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Inserito il 27 maggio 2015 alle 12:17:24 da gazario. - Letto: (5969)

Matteo Cipriani – La Nove Colli, un’emozione indimenticabile!

Il vincitore del percorso corto delle ultime due edizioni della manifestazione romagnola si racconta. Ha iniziato ad andare in bici solamente a 22 anni e piano piano ha preso consapevolezza dei suoi mezzi atletici. Si allena con metodo scrupoloso per ottimizzare il poco tempo che ha a disposizione, visti i suoi impegni di lavoro. La bici per lui è passione, agonismo, ma soprattutto il mezzo per condividere bei momenti con gli amici.

di Gianandrea Azario (foto di Play Full e archivio personale)

Matteo Cipriani

Nato a: Prato
Il:
18 aprile 1983

Stato civile: convive con Arianna, papà di Allegra

Attività: impiegato nell'azienda tessile di famiglia

Squadre:
2007
ASD Inwool (amatore)
2008 - 2009
ASD Windest (amatore)
2010 ASD Inwool (amatore)
2011 - 2012
Team Pissei Montevettolini (amatore)
2014 - 2015
Infinity Cycling Team (amatore)


Principali risultati nelle granfondo:
2010 GF Sardegna (corto) - quinto
GF Colline Pratesi - Rinaldo Nocentini (corto) - settimo
GF della Montagna Fiorentina (corto) - non
2011 GF del Castello - Diego Ulissi (lungo) - ottavo
GF Massimiliano Lelli (corto) - ottavo
Fondo Città del Tufo (corto) - ottavo
2012 GF Isola d'Elba (medio) - primo
Fondo Città del Tufo (corto) - primo
La Sterrata (lungo) - secondo
Milano - Sanremo (unico) - quinto
2013 Fondo Città del Tufo (corto) - primo
Prato - Abetone (corto) - quinto
2014 Nove Colli (corto) - primo
Gf del Castello - Diego Ulissi (corto) - terzo
GF Paolo Bettini - La Geotermia (corto) - sesto
Fondo Città di Arezzo (corto) - sesto
GF Mario Cipollini (corto) - ottavo
2015
Colnago Cycling Festival (corto) - primo
Nove Colli (corto) - primo
GF Città di La Spezia (corto) - terzo
GF BMC Il Diavolo in Versilia (corto) - ottavo
Vincere una Nove Colli in solitudine, seppure sul percorso corto, è sicuramente un’emozione fantastica. Essere capaci di replicare la vittoria, ad un solo anno di distanza, in una giornata da tregenda, è qualcosa di cui andare orgogliosi e da raccontare ai propri nipotini (quando ci saranno). Immaginiamo che questo sia il pensiero di Matteo Cipriani, che domenica 24 maggio ha tagliato a braccia alzate il traguardo del percorso corto di una delle granfondo più famose al mondo, quella che in Italia ha di gran lunga il maggior numero di partecipanti.

Ciao Matteo, i complimenti per l’impresa di domenica sono d’obbligo. Ti ringraziamo per la tua disponibilità a sottoporti a questa intervista.

Cominciamo dai consueti preliminari, per farti conoscere meglio ai lettori di GranfondoNews. Dove e quando sei nato? Dove abiti? Sei sposato o fidanzato? Quale titolo di studio hai conseguito? Che attività lavorativa svolgi?
Ciao a tutti, sono nato il 18 aprile 1983 a Prato, dove tutt’ora vivo con la mia compagna Arianna e la nostra splendida bambina Allegra, che tra poco compirà 2 anni. Sono perito tessile e, da quando ho terminato gli studi, lavoro nell’azienda di famiglia con mia sorella e mio padre. Produciamo tessuti per abbigliamento.

Qual è la tua storia in campo ciclistico? Come hai cominciato ad andare in bici? Hai gareggiato nelle categorie giovanili o da dilettante oppure sei sempre stato un amatore?
Ho iniziato a pedalare a 22 anni come attività alternativa al karting e con il passare del tempo la bici mi ha sempre di più appassionato. Sono entrato a far parte di una squadra e ho iniziato  con le prime competizioni senza alcuna velleità. Non ho mai corso a livello dilettantistico, ho iniziato da amatore e il gusto di pedalare mi ha portato in poco tempo ad abbandonare il mio sport principale, che come già detto erano le corse in kart.

La tua carriera granfondistica è iniziata parecchi anni fa, ma solamente nel 2010 il tuo nome ha cominciato a comparire nella top 10 di alcune classifiche e nel 2012 hanno iniziato ad arrivare anche le vittorie. Qual è stata la chiave di volta che ti ha portato a migliorare nettamente le tue prestazioni?
Sicuramente col tempo ho imparato a conoscermi e anche a muovermi in corsa, ma soprattutto ho affinato e ottimizzato le tecniche di allenamento.

Ti dedichi principalmente ai percorsi di mediofondo, anche se nel 2012 hai ottenuto due ottimi piazzamenti su percorsi lunghi, anche se un po’ particolari: un secondo posto a La Sterrata e un quinto posto alla Milano-Sanremo. Qual è il motivo di questa scelta? Vedremo in futuro un Matteo Cipriani anche sui percorsi lunghi?
In passato ho gareggiato su parecchi percorsi lunghi. Mi affascinano, ma il tempo limitato per allenarmi mi consente di essere competitivo solo sui percorsi di mediofondo e per questo non mi avventuro più sui percorsi di granfondo.

