Articoli 
martedě 22 ottobre 2019
Granfondo Randonneč Cicloturismo Appunti di viaggio Rubriche
Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 06 agosto 2015 alle 06:44:09 da Enrico Cavallini. - Letto: (2648)

Sulle orme di Re Ratchis

Un re longobardo, un monte magico, un'abbazia, i faggi e i castagni, salite ripide e splendide discese, un borgo incantevole e una cittadina di qualche migliaio di anime. Questi sono gli ingredienti della Granfondo Re Ratchis in MTB, che domenica 2 agosto ha portato nei boschi dell'Amiata più di 200 biker.

(Testo di Enrico Cavallini, foto Play Full)

« Scorrono per la montagna in grande quantità limpidissime acque sorgenti da luoghi deliziosi tali che ninfe e fauni non hanno mai trovato più belli, e queste acque formano ruscelli che rendono la terra sempre fresca e feconda e tale che nessun'altra montagna le può stare a confronto; ed io la giudico nelle delizie, nella bontà delle acque e dell'aria, non inferiore a quelle della Grecia, che gli antichi poeti divinizzarono nei loro canti. Quivi l'estate non ha luogo ed il suo posto è occupato dalla più ridente delle primavere; quivi l'uccello ha più dolce il suo canto, e il fiore più vivo il suo colore e più tenace il suo profumo. », così Papa Pio II, nei suoi Commentarii, descrive il Monte Amiata, il massiccio montuoso dell'Antiappennino toscano posto tra la Maremma, la Val d'Orcia e la Val di Chiana, compreso tra la provincia di Grosseto e quella di Siena.

È un antico vulcano, ormai spento, con presenze di rocce e di laghetti di origine vulcanica. Vi si trovano, inoltre, le sorgenti dei fiumi Fiora, Vivo, Albegna e Paglia. Le sorgenti, che sgorgano in notevole quantità laddove finiscono le rocce trachitiche e inizia il basamento calcare-argilloso, costituiscono una imponente ricchezza idrica che caratterizza da sempre questo rilievo vulcanico.

Il centro più abitato del comprensorio del Monte Amiata è Abbadia San Salvatore, il borgo di 6777 abitanti sul versante senese del monte.

La storia ha riservato a questa località fasi di prestigio temporale legate all'omonimo Monastero, prima benedettino poi cistercense, che in epoca feudale ha esercitato un potere di rilievo in ampi territori posti sul versante orientale e su quello occidentale dell'Amiata.

Il Monastero venne fondato nella seconda metà del secolo VIII per volere del re longobardo Rachis. Secondo la tradizione leggendaria la decisione fu presa dal Re in seguito a un evento miracoloso di cui fu testimone lo stesso Rachis al quale apparve la Trinità sulla sommità di un albero, intorno al quale fu edificata la cripta. L'evento è ad oggi rappresentato nello Stemma Comunale. In realtà la costruzione del Monastero del San Salvatore fu curata dal nobile Longobardo Erfo ed era inquadrata in un preciso disegno politico di Rachis, che seppe avvalersi del favore monastico di Erfo a beneficio della nazione longobarda, ottenendo con la fondazione di un monastero sulle pendici del monte Amiata il duplice scopo di protezione e controllo dei traffici lungo la strategica via Francigena e di sviluppo agricolo di quell'area della Tuscia Longobarda. Abbadia San Salvatore, oggi uno dei centri turistici più importanti del monte Amiata e della stessa Toscana, rievoca l'ormai trascorsa epoca della produzione del mercurio, proveniente dal suo minerale di base (il cinabro) che si estraeva in una miniera limitrofa allo stesso paese, ma anche in altri siti dell'Amiata. Oggi del mercurio, non più prodotto da oltre trent'anni, rimane una memoria conservata in un interessante museo ricavato dalla vecchia miniera, un'area riqualificata a destinazione artigianale. Il Museo operativo da qualche anno, propone un'interessante storia dell'estrazione, anche grazie al valido contributo di ex minatori in qualità di guide. Nel comune di Abbadia, che estende i suoi confini fino alla vetta dell'Amiata, sono presenti degli impianti per gli sport invernali e 12 chilometri di piste da sci. Dal paese, circondato da boschi di castagno, si può accedere a dei percorsi naturalistici per escursioni a piedi, a cavallo e in mountain bike. La cittadina dell'estremo lembo meridionale della Toscana non è solo meta di turismo, ma anche stazione climatica e luogo di vacanza abituale per numerosi villeggianti.

