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Inserito il 22 marzo 2016 alle 18:20:49 da ale.ferrarotti. - Letto: (1762)

Percorso e partecipazione esaltano la Granfondo Muretto di Alassio

Buona la prima per la Coppa Piemonte 2016. La 9ª edizione della "Granfondo Muretto di Alassio" si conferma al top della categoria. Sono circa 700 i biker che hanno preso il via, tra i quali anche i ragazzi e ragazze della nazionale italiana marathon.

 
(Testo di Alessandro Ferrarotti, foto Play Full e GioFoto )

“Stessa spiaggia, stesso mare”. Non cambia di molti chilometri, rispetto la scorsa settimana, la destinazione di questo week-end. Infatti, sono stato Alassio per partecipare alla 9ª edizione della “Granfondo Muretto di Alassio”, nonché prima prova della Coppa Piemonte 2016.

La manifestazione, a differenza delle due precedenti a cui ho preso parte, è dedicata al mondo del fuoristrada ed in particolare alla MTB.

Come ormai d'abitudine, il fine settimana, inizia il sabato mattina con la partenza alle ore sei da Biella; questa volta siamo solo io ed Enrico, perché Elisa è impegnata in terra toscana per la “Granfondo Diavolo in Versilia”.

Anche per me ed Enrico una volta giunti in terra ligure le strade si divideranno, infatti a differenza mia, lui andrà a svolgere il servizio alla “Granfondo Sanremo-Sanremo” la quale si svolgerà il giorno dopo la spettacolare “classicissima di primavera” Milano-Sanremo riservata ai professionisti, in programma il 19 Marzo.

Il viaggio in macchina, il quale ormai non ci infastidisce più di tanto, scorre veloce e quando sono le 8.30 circa, giungiamo ad Alassio dove ci rechiamo all'albergo nel quale l'organizzazione mi ha prenotato una camera; effettuate le solite procedure di registrazione e dopo essermi sistemato, Enrico ed io ci salutiamo.

Per la prima volta da cui ho cominciato questa avventura, mi trovo da solo a gestire un intero week-end di lavoro, nel quale non farò altro che cercare di ripetere nel miglior modo possibile quello che ho imparato nelle esperienze precedenti; sistemato e vestito da bici, sono pronto per la consueta prova del percorso. Mi reco alla partenza della granfondo posta in Piazza Partigiani ad Alassio e da qui parto per i 39 chilometri del tracciato, nei quali non ho idea di cosa mi aspetti.

Inizio a pedalare seguendo le prime frecce del percorso in mezzo alla cittadina, aiutandomi anche con la mappa del percorso sul telefono; continuo per circa un chilometro e mezzo, dove ad un certo punto, mi fermo per consultare ancora una volta la piantina perché non sicuro di essere sulla strada giusta. Qui, avendo anche un colpo di fortuna, incontro due ragazzi del posto (Franco e Marco), ai quali mi aggrego nella prova del tracciato.

Ci mettiamo più di tre ore a terminare i 39 chilometri (dal terreno tipicamente ligure, pietroso e abbastanza tecnico), ovviamente ad andatura molto tranquilla e nelle quali ho cercato di farmi dire tutti i segreti del percorso da riportare anche ai miei compagni di squadra del Team RDR Factory Italia (società per cui sono tesserato).

Tornati ad Alassio, saluto i miei compagni di avventura e ritorno in hotel per farmi una doccia e mangiare qualcosa; dopodiché presa la macchina fotografica, mi porto nuovamente in zona del ritrovo, dove trovo già grande fermento all'interno del capannone (in cui vengono eseguite iscrizioni e il giorno dopo servito il pasta-party) e intorno agli stand venuti per l'occasione.

Sono circa le tre del pomeriggio, la giornata è stupenda e come sempre scatto alcune fotografie in tutta la zona di partenza, ma anche a tutto ciò che offre Alassio, a partire dallo storico Muretto.
Come detto prima, questo è il sabato della Milano-Sanremo ed io non posso esentarmi dal catapultarmi a bordo strada per vedere passare la corsa. Passate le tre, iniziano ad arrivare i mezzi dell'assistenza (macchine dell'organizzazione, polizia, motostaffette, scorte tecniche) e quando sono circa le quattro meno venti, ecco arrivare gli undici uomini in fuga che anticipano il gruppo di circa 1 minuto e 30 secondi. Transitano in centro ad Alassio veramente ad alta velocità, tantoché nel giro di cinque minuti finisce tutto. Passata la gara e dato che mi ero già portato avanti con il lavoro, ritorno in camera per guardare gli ultimi chilometri della Milano-Sanremo che terminerà poi con la vittoria del francese Arnaud Démar sul traguardo di Via Roma.

Finita la “classica di primavera”, riprendo la macchina fotografica e mi riporto in zona partenza per fare ancora qualche scatto; qui incontro anche i miei compagni di squadra Mattia Pozzo, Marco Liporace e i fratelli Stabbio accompagnati dal padre. Ne approfitto per salutarli dopo qualche tempo che non li vedevo e anche per spiegargli a grandi linee quello che è il percorso; finito questo momento, ci salutiamo dato che ormai è arrivata ora di cena.

Torno in albergo e dopo aver consumato il pasto vado direttamente in camera ormai stanco dalla lunga giornata trascorsa e quando sono le dieci mi addormento; mi sveglierò alle sette del mattino del giorno dopo grazie alla sveglia del telefono.

