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Inserito il 26 febbraio 2016 alle 12:31:00 da ale.ferrarotti. - Letto: (24720)

Lavaggio corretto della bici

Continui ed errati lavaggi, possono usurare precocemente alcuni componenti della vostra bici talvolta essendo la causa di numerosi malfunzionamenti. Vediamo quindi le operazioni corrette per una buona pulizia della specialissima.

a cura di Giuliano Salvi - Salvi Bike Store

Come procedere allora in modo corretto? Sono 30 anni che faccio manutenzione alle bici e ogni giorno mi capita di doverne lavare. I metodi e i prodotti da utilizzare sono innumerevoli e quello che vorrei trasmettere in questo articolo è il “MIO metodo”, che di certo non sarà l'unico e né il migliore, ma vi posso assicurare di aver abbastanza esperienza per poter distinguere ciò che va bene da ciò che non si deve assolutamente fare; con tale metodo, non andrò a danneggiare i componenti né tanto meno il telaio.

Materiale necessario

Sgrassanti, rigorosamente dedicati e progettati per il mondo bicicletta: state lontani dagli sgrassanti generici (il più famoso e usato da molti è lo Chanteclair) che possiamo trovare al supermercato. Il potere sgrassante di tali prodotti è indubbiamente eccezionale ma è altresì vero e provato che rovinano in modo irreparabile molte parti della bici, compreso il telaio!

Consiglio due tipi di sgrassanti:

  • uno dedicato alle parti con lo sporco/ unto più tenace, che tenderà a sciogliere il grasso e l'olio presenti sulla trasmissione (catena, cassetta, guarnitura e pedali) senza rovinare le stesse; 
  • l'altro invece dedicato a tutto il resto, che sarà necessariamente meno aggressivo anche su parti più delicate (sella, vernice, gomma, nastro manubrio ecc) e non avrà nessuna controndicazione. Come sgrassante ''soft'' posso anche consigliare prodotti non strettamente progettati per il ciclo; gli sgrassanti per i piatti e le stoviglie vanno benissimo!!!!

Per quanto riguarda l'utilizzo dei derivati del petrolio, tipo benzina e gasolio, posso consigliare il loro utilizzo solo ed esclusivamente per la catena; se siamo in presenza di bici con freno a disco, ricordo che una sola goccia di tali prodotti sulle pastiglie potrebbe compromettere per sempre il loro funzionamento, creando grossi problemi alla frenata riducendo di molto la vostra sicurezza. Tale problema capita anche con bici con freni normali dove il pattino è costituito da materiale tipo sughero (ad esempio Corima).

Altri materiali necessari sono il lavacatena, il pennello a setole rigide, il pennello a setole mordide, il secchio e la spugna (per chi volesse lavare le parti meno unte della bici con prodotti tipo ''lavapiattì' o simili). Non usate l'idropulitrice! Tale macchina è infernale (alcuni la usano con acqua calda) ed ha la caratteristica di spruzzare acqua ad alta pressione facendola penetrare  in tutte le parti dove essa normalmente non entrerebbe (cuscinetti dello sterzo, pedali, movimento, rotelline cambio, mozzi). E' bene ricordare che tutti i cuscinetti sono a tenuta stagna  se immersi in acqua, ma se noi spruzziamo acqua a 8 bar di pressione non è la stessa cosa!

(Lavacatenea e pennello a setole rigide)

(Pennello a setole morbide)

L'unico modo corretto per l'utilizzo dell'idropulitrice è quello di stare a distanza per il solo risciacquo senza farsi  tentare nell'avvicinarvi  per fare in fretta e saltando così tutte le procedure che dettaglierò nella procedura di lavaggio.

Procedura

Si comincia sempre con le parti più unte e sporche di olio/grasso come la catena: Mettiamo nel nostro lavacatena il prodotto sgrassante (ne basta poco), chiudiamo la macchinetta e mentre con una mano sosteniamo la stessa e con l'altra facciamo girare la pedivella, eseguiamo una decina di giri completi e successivamente togliamo il lavacatena andandolo poi a risciacquare. Ora spruzziamo il prodotto sgrassante direttamente sulle altre parti e con l'aiuto del pennello a setole rigide passiamo tutte le parti della trasmissione quali la cassetta, guarnitura, cambio, deragliatore e la catena; se una di queste parti dovesse averne ancora bisogno, mentre pennelliamo, il prodotto avrà il tempo di agire e completare il suo lavoro.

(Macchinetta lavacatena e sgrassatore per parti meccaniche)

(Pennello a setole rigide utilizzato su parti meccaniche)

Ricordiamo due cose molto importanti: uno, non lasciamo agire per molto tempo i prodotti altamente sgrassanti sulle parti (massimo 5 minuti) e due, non laviamo mai la bicicletta al sole cocente dell'estate perchè questo porterebbe tali sgrassanti a rovinare in modo irreparabile le anodizzazioni e i trattamenti di rifinitura dei componenti e del telaio.

Finita la prima fase risciacquiamo tutta la trasmissione e iniziamo a bagnare anche tutto il resto della specialissima; possiamo ora spruzzare il prodotto sgrassante soft su tutta la bici e pennellare le parti con il pennello a setole morbide, oppure, per gli amanti del secchio e spugna, passiamo tutta la bici con la spugna intrisa in acqua e sapone per i piatti. Io sono solito usare il pennello perché riesco meglio ad entrare nelle parti difficili da raggiungere come i mozzi, i freni, alcuni angoli del telaio ecc.


                                                                                                      (Risciacquo trasmissione)

(Sgrassante soft spruzzato e pennello setole morbide utilizzati sul telaio)

(Pennello soft utilizzato su telaio e mozzi delle ruote)

(Spugna e secchio con detergente sapone per i piatti)

Risciacquiamo tutta la bici, facendo attenzione di non puntare il getto di acqua vicinissimo ai mozzi, sterzo, movimento centrale, comandi cambio, assale dei pedali ecc ecc.

Per l'asciugatura vi consiglio un semplice straccio (tessuto o carta vanno ugualmente bene) da passare su tutte le parti e, dove non riusciamo ad arrivare, lasciamo che si asciughino da sole; non usare il compressore con la pistola dell'aria, perché faremmo pressappoco la stessa cosa dell'idropulitrice, spingiamo, cioè, l'acqua rimasta in deposito dentro le parti.

Provate questo metodo di lavaggio e vedrete che rimarrete soddisfatti, BUON LAVORO.

 


Giuliano Salvi

Nato a Zogno (Bg) nel 1970, appena conseguito il diploma di maturità scientifica, inizia a lavorare nel negozio di famiglia "Cicli Salvi" affiancando il padre.

Il 1989 vede la nascita, in società con il fratello Franco, di Salvi Bike Store, la nuova realtà legata alla vendita e riparazione di biciclette.

Nel 1992 occupa il posto di Assistente Tecnico Nazionale Militare ai Campionati Mondiali di Ciclismo a Pordenone, mentre dal 1992 al 1997 onsulente Tecnico “International cycling Team Bianchi Reparto Corse” presente su campi gara di tutti i continenti a fianco degli atleti “Bianchi”.

Non mancano le ruote grasse nell'esperienza di Giuliano, che dal 1993 al 1997 copre la carica di Consulente Tecnico Nazionale Italiana MTB ai Campionati Europei e Mondiali.

Dal 2002 è Docente Accademia Nazionale Mountain Bike - Milano.

Giuliano, esperto meccanico, tiene presso i suoi locali dei corsi di manutenzione e meccanica dedicati alle bici da strada e da fuori strada riscuotendo un notevole successo.

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