Tanta storia, un bellissimo borgo, due percorsi veramente affascinanti immersi tra faggi e castagni, sono gli ingredienti necessari per mettere in pista la 13ª edizione della Granfondo Re Ratchis, la bella granfondo in fuori strada organizzata dagli alacri ragazzi dell'MTB Amiata.

Immersi nella faggeta sono stati stipati due percorsi veramente affascinanti: uno lungo 50 chilometri con un dislivello positivo di 1650 metri e uno corto di 23 chilometri e 660 metri di dislivello positivo.

Larghi sentieri ghiaiosi da salire, ma anche da scendere lanciando la bike alla massima velocità, single-track tracciati tra i faggi e i castagni tutti da guidare con tanto di curve in appoggio, tratti più tecnici con massi da sapere discendere. Un bel mix che fa sicuramente lasciare la noia a casa.

Mi fa venire a conoscenza della Granfondo Re Ratchis l'amico di lunga data Davide Pacini, che ad Abbadia San Salvatore ha da poco aperto un Bed & Breakfast orientato ai ciclisti. Decido di giungere sull'Amiata il lunedì precedente e di passare qualche giorno nel borgo di Abbadia, ospite dell'amico Davide.

Il borgo medievale mi colpisce subito: un labirinto di vie e viuzze incastonate tra case e palazzi in pietra che rimandano a epoche remote. Chiudendo gli occhi, con un po' di fantasia, si sentono ancora riecheggiare gli zoccoli dei cavalli e le ruote in legno delle carrozze. Gli abitanti sono "lenti"! Hanno la velocità giusta per assaporare la vita, i momenti! Ben lontani dalla frenesia delle grandi città dove la gente corre ovunque, qui si notano ancora gli anziani seduti nella via, fuori dalla porta di casa, a prendere il fresco e a raccontarsi l'un l'altro i propri aneddoti.

Passeggiando "il Pacini" mi fa da cicerone e mi racconta la storia di Re Ratchis e di come sia nata la splendida abbazia da cui il paese prende il nome, portandomi a vederne la cripta.

La festa sportiva legata alla granfondo inizia già il venerdì sera con la cronoscalata cittadina in MTB. Un bellissimo evento (anche impegnativo) che attira l'attenzione della popolazione che si riversa in piazza e sul percorso, a tifare ognuno il proprio beniamino, amico o parente che sia.

Non manca certo lo sport anche il sabato, quando allo stadio, centro logistico della manifestazione, prende il via il Trail dell'Amiata, la corsa riservata ai runner sui due sentieri tracciati sul monte Amiata. I podisti possono lanciarsi sul Trail da 25 chilometri o lo short Trail da 14 chilometri. Grande festa serale con il duathlon dedicato anche ai più piccoli.

La domenica mattina quasi 250 bikers si riversano in viale Roma, proprio in fronte alla sede del Comune, pronti per prendere il via, che viene dato alle 10.00 precise.

Sono in griglia con gli amici del Team Gaudenzi di Montevarchi (Arezzo) con i quali ho condiviso le ultime due giornate.

Il primo tratto di uscita dal centro abitato è ovviamente in asfalto, ma poco dopo la vecchia miniera di cinabro (da cui si raffinava il mercurio), le ruote si appoggiano sullo sterrato della prima salita. Le pendenze non sono ancora impossibili, nonostante inizino a essere importanti. La prima metà del percorso è di fatto tutto in salita, anche se intervallata da brevi tratti in discesa: a volte su sentiero largo (tagliafuoco), a volte in single track in mezzo al bosco, a volte con pendenze impegnative fino al 32% del muro di Rigale.

