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Inserito il 08 giugno 2011 alle 18:39:18 da Enrico Cavallini. - Letto: (3002)

Cristina Leonetti - Madre, impiegata e DS

Otto vittorie nel 2010, già 4 vittorie nel 2011, la giovane amenese è una delle punte del Team Cinelli Glass'nGo. Impiegata part-time, madre di una splendida bambina, trova anche il tempo per fare il DS ad una squadra di ragazzini, tra cui la figlia, giovane promessa del ciclismo novarese. E' riuscita a portare la passione a tutta la famiglia, dalla mamma alla figlia, marito compreso. Anche un anno da èlite nella sua carriera.

di Enrico Cavallini (foto Play Full)

Cristina Leonetti

Nata a: Verbania

Il: 23 agosto 1972

Residente a:  Ameno (NO)

Squadre:
1999-2005 : GS AGRATE CONTURBIA (amatore)
2006: TEAM GEBI SISTEMI (elite)
2007: TEAM SINTESI ADESTE MG K VIS
2008-2011: TEAM CINELLI 

Attuale occupazione:
impiegata presso studio commercialista a part-time.

Ciao Cristina, il tuo nome aleggia spesso e volentieri durante le premiazioni femminili di numerose granfondo prevalentemente del Nord Italia. Tantissime vittorie e comunque quasi sempre sul podio. è veramente raro che ne resti esclusa. Sappiamo che la tua passione ciclistica l'hai diffusa a tutta la famiglia abbracciando addirittura tre generazioni. Mi dai una mano a raccontare ai più chi è Cristina Leonetti?

Partiamo dall'inizio. Quando, ma soprattutto cosa, ti ha portato a salire in bicicletta?
Iniziai nell'estate del 1996 girando attorno al Lago di Mergozzo con una mountain-bike: in quel periodo correvo a piedi e avevo voglia di cambiare.
Mi resi subito conto che uscire su strada con un mezzo di quel tipo era veramente demoralizzante, così dopo poche settimane acquistai la mia prima bici da strada: una Moser di terza mano con i cambi sulle leve, ma con i pedali a sgancio rapido! Fu amore a prima vista e cominciai subito ad allungare le mie uscite su strada; non più giro del Lago di Mergozzo, ma del Lago d'Orta e sempre rigorosamente da sola. Non avevo paura di niente, imparavo in fretta e stare in bici per me era la cosa più normale del mondo, come se lo avessi sempre fatto. Decisi di tesserarmi subito presso una società ciclistica e ricordo che quando mi chiesero il motivo per cui volevo farlo io risposi : "Perché voglio gareggiare e provare a vincere".

Hai praticato degli sport da giovane e se sì, quali?
Lo sport è sempre stato la mia valvola di sfogo durante il periodo degli studi. Ho praticato a livello agonistico e non: nuoto, pallavolo, pallamano, pattinaggio, corsa a piedi, sci di fondo.

Sappiamo che tutta la tua famiglia ti segue e tifa per te costantemente tutte le domeniche. Come sei riuscita a coinvolgerli tutti, mamma compresa, in questa tua passione?
Mio marito praticava già il ciclismo e ci siamo conosciuti proprio in bicicletta (che caso!). Mia figlia Giulia non poteva che scegliere tra due strade: l'odio o l'amore per la bici. Nei primi due mesi di gravidanza uscivo ancora su strada e nei suoi primi mesi di vita, quando chiaramente non gareggiavo, eravamo sempre Sui campi di gara con biberon, passeggino e pannolini a vedere Alessandro che correva nei circuiti veloci. Ricordo che quando ripresi ad allenarmi, mi alzavo tutte le mattine alle h.4.30 e uscivo su strada dalle 5.00 alle 7.00 perché ho sempre voluto essere una mamma presente. Solo quando Giulia iniziò ad andare all'asilo incominciai di nuovo ad allenarmi di pomeriggio, così come faccio tutt'ora, in base ai suoi orari scolastici. Insomma da quando è nata vede biciclette e ne sente parlare, dalle foto e quadri di bici appesi alle pareti di casa, alle nostre gare dove lei è sempre stata presente. Proprio quando iniziai a correre le GF insieme a mio marito, dovetti chiedere aiuto a mia madre: la famiglia doveva sempre essere unita, o tutti insieme, oppure io e Alessandro  avremmo dovuto correre una domenica a testa.
Fortunatamente ho una mamma super, che a quasi 70 anni ci segue in tutte le gare stando con Giulia fino al nostro  arrivo e devo dire che proprio loro due sono le mie più accanite tifose!

Non hai mai pensato di provare la carriera professionistica?
Certo! Infatti nel 2006 ebbi l'opportunità, grazie al Team GEBI Sistemi (società di MTB), di avere un tesserino FCI Elite.  In quell'anno gareggiai per la GEBI in MTB, ma riuscii a coronare il mio sogno: correre su strada con le donne pro.
Corsi con loro da individuale a Cittiglio (prova di Coppa del Mondo. ndr) e a Cento, sempre con famiglia e bimba al seguito. Dopo quelle due corse riuscii ad avere dei contatti con il Team Colnago per l'anno 2007, ma dopo aver valutato tutti i pro e i contro decisi di lasciar stare e di dedicarmi alle GF. Il fatto di avere una figlia fu il motivo principale che mi fece rinunciare. Fu giusto così.

