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Inserito il 25 aprile 2016 alle 22:48:48 da ale.ferrarotti. - Letto: (2805)

Giro di Sardegna: Monte Albo e vento forte caratterizzano la tappa

Si è svolta il 25 Aprile la Granfondo di Sardegna, valida anche come seconda tappa del 20° Giro di Sardegna. La giornata, che già prevedeva un ricco menù con quasi 160 chilometri d'affrontare e la scalata al temibile Monte Albo, si è presentata al folto gruppo di partecipanti fredda e ventosa. Scopriamo com'è andata grazie a Michele Bazzani che ci racconta la sua esperienza.

 
(Testo e foto di Michele Bazzani)

La 20ª edizione del Giro di Sardegna entra nel vivo e lo fa con la tradizionale Granfondo di Sardegna che, come ogni anno, è aperta anche alla partecipazione di ciclisti che fanno solo la prova odierna, perlopiù ciclisti locali. Il percorso prevede un giro attorno al Monte Albo che poi scaleremo dal versante di Siniscola.

La mattinata si presenta particolarmente fredda, anche se il vento sembra sia meno forte dei giorni scorsi in cui l’ha fatta da padrone. Opto pertanto di andare alla partenza con manicotti e gilet antivento che conto di togliere nel corso della gara. Mezz’ora prima del via le griglie di partenza sono già colme, suddivise sui due lati della strada per distinguere i partecipanti alla mediofondo da quelli che faranno la granfondo.
Quella delle partenze separate è una delle cose più apprezzabili che caratterizza questa corsa. Contrariamente alle abitudin,i quest’anno opto per il medio, anche per il desiderio di godere più a lungo del dopo gara. Quindi partiamo per primi alle nove in punto.

I primi chilometri sono a forte andatura, soprattutto in virtù del vento favorevole che nella notte ha girato da nord. Giunti a Siniscola, imbocchiamo subito la lunga salita verso S.Anna che proseguirà verso il Monte Albo. La corsa viene subito scossa da una forte accelerazione in testa al gruppo. Come al solito faccio fatica a rompere il fiato e vengo rimbalzato indietro fino a che, con fatica, riesco a trovare il mio ritmo.

La strada è molto bella e consente dei bei scorci sull’abitato di Siniscola che si abbassa sotto di noi. Per fortuna nella prima parte è riparata dal vento e possiamo salire al meglio delle nostre possibilità. Il gruppo si frazione in una miriade di gruppetti, ma adesso sto meglio e riesco a risalire. Giunti in prossimità dello scollinamento si apre sulla nostra destra un meraviglioso e selvaggio panorama sulle vallate circostanti. Poi ci tuffiamo in una stretta e tortuosa strada che scende lentamente nel costone boscoso.

Oramai abbiamo formato un bel gruppo con il quale proseguiamo a buona andatura, superando i saliscendi attorno a Lula e la lunga e veloce discesa che ci riporta a fondovalle. Costeggiamo ancora il monte Albo, stavolta sotto monte, su una strada caratterizzata da due salitelle di media difficoltà. Qui qualcuno comincia a scattare, io starei bene ma preferisco non seguire sia perché il rientro verso Budoni sarà tutto controvento, sia perché il Giro è lungo e conviene risparmiare qualche energia. Sono dello stesso avviso il compagno Nico, il forte velocista Alberto D’Acuti e il simpatico toscano Gabriele Franceschi con cui si scherza sulla nostra lenta andatura e sul traguardo che non arriva mai. Arriva invece all’ultimo chilometro un folto gruppo che ci risveglia dal torpore e ci costringe a una caotica volata da cui mi tiro fuori.

Qualche minuto prima Fabrizio Amerighi precede in volata il duo della Valsesia, Alain Seletto-Leonardo Mona, conquistando la tappa e togliendo la maglia dalle spalle di Giampaolo Mondini giunto staccato dal primo gruppo. Al femminile era invece Marika Tassinari a effettuare la stessa operazione ai danni dell’olandese Larissa Drysdale. Sul percorso lungo, dopo una cavalcata di oltre cento chilometri, giungeva al traguardo la fuga a tre composta da Emanuele Murtas, Bruno Sanetti e Nikita Eskov arrivati nell’ordine, con Sanetti che conquistava la leadership ai danni di Cipolletta giunto nel gruppo con oltre 13’ di distacco. L’unica maglia di leader conservata oggi è quindi quella di Maria Cristina Prati che resiste all’attacco dell’inglese Bella Leah, vincitrice con 4’ di vantaggio sulla forte ciclista romagnola.

E mentre si susseguono gli arrivi di una tappa, che alla fine si rivelerà per molti più dura del previsto, vanno in scena le premiazioni presso il teatro Andrea Parodi di Budoni. Qui un’ultima emozione la regala il pilota Andrea Sonvico (qui in veste di appassionato ciclista) che fa la sua proposta di matrimonio alla fidanzata Giulia, meritevole di averlo assistito in gara per un rifornimento al volo.

Di queste e altre storie abbiamo già pieno il taccuino, ma le racconteremo da domani. Il Giro di Sardegna infatti non si ferma. E nemmeno noi…



( 25 Aprile 2016 )

 

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