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Inserito il 05 aprile 2016 alle 11:15:52 da ale.ferrarotti. - Letto: (2195)

Amicizia e divertimento si legano alla Granfondo Città della Spezia

E' stata una granfondo all'insegna dell'amicizia e del divertimento quella svoltasi domenica 3 Aprile a La Spezia. In una bellissima giornata di sole contornata dallo stupendo paesaggio delle Cinque Terre, sono stati circa 1600 gli iscritti alla manifestazione.

 
(Testo di Michele Bazzani, foto di Michele Bazzani e Giulia Scardigli )

La stagione delle granfondo entra nel vivo. Con il mese di aprile inizia il periodo più bello per il ciclista per dedicarsi alla propria passione. L’inverno è oramai alle spalle, e per festeggiare l’arrivo della primavera, con la nostra squadra abbiamo deciso di regalarci una trasferta di gruppo. Destinazione la città di La Spezia, per una granfondo storica giunta già alla sua 21ª edizione.

Il sole e il caldo, che già pregustiamo nel primo pomeriggio all’arrivo nella ridente cittadina ligure, preannunciano che sarà un week end strepitoso. L’aria di mare mette di buon umore mentre percorriamo l’alberato lungomare che dall’albergo ci conduce alla zona del ritiro dei pacchi gara.

Tutta la logistica è concentrata nell’area compresa tra viale Mazzini (dove sono previsti partenza e arrivo) e il centro Allende, nella cui area esterna sarà allestito il pasta-party. È presto e l’atmosfera è ancora tranquilla e rilassata. Ne approfitto per scambiare qualche battuta con l’organizzatore Claudio Cecere che lamenta la mancata riapertura della strada panoramica delle Cinque Terre, cosa che vincola il disegno del tracciato, rendendo più difficoltosa la creazione di due percorsi. Nonostante queste difficoltà, la Granfondo Città di La Spezia, resta una delle poche granfondo liguri a proporre la doppia scelta di percorso ai partecipanti. Gli iscritti annunciati sono 1600, un ottimo numero considerando le numerose concomitanze di questo week-end; a tal fine giova sicuramente il fatto che questa manifestazione fa parte di vari circuiti (Giro delle Regioni, Coppa Toscana, Brevetto dell’Appennino e Costa Ligure), ma anche il richiamo che questo angolo di Liguria offre ai ciclisti e alle loro famiglie.

Sfruttiamo il resto del pomeriggio per fare due passi nel centro di La Spezia che tende progressivamente a riempirsi della “movida” tipica del sabato sera. Un caffè, uno spuntino, ma di riposare ancora non se ne parla. Solo sul far della sera cominciamo a concentrarci sulla gara dell’indomani. I miei compagni, Devis e Stefano, sono molto scrupolosi e professionali nei loro preparativi, facendomi sorridere del mio disordine e della mia improvvisazione.

Oramai dopo oltre duecento granfondo all’attivo, ho quasi dimenticato la cura dei particolari necessari per preparare gare del genere e vivo il tutto con molta più rilassatezza. L’altro compagno Massimo, è invece con la famiglia a godere delle bellezze delle Cinque Terre e ci raggiungerà in serata. Purtroppo, contrariamente alle nostre aspettative, riusciremo a cenare solo molto tardi. Poco importa, il clima di amicizia e condivisione che respiriamo ci aiuta a terminare la serata in allegria.
La sveglia è piuttosto comoda, anche perché dopo un’estenuante trattativa sono riuscito a portarla al limite massimo possibile. D’altronde la partenza è prevista per le ore 10 e siamo già sul posto. Nonostante questo faccio fatica a mettermi in moto, sento di non aver dormito bene e non ho buone sensazioni. La colazione è necessariamente leggera, anche perché l’avvio della gara sarà subito in salita e non è opportuno appesantirsi.

In griglia di partenza siamo tra i primi ad arrivare, fortunatamente siamo tutti insieme e possiamo farci compagnia nell’ora di attesa che ci separa dal via. Nel frattempo le griglie di partenza cominciano a riempirsi di volti familiari, tutti amici di quel magico circo itinerante delle granfondo. Ecco gli amici del TBR Certaldo, con cui condividiamo gli allenamenti invernali, dove a un sorridente Simone fa da contraltare un teso e concentrato Federico che deve giocarsi la gara. Anche Massimo e Daniele, nelle loro divise nere dell’Infinity Cycling Team, ridono e scherzano condividendo l’atmosfera rilassata, che a queste latitudini è veramente una novità. Evidentemente anche la giornata di sole contribuisce a far salire il livello di buon umore e ad allontanare alcuni pensieri. Davanti a noi alcuni professionisti della Nippo Vini Fantini che ci scandiranno il passo nei primi chilometri verso l’attacco della salita della Foce.

