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Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 11 luglio 2015 alle 15:02:03 da Leonardo Olmi. - Letto: (3750)

Caldo e afa alla Maratona delle Dolomiti

Ogni anno, i fortunati partecipanti estratti per partecipare alla Maratona si augurano che il primo weekend di luglio sia caldo e soleggiato e fanno gli scongiuri contro pioggia e freddo, che sulle Dolomiti non sono il massimo. Questa volta gli scongiuri hanno funzionato eccome, tanto è vero che questa è stata una delle Maratone più calde e afose di tutte le 29 edizioni disputate fino ad oggi.

(Testo di Leonardo Olmi, foto di Leonardo Olmi, Play Full, Comitato Organizzatore e Sportograf)

Le Dolomiti, Patrimonio dell’Umanità dal 2009, sono uno dei luoghi più belli del Pianeta, un Paradiso incontaminato, bellissimo, spettacolare e unico al Mondo, con i suoi passi epici, che hanno fatto la storia del ciclismo. Sono montagne che sembrano essere state fatte a posta per pedalarci intorno, su e giù, con salite, discese, strappi e tornati.

Ecco perché ad ottobre dello scorso anno (mese di apertura alle iscrizioni) ci sono state oltre 32.000 richieste di adesione pervenute un po’ da tutto il mondo al Comitato Organizzatore della 29ma edizione della  Maratona dles Dolomites – Enel 2015. Tra queste, ne sono state sorteggiate solamente 9.302, numero chiuso (quello di circa 9.000) che ogni anno caratterizza, per esigenze logistiche, il massimo di partecipanti ammessi alla granfondo europea più ambita dai ciclisti di tutto il mondo.

Una granfondo che quest’anno si è voluta affiancare ad un nuovo partner tecnico ufficiale: Castelli. Un marchio di prestigio che nel pacco gara ha fatto trovare la classica maglia con il logo di questa 29 edizione dedicata al Perdono. E come sempre, la corsa dei ciclisti ad acquistare il pantaloncino tecnico da abbinare alla maglia, al Maratona Village di Pedraces, è stata molto combattuta. Pareva di essere ad una gara pre-Maratona, ma di corsa a piedi. La lotta non era solo per l’acquisto dei prodotti Castelli (appositamente realizzati per completare la divisa “Maratona 2015”, dai guantini, i calzini, i manicotti, il cappellino, ecc.), ma anche per il cambio taglia, incluso quello del gilet Carvico, sempre incluso nel pacco gara. Per quest’anno, inoltre, la ditta Kask, aveva realizzato anche un casco dedicato Maratona dles Dolomites, un vero merchandising sempre più importante. Ma dopo la corsa al cambio o all’acquisto che dir si voglia, ciclisti con famiglie al seguito potevano godersi gli spettacoli offerti dai funamboli su due ruote all’interno dell’Expo Village Maratona.

La Maratona dles Dolomites, infatti, non è solo sinonimo di bicicletta, ma un vero e proprio momento di festa, una vera e propria occasione d’aggregazione, alla quale ambiscono di partecipare coloro che vogliono, oltre a fare la gara, godersi un lungo weekend o un intera settimana sulle Dolomiti. Amicizia e famiglia, erano anche gli obbiettivi dell’ormai classica Maratona for Kids-Sportful, che ogni anno, sotto la regia dell’intramontabile Maria Canins, vede coinvolti più di 300 bambini. Sabato 4 luglio, infatti, questi piccoli-biker si son dati “battaglia” dentro al campo allestito nella zona sportiva di Corvara.

I genitori, hanno invece messo a frutto la loro dura preparazione invernale domenica 5 luglio, con partenza da La Villa alle 6,30 di mattina in punto. 64 le nazionalità presenti, con atleti che spaziavano un po’ in ambo i sessi, in tutte le categorie ed età. Le strade erano rigorosamente chiuse al traffico, consentendo ai 9.302 ciclisti di percorrere in sicurezza i vari percorsi, specialmente le lunghe e veloci discese. Per la cronaca, come ormai molti già sanno, i percorsi erano tre: il lungo di 138 chilometri (con 4.190 metri  di dislivello e 9 passi da affrontare), il medio di 106 chilometri (con 3.090 metri di dislivello e 7 passi da scalare) ed il corto (il classico Sella-Ronda) di 55 chilometri (con 1.780 metri di dislivello e 4 passi da superare). Percorsi che, con il passare degli anni, sono stati modificati rispetto a quella che fu la prima (oramai lontana) edizione del 12 luglio 1987, quando 166 cicloamatori si diedero battaglia su un percorso unico e durissimo di 175 chilometri, che vedeva coinvolti 7 passi, tra cui il micidiale e durissimo Fedaia.

