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Inserito il 16 giugno 2011 alle 07:33:34 da Enrico Cavallini. - Letto: (4159)

Monica Bandini - Tra bici, pesche e uva

Un glorioso passato da professionista, una maglia iridata guadagnata nell'88, una lunghissima carriera da amatore (deici anni), oltre 150 vittorie femminili nelle granfondo. Nella vita di tutti i giorni è un'agricoltrice diretta, si occupa della sua azienda, delle sue pesche, delle albicocche e delle viti. Una particolarità? E' sempre rimasta nella stessa squadra.

di Enrico Cavallini (foto Play Full)


Monica Bandini

Nata a: Faenza (RA)

Il: 16 novembre 1964

Residente a:  Forlì

Squadre:
1982-1983: Tabiano Terme (elite)
1987-1990: Ricci Ceramiche-Somec (elite)
1991: Mobili Bressa (elite)
1996: Michela Fanini (elite)
1997: GS Faedo (elite)
1998: Edilsavino (elite)
2002-2011: MG.K Vis (amatore)


Attuale occupazione:
coltivatrice diretta

Ciao Monica, sono dieci anni ormai che io bazzico nel mondo delle granfondo e mi ricordo di avere sentito il tuo nome inneggiare sui podi fin dalla mia prima manifestazione. Era la GF Città di Ceriale del 2001 e la vittoria femminile fu la tua, così come tutto il Trofeo Aliparma. Un passato da pro, un mondiale vinto nella cronometro a squadre nell' 88, una lunghissima carriera da amatore nelle granfondo, tanto da guadagnarti l'appellativo di Regina delle Granfondo. Nonostante tutto conduci una vita nemmeno troppo normale. Non stai certo seduta tutto il giorno in un ufficio a sbrigare pratiche o a rispondere al telefono, anzi! I cicloamatori più "datati" ti conoscono bene, proviamo a farti conoscere da quelli più "giovani".

Una lunga carriera ciclistica, dicevamo. A che età sei salita in bici e qual è il motivo che spinge una ragazzina a darsi ad uno sport così faticoso?
Ho iniziato a gareggiare in bici a 17/18 anni; venivo dalla corsa a piedi e cercavo nuovi stimoli assecondata da mio padre, grande appassionato di ciclismo.

Mi immagino che la vittoria più bella da professionista sia stata il mondiale a cronometro del 1988, ma potrei anche sbagliarmi. Me lo confermi o lo smentisci? In caso contrario qual è stata la vittoria più bella della tua carriera e comunque cosa ti ha lasciato dentro?
Diciamo che ho assaporato l'Iride con il passare del tempo, poi ogni vittoria ha un sapore particolare.

Terminata l'avventura da pro, sei passata subito alla corte di Marco Silvagni o ci sei giunta successivamente?
Ci sono giunta dopo circa 4 anni di stop agonistico, vale a dire di passeggiate con mio marito e amici.

Domenica 17 aprile 2011, a San Marino, hai segnato la tua 150^ vittoria nel mondo delle granfondo. Che emozione hai provato?
A dire il vero non ho mai tenuto il conto; è un vezzo del mio “capo” Silvagni. Di sicuro dietro questi successi c'è sempre stato un solo e unico team.

Lo sapevi di avere anche una "entry" nella versione inglese di Wikipedia?
No. Io vivo nel mio mondo bucolico e ne sono fiera. Comunque tutto ciò è gratificante.

Sappiamo che hai una professione abbastanza pesante. Sei agricoltrice a Forlì. Nello specifico come si svolge il tuo lavoro?
E' un lavoro che permette di vivere a contatto con la natura che richiede un notevole dispendio fisico. Coltivo albicocche, pesche e uva e il maggior carico di lavoro coincide con il periodo estivo, per cui se mi vedete alla... frutta, questo è il motivo.

Come organizzi una tua settimana tipo di allenamenti incastrandoli con il lavoro?
Qualcuno non ci crederà, ma anche io faccio i salti mortali per conciliare famiglia, lavoro e bici e comunque è sempre un piacere.

So che sei sposata. Sei mai riuscita a coinvolgere tuo marito nella tua passione? Ti segue nei week-end?
Mio marito è stato un eccellente dilettante e devo continuamente ringraziarlo per avermi assecondato, ma non mi segue alle granfondo.

Di soddisfazioni, con il ciclismo, penso che tu te ne sia tolte veramente parecchie. Hai ancora un sogno agonistico nel cassetto? Ce lo vuoi svelare?
Non sono mai stata una sognatrice nel senso che non ho mai cercato l'impossibile. La tenacia è stata il mio punto di forza. Spero di poter continuare a coltivare la mia passione per la bici il più a lungo possibile e mi ritengo fortunata perché nella vita, come ho ripetuto tante volte, posso affermare di avere fatto ciò che avrei voluto. Non è da tutti!


Ti ringrazio per la gentile collaborazione
e ti auguro un in bocca al lupo per le prossime manifestazioni.

Enrico Cavallini

(16 giugno 2011)


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