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Inserito il 14 marzo 2016 alle 18:14:42 da ale.ferrarotti. - Letto: (2744)

La Granfondo Laigueglia Alè, raccontata da Davide Sanzogni

Finalmente ci siamo ecco arrivato 13 Marzo, la nuova data scelta per la GF Internazionale di Laigueglia, dopo la difficile decisione che ne ha decretato il rinvio causa maltempo.

 
(Testo e foto di Davide Sanzogni )

Per me, come per molti, è la prima gara della stagione . Una corsa su un percorso non duro, molto veloce, che ricalca in buona misura quello percorso dai professionisti poche settimane prima. Queste cose, insieme alla bellezza dei paesaggi attraversati, la rendono una granfondo particolare e a pieno titolo degna di essere inserita nel calendario di molti circuiti come il Prestigio, il Gran Trofeo GS Alpi e Costa Ligure.

Personalmente sento crescere la tensione nei giorni che la precedono. Non che abbia chissà quali aspettative di “classifica”, ma complice un dicembre nebbioso, almeno qui nel pavese, seguito da diversi weekend di tempo inclemente, sono incerto su quale possa essere la mia tenuta in corsa, anche se negli ultimi giorni è intercorsa una modifica al tracciato originario che ne ha diminuito chilometraggio e dislivello.

Questo fatto almeno mi ha fatto decidere nella scelta delle ruote da usare. La gara sarà veloce, ancor più veloce del solito. Via le ruote da salita a favore delle 50 millimetri. Buio invece sul vestiario, pertanto preparo sia l’estivo che l’autunnale della squadra in cui milito, il team ASD RAT Ride All Terrain.

A farmi compagnia nel viaggio in auto la domenica mattina Mauro, del team Vivo, che ho avuto modo di conoscere (e battagliare) durante la scorsa Coppa Lombardia.

La strada passa veloce come il recupero dei pacchi gara. Anche il parcheggio non si rivela il problema che temevo. Manca poco alle 8:30 quando entriamo in griglia cercando di ripararci dal vento (alla fine ho optato per pantaloncini trequarti e maglia estiva con manicotti).

Intorno a noi notiamo una forte presenza di agguerrite rappresentanti del gentil sesso tra cui una signora con una decina di scudetti del prestigio sul dorso della maglia. Chapeaux!

Finalmente si parte, dapprima ad andatura controllata attraverso Laigueglia e Alassio, per consentire il ricompattarsi delle due tranche in cui giocoforza sono stati suddivisi gli oltre tremila partecipanti.  Purtroppo come sempre in questi casi non mancano i fenomeni da baraccone che si credono più furbi degli altri superando ad ogni costo, anche salendo sui marciapiedi, senza riuscire nemmeno a comprendere il rischio che fanno correre ad un eventuale pedone che semplicemente giri l’angolo.

Per fortuna, dopo poco, viene dato il via volante e l’andatura sale rapidamente fino a sfiorare i 50km/h in vari tratti. Purtroppo, ancor prima di Albenga avviene una caduta che oltre ad essere ovviamente spiacevole per chi vi rimane direttamente coinvolto, frantuma il gruppo. Davanti restano almeno un paio di centinaia di persone, ma data l’andatura e il forte vento che spazza la costa non c’è modo di rientrare.

Arriviamo così a Ceriale, dove dopo una svolta a sinistra iniziano i primi saliscendi, ma l’andatura non accenna a diminiure. Finalmente, oltrepassato il Neva dopo alcuni km si può parlare di salita, anche se si sta comunque molto bene in scia dato che si viaggia sopra i 20km/h.

Ormai il gruppetto in cui mi trovo ha assunto la sua fisionomia. Forte di una ventina di unità, in buona sostanza davanti sono in quattro o cinque ad alternarsi a dettare il ritmo. Gli altri cercano di restare attaccati se possono, evitando che si formino buchi quando qualcuno non c’è la fa più. Io che coi miei 60 chilogrammi certo passista non sono, non posso far altro che stare a guardare accontentandomi di gestire lo sforzo e alimentarmi nei tratti in falsopiano.