Oramai, sono molti anni che, invece, i tre percorsi si ripetono regolarmente, dando modo a chi fa il corto di scalare oltre al Campolongo (il primo passo di giornata) anche i bellissimi Pordoi, Sella e Gardena. Quindi, chi vorrà cimentarsi nel medio o nel lungo, dovrà scalare nuovamente il Campolongo, per poi passare a Falzarego e Valparola se si opta per il medio, oppure a Santa Lucia, il mitico e duro Giau, e quindi l’accoppiata Falzarego e Valparola, se si opta per il lungo.

Sicuramente, il lungo è un percorso che necessita una buona preparazione, ma se lo si affrontava con lo spirito del “Perdono”, come appunto ci suggeriva il tema legato all’edizione di quest’anno, anche le fatiche del Giau venivano alleviate dallo splendido paesaggio che ci circondava. Tra una pedalata e l’altra, bastava infatti alzare la testa verso l’alto per ammirare il grigio chiaro dei Monti Pallidi e il verde dei prati che si slanciavano verso il blu del cielo.

Per la prima volta, dopo sette maratone, non ho indossato l’antivento a scendere né il Giau né il Falzarego. Pensate che quando siamo partiti da La Villa c’erano già 14°C. Questa è stata sicuramente una delle maratone più calde e afose in assoluto, ma meglio così che freddo o peggio ancora acqua, che a queste altitudini si trasforma facilmente e velocemente in neve. Quindi era bene e bello godersi la giornata di sole splendida, ma anche ricordarsi i consigli di Iader Fabbri per evitare i crampi, ossia di bere poco ma spesso. Consigli che durante la scalata del Giau ci ricordavamo spesso anche con Matteo Marzotto e Davide Cassani, tanto da indurci a fare uno stop alla sorgente d’acqua fresca (quasi congelata) posta a circa metà dei suoi 29 tornanti. Le nostre borracce erano già secche, e al ristoro del Giau le abbiamo riempite di nuovo, ma con Sali della Enervit.

Mi è dispiaciuto molto non poter testare l’aggressiva e reattiva MCipollini RB1000 che Giuseppe Fochesato mi aveva fatto provare durante la sgambata del sabato in compagnia di Luca Scinto, Matteo Marzotto e Iader Fabbri. Ma avendo disponibile solo una cassetta Campagnolo posteriore fino a 25 denti, non ho voluto rischiare. Infatti, anche il mio Shimano 11-28 alla fine era molto preciso ed un 30 non avrebbe scomodato per niente, anzi tutt’altro.

Anche quest’anno, il Comitato Organizzatore ha voluto lasciare quella che fu la novità introdotta nel 2014, ossia il Muro del Gatto, che doveva essere affrontato da tutti i ciclisti sia del percorso medio che del lungo. Durante il passaggio da La Villa, dopo il bivio per Corvara, si svoltava a destra imboccando la salita del “mür dl giat”, come viene chiamata in ladino. Una deviazione di 200 metri con una pendenza massima del 19%. Ad incitare i ciclisti c’era una fan-zone, dove gli appassionati e amici dei partecipanti potevano vedere la lenta scalata. Novità di quest’anno, era quella offerta dallo sponsor Garmin, che avrebbe donato un ciclo-computer Garmin Edge 1000 al millesimo ciclista che scollinava il muro ed ovviamente anche uno a chi avesse fatto registrare il miglior tempo assoluto cronometrato.

