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Inserito il 15 marzo 2016 alle 11:14:33 da ale.ferrarotti. - Letto: (2429)

Granfondo Laigueglia Alè: ecco come la vive un giornalista in corsa

Attese rispettate per questa edizione della Granfondo Laigueglia Alè, che nonostante un percorso ridotto e il cambio di data, ha offerto grande spettacolo grazie al gran numero di partecipanti e al paesaggio spettacolare.

 
(Testo di Alessandro Ferrarotti e foto Play Full )

Eccomi qui per la mia seconda granfondo di stagione, anche questa volta mi trovo in terra ligure. Questo fine settimana sarò alla Granfondo Laigueglia Alè, manifestazione internazionale tra le più importanti in Italia, organizzata come sempre dall'eccellente gruppo organizzativo Gs Alpi guidati da Vittorio Mevio.

Come sempre il nostro (mio, di Enrico e di Elisa) week-end, inizia con la partenza da Biella, questa volta anche compagnia di mio papà ed un nostro amico, che ne approfittano per passare un fine settimana al mare. Si parte il mattino presto (intorno alle sei) in modo da arrivare a Laigueglia ancora abbastanza presto ed avere il tempo di percorrere tutto il tracciato della granfondo e verificare che tutto sia a posto.

Arrivati al ritrovo della gara presso il palazzetto dello sport di Laigueglia, ci prepariamo subito per partire in bicicletta. Dopo qualche saluto ad organizzatori, espositori , amici ed  il consueto caffè, partiamo per la verifica dei 98 chilometri di gara.

Siamo io ed Enrico, insieme a mio papà e al nostro amico; la giornata è stupenda, ormai primaverile e come sempre affianchiamo il lavoro a tanto divertimento.

Tra salite e discese disseminate lungo il percorso e tante risate, dopo circa tre ore e trenta finiamo il nostro giro, nel quale riscontriamo solo un cartello di pericolo staccato dal vento e che prontamente segnaliamo all'organizzazione.

Arrivati nuovamente al ritrovo della manifestazione, passiamo a salutare l'organizzatrice della Granfondo di San Benedetto del Tronto, la quale ci accoglie offrendoci prodotti tipici marchigiani che noi ovviamente affamati non rifiutiamo, ma al contrario apprezziamo. Finito “l'aperitivo”, andiamo alla macchina, prendiamo tutti i bagagli e ci rechiamo all'albergo in cui ci hanno prenotato la camera. Una volta sistemati, ci mangiamo un panino al volo per non perdere troppo tempo e ci mettiamo subito al lavoro.

Come di consueto, andiamo a fotografare tutto ciò che è presente al ritrovo: iscrizioni, pacco gara, luogo di partenza, striscioni, stand degli sponsor ed espositori presenti per l'evento, con i quali tra le altre cose ne approfittiamo per fare due parole e stringere qualche accordo.

É veramente un spettacolo girare in mezzo tutte queste persone e conoscere molti personaggi anche di un certo calibro; rimaniamo a girare in zona, in mezzo ad un mare di gente sempre accompagnati dalla voce dello speaker della manifestazione Gianni Mauri, il quale ad un certo punto vedendomi e sapendo che conosco il percorso, mi ferma per farmi due domande e spiegare a tutti i presenti i segreti del tracciato.

Il pomeriggio scorre veloce e diventa presto sera ed intorno le 19.30, si chiudono le iscrizioni e piano piano il punto di ritrovo va svuotandosi. Ormai il nostro l'abbiamo fatto, andiamo a cena dove ne approfittiamo per rilassarci dopo una lunga e faticosa giornata ed intorno le dieci di sera ci rinchiudiamo in camera mettendoci subito a letto nella speranza di recuperare un po' di forze in vista del giorno dopo.

La mattina arriva presto, la sveglia suona alle 6.30, ci alziamo ed una volta sistemati andiamo a fare un'abbondante colazione in vista della lunga giornata, io in corsa mentre Enrico ed Elisa a scattare fotografie sia in corsa sia fuori.

La partenza è fissata alle ore 9 con le griglie già aperte dalle ore 8 ed io, anche se il tempo non è dei migliori per il cielo grigio ed un forte vento, vado abbastanza presto in griglia per evitare di rimanere immischiato in mezzo al gruppo dei tremila.

