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Inserito il 24 aprile 2016 alle 23:21:28 da ale.ferrarotti. - Letto: (2539)

Granfondo Elbaleatico: l'isola mostra tutte le sue facce

Si è svolta, domenica 24 Aprile, la 2ª edizione della Granfondo Elbaleatico, valevole anche come prima tappa dell'Elba Bike Tour, in una giornata dal meteo incerto. Nonostante questa sfortuna la manifestazione ha riscosso un grande successo da parte di tutti i partecipanti, a partire dall'organizzazione fino ad arrivare al paesaggio che l'Isola d'Elba ha saputo offrire in questa giornata.

 
(Testo di Alessandro Ferrarotti, foto Play Full )

Finalmente è arrivato il 24 Aprile, giorno in cui è fissata la 2ª edizione della Granfondo Elbaleatico, la quale ai classici tre percorsi su strada da 60 chilometri, 85 chilometri e 126 chilometri, da quest'anno ha aggiunto un quarto percorso di 50 chilometri dedicato alle “ruote grasse”. La manifestazione diversamente dalle consuete granfondo, prevede dei tratti cronometrati dai quali poi verrà stilata la classifica finale. Personalmente per dove ci si trova, questa è la scelta migliore per far apprezzare le bellezze dell'isola ai partecipanti.

Personalmente la mia granfondo inizia già dalla domenica precedente quando, approdato all'Elba con Enrico e conosciuto il capo organizzatore Paolo Aghini, abbiamo iniziato a predisporre tutto ciò che serviva per far partire la manifestazione.

La settimana corre veloce tra le mille cose da fare e i mille imprevisti che purtroppo non mancano mai nell'organizzazione di queste gare. Arriviamo così al fine settimana con lo staff organizzativo che con il passare dei giorni si è completato con l'arrivo di Alessandra (addetta alla segreteria), Paolino e Maurizio (bracci destri di Paolo), lo staff  dei cronometristi, Moreno e Neri (tracciatori), Paolo (tracciatore mtb) e la nostra new entry Alessandra (fotografa) qui a fare esperienza.

Il lungo fine settimana inizia il sabato pomeriggio con la prima manifestazione in programma: La Napoleonica riservata alle biciclette d'epoca, nella quale undici temerari non curanti delle condizioni meteo hanno affrontato i 60 chilometri dell'anello occidentale dell'Isola d'Elba con lo spirito di chi veramente vuole vivere la bici per il puro divertimento, lasciando da parte l'agonismo. Io in tutto questo vengo reclutato per andare a gestire il rifornimento insieme a Paolino in località Marciana, esattamente a metà percorso e punto più alto toccato dal tracciato.

Finito il ristoro, ci catapultiamo di nuovo in zona ritrovo dove ultimiamo le procedure previste per la giornata di sabato e ormai, quando sono le 21.00, finalmente andiamo tutti insieme a cena.

Ci sbrighiamo abbastanza velocemente in previsione della sveglia che ci aspetterà il giorno dopo, infatti la punteremo alle 5.00 del mattino.

L'ora di alzarsi arriva presto ed ognuno prende le varie direzioni in base alle mansioni che gli sono state assegnate. Io mi dirigo velocemente al porto, dove ad aspettarmi ci sono le ragazze dell'ITCG “G.Carboni”, le quali mi aiuteranno nell'accoglienza sul traghetto prevista dall'organizzazione per chi ha deciso di fare la gara in giornata e tornare alle proprie abitazioni in serata.

Torno a Portoferraio quando sono le 8.45 e molto velocemente scarico tutto il materiale e mi preparo per partire alla granfondo.

Piove, ma la temperatura è gradevole e alle 9.30 puntuale viene dato il via. I partenti sono circa 250 degli oltre 300 iscritti tra chi ha scelto la strada e chi invece ha deciso per la mtb. Usciamo da Portoferraio in direzione Marciana Marina scortati dalla macchina di inizio corsa guidata da Paolo Aghini e sin da subito, imposto la mia andatura tirandomi dietro di me una trentina di partecipanti. Dopo la prima salitella affrontiamo una serie di curve in discesa; siamo un po' tutti preoccupati per il fondo stradale che risulta essere molto scivoloso, ma per fortuna con il passare dei chilometri il meteo migliora e di conseguenza anche la strada va asciugandosi. La situazione non cambia e fino a Marciana Marina si va abbastanza tranquilli in vista del primo temuto tratto cronometrato della Costarella che porta a Marciana, con pendenze prossime al 20%. Lo affronto in testa anche se sono fuori gara. Voglio testarmi, e allora lo prendo a buon ritmo. Resto da solo fino a metà salita, dove con una bella pedalata mi raggiunge Francesco Baldetti, il quale poi mi distanzierà di qualche secondo nel successivo tratto di salita seguito da qualche chilometro in discesa che porta a Zanca, località dove termina la prima prova e nella quale è posto il primo ristoro.

Da qui in avanti, formerò un gruppetto di quattro simpaticissimi granfondisti che mi accompagneranno quasi fino in fondo al percorso; questi amici sono: Andrea Lazzarelli (Bikeland 2003), Luca Ciampi (Cicli Gm), Edo Cecconi (Squadra Corse Metelli) e Gabriele Neri (Gs Oltraino).

Percorriamo il tratto di trasferimento che ci porta a Marina di Campo con una bella andatura e qua e là ci raccontiamo qualche esperienza personale, tanto l'assillo della gara momentaneamente non ci preoccupa. Quando abbiamo circa 55 chilometri nelle gambe inizia il secondo tratto cronometrato della salita del Monumento che da Marina di Campo porta a Lacona. L'ascesa è abbastanza pedalabile e l'affronto con un rapporto abbastanza lungo. Arrivo in cima da solo e mi fermo ad aspettare i miei compagni d'avventura mangiando qualcosa al secondo ristoro. Ripartiamo tutti insieme affrontando la bella discesa che ci apre la vista sul Golfo di Lacona, seguita da un primo pezzo di pianura ed un un susseguirsi di sali e scendi rigorosamente contro vento; ma per fortuna la pioggia iniziale ha lasciato spazio ad un timido sole e ormai non ci preoccupa più.

Quando abbiamo circa 90 chilometri arriviamo a Cavo, dove inizia l'ultimo tratto cronometrato di circa 12 chilometri. Questo ultimo pezzo è caratterizzato da una prima parte di salita al 4/5% di media, seguito da 3 chilometri di pianura e gli ultimi terribile tre chilometri che ci portano al termine della prova in cima al Volterraio.

Arrivo allo scollinamento di nuovo da solo e dopo aver ricevuto una borraccia da Luigi Perugini (Direttore di Corsa), mi butto giù in discesa verso Portoferraio. Da qui in avanti, tolti due o tre strappetti, è tutta discesa. Concludo la mia prova accolto dallo speaker Gianni Mauri e dopo essermi sistemato e aver mangiato gli ottimi prodotti del pasta party mi dirigo in segreteria in attesa delle premiazioni.

La giornata si è poi conclusa con la classica cena insieme a tutta l'organizzazione e una ritirata a casa abbastanza presto in vista della seconda tappa dell'Elba Bike Tour.


Clicca qui per vedere l'analisi del percorso caricato su Strava.


 

( 24 Aprile 2016 )

 

 



 

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