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Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 27 giugno 2015 alle 15:09:57 da Enrico Cavallini. - Letto: (2783)

La Maratona de la Al Camonega lascia il segno

Una bella giornata di festa in luoghi a me inediti, che mi hanno permesso di scoprire una nuova porzione di Italia. Volevo prendermela tranquilla e invece...

(Servizio di Enrico Cavallini – ph Play Full)

E' un giorno qualsiasi di Primavera e su Facebook mi arriva una notifica: "Ecco la 1ª edizione della Maratona de la Al Camonega". La data è il 21 giugno. La località è Cividate Camuno, in provincia di Brescia, nel mezzo della bassa Val Camonica. Porca miseria, è in concomitanza con la Sportful! Vabbè, la manifestazione feltrina la conosco e, sebbene mi dispiaccia non andare a trovare i tanti amici, mi piace l'idea di andare a pedalare in una zona a me sconosciuta e in una manifestazione tutta nuova.

Sono curioso! Contatto l'organizzatore, Tiziano Bardella, presidente del Team Bardy, che accetta di buon grado la mia richiesta e mi ospita con piacere.

20 giugno 2015. Parto da casa intorno le 13.00 dopo la canonica sgambata sulle strade di casa, la sistemazione del destriero in carbonio e un pranzo sobrio! Non sono mai stato in Valcamonica, o meglio la parte bassa della valle. Il tratto da Edolo a Ponte di Legno lo percorro ogni anno con la granfondo di Aprica, ma questa zona per me è totalmente vergine. Dopo un paio di orette e poco più raggiungo il centro di Civitas Cammunorum... ops, Cividate Camuno.

Il paesino è veramente grosso una mano e mai si penserebbe che la romanizzazione della vallata sia partita proprio da qui.

La zona logistica è assiepata nel campo da tennis coperto della cittadina, a poche centinaia di metri dal centro. Alcuni stand creano il villaggio espositivo, il palco è già piazzato e gli animatori della radio stanno intrattenendo il pubblico. Mi accingo alle presentazioni e al ritiro del pettorale e del pacco gara. Non sto a raccontare che dentro vi ho trovato un pacco di pasta, una bottiglietta d'acqua, un vasetto di passata di pomodoro bio, una borraccia e un gel proAction, no, questo non ve lo dirò! Vi dirò invece che, ancora prima delle presentazioni, vengo accolto con cortesia e simpatia, che di questi periodi sono doti assai rare.

Intanto trovo l'amico Warner Locatelli, del Team Vampa, con il quale passo parte del pomeriggio chiacchierando del più e del meno, sorseggiando (o melo prosciugando) una bella birrozza nel baretto del tennis club. «Ho un regalo da farti» mi dice Warner e, avvicinandosi al suo mezzo, mi consegna una divisa fiammante del Team Vampa. «Tieni, questa è tua. E' l'ultima versione con il nuovo sponsor Motorex, l'azienda svizzera di lubrificanti. Al momento l'abbiamo solo tu ed io».

Mi dirigo verso l'Hotel Diana a Boario Terme, dove sono alloggiato. Qualche chilometro da percorrere, ma con la comoda statale in un attimo ci si arriva. Senz'ombra di dubbio la cittadina di Boario, sebbene non sia New York, è sicuramente più animata di Cividate. La sera, dopo cena, esco! Mi piazzo in un baretto, sorseggio un drink, ascolto buona musica e osservo la gente. C'è sempre tanto da imparare dagli altri.

21 giugno 2015, ore 5.00. La sveglia suona, come tutte le domeniche, di buon'ora! Perché tutto il resto del mondo la domenica mattina dorme e noi granfondisti dobbiamo fare la levataccia? Vabbè, è una nostra scelta e va bene così. La partenza alle 8.00 non mi dispiace affatto... Prima si inizia e prima si finisce! Ho sempre il timore di trovare traffico tornando a casa.

Sono le 7 e le griglie vengono aperte. In men che non si dica i 450 ciclisti iscritti prendono posto e il lungo serpentone riempe la via antistante il campo da tennis. Mi guardo attorno scrutando le maglie dei concorrenti e noto che la maggior parte è locale, compresa tra le province di Brescia e Bergamo. Io indosso con orgoglio quella regalatami dall'amico Warner, che incontro in griglia e con il quale, insieme al bergamasco Andrea Natali, ci scattiamo un selfino!

I percorsi sono tre, tracciati intelligentemente, in modo che ognuno sia un "di cui" di quello più lungo.

Un primo anello, di 49 chilometri con 940 metri di dislivello, porta ad affrontare la prima salita di giornata verso Ossimo. Scollinata questa si ritorna in discesa a Cividate Camuno e, mentre i concorrenti del percorso corto si dirigono verso il centro del paese per guadagnare il traguardo, i mediofondisti e i granfondisti si lanciano verso Boario Terme per affrontare il secondo anello. Montecchio, Esine, Berzo, Bienno, Prestine e infine il GPM ad Astrio. Nuova discesa e nuovo arrivo per i mediofondisti, che chiudono così la loro prova con 89 chilometri nelle gambe e 1590 metri di ascesa scalati.