Come per le edizioni passate della Maratona dles Dolomites, anche quella del 2015 era rivolta ad un evento che fosse ad impatto zero verso l’ambiente. La scelta del title sponsor Enel che si ripete da molti anni, non è per niente casuale, in quanto l’azienda è,  sempre più che mai, impegnata nelle energie rinnovabili e nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie amiche dell’ambiente. Anche l’altro main sponsor Enervit, ha sempre una grande attenzione verso l’ambiente, e non a caso, infatti, le sacche del pacco gara marcate Enervit erano ricavate in cotone, quindi riutilizzabili più volte in futuro. Enervit, durante il pranzo offerto alla stampa presso l’Hotel La Perla di Corvara, ha approfittato della Maratona per dare la parola agli atleti dell’Enervit Endurance Team, Davide Cassani (CT della Nazionale Ciclismo) ed Alex Zanardi (ambasciatore Enervit). Quest’ultimo ha fatto venire la pelle d’oca a tutti nel raccontare il suo Iron-Man di Kona alle Hawaii, fatto in meno di 10 ore. Un'impresa per la quale ha voluto ringraziare Enervit che lo aveva usato come “cavia” per testare il nuovo integratore Carbo Flow, apprezzato anche dallo stesso Cassani che, come molti sanno, a maggio aveva portato a termine, con successo, la mitica 100 chilometri del passatore.

Parlando di integrazione alimentare, ovviamente non poteva mancare il coach della Nazionale Italiana di Ciclismo, nonché commentatore Rai al Giro d’Italia, Iader Fabbri (www.iaderfabbri.com), che non ha mancato di dare consigli su questa Maratona su come alimentarsi prima e durante. Ai suoi suggerimenti si è affidato sicuramente anche Matteo Marzotto, che come abbiamo già scritto sulle queste pagine, si sta allenando e preparando in vista della Cape Epic del Sudafrica, insieme allo stesso coach Fabbri, a Cassani ed un altro loro fedele compagno di viaggio e di pedalata, l’ex pro Max Lelli.

Oltre all’Ecologia, sempre presente tra i temi principali della Maratona, vi era anche un altro forte argomento promosso dal Comitato Organizzatore, ossia quello della solidarietà. Da anni, infatti, Maratona Dles Dolomites - ENEL non significa solo sport ma anche beneficenza. Anche quest’anno la Maratona ha offerto ai suoi atleti un’opportunità unica, per associare alla sfida sportiva una sfida benefica, ossia la possibilità di fare una donazione online a favore di varie associazioni onlus, tra cui ricordiamo:  Assisport Alto Adige (www.sporthilfe.it) che sostiene veri talenti sportivi, ragazzi che non hanno la possibilità di finanziarsi le competizioni; Associazione Gruppi "Insieme si può" Onlus/ONG (www.365giorni.org) che sostiene i corsi di formazione professionale in Uganda illustrati su questa pagina; Associazione "Alex Zanardi BIMBINGAMBA" (www.bimbingamba.comm) che realizza protesi per i bambini che hanno subito amputazioni e che non possono usufruire dell'assistenza sanitaria. Passione per la bici e forza della solidarietà, sono sicuramente un binomio vincente alla base di questa bella iniziativa. Ma l'iniziativa non finisce qui; perché chi vuole può ancora dare il suo piccolo grande contributo alla causa, andando sul sito della maratona ed aprire la pagina “charity program” per fare la sua donazione. Perché il dono fa la differenza per chi riceve ma anche e soprattutto per chi dona, tanto per riallacciarsi al tema di questa edizione, il Perdono.

Ha proprio ragione Michil Costa, patron della manifestazione, quando nel saluto che ha voluto fare a tutti gli iscritti alla maratona del Perdono diceva: “… dovremmo iniziare tutti a digiunare un po’, a metterci a dieta dal troppo. Sgombrare, decomprimere, svuotare, perché più leggeri si è, e meglio si sta. E i ciclisti lo sanno benissimo! Più leggeri si è e più forte si pedala. Alleggeriamo il mondo, rendendo più leggeri noi stessi, consumiamo meno e meglio, per vivere meglio. Basta poco, basta farlo tutti. Leggerezza e perdono sono facce della stessa medaglia. Se sono leggero, divento più disponibile e ricettivo e quindi pronto a perdonare per donare”. Come sempre, parole sagge quelle di Michil Costa, che non finirà mai di stupirci. Un altro grande plauso va sicuramente, come sempre, al Comitato Organizzatore della Maratona, che di forze ne impiega veramente tante; oltre a Michil Costa (Presidente) e Claudio Canins (Segretario Organizzativo), vede dietro le quinte coloro che sono i veri protagonisti della Maratona dles Dolomites, ossia i 1.350 volontari senza i quali tutto ciò non sarebbe possibile.