Imbocchiamo quindi una tortuosa discesa tra gli ulivi che non si rivela particolarmente insidiosa a meno della presenza di un poco di ghiaia e che in breve ci porta sul fondo della vallata. Qui, poco avanti c’è la possibilità di raggiungere un gruppetto più numeroso. Con piacere vedo che parte un tentativo di organizzare i cambi, cui volentieri mi unisco. Tentativo vanificato in breve dalla troppa esuberanza di chi quando si dice “cambio” capisce “scatto”.

E’ in questo momento che, in un tratto rettilineo in leggera discesa compio la prima azione degna di nota andando a fare una tirata insistita che consente di ridurre la distanza sul gruppo che ci precede. Quando mi sposto l’idea che si possa riprenderli unendo le forze sembra passata e con un paio di ulteriori cambi ci accodiamo e rifiatiamo.Per fortuna c’è ancora parecchia strada e mentre superiamo l’aeroporto di Albenga c’è modo anche di alimentarsi.

Finalmente inizia la salita che porta a Testico, quando ecco che mi distraggo e con una cambiata poco accorta riesco a far cadere la catena. Non c’è verso di rimetterla su al volo e dopo esere stato sfilato da tutto il gruppetto la ricaccio su di forza e riparto deciso a giocarmi il tutto per tutto.

Ho studiato la strada e so cosa mi aspetta in cima alla salita: un lungo falsopiano fino a Testico probabilmente controvento. Devo cercare di rientrare nel gruppetto costi quel che costi.

La buona pendenza nel tratto iniziale mi agevola e inizio a recuperare persone, ma ancora non vedo le “locomotive” del drappello, sono loro quelli cui voglio accodarmi. A metà salita li vedo ad una quindicina di secondi davanti a me, ma ora la salita si fa più dolce e da solo non potrei riprenderli al crescere della velocità.

Decido così di proseguo regolare e con altri corridori più passisti forniamo un secondo gruppetto che completerà l’inseguimento del primo nel saliscendi che precede Testico. Qui la gioia per il ricongiungimento è un po’ mitica dal dispiacere di non aver agguantato al volo nessun panino con la salamella per cui questo ristoro è celebrato.

Ma non c’è tempo per rimuginare. Mancano 20 chilometri al traguardo e ci buttiamo discesa, con punte oltre i 60km/h, cosa che quasi mi fa rimpiangere di non avere come ultimo rapporto.

Con un certo sollievo anche questo tratto finisce e usciamo dalla fila indiana affrontando un forte vento laterale. Ai  meno 5 km dall’arrivo vengo toccato piuttosto rudemente da un altro concorrente che è stato spinto fuori traiettoria dal vento. Per fortuna avevo le mani ben salde sul manubrio e l’inerzia delle ruote ha fatto il resto aiutandomi a restare in piedi. Qualcuno si congratula con me per l’abilità chiamiamo le cose con il loro nome,  è stato culo.

Eccoci infine all’inizio della breve ascesa che porta a Colla Micheri. Viene ovviamente presa a tutta.  Cerco di spingere, fiato e cuore ci sono, però un poco di fatica nelle gambe si sente. Salendo odo la voce dello speaker che annuncia l’arrivo del podio delle ragazze. Manca poco ormai e finalmente linea d’arrivo anche per me.

Guardo il tempo, più o meno è quello che mi ero immaginato di poter fare, e rapidamente imbocco la discesa, anche per non ingombrare inutilmente gli esigui spazi disponibili a Colla Micheri.

Alla macchina vengo in breve raggiunto anche da Mauro che è ancora alla ricerca della miglior condizione. Ci rechiamo insieme al pasta-party usufruendo del “bike-parking” custodito predisposto da Mevio. Un utile e molto gradito esperimento per scongiurare il pericolo dei furti.

Al pasta party siamo accolti da personale molto cordiale e mentre mangiamo la nostre pasta al pesto ci raccontiamo le rispettive impressioni.

Laigueglia! Ne è valsa la pena di aspettare

P.s. il giorno seguente, fedeli al nome della squadra Ride All Terrain, per fare defaticamento sono andato a fare scialpinismo con il Presidente..  ma questa è un’altra storia…

Di seguito il Comunicato Stampa Ufficiale della manifestazione dove si possono trovare tutte le informazioni riguardanti la “Granfondo Laigueglia Alè”: http://www.granfondonews.it/v5/news.asp?id=6937



( 14 Marzo 2016 )

 

 



 

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