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Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 14 luglio 2015 alle 19:53:30 da Leonardo Olmi. - Letto: (6339)

Finisce in polemica la 34ª Prato-Abetone

Le previsioni meteo favorevoli hanno incoraggiato gli oltre 600 iscritti che volevano confrontarsi con i professionisti dell’ultimo Giro d’Italia durante la cronoscalata cronometrata sull’ascesa finale dei 18 chilometri che da La Lima portavano fino all’Abetone. Peccato che la festa sia stata rovinata dal dilemma sull’irregolarità della bici del vincitore.

(Testo di Leonardo Olmi, foto di Leonardo Olmi e Il Tirreno - Lorenzo Gori)

E’ sempre bello e doveroso ricordare che la Prato-Abetone è un'idea nata ben 34 anni fa, ma quasi per gioco e tra pochi amici che avevano una grande passione comune, ovviamente quella della bicicletta. Tra di loro vi era anche un certo Silvano Melani, titolare de Il Campione, famoso negozio di articolo sportivi sito in Prato (specializzato sul running) punto di riferimento per tutti gli sportivi, e non, del pratese. Melani, in qualità di presidente onorario di questa corsa, che dopo oltre un terzo di secolo riscuote ancora un Radio en ligne grande successo tra i ciclisti toscani e delle regioni limitrofe, ci ha voluto ricordare che “… eravamo tre amici a scommettere tra di noi su chi fosse stato capace di raggiungere l’Abetone in bicicletta, perché all’epoca era quasi assurdo pensare di raggiungere la montagna pistoiese in bici ...”.

Oggi, invece, grazie all’impegno profuso dagli organizzatori, è possibilissimo! Per molti anni, infatti, il percorso unico e classico denominato Medio Fondo di 72 chilometri, ha visto i ciclisti partire da Prato in direzione Pistoia (sempre dietro macchina ad andatura controllata) per poi aprire la bagarre con la prima asperità, quella che nella storia della Prato-Abetone è stata, per anni, rappresentata dalla “mitica” salita delle Piastre. Quindi si proseguiva in direzione Abetone, ma con una deviazione a destra che prevedeva il passaggio da Maresca e Gavinana, per poi attraversare il paese di S. Marcello Pistoiese e piombarsi sulla discesa verso località La Lima da dove, con una svolta a destra, si iniziava a salire su fino in piazza dell’Abetone. Qualche anno fa fu poi aggiunto e sperimentato il percorso lungo con la Gran Fondo di 143 chilometri, che dal bivio de La Lima svoltava a sinistra verso Bagni di Lucca per poi procedere verso la Garfagnana. Da qui si andava ad affrontare il valico del San Pellegrino in Alpe (pendenza massima del 22%), dal quale si raggiungeva ancora l’Abetone, ma dal versante emiliano.

Come nel 2014, anche per questa edizione, il Comitato Organizzatore ha voluto riportare la mitica Prato-Abetone di nuovo ad un percorso unico di 94 chilometri (con circa 2.050 metri di dislivello), che trasferiva il gruppo compatto dietro macchina sempre fino a Pistoia, dove alla salita delle Piastre veniva sostituita quella verso il Traforo della Collina sulla SS64, in direzione di Porretta Terme e Sambuca Pistoiese. Una salita lunga dodici chilometri con una pendenza costante al 5-6 %, con punte al 7-8%, quindi non durissima, pedalabile, ma che ha fatto comunque selezione e creato i primi gruppetti. Al culmine della salita si trovava una galleria di un chilometro (ampia ma piuttosto buia, anche se gli organizzatori ci avevano avvisato), dopo la quale iniziava una discesa verso il giro di boa che era rappresentato da Ponte della Venturina, da dove si pedalava a ritroso costeggiando il fiume Reno sulla SS632 a cavallo tra Toscana ed Emilia-Romagna. Un tratto di strada stretto, ma con fondo in buone condizioni, fatto di mangia e bevi fino a Pontepetri dove, con una svolta a destra, si ritornava sul percorso classico in direzione di S. Marcello Pistoiese. Ma anche quest’anno ci si arrivava scollinando il Passo dell’Oppio e non svoltando a destra per attraversare Maresca e Gavinana come negli anni passati. Il Passo dell’Oppio, tra l’altro, rappresentava anche l’arrivo simbolico del percorso Medio, valido per coloro che facevano classifica nel Master Club Circuito Tricolore (www.circuitomasterclub.it), dove ad ognuna delle quattro gare precedenti ci sono sempre state due classifiche distinte tra medio e lungo.

Da ricordare che la Prato-Abetone di quest’anno rappresentava anche la quinta delle sette gare in programma del circuito stesso. Una volta oltrepassato il tappeto della Sdam sull’Oppio, i ciclisti del medio potevano scegliere di fermarsi e far classifica su questa distanza di circa 70 chilometri, oppure di continuare con quelli del lungo (ovviamente fuori classifica) fino all’Abetone. Una scelta verso la quale hanno optato la maggior parte, che così facendo consentiva loro di usufruire del meritevole pasta-party. Una volta oltrepassato S. Marcello Pistoiese si giungeva a La Lima, da dove iniziava la lunga ascesa di 18 chilometri fino all’Abetone. Da qui in avanti la 34ª edizione della Prato-Abetone rappresentava una sfida nella sfida per i tanti ciclisti che si volevano confrontare con i corridori della 5a Tappa del Giro d'Italia 2015 (quella che portava gli atleti della corsa rosa da La Spezia all’Abetone, vinta dallo sloveno Jan Polanc della Lampre-Merida), in quanto era stato messo in palio il Gran Premio Isola dei Tesori, con il quale venivano premiati i primi dieci ciclisti che facevano registrare il miglior tempo della cronoscalata vicino a quello dei professionisti.

