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Appunti di viaggio Randonnée   
Inserito il 21 luglio 2015 alle 13:31:06 da Riccardo Gnani. - Letto: (4690)

Randolomitics: la randonnée più dura d'Europa

461 chilometri, 14200 metri di dislivello da scalare: questi sono gli ingredienti di un piatto tutto particolare, per alcuni gustoso, per altri duro da digerire: la Randolomitics e i suoi diciannove passi da affrontare.

(Testo di Riccardo Gnani, foto di Michael Dall e Riccardo Gnani)

11 Luglio 2015. Tesero, Val di Fiemme. Sono quasi le 5:30 del mattino quando presso il Centro di Fondo di Lago ( Tesero), 81 ciclisti si sono radunati per partecipare alla randonnèe più dura d’Europa. Tutto era stato organizzato ottimamente per poter far gustare un bel weekend di sport; infatti il pomeriggio prima c’è stata la distribuzione del “pacco gara” (che di gara non aveva nulla, se non con se stessi), con consegna del numero personalizzato con nome e cognome, il cui sfondo riprendeva il percorso scelto all’atto di iscrizione, una bella  maglia offerta da La Classica con il logo della manifestazione, alcuni buoni sconto e la partecipazione al sorteggio di vari premi offerti dagli sponsor; diciamo pure “tanta roba”. In più si consegnava il bag drop, o meglio il proprio bagaglio personale, che l’organizzazione avrebbe fatto trovare ai partecipanti o allo Stadio del Ghiaccio di Agordo, o in cima all’Alpe di Pampeago, rispettivamente punto d’appoggio per il percorso lungo ed arrivo di tutti i percorsi.

La sera dopo una cena “di gruppo ed affiatamento” (dove più che una massa di ciclisti scannati per una enneposizione, aveva tutta l’aria di una grande famiglia), si è svolta sempre a Lago una conferenza presenziata da tre ultracycler di grande spessore come Omar Di Felice, Giorgio Murari e Stefano Gamper, che si sarebbero cimentati nella rando il giorno successivo.

Tornando alla mattinata di sabato, prima della partenza c’è l’aria delle grandi imprese, anche se leggermente, e per fortuna, frescolina. Sono tre i percorsi possibili, ognuno con l’arrivo all’Alpe di Pampeago: il più “semplice” chiamato EASY FLEIM di 117 chilometri, 4200 metri di dislivello e tempo massimo di otto ore (si scalano i passi Valles, San Pellegrino, Costalunga, Lavazè e Pampeago), il medio FIEMME di 225 chilometri 7000 metri e tempo massimo di 18 ore (Valles, Fedaia, Sella, Gardena, Campolongo, Pordoi, Costalunga, Lavazè e Pampeago) ed infine il monstre, il lungo PERCOSO DOLOMITI, ben 461 chilometri, 14200 metri e tempo massimo di 44 ore (Valles , San Pellegrino, Pordoi, Fedaia, Sella, Gardena, Valparola, Giau, Staulamza, Duran, Forcella Aurine, Passo Cedera, Passo Gobbera, Broccon, Manghen, San Lugano, Montesanpietro, Lavazè e Pampeago).

Oggettivamente il menù è molto ricco, ed ognuno ha un’ampia scelta in base ai propri sogni e capacità. Alessandro Suanno (primo iscritto al percorso lungo) per esempio, ha tentato l’impresa spinto dal desiderio di confrontarsi con i suoi limiti, di alzare sempre più la famosa “asticella”, oppure i due amici camuni Aronne e Paolo trascinati dalla voglia di pedalare per la prima volta sulle Dolomiti e conquistare in un colpo solo tutti i passi a cominciare dal “lupo” del Manghen. Ma il motivo più importante è la passione e la sfida con se stessi in posti magnifici.

Il tutto nato da un “sogno nel cassetto” di Mauizio Barbolini, che con l’aiuto di Michele Varesco e Michael Dall, ha creato questa piacevole, e massacrante, novità, dimostrando che credendo nei propri mezzi e con impegno si possono raggiungere i propri traguardi e coronare i proprio sogni, grandi o piccoli che siano.

Alle 6 c’è stata la partenza con direzione verso il Passo Valles, comune a tutti i tracciati, dove ad attendere e viziare gli atleti c’erano delle deliziose brioches, che successivamente si sarebbero divisi a seconda del percorso scelto. Fortunatamente il meteo è stato clemente, con un bel sole ad arrostire ed una leggera brezza a dare un minimo sollievo, venuto meno con l’ascesa all’Alpe di Pampeago ed i suoi 4 chilometri terribili dopo il bivio a Stava, senza respiro che han messo a dura prova i partecipanti, con la speranza di poter raggiungere presto la cima e poter dire: “Per oggi non si sale più”. Ed ecco qui il nutrito numero di brevettati:

PERCORSO EASY FLEIM 117

Stefano Alborghetti
Emilio Tiraboschi
Andrea Molina Torrico
Andrea Michela
Marco Maraner
Massimiliano Cortinovis
Alessandro Pecchioli
Manuel Dolci
Paolo Manenti
Mario Urgnani
Andrea Marconi
Novelli Eugenio
Novelli Vittorio
Alessio Labani
Domenico Ferlauto
Germano Borgonovi

PERCORSO FIEMME 225
Jerry Nilson
Roberto Metelli
Maurizio Bruschi
Riccardo Gnani
Isidoro Sonzogni
Nicola Casettari
Giovanni Castelli
Cristina Sonzogni
Gianluca Ventura
Elia Torresan
Roberto De Osti
Stefano Gamper
Guglielmo Moscardini
Matteo Rota
Loretta Pavan
Omar Di Felice
Andrea Polo
Richini Plinio Cesare
Alessandra Buccioli
Cesare Bentivoglio
Giampiero Klancic
Laura Messina
Samuele Ravenni
Davide Meler

PERCORSO DOLOMITI 460
Alessandro Suanno
Patrick Mondini
Signorotto Aronne
Lorenzetti Paolo
Manlio Pasqualin
Dorina Vaccaroni
Alberto Camnaghi
Antonio Tadiello
Anže Račič (Slovenija)
Blaž Jurček (Slovenija)
Mauro Flora 
Nazzareno Gioia
Giorgio Murari
Alberto Rigamonti
Aldo Mangione
Michelangelo Pacifico
Massimiliano Fancoli
Claudio Minotti
Alberto Camnaghi

Lieti, anche stanchi, ma soddisfatti, molti di loro non aspettano altro che l’edizione 2016, sapendo già che Maurizio ed i suoi amici riserveranno gradite sorprese. Non è stato semplice organizzare,soprattutto di questi tempi, per ciò complimenti ragazzi! Al 2016.

(21 luglio 2015)

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