Articoli 
mercoledģ 13 novembre 2019
Granfondo Randonneč Cicloturismo Appunti di viaggio Rubriche
Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 29 settembre 2015 alle 14:02:28 da Michele Bazzani. - Letto: (3177)

Alla Granfondo del Gallo Nero tanto vino quanto pesi

Che una manifestazione organizzata nel Chianti possa andare male è molto difficile, se poi dietro all'organizzazione c'è uno storico marchio quale il Consorzio del Chianti Classico, allora il successo è assicurato. Ecco quindi che le biciclette si lanciano in una granfondo agonistica, tra splendidi paesaggi immersi nei vigneti, dove i vincitori, alla fine, vengono pesati per ottenere il giusto premio.

(Testo di Michele Bazzani, foto di Michele Bazzani e Chiara Daniele)

Il territorio del Chianti è uno dei più belli che si possa immaginare per pedalare, per i suoi paesaggi inconfondibili che possono essere goduti al massimo dalla sella di una bicicletta. Già molte sono le manifestazioni cicloturistiche che lo percorrono (tra cui si ricorda l'oramai internazionale “Eroica”), ma mancava da tempo una granfondo agonistica. L'idea è stata sviluppata direttamente dal Consorzio del Chianti Classico che si occupa della valorizzazione del vino prodotto in questo angolo di Toscana, e a cui il Chianti deve la propria fama mondiale. E il binomio vino e ciclismo si è rivelato subito vincente…

Il Gallo Nero che campeggia sulle etichette delle bottiglie di Chianti Classico è anche il simbolo di questo territorio. La leggenda narra che per porre fine alle guerre lunghe e sanguinose le città di Firenze e Siena decisero di affidare la definizione dei propri confini a una contesa tra due cavalieri: tale confine sarebbe stato fissato nel punto in cui si sarebbero incontrati, partendo al canto del gallo dalle rispettive città. Sennonché a differenza del gallo bianco senese, rimpinzato a dismisura, il gallo nero di Firenze fu tenuto a digiuno e al buio per giorni, al punto che la mattina prescelta per la disfida cantò molto prima dell'alba e il cavaliere fiorentino partì al galoppo molto prima dell'avversario senese: così il punto d'incontro fu molto più vicino alle porte di Siena, consentendo alla città di Firenze di estendere il suo dominio su gran parte del territorio del Chianti.

Oggi però si corre un'altra corsa, si vive un'altra sfida. I cavalieri sono oltre seicento sui loro cavalli di carbonio e, a dare il via, il presidente del Consorzio del Chianti Classico Giuseppe Liberatore e il sindaco di Radda in Chianti Pier Paolo Mugnaini hanno preso il posto dei due famosi galli. La giornata è stupenda: uno splendido sole illumina già le verdi colline e riscalda le gambe dei ciclisti, accolti a Radda da un cielo terso e dall'aria frizzantina del mattino. Scacciate quindi le nuvole e le preoccupazioni di pioggia della vigilia. Tra i ciclisti partecipanti, in griglia, si riconoscono tra gli altri l'ex campione di ciclismo Francesco Casagrande (vero testimonial di questa manifestazione) e il valtellinese Christian Martinelli, che fa parte della nazionale di biathlon. Il gruppo multicolore si muove dalle mura di Radda in Chianti sotto lo sguardo incuriosito dei tanti turisti che affollano il Chianti in questo periodo e si lancia verso il fondovalle.

La discesa verso Gaiole è ben controllata dal direttore di corsa e non si registrano particolari problemi fino al chilometro zero, dove viene dato il via ufficiale alla gara. Entriamo subito in uno degli angoli più belli del Chianti: sfioriamo a forte andatura il Castello di Meleto per affrontare la prima salita verso il Castello di Brolio. Le pendenze sono ancora amiche e si sta bene a ruota: ne approfitto per salutare i tanti amici presenti, tra cui i marciallini Luigi e Giacomo e l'emozionato Valter, che ritorna alle gare in bici da strada dopo tanto tempo.

