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Inserito il 28 aprile 2016 alle 23:46:26 da ale.ferrarotti. - Letto: (2582)

Giro di Sardegna: una tappa dalle mille sfumature

 La quinta tappa del 20° Giro di Sardegna vive una giornata caratterizzata dal brutto tempo, in cui i protagonisti della corsa, si sono dati battaglia fino sulla linea d'arrivo. Viviamo anche questa tappa, grazie al racconto di Michele Bazzani.

 
(Testo di Michele Bazzani, foto di Michele Bazzani e Organizzazione Giro di Sardegna)

Sembra ieri che stavamo scaldando muscoli ed entusiasmo per iniziare questa corsa a tappe, e già il Giro di Sardegna volge al termine. Oggi va in scena la quinta e penultima tappa e in molti c’è la sensazione che questa settimana sia letteralmente volata via.
Il menu della giornata, che si presenta fredda e nuvolosa ma meno ventosa delle precedenti, prevede un percorso di montagna con salite dislocate nella fase centrale della tappa. Oggi in programma 87 chilometri per il percorso medio e 103 per il lungo.

Nelle griglie di partenza il clima è più disteso e cordiale del solito. Oramai i tanti giorni di fatica passati assieme hanno fatto nascere amicizie e conoscenze. Approfittiamo dei minuti che ci separano dal via per scambiare un po' di chiacchere e conoscerci meglio. A testimonianza di questo clima rilassato, arriva il divertente episodio di un ciclista che passa dal bar per offrire il caffè agli amici-avversari.

Dopo le ultime raccomandazioni dell’organizzatore, che riesce ad avere in extremis l’autorizzazione per disputare l’intera tappa, si parte puntando decisamente verso l’interno. L’andatura in partenza è meno esasperata del solito e la corsa viene controllata in testa al gruppo. Percorrendo una stradina priva di traffico si entra in una valle di selvaggia bellezza, sfiorando il lago di Posada. I saliscendi attorno a Concas, tra cui un chilometro molto impegnativo, allungano solo il gruppo, che resta compatto con oltre un centinaio di unità. Poi inizia la salita, quella vera, ed esplode la bagarre. Lo squadrone dell’Infinity inizia a tirare forte per mettere in difficoltà la maglia rosa Amerighi e favorire lo scatto del capitano Cipriani . Questo avverrà puntualmente poco dopo assieme al compagno Rocchi.
Dietro si fa fatica. Io non riesco a ingranare e sprofondo nelle retrovie prima di essere colto da un sussulto d’orgoglio. Ma oggi ci vogliono le gambe. La selezione si rivela più ampia del previsto e, allo scollinamento, ci sono molti sparuti gruppetti di pochi elementi che comunque si fonderanno nella lunga e veloce discesa che riporta verso Padru. I facili saliscendi del finale, non cambieranno le carte e il traguardo di Budoni vede trionfare la coppia dell’Infinity, con Matteo Cipriani che lascia la vittoria a Luca Rocchi. Con un minuto di ritardo giunge il gruppo di Fabrizio Amerighi che, per pochi secondi, mantiene la maglia rosa. Senza storia la gara femminile con Marika Tassinari  che distanzia di sei minuti le avversarie consolidando la propria leadership.
Cambio della guardia invece sul percorso lungo dove Francesco Cipolletta e Nikita Eskov lanciano un attacco che frutterà al primo la vittoria di tappa e al secondo la conquista della maglia gialla ai danni di Sanetti che arriva col gruppo inseguitore a oltre quattro minuti. Brutto e spiacevole episodio nella volata che decide la gara femminile (vinta da Maria Cristina Prati su Bella Leach) con varie scorrettezze di cui a farne le spese è Daniele Bertozzi che subisce un pugno da un ciclista inglese in piena bagarre verso il traguardo: per quanto si possa comprendere l’agonismo, non si può che stigmatizzare la gravità di tale fatto, su cui auspichiamo che la giuria e l’organizzazione possano intervenire… Dimenticando quanto accaduto in questo tumultuoso finale, resta comunque una giornata positiva di cui ricorderemo i sorrisi e le battute degli amici ciclisti in griglia di partenza, la bella e sana competizione durante il percorso e soprattutto il magnifico panorama montano che si aperto ai nostri occhi una volta iniziata la discesa.
E domani si conclude con l’arrivo in salita di S.Anna. Nel pomeriggio tutti parlano della durezza di questa salita che porrà fine alle nostre fatica. Io invece penso già al rammarico di un’avventura entusiasmante che sta per terminare.
 


( 28 Aprile 2016 )

 

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