Quali sono le tue principali caratteristiche di corridore?
Mi ritengo un buon passista, tengo bene in salita e me la cavo in discesa. Non sono veloce e per questo cerco sempre di evitare le volate arrivando in solitaria.

Quanto tempo dedichi in media all’allenamento ogni settimana? Come riesci a far convivere lavoro ed allenamento? Sei seguito da un preparatore? Utilizzi i moderni strumenti come il misuratore di potenza in allenamento? Guardando i tuoi risultati, sembra che selezioni con cura alcuni obiettivi particolari della stagione? E’ così? 
Durante la settimana non ho molto tempo, mi alleno un’ora e quaranta minuti in pausa pranzo, mentre nel weekend, quando non corro, faccio dalle quattro alle sei ore. Da tre anni sono seguito dallo staff di Coach Cycling, che, grazie ad allenamenti specifici, mi permette di ottimizzare al massimo il poco tempo a disposizione. Alla base di tali allenamenti, c’è uno scrupoloso utilizzo del misuratore SRM. Non mi pongo obiettivi precisi, ma scelgo periodi nei quali spero di raggiungere il picco di condizione. Cerco di farmi trovare pronto quando si presenta l’occasione…

Cosa rappresenta il ciclismo per te? E’ principalmente agonismo o c’è dell’altro? Pensi che rinunceresti alla bicicletta per qualche motivo?
Il ciclismo per me è svago, passione, ma anche confronto con gli avversari, risate e tanto divertimento con gli amici del bar, dei quali non potrei più fare a meno, anche una volta sceso dalla sella.

Fai parte dell’Infinity Cycling Team, che ha sicuramente alcune punte di diamante che possono competere per il podio, ma che è soprattutto una squadra composta da tanti tesserati che corrono le granfondo con grande passione. Ci racconti qualcosa di questo gruppo? Qual è il tuo coinvolgimento con gli altri componenti della squadra?
Il bello della nostra squadra è che è nata da un gruppo di amici. Ci conosciamo tutti e ci frequentiamo anche al di fuori delle corse e degli allenamenti, insieme alle nostre famiglie. Quando le corse si svolgono in belle località, ne approfittiamo spesso per gite con mogli e figli. Il rapporto coi compagni è ottimo e anche il presidente Federico Quagli è prima di tutto un amico.

Raccontaci la vittoria di domenica. Ti hanno preoccupato le condizioni meteo della partenza? Hai pensato che avrebbero costituito un avversario in più, magari subdolo ed imbattibile? Come si è sviluppata la corsa?
Domenica è stata una giornata pazzesca. Abbiamo passato tutta la settimana ad aspettare che cambiassero le previsioni meteo, che invece si sono confermate. In partenza ero preoccupato, ma non ho mai pensato di non partire. Ero vestito in modo adeguato e col passare dei chilometri sentivo migliorare il feeling di guida sul bagnato. In fondo alla discesa del Polenta mi sono sganciato dal gruppo insieme a Leonardo Viglione e altri tre ciclisti che facevano il lungo. Ad alimentare la fuga eravamo solamente io e Leonardo. Abbiamo collaborato fino al mio attacco a metà Barbotto. Da lì in poi è stata una cronometro testa-testa tra me e lui fino al traguardo.

E’ stata più grande la gioia per la prima o per la seconda vittoria a Cesenatico?
La prima volta che ho vinto è stato formidabile, un’emozione che mai dimenticherò: la prima vittoria ad una corsa importante, per me la più affascinante, quella con l’arrivo più prestigioso e più ambito. Quest’anno non immaginavo fosse possibile replicare quel successo; ho corso senza strategie, senza pressioni, pronto ad accettare qualsiasi risultato ed invece la corsa ha rivoluto me come vincitore. Scoprire dopo l’arrivo di aver vinto anche la cronoscalata del Barbotto è stata la ciliegina sulla torta.

A proposito di condizioni meteo: ti alleni anche sotto la pioggia per poter essere abituato a queste condizioni e alla guida del mezzo anche con le strade bagnate?
Non sono solito uscire sotto la pioggia, ma in vista di un appuntamento importante non si saltano gli allenamenti e così la scorsa settimana ho preso l’acqua ben due volte: forse è stata una fortuna!


Quali sono le prossime gare che hai messo nel mirino?

Dopo aver vinto la Colnago e la Nove Colli non ho particolari obiettivi. Cercherò di dare una mano in corsa ai miei compagni alla Granfondo Mario Cipollini e alla Granfondo Stelvio Santini, che non reputo molto adatta a me.

C’è qualche sogno che ti piacerebbe realizzare?
Ciclisticamente parlando? Sì, ma non lo dico per scaramanzia…

Grazie ancora per la tua disponibilità e in bocca al lupo per le prossime gare.
Grazie a voi per lo splendido lavoro che fate e l’attenzione che ponete sul mondo amatoriale. E un ringraziamento particolare ad Arianna, che mi supporta e sopporta, e al nostro presidente Federico Quagli, che con il suo impegno rende possibile tutto questo!

(27 maggio 2015)
 

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