto in quelle situazioni in cui il distacco degli inseguitori è di pochi secondi.
La partenza è piuttosto tranquilla. Lo squadrone dell’Infinity ha lo scopo di controllare la corsa per il suo capitano Matteo Cipriani che nella tappa odierna conta di sferrare l’attacco alla maglia rosa Fabrizio Amerighi. I 30 chilometri pianeggianti e ondulati che ci separano dall’attacco della salita, saranno quindi senza degni fatti di cronaca. Ne approfitto per ammirare alla nostra destra le azzurre acque del Lago di Posada che sfioriamo sul lato meridionale. Poi la salita si presenta davanti ai nostri occhi, micidiale come una sentenza: le prime rampe sono durissime, con pendenze che vanno ben oltre la doppia cifra, ma come al solito vengono aggredite con furore. Assieme al compagno Nico decidiamo di prenderla con regolarità, strategia che poi pagherà, visto che recupereremo posizioni su posizioni nel corso dell’ascesa. Man mano che si sale le pendenze divengono via via più dolci, ma la nostra fatica non diminuisce. Davanti a noi vediamo la maglia rosa Amerighi lottare strenuamente contro gli attacchi dell’Infinity e di Cipriani che si sta involando verso la vittoria di tappa e la conquista del Giro. Ma la difesa della maglia di leader ha il sapore epico dell’onorevole sconfitta. Taglio il traguardo in discreta posizione e corro a complimentarmi con i protagonisti di giornata, per poi appostarmi a osservare gli altri arrivi. Tra le donne sarà ancora una volta Marika Tassinari a consolidare la propria leadership, mentre dietro giungono Elisa Scalambra, finalmente a suo agio su un percorso adatto a lei, e la biker toscana Pamela Rinaldi.
Sul percorso lungo strepitosa vittoria per distacco del bormiese Riccardo Romani, membro della nazionale B di biathlon che dopo l’inverno si dedica alla bici come allenamento alternativo, che anticipa di oltre un minuto Francesco Cipolletta, già vincitore di tre tappe, e Nikita Eskov, che mette il sigillo sulla sua vittoria finale. Tra le donne si impone per distacco Bella Leah, ma il recupero nel tratto finale in falsopiano vale a Maria Cristina Prati la vittoria finale del Giro per pochi secondi. A tal fine è bello sottolineare il successo del fair play, con le scuse di Ian Holt accettate sportivamente da Daniele Bertozzi a chiusura definitiva del brutto episodio di ieri: e tutto finisce con un abbraccio e una stretta di mano …
Non resta che tornare in bici in hotel per prepararsi alla festa finale, percorrendo una stupenda discesa dove la vista spazia dal mare alle montagne dell’interno.
Le premiazioni finali, che vedono la partecipazione di un folto pubblico, sono degne di un grande evento con la consegna delle maglie ai vincitori e tutte le premiazioni di categoria alternate a momenti di spettacolo folcloristico. E mentre Matteo Cipriani ringrazia il suo team e in particolare il compagno Cocchi per avergli passato la bici in un momento di difficoltà dovuto a problemi meccanici, Cristina Prati “minaccia” di tornare qui anche l’anno prossimo con la stessa grinta e la stessa voglia di fare bene, mentre gli altri due vincitori sono più riservati nell’espressione della loro gioia. Ma in realtà l’impressione è che i vincitori siano tutti i partecipanti a questo entusiasmante Giro: ognuno porterà con sé un bel ricordo di questa esperienza, l’adrenalina di una volata, la sofferenza su una salita, un colpo d’occhio su fantastici panorami, ma anche tanti momenti di amicizia e allegria condivisi con nuovi improvvisati compagni d’avventura. E mentre scorrono i titoli di coda, mi volto indietro a ripercorrere le tante storie che ho visto e vissuto in questi giorni. In parte abbiamo provato a raccontarle, per le altre resta valido l’invito a viverle in prima persona nella prossima edizione che, come annunciato da Tonino Scarpitti, si svolgerà in Gallura.
E mentre la nave salpa, scende una lacrimuccia. E dopo tutto questo, ci può anche stare.
 


( 30 Aprile 2016 )

 

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