Quale lavoro svolgi durante la giornata e come sono i tuoi orari di lavoro?
Lavoro ad Omegna (VB) presso uno studio commercialista a part-time dalle 8.30 alle 12.30.

Come imposti una settimana tipo di allenamenti? Sei seguita da qualche preparatore o ti arrangi per conto tuo?
Come dicevo prima, mi alleno in base agli orari scolastici di Giulia. Il lunedì, mercoledì e giovedì è impegnata al pomeriggio fino alle 16.00, quindi  esco su strada in quei giorni. Torno dal lavoro e riesco ad essere in bici per le h.13.00. Il lunedì, giorno successivo alla gara, esco per non più di due ore; il martedì, giorno in cui Giulia non ha pomeriggio, riposo e il mercoledì, se mia madre è disponibile e può andare a prendere Giulia a scuola, allungo fino alle quattro ore. Se, invece, mia madre non fosse disponibile (anche perché abita a 30 km da casa mia), faccio tre ore su strada fino alle 16.00 e poi allungo ancora un'ora sui rulli. Il giovedì esco fino ad un massimo di tre ore. Il venerdì sono quasi sempre costretta a riposare perché Giulia non ha pomeriggio, mentre il sabato faccio una sgambata pre-gara. Questa è la mia settimana tipo in stagione, mentre per l'inverno ho attrezzato una mini palestra in casa con spin-bike e rulli, così da potermi allenare per conto mio, riuscendo ad occuparmi anche di Giulia: mentre mi alleno in casa, lei è lì con me che fa i compiti e gioca.
In questi anni sono sempre stata seguita dallo stesso preparatore. Ho dovuto interrompere la preparazione l'anno scorso per un infortunio al ginocchio SX che ancora stiamo cercando di risolvere e quindi non ho potuto caricare con lavori specifici. Motivo per cui la mia stagione quest'anno stentava a decollare.

Sappiamo che anche tua figlia corre in bicicletta e che hai addirittura il cartellino da DS in tasca. Segui anche i bambini?
Alla fine Giulia ha scelto la strada dell'amore per la bicicletta. Ha iniziato a correre all'età di sette anni, dalla categoria G1 (giovanissimi).
Ora è nella categoria G4 ed io sono il suo Direttore Sportivo. Non è una cosa bellissima?
Ho fatto il corso di DS di 1° livello l'inverno scorso, sostanzialmente per due motivi: seguire Giulia, qualora volesse continuare anche nelle categorie superiori e rimanere nel mondo del ciclismo anche quando smetterò di gareggiare, dando il mio contributo per trasmettere la passione per il ciclismo ai bambini che hanno tanto bisogno di crescere con certi valori che solo lo sport può dare.
Quest'inverno probabilmente farò il corso per ottenere il 2°livello.
Certamente è un impegno notevole che male si concilia con i miei allenamenti. Con i bambini più piccoli ci vuole tanta pazienza, mentre quelli più grandi vanno già parecchio forte, bisogna portarli su strada e fargli fare delle piccole ripetute. Insomma per tre giorni alla settimana torno a casa alla sera verso le 20.00: nel primo pomeriggio mi alleno io e dopo le 17.30 alleno i bambini fino a sera. Per fortuna Giulia è con me.

Ma tra lavoro, famiglia, squadra di ragazzini e allenamenti, come riesci a incastrare tutto quanto?
A volte me lo chiedo anch'io! Fortunatamente facendo un part-time ho l'intero pomeriggio libero, anche se poi sembra che le ore non bastano mai.
Per riuscire a fare tutto devo organizzare ogni cosa e cercare di non uscire troppo dalla tabella di marcia. Al mattino preparo tutto ciò che mi serve per partire in bici alle 13.00 quando esco dal lavoro. Entro le 16.00 devo essere a casa (pensa se mi capita di bucare!). Mentre Giulia fa merenda e i compiti, carico in macchina le nostre bici perché entro le 17.00 si parte per l'allenamento dei ragazzini, ma prima preparo cena in anticipo così quando rientro è già tutto pronto. Dopo cena, massima collaborazione: Alessandro si occupa dei piatti, mentre io e Giulia sparecchiamo e prepariamo per la colazione della mattina successiva.
La lavatrice va di notte e la stendo al mattino e così via. Non c'è tempo per annoiarsi.

Hai un sogno ciclistico nel cassetto che ci vuoi raccontare?
Non ho il sogno di una particolare vittoria, sono soddisfatta di tutto ciò che sono già riuscita ad ottenere in questi anni di GF perché me lo sono guadagnato con tanta tanta fatica e sacrifici. Solo una cosa vorrei: un po' meno problemi di salute che nelle ultime stagioni mi hanno condizionato non poco.

E uno personale?
Un sogno personale? Non può che essere rivolto a mia figlia. La sua felicità è la cosa più importante della mia vita.


Ti ringrazio per la gentile collaborazione
e ti auguro un in bocca al lupo per le prossime manifestazioni.

Enrico Cavallini

(8 giugno 2011)
 

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