 

Ai granfondisti non resta che affrontare il terzo e ultimo anello. Si torna a Boario per affrontare l'ascesa ad Angolo Terme che fa da preludio al lungo fondovalle della Valle di Scalve, la via Mala, durante il quale si passa sul tratto di sterrato con vista sull'orrido. Lasciata la statale si svolta a destra per affrontare gli ultimi tre chilometri impegnativi che porteranno in cima al valico cui segue la splendida discesa che riporta a Cividate Camuno e quindi all'arrivo dopo 138 chilometri e 2820 metri di dislivello.

21 giugno 2015, ore 8.00. Viene dato il via... Non sono in giornata bellicosa, ho voglia di prendermela tranquilla e godermi questo viaggio in un posto tutto nuovo. Ma tra il dire e il fare...

Lascio sfilare i più esagitati che vogliono dare battaglia già dai primi metri, ma mi accorgo subito, alla prima rotonda, che il rischio di finire di per terra è veramente elevato. Tutti campioni, ma poi quando c'è da guidare la bici sanno solo usare i freni! Basta! Non è posto per me! Quattro colpi di pedale e sono in testa al gruppo. Ormai lanciato e passando a fianco all'amico Leonardo Viglione da Mondovì, gli faccio: «Andiamo?» e lui prontamente si aggancia e mi dà cambio! Ovviamente io non sarei in grado di andare da nessuna parte... la mia era una battuta! Sarà, ma mi sa che gli ha portato bene, tanto da fargli vincere il percorso di mediofondo! Il gruppo ci raggiunge e di slancio il mio "capitano" di giornata, Warner, rilancia e porta via il gruppo. Chiuderà anche lui il percorso medio vincendo la propria categoria!

Ora che il gruppo è allungato mi lascio sfilare e prendo una posizione a me un po' più consona, ma al termine del giro di lancio, si affronta la prima salita. Dopo poche pedalate un mal di schiena alla zona lombare decide di venire a tenermi compagnia. Yahoo, che figata! Mentre tento di capire come farlo andare via, incontro un'amica di lunga data, la trentina, ormai milanesizzata, Monica Cuel. Decido di condividere con lei parte del mio viaggio, durante il quale ci facciamo tornare alla mente i tempi di quando si correva insieme. Stiamo tenendo una buona media! Personalmente andrei anche un po' più tranquillo, ma mi spiace perdere la compagnia. Tengo duro e proseguo. Monica mi avvisa che chiuderà con il percorso medio. Lasciati quelli del corto si va verso il secondo anello. Sulla seconda salita però sono costretto a fermarmi al ristoro a fare il pieno alla borraccia perdendo così la compagnia. Non so cosa mi aspetterà dopo, per cui preferisco non svalvolare per rientrare su Monica, per cui mentalmente le auguro in bocca al lupo, che guarda caso le porta bene e le fa vincere la gara femminile della mediofondo.

Al bivio dei percorsi però mi succede ciò che proprio non avrei voluto: resto solo! Ho da affrontare il tratto di falsopiano a scendere, ovviamente controvento, che mi riporta a Boario Terme. Davanti nessuno da andare a prendere, dietro nessuno da attendere! Tristezza e desolazione! La velocità cala drasticamente e mestamente riesco a raggiungere Boario e l'attacco della salita verso Angolo Terme. La schiena non mi molla. Faccio fatica a spingere, ma ho capito come farmelo passare, almeno momentaneamente.

Affronto il lungo fondovalle della via Mala di buon passo. Quando la pendenza è decente escono i watt e riesco a dire la mia! Ma la dico per ben poco. Al bivio per Dezzo la strada si impenna e Newton mi ricorda che, o decido di dimagrire come si conviene per un ciclista, o devo fare amicizia profonda con la tribolazione.

Intanto mi raggiunge Silvia Porcini con i suoi fidi gregari. Mai lasciare un gruppo con dentro una donna da classifica... c'è sempre qualcuno che tira per tutti! Anche in questo caso me la prenderei più comoda, ma non so cosa mi aspetta dopo e il gruppetto non lo voglio proprio perdere. Tengo duro! Oggi 'ste donne mi fanno proprio tribolare! Finalmente la cima e lo scollinamento. Ora c'è solo più discesa fino all'arrivo. Sono stato bravo, ho tenuto duro in salita e quindi mi merito il premio: discesa a stecca. Diciamo che piano piano non sono sceso, tanto da avere dato al gruppetto oltre un minuto e mezzo. Che divertimento! Ah, tra l'altro la Porcini ha poi vinto la gara femminile della granfondo. Una giornata passata solo con vincitori oggi!

Anche questa è andata, ora non mi resta che una bella doccia (bella calda come piace a me) e andare a gustarmi il pranzo chiacchierando con gli organizzatori.

Concludendo, che dire? So perfettamente, per recente esperienza personale, cosa vuol dire organizzare una prima edizione. Sicuramente non tutto è stato perfetto, ma il buon Tiziano Bardella e il suo prezioso staff ha già annotato le criticità che, ne sono convinto, nella prossima edizione avranno tutte trovato una soluzione.

Personalmente penso che la manifestazione abbia della potenzialità intrinseche e sono anche sicuro che il Team Bardy saprà tirarle fuori!

In bocca a lupo e arrivederci al 2016.

(27 giugno 2015)

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