Articoli 
martedě 12 novembre 2019
Granfondo Randonneč Cicloturismo Appunti di viaggio Rubriche
Sezione granfondo    
Inserito il 19 gennaio 2016 alle 15:53:38 da ale.ferrarotti. - Letto: (1914)

Granfondo Gallo Nero: a spasso per il Chianti

 

E' stata una gran bella domenica di sport, quella che si è svolta il 20 Settembre 2015 a Radda in Chianti (SI), dove circa settecento atleti hanno partecipato alla ormai nota "Granfondo Gallo Nero".

 

 

(Testo di Simone Silvestri, foto di www.gonews.it, www.vinievino.com, www.eventiintodcana.it, www.gazzettinodelchianti.it)

 

Partecipo volentieri a questa granfondo, la mia quarta quest’anno, che si svolge in una zona della Toscana in cui non sono mai stato, io che sono un maremmano.
Il tempo è bello, l’ideale per una giornata in bici e per portare i colori della RAT (“Ride All Terrain”) fuori dall'usuale terreno di gara delle regioni del nord-ovest.

La cornice, è quella splendida della Toscana tra boschi, uliveti e soprattutto vigneti; siamo infatti nel cuore della produzione del Chianti Classico ed il percorso, si preannuncia sulla carta, come un saliscendi continuo, con salite più o meno lunghe e dure.

Lo speaker annuncia che saremo in circa 700, tra percorso medio, lungo e cicloturisti; io punto al lungo, che è di 135 chilometri, con 2500 metri di dislivello.

Invita, inoltre noi ciclisti, a rispettare quello che viene definito uno dei territori più belli al mondo, evitando di gettare rifiuti a terra durante la gara, ed a essere sincero , rispetto ad altre gare, l'appello viene colto positivamente dalla maggior parte dei partecipanti.

Alle nove del mattino da piazza IV Novembre a Radda in Chianti si parte. La mia posizione in griglia non è buona, come al solito, però la distanza dai primi sembra minore rispetto alle altre volte.
I primi due chilometri sono in discesa, a velocità controllata e io procedo abbastanza tranquillo, ma devo pedalare comunque, visto che tutti cercano di guadagnare posizioni e non staccarsi dai primi.

Finito il breve tratto di trasferimento, ecco che comincia la prima salitella: 5chilometri al 3% medio, con punte del 5%. Vado al massimo, dato che sono appena partito e per il momento sono ancora fresco e supero numerosi corridori riuscendo in poco tempo a raggiungere un gruppo che mi sembra abbia un passo giusto per me.

Si va sempre forte, anche in discesa e non c’è un attimo di tregua, dato che un metro di pianura non lo si trova neanche a pagarlo. I chilometri passano e la media oraria rimane sempre molto alta, come i battiti del cuore, sempre sopra i 160 bpm.

Il paesaggio intorno è bello, ma purtroppo non c'è tempo per apprezzarlo; la testa rimane sempre bassa e concentrata a spingere sui pedali per evitare di farsi staccare dal gruppo. Le salite che si incontrano, sono relativamente corte e facili, ma qua e là ci sono strappi molto impegnativi, con punte che arrivano fino al 15%.

 

Dopo due ore di gara e circa una settantina di chilometri, ci avviciniamo al traguardo del percorso medio, a Radda in Chianti, dove, per chi ha scelto il percorso lungo ci sarà la deviazione per continuare la corsa.

Proseguendo con il percorso della Granfondo, decido alla fine dell'ennesima salita, di mandare un messaggio su Whatsapp a mia moglie, per aggiornarla della mia situazione in gara; nel frattempo mi accorgo che sta per cominciare la discesa.

Pedalo per rimettermi in mezzo al gruppo, ma la discesa diventa più veloce e tecnica, e purtroppo mi vedo superare da diversi ciclisti, dato che la discesa non è il mio forte.

Perdo ancora qualche metro, stringo i denti e affronto il proseguo della discesa al massimo delle mie capacità, ma quando alzo la testa davanti a me non vedo più nessuno; sicuramente per il prossimo anno dovrò decisamente migliorare in discesa.

 

Mancano pochi chilometri all’arrivo del medio e mi ritrovo solo, passa anche la macchina del fine corsa e quasi quasi mi passa per la testa di fermarmi anche io al medio.

Arrivo al bivio e d’istinto prosieguo con il percorso lungo, che comincia con una discesa, dove ne approfitto per riprendere un po’ di fiato, dato che subito dopo, dovrò affrontare la cosiddetta “Scalata del Morellino”, circa 4 chilometri con punte del 17% che portano a 750 metri sul livello del mare. La salita è dura, la tentazione di tornare indietro e sempre li; poi mi raggiunge un ciclista e mi metto alla sua ruota e vado avanti.

In cima c’è il ristoro, mi fermo a mangiare, c’è il fotografo tutto contento, mi dice che sono il primo a fermarmi e allora coglie l’occasione per farmi una bella foto mentre mangio una bella fetta (anzi due) di pane zucchero e vino, le sane merende di una volta; nel frattempo arrivano anche altri corridori e mi metto in gruppo con loro per i restanti 50 chilometri.

La seconda parte della gara è meno bella per me perché siamo in pochi. Il paesaggio è un po’ più chiuso e comincio anche a sentire la stanchezza; agli incroci dobbiamo stare attenti alle macchine, non sono presidiati e nei paesi che incontriamo, ci buttiamo attraverso i semafori rossi sperando in bene.

Dopo la "centesima" salita, in questo caso di 5chilometri al 5% di media, provo ad aggrapparmi con i denti all’ultima ruota del gruppo fino allo scollinamento, che si trova in uno dei classici paesini di quella zona

Qui mentre sto attraversando le vie del paese, insieme ai miei compagni di “avventura”, da una stradina, salta fuori una macchina che mi obbliga a frenare e mettere il piede a terra, per evitare di finirgli addosso.

Gli altri intanto si allontanano nella successiva discesa, ed io ovviamente non riesco più a riprendere le loro ruote; sono quasi arrivato, mancano una decina di chilometri, e proprio qui comincia l'ultimo falsopiano in leggera salita che porta ai piedi della salita finale, nella quale è situato l'arrivo della Granfondo. Mi assicuro di non avere nessuno alle spalle e affronto l'ultima ascesa ad un passo relativamente tranquillo.

E’ stata una bella e dura Granfondo, peccato solo per qualche macchina di troppo lungo il tracciato.

Uscite le classifiche, a cui sono molto interessato, vedo che il vincitore è un certo Francesco Casagrande, che ha chiuso i 135 chilometri a quasi 36km/h di media e dal quale ho preso 55 minuti.

Alla fine, mi posso ritenere soddisfatto. Sono arrivato 76° e 18° di categoria sui 191 concorrenti che hanno portato a termine il percorso lungo, a una velocità media di 29km/h.

Alla fine della giornata, l'unica cosa che mi viene da pensare è arrivederci alla prossima edizione della Granfondo Gallo Nero.

(19 gennaio 2016)

TI E' PIACIUTO QUESTO ARTICOLO? CONDIVIDILO CON I TUOI AMICI SU FACEBOOK!!!