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Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 08 maggio 2015 alle 17:08:58 da gazario. - Letto: (2384)

GF delle Alpi: dove la pianura non esiste!

Il nuovo tracciato, studiato appositamente per aumentare la sicurezza, limitando al minimo indispensabile il passaggio dei partecipanti lungo la Statale della Valtellina, si è rivelato molto impegnativo, ma ha dato grosse soddisfazioni a chi ha voluto essere al via, nonostante le previsioni meteo non fossero incoraggianti. E i coraggiosi sono stati premiati, perché non è caduta neanche una goccia di pioggia.

 

 

 

 

(Testo di Davide Sanzogni, foto di Play Full)

 

La quarta prova di Coppa Lombardia, la GF delle Alpi, con partenza da Chiesa in Valmalenco, inizia per me alle 4:30, quando suona la sveglia. Certo, sarebbe stato molto più rilassante salire il giorno prima, anche per assaporare al meglio le belle vallate che questa granfondo attraversa e magari sedersi davanti ad un bel piatto di pizzoccheri, accompagnati dalla bresaola, ma chi, come me, ha o ha avuto dei bimbi piccoli, sa quanto possa essere difficile muoversi con tutta la famiglia. Senza contare che svegliarsi in un ambiente familiare e avere del tempo per carburare prima della partenza sono dei benefit da non sottovalutare. Questo libertà/bisogno di usare al meglio il poco tempo disponibile è parte integrante dello spirito della squadra in cui milito ora, la RAT (Ride All Terrain).

Così, cercando di non fare troppo rumore, per non svegliare nessuno, mi preparo la solita abbondante colazione, che per fortuna va giù senza troppi problemi e poi mi butto in macchina. Ascolto un sacco di buon rock mentre percorro i quasi 200 chilometri che mi separano da Chiesa in Valmalenco. La nebbia bassa sul lago di Lecco non lascia presagire nulla di buono, ma per fortuna in Valtellina il cielo è più aperto e la strada asciutta.
Parcheggio a fianco al traguardo e mi dirigo subito al ritiro del pacco gara, mentre nello stesso tempo scruto il cielo. Erano previste precipitazioni moderate, ma un pallido sole cerca di forzare la coltre di nubi. L’atmosfera è afosa, decido quindi di scegliere il completo estivo con i manicotti. Mevio, il patron di Coppa Lombardia e del Gruppo Sportivo Alpi che organizza questa particolare granfondo, è già attivo sulla linea del traguardo. Ne approfitto per salutarlo e avere da lui conferma che la discesa iniziale sarà a velocità controllata. Eh sì, si parte in discesa, ma le griglie sono girate verso la salita… la cosa mi lascia così perplesso che ne prendo reale coscienza solo quando vedo i primi schierarsi in direzione opposta a me. Così mi affretto a entrare in griglia… nel verso giusto.

Chiacchiero e saluto le facce note. Non siamo in molti, le previsioni di pioggia hanno scoraggiato almeno un terzo degli iscritti, ma siamo quelli “tosti” (impressione confermata guardando poi le classifiche finali). Fugo rapidamente il ricordo di una caduta in cui ero stato coinvolto nel 2010, lungo la SS38 che allora veniva percorsa nelle fasi iniziali della corsa. Mi ripeto che, grazie all’attenzione alla sicurezza degli organizzatori, il percorso è stato cambiato e ci saranno appena 10 metri di SS38, mentre l’unico vero tratto di pianura sarà solo dopo la metà gara.

Finalmente si parte! Una breve salita e il passaggio in centro a Chiesa in Valmalenco, per poi scendere a velocità controllata fino a Sondrio, dove sarà dato il via volante. Scendere in gruppo non è divertente ma è relativamente sicuro. Inoltre, in questa fase, le posizioni sono rimescolate, assecondando naturalmente al meglio l’indole con cui i diversi partecipanti si apprestano a partecipare a questo evento.
Faccio appena in tempo a togliermi la mantella quando parte la corsa… e si va in salita… a tutta, come se non ci fosse un domani, come se sul lungo non ci fossero 6 salite per un totale di 2.600 metri di dislivello.

La prima salita inizia con uno strappo all’8% di 2 chilometri che porta a Montagna in Valtellina (mai nome fu più azzeccato!), poi la pendenza si addolcisce mentre ci avviciniamo a Poggiridenti, circondati da terrazzamenti molto ben tenuti. In questa fase di falsopiano i corridori si sono distribuiti in gruppetti vicini fra loro. La discesa verso il fondo della Valtellina è veloce e il mio gruppetto si sfilaccia. Mi lascio sorprendere un po’ e nel cercare di tornare su quelli avanti mi presento alla seconda salita con il cuore al 95% del massimale!!!
Anche questa salita ha pendenze intorno all’8% e aiuta a scremare i gruppetti. Provo a raggiungere il drappello davanti a me, ma vanno troppo forte: devo mollare un po’ e mi faccio riassorbire dal gruppetto con cui ero. In discesa provo ancora a uscire, ma comunque non basta a riprendere il gruppetto davanti. Qui il livello è alto su tutti i terreni.

