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Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 04 giugno 2015 alle 12:32:40 da gazario. - Letto: (2804)

Giro delle Valli Monregalesi: il ritorno del mostro!

Dopo due anni di assenza, la gara di Mondovì, quarta prova della Coppa Piemonte 2015, ripropone la scalata al Colle del Prel, dando così vita ad un percorso lungo molto impegnativo. Ottima l’organizzazione, soprattutto in tutti quelli che sono i servizi a latere della gara. Più di mille i finisher dell'evento, molti dei quali soddisfatti all’arrivo

 

 

 

 

(Testo di Gianandrea Azario, foto di Acmediapress)

 

Il granfondista, si sa, è un po’ masochista e così l’annuncio che il Giro delle Valli Monregalesi sarebbe tornato, dopo due anni di assenza, sul Colle del Prel ha suscitato grande entusiasmo nella maggior parte dei partecipanti alla Coppa Piemonte, di cui quella di Mondovì è la quarta prova in programma. Anche io, che, per motivi solamente scaramantici, avevo qualche dubbio se tornare a questa manifestazione, dopo che lo scorso anno avevo avuto un serio incidente, che mi aveva causato la frattura di una vertebra, alla notizia che si sarebbe scalata questa durissima salita, ho deciso che non potevo assolutamente mancare.

Arrivo a Mondovì questa volta con largo anticipo. Mancano infatti più di due ore alla partenza e giustamente c’è ancora poca gente al ritiro dei pacchi gara; gli stand sono ancora in fase di montaggio e gli addetti stanno preparando tutto l’occorrente per quello che sarà il rettilineo di partenza e di arrivo della gara. Incrocio Renato Angioi, appena arrivato, e scambio quattro chiacchiere con lui sull’incognita meteo. Le previsioni infatti dicono che non dovrebbe piovere, ma il cielo in direzione di Prato Nevoso, da dove scenderemo una volta conquistato il Colle del Prel, non lascia presagire nulla di buono. Sorridendo sulla cosa, decidiamo di assumere un atteggiamento positivo, quasi a voler esorcizzare eventi indesiderati: «Non pioverà di sicuro!», concludiamo.

Ancora una volta rimango stupito del fatto che, nonostante manchi ancora tanto tempo all’apertura delle griglie (o meglio, le griglie non ci sono ancora, visto che le stanno montando), ci sia già gente pronta, con il numero sul manubrio, che sta girando in bici. Mi domando se questi non saranno stanchi ancora prima che la granfondo prenda il via. Di sicuro avranno fatto un lunghissimo riscaldamento. Ritiro il pacco gara e noto che è veramente “di peso”. Gli organizzatori hanno pensato al nostro recupero post gara, con quattro pacchi di pasta da 500 grammi, una confezione di arachidi tostate e un pacchetto di biscotti wafer.

Il cielo è velato ed il clima è piuttosto umido. Non fa freddo, per cui tutti decidono per la divisa estiva. Le griglie sono già piene con largo anticipo rispetto all’orario di partenza, ma l’attesa passa rapidamente; l’argomento di discussione più gettonato sono le ultime tappe del Giro d’Italia e le imprese di Fabio Aru. Le ultime raccomandazioni da parte degli organizzatori sui punti del percorso che possono essere pericolosi e alle 9:31 è ora di partire. L’andatura è subito elevata, c’è subito qualche allungo in testa al gruppo, ma la mia sensazione è che si stia andando un po’ più piano rispetto a qualche edizione passata. La prima parte del percorso di questa granfondo non presenta difficoltà altimetriche di rilievo. In pratica si sta tutti in gruppo per una cinquantina di chilometri, visto che le due salitelle di Mortè e Branzola non sono in grado di operare una vera selezione. In queste fasi i rischi sono sempre dietro l’angolo, ma mi sembra che, a parte qualche esagitato che cerca di guadagnare posizioni, uscendo dalla sede stradale in corrispondenza delle piazzole sul lato della strada o zigzagando tra i marciapiedi, il comportamento dei più sia votato ad evitare di correre pericoli. Purtroppo, nonostante tutte le precauzioni, un restringimento della strada in corrispondenza di una rotonda in costruzione, causa una caduta di proporzioni piuttosto importanti.

Finalmente arriviamo a Bastia e uno stretto ponticello introduce alla salita di Briaglia; da qui in poi inizia la seconda parte della gara che, per chi affronta il percorso lungo, in 100 chilometri offre più di 2.300 metri di dislivello. Chi, come me, non ama pedalare in folti gruppi accoglie questo momento come una sorta di liberazione. Si sale forte, ma meno che in altre edizioni, tanto che allo scollinamento il gruppo di testa è ancora piuttosto folto e compatto. Al termine della discesa c’è il bivio tra il percorso lungo e quello corto. Al comando della granfondo siamo rimasti in una trentina e per una sorta di tacito accordo si pensa a recuperare un po’ di energie nel tratto di falsopiano a salire che porta all’attacco della salita di Viola-St. Gréé. Questo fa sì che qualcuno da dietro riesca ancora a rientrare.

Il cielo intanto si è coperto un po’ di più; un peccato, perché i panorami che si potrebbero gustare in questa parte di gara non vengono valorizzati sufficientemente (da chi ha tempo di alzare lo sguardo, ovviamente). La salita di Viola è quella che ti fa capire in che condizioni sei e come potrebbe mettersi la tua gara. Sono poco più di sei chilometri per complessivi 425 metri di dislivello, che alternano tratti a maggiore pendenza, intorno all’8-9%, e tratti in cui la strada tende a spianare. Insomma, una salita davvero impegnativa. Il gruppo di testa, come altri a seguire, qui si fraziona in plotoncini di minore entità. Quando si arriva in cima, si ha proprio la sensazione di essere in una bella località di montagna.

