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Inserito il 24 aprile 2016 alle 22:43:06 da ale.ferrarotti. - Letto: (2127)

Giro di Sardegna: la prima è contro il tempo

Dopo la splendida accoglienza fornita dagli organizzatori, il Giro di Sardegna 2016 apre con una prova contro il tempo. Tra gli uomini è Giampaolo Mondini a vestire la prima maglia di leader. Tra le donne ad imporsi è Larissa Drysdale.

 
(Testo e foto di Michele Bazzani)

È ancora mattino presto quando le prime scintillanti bici da crono iniziano a solcare la strada statale orientale sarda. Oggi il Giro di Sardegna si apre con una cronometro individuale e l’alto numero dei partecipanti ha costretto l’organizzazione a iniziare le partenze già alle 8:30 con un intervallo di 30 secondi tra ogni corridore. Fortunatamente le nostre partenze sono a orari più comodi e possiamo prendercela con calma.

So già che non ho niente da chiedere a questa prima tappa, eppure sento l’emozione e l’adrenalina di sempre: sarà la voglia di cominciare a sprigionare i cavalli, che non vedo l’ora sia il mio turno. Mi reco in bici alla partenza, posta nella località balneare di La Caletta, distante una ventina di chilometri, così che riesco a fare anche un bel riscaldamento.

E subito si capisce che sarà il vento il vero protagonista di oggi, un fastidioso maestrale che soffia ancor più forte della vigilia e che renderà oltre modo faticoso questo primo impegno in terra sarda: ci sarà da assecondarlo per una situazione tattica che cambierà a ogni cambio di direzione che il percorso prevede.

In partenza ci sono molte facce concentrate, tutti ci tengono a far bene, soprattutto quelli che correranno con l’apposita bici da cronometro. Mi lancio dallo start con molta convinzione, ma dopo due chilometri (controvento e in leggera salita) mi rendo conto di essere partito troppo forte. Il corridore partito davanti è già nel mirino, il cuore è in gola, per adesso non si molla, lo prendo, lo supero e per un momento credo di volare. Dopo poco un altro ciclista, partito dietro, fa lo stesso con me e mi riporta sulla terra. Poi la corsa si fa dura, vento laterale, Giampaolo Mondini (vincitore della gara), mi supera a doppia velocità. Perdo concentrazione e calo di intensità. Approfitto di un tratto in salita per riprendere vigore, raggiungo e supero altri due ciclisti e ritrovo morale. La cronometro è così: un continuo inseguimento, la voglia di non mollare e che arrivi presto quel traguardo che ponga fine alla sofferenza. Ultimo chilometro, vedo lo striscione in fondo al viale, ultimo sprint e sono arrivato. Ci metto poco a riprendere il normale respiro e subito saluto e mi complimento con Raoul Gabbelloni, il primo corridore ad avermi “sverniciato”, il quale ha una bella storia da raccontare: qualche settimana fa si è incrinato la punta del femore in una caduta, temeva di dover rinunciare, ma ha voluto a tutti i costi essere presente a questa manifestazione e, a quanto pare, si è presentato con un’ottima forma!

Nel frattempo lo speaker annuncia tutti gli arrivi e i tempi dei migliori: Mondini, col suo incredibile 31’42”, resisterà fino alla fine vincendo la gara davanti ad Amerighi e a Cipolletta, che sarà il primo a imporsi tra i ciclisti iscritti al percorso lungo. Tra le donne il miglior tempo è invece il 37’21” di Larissa Drysdale davanti a Cristina Prati (vincitrice del lungo) e a Karola Skarabela.

I volti all’arrivo sono comunque tutti felici e soddisfatti. Appena il tempo di controllare l’ordine di arrivo e subito la mente vola al giorno dopo. Il menu della seconda tappa prevede la Granfondo di Sardegna – Monte Albo, con 167 chilometri per i corridori impegnati sul lungo e 120 per quelli che faranno il medio. Ci sarà da faticare, ma sappiamo già che sarà un divertimento unico che come sempre, non ce lo faremo scappare…

 







 

 

( 24 Aprile 2016 )

 

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