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Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 21 maggio 2015 alle 19:03:28 da Enrico Cavallini. - Letto: (3227)

Squalo per un giorno

Nella splendida cornice dell'Acquario di Cattolica è andata in scena la prima edizione della Granfondo degli Squali. Buona la prima direbbe il regista di questo splendido spettacolo messo in piedi con professionalità e tanta tanta passione. Non una semplice manifestazione, ma un vero evento che parrebbe essere l'anticamera della Nove Colli.

(Servizio di Enrico Cavallini - Foto Play Full)

"Buona la prima!" urla il regista dello splendido e applauditissimo spettacolo che è stata la prima edizione della Granfondo degli Squali - Cattolica & Gabicce Mare.

Una vera sorpresa per la stagione 2015; nessuno si sarebbe mai aspettato un successo di questo genere, ma soprattutto una tale organizzazione.

Entusiasmare me non è assolutamente facile. Vedo granfondo per 42 domeniche all'anno e sono sempre e costantemente alla ricerca del pelo nell'uovo, ma questa volta me ne sono andato via con le pive nel sacco, felicemente, ovviamente! Ma veniamo al dunque.

Siamo alla prima edizione di questa nuova, ennesima granfondo. E' messa nello stesso territorio della Granfondo di Riccione e a pochissimi chilometri da quel Cesenatico che la settimana dopo ospiterà la Nove Colli. Serviva proprio farne l'ulteriore granfondo? Me lo sono chiesto, per cui ho scelto di andare a vedere il perché al panorama nazionale, in una domenica già fitta di appuntamenti, Filippo Magnani e i fratelli Cecchini (Ivan e Massimo), insieme a Tullio Badioli, hanno scelto di aggiungere una loro prova e dividere così una torta già di per sé abbastanza rosicchiata.

Ma chi sono gli organizzatori? Massimo Cecchini, nella vita di tutti i giorni è geometra, ma qui è il presidente del Velo Club Cattolica, il fratello Ivan invece occupa le giornate imbiancando muri, ma nel fine settimana si trasforma in uno degli speaker più quotati della riviera adriatica, Tullio Badioli, che gestisce un'agenzia immobiliare, è l'uomo di riferimento del  Ciclo Team 2001 Gabicce Mare. Infine ecco Filippo Magnani, presidente dei Bike Hotel di Cattolica, la chiave di volta del progetto.

Sì, perché un evento di questo tipo è possibile solo se alcune aziende private, in questo caso un pool di albergatori di Cattolica e di Gabicce Mare, in collaborazione con l'Acquario di Cattolica e la filiale di Gradara della BCC, mettono mano al portafogli e supportano la manifestazione.

Fatto sta che giungo a Cattolica sabato mattina di buon'ora per avere così il tempo di fare anche una sgambata. La zona logistica è tutta incentrata all'acquario, per cui non dovrebbe essere complicato trovarlo, ma come prima sorpresa, non appena uscito dall'autostrada, vengo preso sottobraccio dall'organizzazione, che, con una serie di cartelli, mi porta fino al punto di ritrovo.

Se il buongiorno si vede dal mattino...

Parcheggio l'auto nel posteggio dell'acquario, che normalmente è a pagamento, ma che per l'occasione i ciclisti potranno sfruttare gratuitamente grazie al pass da esporre sulla vettura. Incontro l'immancabile Aviero Casalboni, referente per le granfondo di ACSI, che sta supervisionando gli uomini dello staff già in procinto di preparare le griglie di partenza. Quattro chiacchiere, uno scambio di battute e via.

Purtroppo la mattinata non è stata delle migliori in riviera e un copioso temporale ha rallentato i lavori di allestimento del villaggio che, quando arriviamo noi, sta prendendo vita, ma si capisce fin da subito che sarà festa grande. Numerosissimi sono gli stand che stanno occupando gli spazi verdi dell'acquario, che piano piano si stanno colorando grazie alle bandiere e ai gazebo policromi degli espositori, tra i quali passeggiano ciclisti, ma anche i visitatori dell'acquario piacevolmente divertiti da questo "fuori programma".

Guadagnata la stanza dell'albergo Acapulco, che dista circa duecento metri dal quartier generale, tanto da potervi lasciare parcheggiata l'auto per tutto il fine settimana, salgo in bici per un breve sopralluogo del percorso: poca roba, solo i primi venti chilometri e l'arrivo a Gabicce Monte.

Il sabato pomeriggio finalmente il tempo è volto al meglio e il villaggio ha preso vita. Mi metto al lavoro e con il mio operatore andiamo a girare le immagini che serviranno per montare il servizio di Bike Channel che andrà in onda il giovedì successivo l'evento. Incontriamo Roberta Bagli, addetta stampa dell'acquario, che, dopo la dovuta intervista, ci porta a visitare le vasche dei mitici squali toro. Sembriamo tutti dei bambini affascinati da questo miracolo della natura.