Molti anche gli ospiti ed i Vip che hanno preso parte alla 29ma edizione della Maratona dles Dolomites – Enel 2015 di domenica 5 luglio, insieme agli oltre 9.302 partecipanti, facilmente riconoscibili grazie al dorsale sulla schiena che, oltre al numero, riportava anche il nome di ogni atleta. Ma tutti, indistintamente dall’essere Vip o meno venivano incitati e nominati, per quanto gli era possibile, dall’instancabile Paolo Mutton, speaker ufficiale dell’evento, che è rimasto sull’arrivo fino all’ultimo concorrente. Una voce, quella di Mutton, che ogni atleta oramai sa riconoscere quando è presente alle più blasonate granfondo italiane, non solo su strada ma anche di mountain bike. Una voce che ti mette il fuoco nelle vene e ti dà il coraggio di non mollare, ma andare avanti fino all’arrivo.


Il servizio fotografico ufficiale della gara è stato realizzato dall’agenzia Sportograf www.sportograf.com . Tutti i partecipanti alla Maratona, hanno potuto acquistare le loro foto e video tramite l’efficientissimo sito dell’agenzia ufficiale, che fin dal lunedì sera aveva già reso disponibile il pacchetto comprendente stupende immagini scattate da esperti fotografi nei punti più strategici del percorso. Foto che tutti noi ciclisti apprezziamo molto e non vediamo l’ora di poter avere per fare un poster da incorniciare assieme alla medaglia commemorativa.


Classifiche dei primi tre di ogni percorso maschile femminile:

55chilometri – maschile:
1. Ferrari Davide -  1976 - Ferrari Velobike ASD - 1:57.43,4
2. Paparelli Christian – 1973 - Team Bike Ticino - 2:04.56,5
3. Sicilia Andrea – 1973 – TEAM FATO - 2:04.57,6

55chilometri – femminile:
1. Gentili Claudia – 1976 – Team Giletti - 2:14.17,9
2. Agreiter Debora – 1991 – Rodes Val Badia Raiffeisen - 2:19.52,5
3. Nicolussi-Leck Vera – 1976 – ASV Dolomiti Superbike - 2:34.33,7

106chilometri – maschile:
1. Elettrico Tommaso – 1987 - LEGEND factory-MICHE - 3:31.10,4
2. Pontalto Andrea – 1987 - ASD ALE' CIPOLLINI GALASSIA - 3:35.09,6
3. Orsucci Simone – 1985 – Ciclo Team San Ginese - 3:35.09,8

106chilometri – femminile:
1. Lombardo Ilaria – 1970 – ASD Team Perini Bike - 3:59.50,9
2. Magnaldi Erica – 1992 – Team De Rosa Santini - 4:00.17,6
3. Schartmüller Astrid – 1973 – Pedale Feltrino TBH - 4:05.56,5

138chilometri – maschile:
1. Salimbeni Luigi – 1979 - Ciclo Team San Ginese - 4:44.43,8
2. Cunico Roberto – 1979 – Team Beraldo Greenpaper - 4:44.44,2
3. Zen Enrico – 1986 - Team Beraldo Greenpaper - 4:44.48,8

138chilometri – femminile:
1. Ciuffini Chiara – 1985 – Infinity Cycling Team - 5:24.47,0
2. Sonzogni Manuela – 1985 – Team Isolmant ASD - 5:30.14,1
3. Lancioni Barbara – 1981 -  SOMEC – MG.K Vis-LGL - 5:32.41,0

 

Per tutte le altre classifiche:

http://services.datasport.com/2015/velo/maradolo/

Maratona dles Dolomites

www.maratona.it

(11 luglio 2015)

 

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