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Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 24 giugno 2015 alle 08:44:28 da Michele Bazzani. - Letto: (2331)

Ad Amelia la granfondo che ammalia

Avevo molte aspettative su questa quarta edizione della Granfondo dei Colli Amerini e già l’attendevo da molte settimane. Dopo la sfortunata parentesi dello scorso anno, segnata da pioggia torrenziale fin dal mattino che ridusse drasticamente il numero dei partenti, era nella mente di tutti la voglia di tornare a vivere una grande festa. E alla fine festa è stata…

(Servizio di Michele Bazzani)

Arrivo ad Amelia nel pomeriggio del sabato e faccio appena in tempo a scaricare i miei bagagli nella camera dell’hotel che subito inizia un forte temporale. Lo spettro del maltempo si fa ancora una volta minaccioso, ma stavolta le previsioni per la domenica sono molto rassicuranti e promettono una bella giornata di sole. I luoghi, dopo quattro partecipazioni, sono a me molto familiari e comincio a sentirmi quasi come a casa, anche perché l’accoglienza che ricevo giunto al luogo del ritiro pacchi gara ha il sapore delle cose di famiglia, semplice e genuino, così come la gente e i prodotti di queste terre.

Forte dell’esperienza degli anni scorsi, l’organizzazione ha cambiato logistica, spostandola dai centrali giardini pubblici alla prestigiosa sede del Collegio Boccarini, nel cui chiostro sono organizzati tutti i servizi di supporto alla granfondo (distribuzione pacchi gara, pasta-party e premiazioni) in modo da offrire un comodo riparo anche in caso di pioggia. A differenza degli anni scorsi, questa volta non è prevista la cronoscalata notturna e quindi l’avvicinamento alla gara sarà quanto mai tradizionale.

Assieme a Sauro e Nico, tradizionali compagni di trasferte, ne approfittiamo per una gustosa cena in uno dei migliori ristoranti di questo borgo: adoro il mondo delle granfondo anche per la possibilità che mi dà di poter gustare, in amicizia e condivisione, i sapori locali dei luoghi che ogni settimana andiamo a visitare. La serata è fresca e rientriamo presto in hotel, optando almeno questa volta per una lunga dormita.

La mattina della domenica ci accoglie con una splendida giornata di sole e con un clima mite che preannuncia una giornata non eccessivamente calda: sono le condizioni ideali per pedalare e i luoghi che andremo ad attraversare daranno il meglio di sé.  Davvero non vedo l’ora di partire. Al ritrovo di partenza sono intanto arrivati gli altri miei compagni di squadra che hanno preferito dormire a casa e fare la levataccia per venire a correre: tutti sono comunque pimpanti e con tanta voglia di scherzare e pedalare in compagnia. L’attesa in griglia scorre via veloce e poi tutto è pronto per la partenza, data come da tradizione, dal vicesindaco di Amelia Franco Santarelli.

I primi chilometri sono ad andatura controllata, mentre scendiamo verso Orte, e ne approfitto per salutare altri amici. Purtroppo mi distraggo un po’ troppo e il via volante mi coglie impreparato e molto arretrato di posizioni. Contrariamente alle mie intenzioni devo quindi spingere subito sulla prima salita verso Penna in Teverina per recuperare posizioni, riuscendo a scollinare con il solito gruppo di ciclisti del mio livello. Ma la notizia buona è che sento veramente di stare bene. Purtroppo i miei limiti in discesa emergono anche in questa occasione nei difficili tornanti dopo il borgo di Giove, dove l’anno scorso avevo visto una brutta caduta di un compagno di squadra. È incredibile come questi ricordi possano costituire un tarlo anche a un anno di distanza.

Risaliamo verso Lugnano in Teverina, un altro dei bellissimi borghi che punteggiano i Colli Amerini, e poi proseguiamo a gran velocità su una strada a mezza costa che costituisce un vero e proprio balcone sulla valle del Tevere. All’attacco della lunga salita che, attraverso Montecchio, conduce al Valico dell’Elce Bello, scorgo a breve distanza un gruppo numeroso. Dopo aver incoraggiato i compagni Fabrizio e Roberto, decido di colmare quel gap nel più breve tempo possibile, pur rischiando di pagare l’azzardo nel prosieguo di gara. Ci riesco e mi spunta un sorriso di soddisfazione. Qui trovo Nico che sta pedalando benissimo e assieme percorreremo il resto della gara fino alla divisione dei percorsi.

Dopo lo scollinamento, il ritmo diventa velocissimo con la lunga discesa interrotta da alcuni tratti di falsopiano. Lo scenario cambia ancora, attraversando zone ancor meno urbanizzate e assolutamente prive di traffico. Non manca l’occasione di scherzare un po’, poi si ricerca la concentrazione per le fasi cruciali di gara. Il muro dei Cappuccini si presenta improvviso con le sue pendenze a doppia cifra, che metteranno a dura prova i muscoli già affaticati. Lo superiamo brillantemente. In effetti, sento di stare ancora bene.

Purtroppo nella pericolosa discesa che segue, perdo qualche metro dal gruppo che non riuscirò più a chiudere e, complice la prossima divisione dei percorsi con il medio che va all’arrivo, mi troverò a pedalare da solo per gli oltre trenta chilometri che ancora mancano al traguardo. Risalendo verso l’Infernaccio il morale e la voglia di far fatica scendono di colpo, così come il mio ritmo. In fondo alla discesa di Penna vengo raggiunto da Simone, ciclista straordinario specialista delle 24 ore in solitario, che m’incoraggia e mi dà nuovo morale.

L’arrivo ai giardini pubblici di Amelia è sempre bellissimo e scenografico. Sicuramente è stato bellissimo per Gregory Bianchi, vincitore del percorso medio, davanti a Fabio Giusti e al simpatico Samuele Scotini autore di una caduta nell’ultima curva ai 150 metri finali. Una volata ancora più serrata decide le sorti del percorso lungo con Giovanni Nucera che la spunta di un’incollatura sui compagni di fuga Omar Pierotti e Paolo Pesarini. Tra le donne, sul percorso medio, ritorna al successo dopo oltre un mese di assenza dalle gare Marika Passeri davanti a Serenella Bortolotto e Maria Pia Savoca, mentre Kersti Leeman a due anni di distanza torna ad aggiudicarsi il percorso lungo.

Dopo le meritate docce ristoratrici si ritorna nel chiostro del collegio Boccarini, dove l’organizzazione, con la collaborazione delle associazioni della città, ha approntato un vero e proprio pranzo con due primi e due secondi, oltre a frutta e crostate a volontà.

Anche la premiazione è molto ricca come da tradizione, sia per le società che per i piazzati di categoria, e una larga parte del montepremi (costituito da buoni sconto per l’acquisto di telai Prestigio) viene distribuito a estrazione.

È quindi davvero una festa per tutti che trova una degna consacrazione nelle parole di soddisfazione dell’organizzatore Beniamino Romildo e del vicesindaco Franco Santarelli, che sono riusciti nel loro intento di coniugare l’evento sportivo con la promozione del territorio.

Una manifestazione pienamente riuscita che meriterebbe molti più dei quasi quattrocento iscritti di questa edizione.

Ma per crescere c’è sempre tempo. E la prossima edizione si preannuncia imperdibile…

(24 giugno 2015)

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