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Inserito il 25 febbraio 2016 alle 18:24:42 da ale.ferrarotti. - Letto: (1963)

Granfondo Città di Loano, archiviata la prima di stagione!

E' il duo Zanetti-Barchi, del team Cannondale Gobbi Fsa, che si aggiudica la prima granfondo del Gran Premio Costa Ligure. Tra le donne è Simona Parente, pisana di adozione, che in solitaria taglia il traguardo della manifestazione.

 

(Testo di Alessandro Ferrarotti, foto Play Full )

Ecco la mia prima esperienza come inviato in corsa per la rivista online GranfondoNews.it; l' occasione di calarmi nella mia nuova veste capita subito alla prima gara della stagione, infatti questo week-end sono stato a Loano per partecipare alla “Granfondo Città di Loano” insieme al direttore Enrico Cavallini, il quale aveva l'incarico di addetto stampa della manifestazione.

Il nostro fine settimana parte il pomeriggio del sabato, dove giunti sul luogo del ritrovo della manifestazione presso il ristorante Su Da Dos a Loano, ci mettiamo subito al lavoro; Enrico si catapulta per sentire le ultime indicazioni da parte degli organizzatori e a risolvere alcuni problemi d'iscrizione.

Io invece, provo a dilettarmi nel fare qualche foto ai vari stand giunti per l'evento e a tutto ciò che c'è al ritrovo, zona che piano piano va ad animarsi con i vari partecipanti della granfondo con famiglie al seguito  che vengono a ritirare numero, pacco gara e nel frattempo ne approfittano per fare una passeggiata e visitare un po' la cittadina.

Il pomeriggio che nel giro di poco diventa sera, ha visto scemare il numero di persone nella zona di ritrovo anche perché alle ore 19 non veniva più data la possibilità di iscriversi; finita questa prima giornata di lavoro, non poteva mancare la classica cena al ristorante Su Da Dos con tutto lo staff organizzativo diretto dalla frizzante Tamara; menù della serata polenta e cinghiale (che devo dire era veramente ottima) ed una torta con frutta e crema.

Tra ottimo cibo ed un'allegra compagnia, con la quale si è instaurato subito un bel rapporto, intorno alle 23.30 decidiamo di tornare in albergo e metterci a letto ormai stremati.

La giornata dal meteo incerto, è iniziata come di consueto molto presto ed ha visto lo staff organizzativo Loabikers e gli amici cronometristi della MySDAM iniziare tutte le procedure per avviare al meglio la manifestazione, a partire dall'allestimento della partenza fino alla verifica di tutti i chip degli atleti e iscrizioni dell'ultimo minuto.

 

Finite le operazioni preliminari degli organizzatori, nella zona di partenza, posizionata davanti l'ingresso del Villaggio Turistico Loano Due, iniziano ad arrivare i primi granfondisti, i quali in base al numero assegnato al momento dell'iscrizione si posizionano nella griglia di appartenenza; a me, che sono un elitè con tessera di federazione, assegnano un numero appartenente alla prima griglia di merito, ma ovviamente partecipo alla granfondo come ospite e quindi senza fare classifica.

Con lo schieramento di partenza che piano piano va a completarsi e con l'avvicinarsi dell'orario di partenza fissato alle dieci e quindici, lo speaker Silvio Mevio annuncia che i partenti sono 850 dei 950 iscritti  e coglie l'occasione per presentare alcuni ospiti d'eccezione. Tra loro trovo l'amico Niccolò Bonifazio del Trek Factory Team insieme al fratello Leonardo ad altri dilettanti della regione, con i quali ho corso per tanti anni nelle categorie giovanili e dilettanti; anche tra le fila femminili  viene presentata un'ospite e si tratta della professionista della Footon Servetto Nicole Brändli.

Ormai a pochi secondi dall'orario di partenza inizia il conto alla rovescia; allo scoccare delle dieci e quindici viene dato il via alla manifestazione, la quale nel primo tratto prevede un breve trasferimento di circa un chilometro e mezzo per uscire dal paese per poi buttarsi sulla Aurelia in direzione Albenga.

Nel tratto di trasferimento colgo l'occasione per andare a salutare e scambiare due parole con i miei amici liguri che non vedevo da qualche tempo, mentre, nel frattempo tra risate e strette di mano arriviamo al chilometro zero, dove appena abbassata la bandiera dal giudice di gara la velocità aumenta notevolmente e come d'abitudine non tardano ad arrivare i primi scatti di giornata per portare via la fuga.

Proseguendo in direzione Albenga con  il gruppo compatto, ad alta velocità e con continui tentativi di evasione dal gruppo, si arriva al bivio per Villanova d'Albenga; qui inizia un falsopiano di circa 15 chilometri il quale sarà trampolino di lancio per la fuga di giornata composta da dieci unità.

I battistrada vanno subito d'accordo e affrontano questo tratto del percorso con una buona velocità, mentre sin da subito, il gruppo lascia fare e sonnecchia; io che in questo periodo sono poco allenato,  conoscendo il percorso che ho provato in ricognizione il giorno prima, resto con il grosso dei partecipanti, coperto e cercando di spendere meno energie possibili.