Nel frattempo che aspetto la partenza, ne approfitto con  Enrico per fare alcune foto all'abbigliamento Ekoi che ho indosso per l'occasione. Quest'ultime ci serviranno da mettere nell'articolo che uscirà  in settimana e nel quale parlerò del test eseguito a questo outfit.

Ormai ci siamo mancano circa dieci minuti, è una festa, dietro di me vedo circa 2000 granfondisti pronti a partire, mentre al mio fianco in prima fila, mi accorgo di un grande personaggio, si tratta di Fausto Pinarello con il quale non posso fare altro che rubargli una foto.

Pochi istanti alla partenza e quando mancano 15 secondi al via, inizia il conto alla rovescia scandito dall'assessore allo sport di Laigueglia. Pronti  via, si parte. Il primo tratto è di trasferimento a velocità controllata, questo per permettere al gruppo dei tremila di ricompattarsi dopo le due partenze; fa abbastanza freddo per il vento che spira in senso contrario alla corsa ed una volta arrivati nel Comune di Alassio, dove il gruppo risulta essere compatto, viene abbassata la bandierina.

È subito gara vera tantoché, forse per il freddo, è il favorito Igor Zanetti ad aprire il valzer degli scatti. Subito dopo ci provo anche io, ma più per rompere il fiato e vedere se la gamba gira bene oppure devo prepararmi ad una giornata di sofferenza.

La velocità, nei primi 15 chilometri di gara, è veramente alta a causa dei vari tentativi di fuga; in un attimo siamo a Ceriale dove si svolta per iniziare un falsopiano a salire fino a Cisano sul Neva.

Questo tratto, sarà trampolino di lancio per il vincitore della granfondo Ricciardi, il quale con un tentativo solitario partito a circa 80 chilometri dall'arrivo ed all'inizio sottovalutato dai diretti concorrenti, si regala il secondo successo di stagione dopo la vittoria alla Granfondo Inkospor Val di Cecina davanti a Igor Zanetti e Tommaso Elettrico.

La corsa continua sempre ad alta velocità ed ormai dopo aver percorso un tratto con parecchi sali e scendi con strada stretta, arriviamo all'imbocco della prima salita che ci porterà ad Arnasco.

Qui, conoscendo il percorso, prendo la salita nella prima parte del gruppo. L'andatura è sin da subito molto allegra e lo sarà fino a sopra. Finita l'ascesa rimaniamo circa quaranta corridori ed  ad essere sincero, dato il mio scarso allenamento attuale, ho faticato parecchio a rimanere agganciato a questo gruppo. Qui mi accorgo, rimanendo anche stupito, che è presente la prima donna; si tratta di Simona Parente che confermando la sua grande condizione del momento riuscirà nel corso della granfondo a rimanere con il primo gruppo inseguitore (composto solo da uomini) per quasi tutta la gara ed arrivando a soli otto minuti dal vincitore Ricciardi. Ovviamente terminerà la prova vincendo davanti a  Manuela Sonzogni e Barbara Lancioni.

Finita la prima salita, ci prepariamo per affrontare una strada di circa 20 chilometri tutta a mezza costa  con un susseguirsi di curve e mangia e bevi; ne approfitto per rifiatare ed alimentarmi dopo lo sforzo ed anche per salutare due miei amici liguri con cui ho corso gli anni scorsi.

L'andatura rimane sempre abbastanza sostenuta, ma devo dire che riesco a sopportarla abbastanza agevolmente e comunque quando arriviamo a Costa Bacelega dove è posto l'inizio della discesa, tiro un sospiro di sollievo.

La discesa è molto impegnativa, strada stretta e curve molto tecniche che allungano il gruppo, tantoché, a fine discesa quando alzo la testa mi accorgo che il gruppo si è frazionato in tre tronconi; qui non c'è altro da fare che mettersi a testa bassa e chiudere sulla prima parte del gruppo.

Ci mettiamo relativamente poco a rientrare, agevolati dalla strada in leggera discesa e dal fatto che davanti non spingono a fondo; una volta rientrato mi porto subito nella testa e provo ad allungare insieme al mio amico Francesco Grillo, il quale ci teneva molto fare bene in questa gara.