L'acquario è immenso e, seppur tagliando il percorso che andrebbe seguito, impieghiamo un'oretta buona per visitare quest'ala.

Procedo al ritiro del mio pacco gara, visto che l'indomani finalmente, a stagione inoltrata, riuscirò anch'io a mettermi un numero sulla schiena. Un pacco gara che ha i sapori della Romagna, rappresentata da una confezione di piadina e una bottiglia di Sangiovese a cui vanno ad aggiungersi un cappellino Garmin, un integratore e una borraccia Inkospor (da ritirare presso l'apposito truck) e una bomboletta di WD-40.

Vengo invitato dal personale a firmare una cartolina con la quale posso aderire alla campagna "Squalo anch'io". L’ iniziativa promossa dall’Acquario di Cattolica del gruppo Costa Parchi Edutainment, è nata qualche anno fa per  diffondere una cultura di tutela degli squali, una specie  in  grave pericolo di estinzione e per inserire alcun esemplari più a rischio in Mediterraneo, tra le specie protette.  Si tratta di un progetto “Salva una specie di pericolo” che attraverso una raccolta firme  arriverà al Parlamento Europeo  per mettere al bando la pratica del Finning (che consiste nel taglio delle pinne dello squalo e il successivo abbandono dell’animale  in mare). Sostenitore dell'iniziativa anche Vincenzo Nibali, il più noto "squalo" del mondo ciclistico.

Sveglia di buon'ora la domenica mattina, come è ormai d'abitudine, data la partenza alle ore 8.00. Il cielo appare coperto e bigio, ma sono le 5.00 e l'umidità del mare si è accumulata sulle nostre teste, ma mano mano che il sole guadagna il suo posto nel cielo, questo diventa sempre più terso per lasciare spazio ad una splendida giornata primaverile, quasi estiva.

Tutto sta procedendo per il meglio e i 1200 ciclisti, dei 1350 iscritti, sono ormai presenti in griglia intrattenuti dai due speaker d'eccezione: Ivan Cecchini, coorganizzatore e da Elisa Gardini, conduttrice del programma A Tutta Bici su Tele Romagna. La musica è a palla e l'adrenalina dei ciclisti inizia a pompare nelle vene. Pasqualo, la mascotte della manifestazione non lesina foto con i partecipanti. E' veramente tutto pronto per dare ufficialmente il via alla 1ª Granfondo degli Squali.

Alle ore 8.00 in punto, Fausto Caldari. il presidente della BCC Gradara, abbassa la bandierina e scatena la foga dei partecipanti.

I percorsi tra cui scegliere sono due: il mediofondo di 75 chilometri per un migliaio di metri di dislivello e il granfondo di 135 chilometri per circa duemila metri di dislivello, tracciati sulle colline che circondano il Montefeltro a cavallo tra l'Emilia Romagna e le Marche, ma sempre il territorio romagnolo considerando la subregione italiana. La Romagna, infatti, termina orograficamente  lungo la riva sinistra del fiume Foglia, che si getta nell'Adriatico presso Pesaro.

Sebbene non si presentino mai erte impossibili, le conformazioni delle colline romagnole ormai ci sono ben note, con i loro strappi iniziali per guadagnare quota a cui seguono normalmente serie di mangia-e-bevi che, ad un alpino come me, fanno più male di una salita lunga.

I paesaggi che si incontrano sono incantevoli. Nonostante abbia scelto una condotta di gara aggressiva, o come si dice in loco "a tutto busso", riesco ancora a guardarmi attorno e godermi la natura che la Romagna sa offrire. Il cielo è una meraviglia e il sole fa risaltare i colori primaverili come in un quadro di Corot.

La partenza come al solito è al fulmicotone, ma riesco a tenere il ritmo e restare nel gruppo di testa nelle prime posizioni fino al bivio dei percorsi, posto ad una ventina di chilometri dalla partenza. Qui il gruppo rallenta e si procede a velocità di crociera sino all'attacco della prima salita seria. Ne approfitto per scambiare quattro chiacchiere con Barbara Lancioni, che si aggiudicherà la prova femminile.

Prendo il mio passo e riesco a stabilizzare l'andatura su quella della terza donna (in quel momento), la barista cesenate Veronica Pacini, con la quale condivido tutto il tratto di ascesa. A parte un fugace saluto, la concentrazione di entrambi ci ammutolisce. Allo scollinamento veniamo raggiunti anche da Barbara Anita Manzato, che alla fine riuscirà poi a spuntarla sulla Pacini, salendo sul terzo gradino del podio.