La selezione viene imposta dai ritmi frenetici più che dalla salita e i successivi saliscendi consentono il formarsi di grossi gruppi. La salita verso la Certosa di Pontignano inizia con un vero e proprio muro al 18%, che comincia a segnare i muscoli dei ciclisti, mentre attraversiamo una campagna incontaminata d'incomparabile bellezza. In questo momento, mi rendo conto quanto siamo fortunati, noi che abitiamo in queste zone, a poter pedalare quotidianamente in questo paradiso terrestre, anche se la pianura è praticamente assente. Siamo quasi alle porte di Siena e la Torre del Mangia sbuca dietro una delle tante collinette che siamo chiamati ad affrontare. Le mie sensazioni sono veramente buone e le gambe rispondono alle sollecitazioni. Affrontiamo la lunga e pedalabile salita verso Fonterutoli e la Croce Fiorentina (sì proprio quel punto dove s'incontrarono i cavalieri!), belle località incorniciate da una stupenda cipresseta. Qui scherzo con l'amico Massimo, con cui condivido una bottiglia presa al volo, e che il simpatico ciclista valdelsano riporrà vuota nella tasca per gettarla al primo cassonetto. La bellezza incute rispetto e qui non si getta niente per strada.

Senza rendermi conto sono già a Castellina, da cui ci gettiamo in una veloce discesa verso la valle della Pesa che risaliamo poi dolcemente in direzione di Radda in Chianti, dove si concluderà il percorso corto, dopo poco meno di ottanta chilometri. Il nostro folto gruppo ha le ore contate. Dopo il bivio risultiamo dimezzati. Le dure rampe verso il Castello di Albola faranno ancora più selezione rendendo la gara individuale. Restiamo in quattro, poi in due, si fa fatica, mentre ai nostri lati sfilano splendidi vigneti incorniciati dai classici muretti a secco. Dopo quattro chilometri la salita concede una tregua, ma saranno ancora strappi irregolari fino allo scollinamento ai 740 metri del Valico del Morellino, in prossimità del Monte San Michele, che svetta con le sue antenne alla nostra sinistra. Sulla lunga discesa e la successiva salita verso il valico della Panca sono completamente solo.

Ne approfitto per rifocillarmi e per recuperare in attesa che da dietro giunga compagnia. La corsa è ancora lunga e non ho intenzione di sfiancarmi. Nella boscosa valle di Cintoia rientra un piccolo gruppetto con alcuni volti noti: la bellezza delle granfondo è che spesso ti ritrovi con i soliti ciclisti, più o meno del tuo livello, con cui hai già condiviso tante avventure. Ci sono ancora tre salite, ma ora il vento è favorevole e tutto sembra più facile: quella di Spedaluzzo scorre via veloce, mentre su Panzano c'è da impegnarsi di più anche perché Mirko ha ritrovato le energie e fa un buon ritmo in testa al gruppetto. Resta solo la dolce ascesa verso l'arrivo di Radda in Chianti, già affrontata al primo passaggio. Già pregusto l'emozione dell'ultimo chilometro, sempre intensa nonostante le tante granfondo già fatte quest'anno e la gioia della festa finale. Sull'arrivo era già stata festa per il lucchese Stefano Cecchini vincitore davanti al compagno Hubert Krys e Michele Scotto D'Abusco, in una volata ristretta rivelatasi assai spettacolare. Tra le donne prevale invece per distacco Susanna Iscaro davanti a Romina Mari e a Renata Margherini.

Il dopogara è uno dei più memorabili che abbia mai visto, anche perché il vino torna a essere protagonista. Nel corso del pasta party viene infatti offerto un assaggio a scelta di Chianti Classico di ottima qualità, versato in bicchieri di cristallo riportanti l'effige del Gallo Nero. Veramente una chicca di questa manifestazione. Altrettanto particolare e simpatica è la premiazione, nel corso della quale i vincitori assoluti del lungo vengono pesati su una classica stadera al fine da determinarne il peso che sarà trasformato in bottiglie di vino. E' proprio il caso di dire che è una vittoria “che vale tanto oro quanto pesa”, dove l'oro è il prezioso nettare prodotto nel Chianti…

La manifestazione si chiude presto e per una volta avrò la possibilità di tornare a casa prima del solito. Ne approfitto per un ultimo saluto a Simone Fabbrini, cui faccio i complimenti per l'ottima organizzazione di una manifestazione che ha grandi potenzialità di crescita per diventare un grande evento. E già ci sono le anticipazioni per il prossimo anno: la manifestazione sarà anticipata alla primavera e abbinata con la tappa a cronometro del Giro d'Italia, anch'essa voluta fortemente dal Consorzio del Chianti Classico, che si disputerà il prossimo 16 maggio tra Radda e Greve in Chianti. Appuntamenti da segnare sull'agenda per gli amanti del ciclismo… e del buon vino!


(29 settembre 2015)

TI E' PIACIUTO QUESTO ARTICOLO? CONDIVIDILO CON I TUOI AMICI SU FACEBOOK!!!