Nulla di fatto, il gruppo non ci lascia spazio e allora, dato che io più di tanto dalla mia condizione non potevo chiedere, mi metto a disposizione di Francesco tirando fino a Garlenda, dove inizia la salita più impegnativa di giornata, il Paravenna.

Lo prendo in prima posizione ma subito dopo la prima curva mi sposto e decido che per questa granfondo il mio l'avevo fatto. Salgo piano piano e con molto piacere incontro anche mio papà ed il nostro amico Vincenzo, decido di salire con loro per un pezzo della salita fino a quando, da dietro vedo arrivare un altro caro amico, il quale mi chiede di dargli una mano fino all'arrivo di Colla Micheri.

Mi metto davanti a lui, scolliniamo il Paravenna e iniziamo il tratto di falsopiano di sei chilometri che porta al Testico; qui inizio ad impostare un buon ritmo e rimontiamo qualche gruppo.

Arriviamo a Testico e con un po' di rammarico saltiamo il rifornimento nel quale servono panini con la salsiccia, per buttarci in una discesa di circa 10 chilometri nella quale non mancano sicuramente le curve; la affrontiamo in sicurezza senza rischiare più del dovuto ed una volta finita mi rimetto subito in testa al gruppetto a fare il ritmo.

Imposto una bella andatura nel falsopiano a scendere che porta ad Andora, viaggio circa 50-55 chilometri orari ed in questo tratto rimontiamo un bel numero di partecipanti. Continuo con il mio ritmo e quando ormai mancano circa tre chilometri mi giro e vedo che alla mia ruota ci sono circa 150 concorrenti e capisco che  mi tocca tirare fino all'imbocco della salita finale.

Svolta a sinistra ed inizia l'ultima asperità, qui decido di godermi gli ultimi due chilometri e di farla tranquillo facendo divertire qualche spettatore a bordo strada con qualche impennata. Nel farmi superare dai partecipanti ricevo anche alcuni complimenti e ringraziamenti per aver tirato per circa 10 chilometri senza chiedere alcun cambio.

Ci siamo è quasi finita, transito al triangolo rosso ed intanto sento già la voce dello speaker che annuncia i vari arrivi; ancora tempo per l'ultima impennata sulla linea d'arrivo e la mia granfondo finisce in mezzo ad un marea di persone ed ad una atmosfera di festa.

Transitata la linea d'arrivo, vedo subito Enrico impegnato a fare foto e con il qualche mi metto d'accordo di trovarsi poi a mangiare insieme al pasta-party.

Finita la granfondo, mentre scendo verso Laigueglia, ripenso che è stata veramente una bella giornata nella quale mi sono divertito veramente molto, cosa che in bici non mi capitava più da qualche tempo. Nel frattempo arrivo al mio albergo (il quale ci ha permesso di tenere la camera anche al pomeriggio) dove dopo una doccia veloce, mi porto al pasta-party dove ad aspettarmi ci sono già Enrico ed Elisa con i quali consumo il pranzo, il quale è composto da un bel piatto di pasta al pesto, tacchino ed una arancia.

Finito di pranzare, ci mettiamo nuovamente al lavoro per pubblicare il comunicato stampa e successivamente fare le foto alle premiazioni. Intorno alle cinque del pomeriggio possiamo finalmente dichiarare il nostro compito svolto e dopo aver aiutato a scaricare il furgone dell'organizzazione, salutiamo tutti e ci mettiamo in macchina per affrontare il viaggio di ritorno, dove sicuramente incontreremo le code domenicali.

Anche questo week-end si è concluso in maniera positiva per tutti i partecipanti e staff organizzativo, il quale si è ritenuto soddisfatto per la riuscita dell'evento. Personalmente devo dire che ormai in questo ruolo sono a mio agio e soprattutto mi diverto molto; per questo mi sento di fare un ringraziamento speciale ad Enrico ed Elisa che mi hanno permesso di iniziare questa attività presso la loro agenzia di stampa.

Di seguito il Comunicato Stampa Ufficiale della manifestazione dove si possono trovare tutte le informazioni riguardanti la “Granfondo Laigueglia Alè”: http://www.granfondonews.it/v5/news.asp?id=6937


( 15 Marzo 2016 )

 

 



 

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