L’edizione 2015 della Prato-Abetone ha riconfermato, per il terzo anno consecutivo, la partenza (molto gradita da tutti i ciclisti) dal Viale Piave di Prato anziché dallo “storico” Piazzale Falcone e Borsellino, come nelle precedenti edizioni. L’orario era stato spostato in avanti di mezz’ora rispetto allo scorso anno, le 7.30 per il cicloturistico autogestito e le 8.00 di mattina in punto per la granfondo, ora in cui tutti i ciclisti erano già schierati in griglia. Tra di loro vi era anche Luigi Salimbeni, della Ciclo Team Sanginese, reduce vincitore dalla Maratona delle Dolomiti corsa la domenica precedente.

Il pacco gara a dire il vero (forse a causa della crisi) non era ricchissimo, in quanto prevedeva solo un gadget tecnico offerto da Diadora (la maglia commemorativa dell’evento), con all’interno solo due gel della Ethic-Sport. Tra i partner della 34ª Prato Abetone abbiamo trovato ancora una volta Dynamo Camp, a cui è stato destinato parte del ricavato della corsa con la “mission” di aiutare i bambini malati per dare anche a loro un sorriso attraverso lo sport. A tal proposito ci fa piacere ricordare che Dynamo Camp è il primo centro di Terapia Ricreativa in Italia per bambini con patologie gravi e croniche www.dynamocamp.or. Mentre Obrii Biciclette, aveva messo in palio dei completi da ciclismo per i primi tre atleti pratesi e la prima donna, sempre tesserata nel territorio, che arrivavano in piazza all’Abetone.

A giungere per primo in piazza dell’Abetone è stato Gianni Ugolini (Bhoss King Bike Empoli) che, in 3h05'31" ha alzato le mani al cielo in segno di vittoria. Ma molti non capivano perché il secondo, Marco Da Castagnori (Genetik Cycling Team) a soli 18 secondi dal primo, indicasse di fermare il primo. Lo faceva semplicemente per reclamare che il vincitore “vero” era lui in quanto sosteneva che la bici King Bhoss di Ugolini fosse dotata di motore elettrico.

Una polemica ancora in corso di verifica da parte degli organizzatori. Ma il fatto che Ugolini subito dopo il traguardo abbia tirato dritto sparendo dalla vista dei più, faceva sospettare di un cambio bici al volo dopo l’arrivo, poiché in effetti la bici esaminata dai giudici di gara è risultata a posto. Un giallo che forse verrà risolto o forse no, ma che comunque deve far riflettere molto bene fin da subito. Il terzo scalino, di un podio sfregiato con un gesto eloquente di Da Castagnori, lo ha conquistato l’ottimo Daniele Pretini del Ciclo Team Sanginese.

La gara nella gara che premiava chi avesse fatto registrare il miglior tempo nella cronoscalata di 18 chilometri dalla Lima all'Abetone ha visto Giacomo Sansoni (Olimpia Cycling Team) avvicinare il tempo dei campioni dell’ultimo Giro d’Italia in 44'07" seguito con 45'11" da Fabio Cini (Genetik) e Simone Orsucci che ha percorso il tragitto rosa in 46'35". Tra le donne, la prima a raggiungere la vetta dell'Abetone in solitaria è stata Chiara Turchi (Gs Ramini) in 3h35'33", confermando la vittoria del 2014 e le tre piazze d’onore degli anni prima. A cinque minuti dalla Turchi è arrivata Letizia Romanacci (Freccia 18), mentre terza è giunta Annalisa Frulli (Agliana Ciclismo).

Tra le società ha vinto l’Agliana Ciclismo davanti a l’Olimpia Cycling Team e Io Bici, mentre è stata, come sempre, molto applaudita la premiazione dei disabili con Francesco Trasacco (Cicli Taddei) che ha preceduto il compagno di squadra Massimliano Marconcini e Gianfranco Terni. Per la speciale classifica che vedeva il podio pratese è stato Salvatore Rivo (Ca Montemurlo) a vincere davanti a Salvatore Vasco (San Paolo) e Franco Fusco (Pedale Biancazzurro), mentre tra le donne la vincitrice è stata Selene Muccelli (Io Bici).

Al di la delle polemiche, alla fine della manifestazione sono stati molto apprezzati sia il servizio massaggi gratuito, sia il ricco pasta-party finale (denominato XL) offerto dal ristorante dell’ovovia, comprensivo dei due biglietti gratuiti A/R con i quali si poteva salire fino al Monte Gomito da dove, oltre ad ammirare un panorama spettacolare, si poteva anche godere di una fresca temperatura.


Prato-Abetone
www.pratoabetone.com

Classifiche My Sdam
https://www.mysdam.net/events/event/results-v5_30803.do


(14 luglio 2015)

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