Mi alzo bello riposato, dopo essermi lavato e vestito scendo a fare una colazione abbastanza leggera, data la brevità della gara; finito di mangiare mi preparo per la corsa, prendo la bicicletta e vado a ritirare il numero. Mi assegnano il numero trenta essendo un elite e di conseguenza la prima griglia, dove mi porto intorno le 9.30 per non rischiare di partire troppo dietro, dato che la partenza è fissata per le ore 10.

Così è, sono circa in ventesima posizione insieme a tutti i miei compagni di squadra e dietro la nazionale marathon, la quale è stata in ritiro tutta la settimana in terra ligure e che ne approfitta della granfondo per valutare al condizione.

Ci siamo, ormai manca pochissimo e alle 10 puntuali viene dato il via. È subito bagarre per guadagnare posizioni in mezzo le vie di Alassio nonostante la velocità sia controllata dalla macchina davanti al gruppo. Percorriamo un chilometro ed una volta attraversata l'Aurelia viene dato il via ufficiale. Inizia subito la prima salita totalmente in asfalto di circa quattro chilometri che porterà il gruppo ad imboccare i primi sentieri; viene presa ad un'andatura buona ma non forsennata, ma dopo qualche centinaia di metri, sono subito i ragazzi della nazionale ad alzare il ritmo facendo selezione sul resto del plotone.

Io provo a resistere, ma devo subito mollare e prendere il mio passo in vista di quello che mi aspetta dopo. Finisco la prima salita con un gruppetto di 5-6 biker, con i quali svolto a sinistra per iniziare il primo anello di circa dieci chilometri, il quale ci farà prendere direzione Laigueglia per poi tornare indietro e dirigersi  verso Testico.

Si tratta di sentieri tipicamente liguri, pietrosi, tecnicamente impegnativi e nei quali non ci sono più grosse salite, ma una infinità di su e giù stronca gambe. Alzo la testa e vedo un serpentone di circa 50-60 corridori davanti a me tutti in fila lungo il sentiero, molto stretto e nel quale non si può sorpassare.

Finito questo primo anello, nel quale ho mantenuto la posizione guadagnata durante la prima salita, torniamo sull'asfalto prendendo la direzione Testico; siamo a circa metà del percorso e devo dire che le gambe iniziano già a fare male.

Proseguo per altri quattro chilometri in costante ascesa e nei quali mi ritrovo con cinque corridori; l'andatura imposta da uno dei partecipanti davanti a me e buona tantoché rientriamo su alcuni biker che ci precedono di alcuni metri.

Finito il tratto in asfalto, svoltiamo a destra e iniziamo nuovamente un singletrack in mezzo al bosco, con una prima parte in discesa abbastanza tecnica, seguita da alcuni strappi impegnativi e da una successiva discesa tecnica, la quale terminerà con un sentiero in mezza costa nell'asfalto che porta a Caso. Qui, il percorso torna per due chilometri su una salita asfaltata molto impegnativa e quando mancano circa 15 chilometri inizia un nuovo tratto di sterrato dalle caratteristiche simili ai precedenti.

La gara procede e le forze sono sempre meno, ma conoscendo il percorso tengo duro e affronto questa parte impegnativa con le ultime energie rimaste; saliamo attraverso una cresta in direzione Albenga, la quale successivamente, si trasformerà in una discesa molto stretta e a picco sul mare. Ormai la maggior parte del tracciato prevede discesa, anche se qualche strappo qua e là non manca mai. Finalmente vedo il cartello dei meno 5 chilometri all'arrivo, sono veramente stanco ed oltre il mal di gambe anche spalle, braccia e mani non sono messe benissimo; come se non bastasse, il colpo di grazia mi viene dato dalla lunga scalinata che ci porta ad Alassio, dove, a causa di questi problemi, rimango da solo ad affrontare l'utlimo tratto. Ormai è finita c'è solo più il tempo di affrontare una scalinata a piedi ed un sottopassaggio che mi trovo in spiaggia per percorrere le ultime centinaia di metri che mi porteranno nuovamente in Piazza Partigiani dov'è posto l'arrivo della granfondo.

Finalmente dopo due ore e tredici minuti taglio il traguardo, esausto e con dolori un po' in tutto il corpo, dovuti anche a qualche crampo avuto nel finale.

Mi dirigo subito a lavare la bicicletta per non portarla via completamente sporca e per evitare il grosso dei partecipanti, dopodichè in assoluta tranquillità mi faccio una doccia ed una bella mangiata. Torno nuovamente in zona ritrovo, nel quale gli Alpini di Alassio hanno già iniziato a distribuire la pasta al pasta-party e dove aspetto le tre per assistere alle premiazioni. Qui verranno premiati tra gli uomini, in prima posizione Johnny Cattaneo (nazionale italiana), in seconda posizone Hector Leonardo Paez Leon (Olympia-Polimedical) e in terza piazza Tony Longo (nazionale italiana).

Tra le donne, invece è la nazionale italiana a fare il colpo grosso con Mara Fumagalli e Valentina Frasisti, seguite in terza posizione da Maria Cristina Nisi (Bike Garage Evolution Intense).

 

Con la conclusione delle premiazioni posso tranquillamente ritornare in albergo ad aspettare Enrico che tornando da Sanremo passi a caricarmi per poi tornare a casa.

Il nostro week-end, che come sempre è risultato sia faticoso sia divertente e produttivo, si è concluso con una bella “pizzata” in compagnia di mio papà.

 

 Di seguito:

 

( 22 Marzo 2016 )

 

 



 

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