Adesso non si scherza più, si parte. Le pendenze sono da subito impegnative, le brutte sensazioni del mattino trovano conferma e mi devo sfilare da subito, mentre davanti esplode la corsa. Trovo il mio passo e cerco di difendermi per quanto posso, per fortuna la salita è breve (poco meno di tre chilometri) e riesco ad inserirmi in un buon gruppo numeroso, che si lancerà a forte andatura nella dolce discesa che porta in Val di Vara. Nemmeno il tempo di tirare il fiato e subito si riprende a salire. E stavolta non durerà poco. La salita verso il Passo del Termine inizia con un tratto in forte pendenza che mi manda subito in affanno e capisco che sarà una gara di sofferenza, soprattutto quando dopo una breve discesa, mi rendo conto che mancano ancora più di sette chilometri allo scollinamento. Qui sono raggiunto dagli amici Giovanni e Lorenzo,  inseparabili compagni che ogni volta non mancano di “sfottersi” a vicenda. Proprio loro si mettono a fare il ritmo fino in vetta, al quale resisto solo con testa e orgoglio. Approfitto della lunga discesa verso Levanto per recuperare, rallentando vistosamente. Qui si aprirebbe di fronte a noi una vista stupenda verso il mare e l’estremità occidentale delle Cinque Terre, ma il vento di scirocco porta una leggera foschia che rende meno definito il comunque bellissimo panorama. In questo “ping-pong” di sensazioni assisto alla bella battaglia sportiva tra Claudia Bertoncini ed Eleonora Calvi che si stanno giocando un posto sul podio nel percorso medio. Le abbandono al loro destino alla separazione dei percorsi, che giunge in un tratto di salita, dove ritrovo buone sensazioni e Sauro, tradizionale compagno d’avventura nelle granfondo.

Riscendiamo a Levanto su una strada stretta e tortuosa che ci conduce all’attacco della lunga ascesa verso il Passo Guaitarola. Abbiamo percorso appena quarantacinque chilometri e già siamo alla quinta salita di giornata.
Per arrivare in vetta ci vogliono nove chilometri e tanta forza di volontà. Bonassola con la sua bella spiaggia appare sotto di noi, mentre lasciamo il mare ritornando verso l’interno. Adesso la maggior parte delle difficoltà è terminata e ci aspetta una seconda metà del percorso molto più veloce e scorrevole. Sarebbe tutto perfetto se non intervenissero due fattori: il vento di scirocco che si presenta contrario alla nostra marcia e la mia cronica difficoltà in discesa che mi porta a perdere il gruppetto tanto faticosamente conquistato. Pazienza, aspetto il prossimo, non ho certo voglia di farmi da solo tutto il lungo tratto in falsopiano che ci aspetta. Questo arriva puntuale ed è anche numeroso. Senza problemi arriviamo così all’attacco dell’ultima salita, dove il mio ritrovato vigore viene frenato da un accenno di crampi che mi induce ad accantonare “propositi bellicosi”. In cima a Viseggi rivediamo il mare, la città di La Spezia e il porto. Laggiù c’è l’arrivo ed è tutta discesa (o quasi). La percorro con prudenza, lasciando sfilare il gruppo, per godermi gli ultimi chilometri e l’arrivo solitario.

Diversi minuti prima, nel gruppo che si giocava la vittoria, in questo tratto era successo di tutto. Dei sei corridori che guidavano la corsa, si avvantaggiavano Stefano Cecchini e Hubert Krys de La Bagarre, assieme a Fabio Cini della Genetik. Pareva fatta per loro, ma nella discesa finale il vantaggio conquistato tendeva a calare, e Federico Pozzetto, scendendo con coraggio e maestria, si avvicinava pericolosamente. Alla penultima curva Cini cadeva rovinosamente, mentre Pozzetto rientrava sui due fuggitivi superstiti beffandoli in volata nel lungo rettilineo finale. Tra le donne si era invece imposta in solitaria la romagnola Gabriella Emaldi della Somec-MgKVis con discreto margine sulle avversarie Cristina Coletti e Angela Stefani. Sul percorso corto le vittorie assolute se le erano aggiudicate rispettivamente il casertano Antonio Valletta e la pistoiese Chiara Turchi.

 

Al pasta-party ritrovo i compagni di squadra, tutti soddisfatti per le loro prestazioni. Alla fine è stata per tutti una bella giornata di sport, grazie anche a un assetto organizzativo che ha prestato molta attenzione alla sicurezza dei ciclisti, con tanti volontari a presidio degli incroci.  Alla fine il vero vincitore è stata l’amicizia che, ogni volta, assicura di massimizzare il divertimento legato alla pratica della nostra passione e che senza la condivisione di questi momenti sarebbe meno coinvolgente. Questo è il pensiero che ci accomuna mentre carichiamo le bici sul furgone, prima di riprendere la strada verso casa. Dietro di noi lasciamo la città di La Spezia e bei ricordi, davanti a noi si stagliano i programmi per la prossima avventura…

( 5 Aprile 2016 )

 

 



 

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