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Inserito il 27 aprile 2016 alle 20:26:33 da ale.ferrarotti. - Letto: (2889)

Giro di Sardegna: la tappa si conferma per le ruote veloci

Doveva essere e così è stato. La quarta tappa del 20° Giro di Sardegna infatti prevedeva una giornata dedicata ai velocisti, i quali non hanno deluso le aspettative offrendo spettacolo al pubblico accorso sulle strade.

 
(Testo di Michele Bazzani, foto di Michele Bazzani e Organizzazione Giro di Sardegna)

Oggi è il giorno della velocità. Ogni anno il percorso del Giro di Sardegna regala una tappa per gli uomini-jet e. anche per questa edizione è arrivato quel momento. Il programma della quarta tappa prevede 105 chilometri per il percorso medio e 127 per quello lungo, con sostanziale assenza di salite impegnative, ma con una serie di saliscendi che metteranno comunque a dura prova i partecipanti.

Siamo alla metà del giro e di solito è il momento in cui la stanchezza comincia ad affiorare. In realtà mi sento ancora benissimo e ho recuperato bene gli sforzi ripetuti, cosa che mi dà ottimismo anche per la tappa odierna. Non è dello stesso avviso il simpatico bresciano Giuseppe Piovani, reduce da una notte quasi insonne ma autore finora di buone prestazioni. Sempre sorridente è invece il volto di Elisa Scalambra, qui al Giro di Sardegna per il terzo anno consecutivo, che dà l’impressione di divertirsi in ogni momento, anche se si sta giocando un’importante posizione nella generale femminile. Ma, in generale, i volti sono tesi e concentrati: tutti sanno che oggi sarà corsa di gruppo e come tale portatrice di tensione e di pericoli.

Come successo ieri, più per goliardia che per convinzione, accendo subito la miccia al chilometro zero, ma la mia “avventura” termina fortunatamente dopo due chilometri. L’andatura è alta, davanti se ne va un gruppetto di ottimi pedalatori tra cui il vincitore della cronometro Mondini, ma la fuga non prende mai un grande vantaggio fino a essere ripresa attorno a metà gara. Sfioriamo uno dei tratti di costa più belli della Sardegna (uno dei tanti) attraverso Capo Comino e Cala Ginepro, con la strada che si abbassa e si alza sul mare con continui ma pedalabili saliscendi. Mi porto nelle prime posizioni del gruppo per evitare rischi mentre attraversiamo, con un percorso tortuoso, il centro abitato di Orosei. Entriamo un po' verso l’interno per ritornare verso il mare con una favolosa strada priva di traffico per metà in leggera salita. Allo scollinamento il gruppo sembra rompersi, ma poi si ricompatta nella successiva lunga discesa pedalabile. Man mano che si avvicina l’arrivo la tensione in gruppo sale, anche in modo pericoloso.
 
A volte bisognerebbe pensare che siamo qui per divertirci e non per giocarsi qualcosa di vitale. Purtroppo, ai meno cinque all’arrivo uno sbandamento nelle prime posizioni provoca una grave caduta con tanti ciclisti coinvolti. La evito con uno slalom e faccio un lungo fuorigiri per chiudere il buco che si è creato e rientrare in gruppo. Nella volata di un gruppo ridotto a ottanta corridori, si imporrà la maglia rosa Fabrizio Amerighi davanti ad Alberto D’Acuti, mentre al femminile è un’ottima Pamela Rinaldi a precedere Elisa Scalambra. La giovane biker toscana, esordiente al Giro di Sardegna, è però combattuta tra la gioia per la sua vittoria che dedica a sé stessa e il dispiacere per l’amica Nadezda Vlasova coinvolta nella caduta e giunta all’arrivo in lacrime per lo spavento. L’abbraccio tra le due cicliste è però l’immagine più bella di questa tormentata e velocissima gara (sarà 41.4 Km/h la media finale).
Sul percorso lungo invece, c’è stata più selezione e la corsa viene decisa da una lunga fuga dell’inglese Barnabas Purbrook e dal romano Matteo Cecconi, rispettivamente 3° e 4° della generale. Sarà proprio il “Grillo” a imporsi nella volata a due, mentre il compagno Bruno Sanetti regola il gruppetto di inseguitori giunto a oltre quattro minuti. Si devono aspettare pochi minuti per assistere alla volata delle donne dove la spunta Maria Cristina Prati davanti a Bella Leach e Karola Skarabela, in un ordine d’arrivo che fotocopia la classifica generale femminile.
Un’ultima emozione ce la regalano le bambine addette al ristoro, gioiose di offrirci acqua e succhi di frutta e che non negano un sorriso ai ciclisti che si avvicinano. Poi rientriamo velocemente in albergo, felici per il nuovo buon piazzamento dell’amico Nico (ancora 15° per il secondo giorno consecutivo) e vogliosi di goderci doccia, pranzo luculliano e relax a bordo piscina. Dobbiamo recuperare le forze, anche perché le salite (quelle vere) si prospettano all’orizzonte…



( 27 Aprile 2016 )

 

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