Sul percorso sono distribuiti numerosi ristori: alcuni idrici self-service, altri completi, dove, ad accompagnare la crostata si trova il pane con l'olio e le miracolose uova sode. Non nascondo che al ristoro in cima all'Amiata, due fette di crostata le ho accompagnate da due mezze chiare di uovo (lasciando il tuorlo sul posto).

Visto che tutto ciò che sale, prima o poi deve anche scendere, una volta raggiunta la vetta del vulcano, ci si lancia nella lunga, lunghissima, discesa di quasi otto chilometri. Il primo tratto più impegnativo lascia spazio a sentieri ghiaiosi e a bellissimi single track tutti da guidare.

Ma le fatiche non sono certo finite qui. Una serie di sali scendi non danno pace. Non c'è un metro di pianura per potere rifiatare. Le salite più lunghe sono affrontabilissime, mentre gli strappi più duri, diventano sempre più ripidi mano mano che i chilometri passano. Non mancano certo i punti più impegnativi, che in realtà, per le mie caratteristiche da alpino, sono quelli in cui mi diverto di più!

L'arrivo è posizionato all'interno dello stadio comunale, dove sono posti gli ultimi ostacoli: una serie di scalini da passare, a volte anche grazie a delle passerelle.

Gli ultimi quattrocento metri li percorro con un altro concorrente che mi tallona. Mancano 50 metri, mi si affianca e mi fa: «Che la si fa la volata, tanto per fare?». Serafica la mia risposta appoggiandogli una mano sulla schiena e spingendolo: «Passa pure tu, sono sei anni che ho smesso di fare le volate».

Torno nella mia abitazione a farmi una doccia e a sistemarmi. Sono contento! Stanco ma contento! Mi sono divertito e parecchio! Non ho fatto la corsa (ovvero imbottito il cervello di acido lattico), perché ho voluto valutare tutto: il percorso, la sicurezza, la frecciatura, i ristori, tutto insomma.

Mancano solo il pasta party e le premiazioni. Giungo all'interno del locale adibito al pranzo dove delle graziose signorine mi servono una deliziosa insalata di pasta, del prosciutto crudo toscano e del salame, accompagnati da pane e da una fetta di crostata, il tutto bagnato da acqua e da vino.

Viene l'ora delle premiazioni, ma ahimè qualcosa non è andato per il verso giusto. I giudici della UISP si sono persi i file delle iscrizioni, pertanto l'ordine di arrivo, guidato dal numero frontale, non è associabile ad un nome e cognome. Impossibile stilare le classifiche. Il panico sale e il nervosismo anche, ma lo staff dell'MTB Amiata, da buoni biker pronti ad affrontare qualsiasi ostacolo, non si perde certo di animo e mette in piedi le prime "premiazioni democratiche" della storia.

Se non fosse che hanno funzionato alla grande, ci sarebbe anche da ridere. Invece il sistema è andato perfettamente. Chiamati i componenti di una data categoria, questi erano caricati della responsabilità di mettersi d'accordo sul proprio ordine di arrivo. Un po' di parole, qualche scaramuccia, ma alla fine, tanto pazzescamente quanto efficacemente, tutte le categorie di entrambe i percorsi, sono salite sul podio e state premiate con somma soddisfazione dei vincitori.

Alla fine la Granfondo Re Ratchis è andata precisamente in archivio, pronta ad attendere i presenti alla prossima edizione.

Un grazie personale a tutto lo staff dell'MTB Amiata per la gentilezza e cortesia avuta nei miei confronti e un personale ringraziamento a Davide Pacini per avermi ospitato all'interno della sua casa vacanza.

Arrivederci al prossimo anno Re Ratchis!


Info sulla Gf Re Ratchis
http://www.amiatabike.it/la_gara/

Comune di Abbadia San Salvatore
http://www.comune.abbadia.siena.it/on-line/Home.html

Bed and Bike Amiata
http://bedbikeamiata.it/

(6 agosto 2015)

TI E' PIACIUTO QUESTO ARTICOLO? CONDIVIDILO CON I TUOI AMICI SU FACEBOOK!!!