Passano i chilometri ma la strada non cambia, si rimane sempre sul solito falsopiano, il quale attraversando i comuni di Ortovero e Pogli porta a Ranzo dove inizia la prima salita di 4 chilometri al 6,5 % di pendenza media.

Qui con i fuggitivi che ormai hanno preso il largo e con l'andatura elevata di alcuni partecipanti che tentano di sfruttare la salita per rientrare sui battistrada, decido di prendere il mio passo ed affrontare il resto della granfondo con le mie attuali capacità; devo dire però, che cosi facendo ho anche il tempo di apprezzare il panorama offerto dal paesaggio e non solo pensare all'aspetto agonistico del percorso.

Procedo affrontando la salita con il mio passo e, tornante dopo tornante, immerso negli ulivi, arrivo a Costa Bacelega dove le pendenze si addolciscono diventando quasi un mangia e bevi e nei quali si attraversano i paesi di Onzo e Vendone ( località dove è posto il primo rifornimento ) fino ad arrivare allo scollinamento di Arnasco.

Qui inizia una bella e facile discesa fino al paese di Cisano sul Neva, dove inizia una strada stretta piena di curve e saliscendi che mi porta ad affrontare l'ennesimo falsopiano proposto dal percorso fino al paese di Zuccarello, il quale ci viene fatto attraversare nelle sue vie centrali e dove trovo il secondo ristoro prima dell'inizio della salita più lunga del percorso.

Si tratta di una salita di quattordici chilometri, dalle pendenze regolari ma non impossibili e con una serie infinita di curve, che portano al Colle Scravaion attraverso il paese di Castelvecchio di Rocca Barbena.

Quest'ultima la affronto già con parecchio mal di gambe, ma sapendo che quasi in cima c'era il terzo e ultimo rifornimento nel quale venivano servite salsicce alla griglia, prendo coraggio e chilometro dopo chilometro arrivo al ristoro; qui abbastanza affaticato dalla salita mi fermo e con enorme piacere mangio un bel panino con la salsiccia, che se devo essere sincero, sognavo già dalla partenza; finito di rifocillarmi, riprendo la mia bicicletta e affronto l'ultimo pezzetto di salita.

Finita l'ascesa, affronto il primo tratto di discesa che porta a Bardineto, nel quale un ultimo falsopiano di circa tre chilometri, porta all'inizio della vera e propria discesa di quasi 10 chilometri; discesa molto veloce e tecnica, resa comunque abbastanza semplice e divertente dalla strada molto larga.

Scendendo attraverso una serie di tornanti e curve molto veloci arrivo al cartello dei  meno 5 chilometri al traguardo, seguito dopo poche centinaia di metri, dal bivio per Boissano; qui affronto l'ultimo strappo di circa un chilometro, che devo dire a fine granfondo e dopo una lunga discesa mi ha provato parecchio; finito questo tratto, gli ultimi chilometri, sono un susseguirsi di strappetti e discese fino al rettilineo di arrivo in leggera salita.

Tagliato il traguardo trovo Enrico che stava facendo le foto dell'arrivo e colgo l'occasione per chiedergli come era andata la corsa dei migliori; qui mi dice che semplicemente il duo vincente ha fatto selezione nella prima salita, andando poi d'accordo con cambi regolari fino al rettilineo d'arrivo dove si sono presentati mano nella mano con quasi 4 minuti e 30 su Fabio Cini (Genetik Cycling Team Asd) e poi via via tutti gli altri, alcuni dei quali durante il tracciato avevano provato invano di riportarsi sui battistrada.

Tra le donne invece, è stata Simone Parente (Somec-Mg. K Vis-Lgl) che ha dettato la sua legge sin da subito affrontando gran parte del percorso in solitaria, precedendo la compagna di squadra Odette Bertolin e Olga Cappiello (Team De Rosa Santini) di quasi dieci minuti.

Ultimata la prova, insieme ad Enrico che ormai aveva finito il suo lavoro, ci portiamo al pasta party gestito dal Gruppo Alpini Loano nel quale veniva servita pasta al ragù o al pesto, prosciutto, insalata ed un frutto, il tutto veramente ottimo; finito di mangiare, in attesa delle premiazioni fissate per le ore sedici, ci mettiamo subito al lavoro per pubblicare il comunicato stampa e per mandare il materiale alle varie testate giornalistiche in attesa dei risultati.

Ormai in procinto delle premiazioni ci portiamo nella zona del ritrovo, dove una volta iniziate, con un po' di rammarico per gli organizzatori e lo staff, emerge che mancano molti atleti che dovevano essere premiati nelle varie categorie. Finito il protocollo delle premiazioni, si archivia così una bella giornata di sport dove l'unica nota negativa è stata il furto di un paio di biciclette a danno di un partecipante della granfondo, il quale andando un po' troppo in escandescenze e stato poi trattenuto successivamente per offesa a pubblico ufficiale dai Carabinieri presenti sul posto.

Soddisfatto della giornata e dopo aver raccolto l'entusiasmo per la riuscita della manifestazione da parte di tutto lo staff organizzativo, possiamo rientrare alle nostre case in attesa della prossima avventura.

 

( Febbraio 25-02-2016 )

 

 



 

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