Nel breve tratto in pianura che segue, per riattraversare il fondo della Valtellina, mi rialzo e ne approfitto per mangiare e riaccodarmi al gruppetto di prima. Ora tre corridori della “BePink ” danno il ritmo sulla salita di Teglio. Davanti a noi c’è sempre il solito gruppetto, ma non si riesce a ricucire. Quasi in cima mi metto avanti e inizio ad accelerare in vista della discesa. Lungo la quale, con certo stupore vengo letteralmente sverniciato da un atleta del Team Viesse. Scoprirò più tardi che si tratta di Federico Brevi, abituato a correre i medi nelle primissime posizioni, ma che ora, dopo essere rimasto attardato da una foratura, ha deciso di correre il lungo senza nessuna remora per allenarsi. Mi metto in scia e dietro il resto del gruppetto. Affrontiamo così, con qualche cambio, il mangia e bevi che riporta verso Sondrio, dove un breve ma secco strappo disintegra il gruppo e dove finalmente riprendo quel che resta del gruppo a lungo inseguito. Alla fine inutilmente, perché li passo a velocità superiore e proseguo sullo slancio.

Brevi nel frattempo si è involato, mentre io e un atleta di un team di Savona restiamo soli. Dietro di noi non si vede più nessuno. Aspettare, proseguire? Nel dubbio mangio (mangio sempre tantissimo), poi il mio compagno in questa casuale fuga mi sprona a fare le traiettorie nella discesa verso Sondrio; ha visto come vado in discesa e  pensa valga la pena di proseguire.
Ci alterniamo nel successivo tratto in pianura che segue, ognuno secondo i suoi mezzi (i miei invero scarsi).
Continuo a girarmi… ma dove diavolo sono gli altri? Hanno girato tutti sul medio? Eppure avevo parlato con quelli della BePink e mi avevano detto che facevano il lungo… eccoli finalmente! E con loro un gruppetto di una ventina di corridori che ci raggiunge dopo 6 km di pianura.

Iniziamo a girare, riprendiamo Brevi e finalmente arriviamo a Berbenno, dove inizia la salita per Triangia che è presa d’impeto. Ma lo sanno che da qui al traguardo ci sono 28 chilometri di cui 22 di salita? Nel dubbio lo ricordo, ma ovviamente l’unica risposta che ottengo è un’ulteriore accelerazione.
La prima parte di questa ascesa non ha pendenze forti, e proprio per questo risulta per me durissima. Quando finalmente la pendenza aumenta, ritrovo il ritmo e la voglia di scherzare. Allo scollinamento ne approfitto per prendere un bicchiere al volo al rifornimento perché la borraccia è ormai agli sgoccioli. Un ultima bella discesa, che però non fa selezione, ci porta agli ultimi 12 chilometri. Sono molto pedalabili e si viaggia bene nel gruppo sempre ritmato dagli uomini BePink. A questo punto ci accordiamo per arrivare insieme e non fare una volata che sarebbe stata antipatica quanto inutile.

Sarà la strada a fare la selezione finale: infatti a 4 chilometri dal traguardo c’è un ultimo strappo dove il ritmo cresce ancora e rimaniamo in sette. Finisce così, incitando il più in forma tra i “BePink” che passa per primo il traguardo e io alla sua ruota.

Sono molto contento, non solo per la posizione, ma soprattutto perché mi sono veramente divertito e la gamba nel finale c’era ancora… Sul traguardo mi fermo a chiacchierare con alcuni amici che mi hanno preceduto, saluto quelli che erano con me nel gruppetto e applaudo quelli che conosco che via via arrivano.

Più di un pensiero nel finale l’ho rivolto anche alla prossima gara che farò su queste montagne, la granfondo la Campionissimo, sempre organizzata dal team GS Alpi. Sul lungo di 175 chilometri e 4.600 metri di dislivello ci sarà meno possibilità di “giocare” come ho fatto oggi, ma bisognerà stare attenti a centellinare le forze.
Ma c’è tempo di pensarci, la prossima prova di Coppa Lombardia sarà tra più di un mese… tempo che userò per un ciclismo più ludico, fatto di gite con gli amici e gli altri RATs, ovvero i compagni della squadra in cui milito.

Intanto mi dirigo alle docce e poi al pasta-party dove posso fare quattro chiacchiere e seguire la prima parte delle premiazioni con Mevio che raccoglie intorno a se i primi 12 assoluti, donne e uomini di lungo e medio. C’e’ anche un attimo di raccoglimento per ricordare la figura di Ugo Balatti e per parlare delle iniziative legate a Don Bosco che faranno da sfondo alla GF di Torino (che fa parte del Circuito Gran Trofeo, sempre gestito dal GS Alpi). Infine viene il momento di ributtarmi in auto e ritornare a casa, dove arrivo senza nessun intoppo alle 18:15… adesso sì che la granfondo è finita.

(8 maggio 2015)

 

 

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