Una piccola defaillance sul percorso (colpa mia) mi fa perdere il gruppo Pacini-Manzato, mentre mi assorbe il gruppo che segue, anch'esso con una donna al suo interno. Intanto mi vedo costretto a fermarmi ai ristori per fare rifornimento e, sebbene lo staff paia essere il crew del box Ferrari, con uno che mi riempie la borraccia, un altro che mi passa un bicchiere pieno e una signora che mi sporge una banana, non riesco a rientrare entro la fine della discesa sul gruppo, dovendomi così lanciare in un lungo inseguimento nel breve tratto di pianura, che però mi esaurisce.

Si procede comunque di buon passo e nei pressi di Mondaino veniamo raggiunti dal gruppo Bandini/Emaldi. Il gruppo ora pullula di donne. Sarà una bella lotta sebbene le posizioni sul podio siano già occupate dalle altre concorrenti che ci precedono.

Nonostante qualche rampa impegnativa, seppur stringendo i denti, passo indenne anche la salita di Tavullia, nota ai più per essere il paese natale del "Dottore" Valentino Rossi, ma intanto sento che i crampi stanno venendo a farmi compagnia, così come il dolore al fegato di quando tiro troppo. Brutti segnali!

Eccoci ad affrontare a gruppo compatto l'ascesa alla Panoramica, la strada vista mare che porta a Gabicce Monte, dove è posto il traguardo. Sono dieci chilometri di salita irregolare, intervallata da tratti in contropendenza, mai impegnativa, tanto che per la quasi totalità riesco a percorrerla con il 52. Peccato che proprio dopo la curva a sinistra, il gruppo accelera e un crampo infimo mi blocca completamente la gamba sinistra, tanto che sembra diventata un palo della luce. Mi servono alcune decine di secondi per riuscire nuovamente a piegarla. Intanto il gruppo prende margine, che non riuscirò più a colmare, nonostante mi lanci all'inseguimento.

Dopo 4 ore 21 minuti e rotti termino la mia  prima granfondo stagionale, stanco, con i crampi, ma felice! Felice di avere partecipato ad una tra le migliori manifestazioni di tutto il panorama nazionale. Intanto che metabolizzo, una graziosa fanciulla mi infila la medaglia ricordo al collo.

Sicurezza sul percorso totale, frecciatura perfetta e ristori che sembravano sagre di paese con personale veramente disponibile.

E cosa dire dell'arrivo con il ristoro finale a base di cozze e rustida dei pescatori a base di pesce azzurro grigliata all'istante, oltre all'immancabile piadina, ma anche prosciutto crudo, frutta, torta e tanto altro ancora? Da sfamare un esercito.

Proprio quando giungo all'arrivo le prime tre donne stanno salendo sul podio e, mentre mi scorpaccio la mia piada con il pesce, mi godo le premiazioni con tanto di Barbara Lancioni, la vincitrice, che annaffia fotografi e video operatori con lo spumante, dando le spalle ad una vista panoramica sul mare e sulla costa che lascia l'occhio spaziare per quasi una ventina di chilometri. Là, sullo sfondo, il grattacielo di Cesenatico, pronto ad accoglierci dopo pochi giorni.


L'organizzazione, per permettere a tutti di andare a casa in tempi brevi, valutando soprattutto il traffico di rientro verso le grandi città del Nord dalla riviera in una domenica di maggio, ha scelto di avere la Flower Ceremony sul palco all'arrivo, mentre i premi di categoria si possono comodamente ritirare in un gazebo presente all'acquario. Niente lunghe attese per le premiazioni quindi. Le uniche a dovere aspettare un po' sono le società che vengono premiate direttamente all'acquario alle 14.30.

Sono le ore 15.00 e la bella festa è ufficialmente finita. Tanti stanno ancora assaporando il pasta party confezionato e servito dal ristorante self service Pesce Azzurro dell'acquario, capace di gestire un numero elevato di commensali senza creare attese.

Un pranzo a base di pesce in tutta regola con sgombri in salsa verde, riso alla pescatora, nuovamente rustida di pesce, insalata, pane e bevande libere agli spillatori automatici in sala.

Praticamente tutto perfetto. Non posso esimermi dal complimentarmi con gli organizzatori. Sono rimasto veramente colpito dalla loro professionalità. Centrato ogni singolo obbiettivo in pieno e alla prima edizione.

Non posso che affermare che la Granfondo degli Squali, in questa configurazione, non può che diventare un grandissimo evento e, perché no, un corridoio di avvicinamento alla Nove Colli, che andrà in scena la domenica successiva. Chi se lo può permettere, potrebbe addirittura fermarsi direttamente in Romagna e prendere due piccioni con una fava.

Arrivederci alla prossima edizione  e in bocca al lupo agli squali per la loro lotta.

La cronaca della gara la si può leggere qui

Guarda il fotoreportage qui

(21 maggio 2015)

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