D’altronde siamo in una delle stazioni sciistiche della provincia di Cuneo. Si scende per un brevissimo tratto, poi un paio di rampe ci fanno sentire tutto l’acido lattico che abbiamo accumulato nella salita appena terminata. La successiva discesa è la più difficile di tutta la gara. Strada stretta, pendenze a doppia cifra, curve e tornanti difficili da interpretare, strada in alcuni punti un po’ sporca per via delle piogge che si sono verificate in nottata e, se questo non bastasse, anche un paio di restringimenti della sede stradale, dovute a delle frane, comunque perfettamente segnalati e presidiati.

Finita la discesa non c’è neanche un tratto di pianura ed immediatamente si sale in direzione di Serra e San Giacomo. Si tratta di un’ascesa di circa cinque chilometri, di cui i primi due decisamente impegnativi, ma con lunghi tratti facili nella seconda parte. E’ una fase di consolidamento del gruppetto in cui ci si trova, solo chi ha dato troppo salendo a St. Gréé si stacca. Comincia a scendere qualche goccia di pioggia; nulla di particolarmente significativo, visto che la strada sotto gli alberi è ancora asciutta, ma l’aria è decisamente più fresca e si fa avanti qualche preoccupazione per cosa potremmo incontrare sulla strada del Colle del Prel. La discesa verso S. Anna è molto veloce e per fortuna la strada è completamente asciutta. Qui, per un breve tratto, fino a Corsaglia, ci ricongiungiamo con quelli che stanno portando a termine il percorso medio.

Le energie cominciano a scarseggiare e l’incombente Colle del Prel suggerisce di percorrere sulla difensiva il falsopiano a salire, che conduce al suo attacco, cercando di alimentarsi al meglio. Difficile trovare chi ha voglia di stare davanti nel proprio gruppo a tenere il ritmo alto. La valle si restringe ed il cielo diventa sempre più cupo. Si alza lo sguardo per capire cosa potrebbe attenderci lungo l’ascesa e la sensazione non è delle migliori: le vette delle montagne appena si intravedono, avvolte dalle nuvole. Cerchiamo di aggrapparci alle famose previsioni meteo, che dicevano che fino alle 16 non avrebbe dovuto piovere, ma non ne siamo più tanto convinti. Rifletto sul fatto che ho partecipato a quattro precedenti edizioni del Giro delle Valli Monregalesi con il Colle del Prel e, tranne che nell’edizione 2011, qui è sempre piovuto. E così avviene anche quest’anno: lasciato alle spalle il paese di Fontane comincia a scendere una fastidiosa pioggiarellina, la tradizione è rispettata! Stiamo percorrendo una salita molto dura con lunghi tratti dove la pendenza supera costantemente il 10%. La sede stradale è stretta ed in molti punti dissestata e ci sono frequenti dossi in corrispondenza di piccoli canali che servono per lo scolo delle acque. Il tratto più impegnativo è lungo circa 8 chilometri, di cui l’ultimo davvero spaccagambe, con pendenze che sicuramente superano il 15%. Qui ci troviamo completamente avvolti dalle nuvole basse, la visibilità è pessima e la strada piuttosto viscida. Al termine di questo tratto l’ascesa si fa irregolare: una brevissima discesa introduce ad una rampa più pedalabile. Segue poi poco meno di un chilometro in contropendenza per completare la salita agli impianti di Prato Nevoso, con una pendenza sempre crescente.

In cima ha smesso di piovere, ma la strada è ancora bagnata, la classica situazione che fa correre rischi di scivolata, se non si presta la giusta cautela. Per fortuna è così solo nella parte iniziale, anche perché, come giustamente segnalato dagli organizzatori, la sede stradale è piuttosto rovinata dall’inverno appena concluso. Un pallido sole fa capolino e festeggia l’ultima fase di gara, in cui spingere a tutta per conquistare il traguardo di Mondovì. Centocinquanta chilometri, 2.750 metri di dislivello: è stata una bella fatica, ma molti sono i visi soddisfatti all’arrivo.

Una breve sosta al ristoro posto dopo il traguardo, un po’ di defaticamento lungo la strada che poco prima ci ha visto concludere la gara ed è il momento di lasciarci andare alla parte più piacevole della granfondo. Il centro sportivo che fa da base logistica alla manifestazione è davvero molto comodo. La piscina offre docce calde per tutti i partecipanti, l’area dei campi da tennis è ottima per ospitare il pasta party e le premiazioni, davvero ricche. La temperatura si è alzata ed è davvero un piacere mangiare all’aperto in compagnia degli amici, tanto che non si sente l’esigenza di tornare a casa rapidamente.


Lasciamo Mondovì dandoci appuntamento alle prossime gare. Per gli abbonati della Coppa Piemonte, domenica prossima sarà la volta di Voghera, dove si disputerà la Vigneti d’Oltrepo Marathon, e subito dopo, la domenica successiva, ci sarà la novità della Granfondo Città di Novara.

La cronaca della gara è disponibile a questo link, mentre le classifiche sono consultabili sul sito MySdam.

(4 giugno 2015)

 

 

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