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Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 08 maggio 2015 alle 09:55:53 da Alberto Laloni. - Letto: (1901)

GF San Benedetto del Tronto - FRW: il profumo del mare e la fatica delle colline

Giunta alla sua sesta edizione, la manifestazione marchigiana ha permesso ai partecipanti di godere di uno splendido fine settimana in riva al mare, con un clima davvero ottimale. Molte le iniziative per coinvolgere non solo i ciclisti, ma anche gli accompagnatori.

 

 

 

 

(Testo di Alberto Laloni, foto di Play Full)

 

San Benedetto del Tronto, località che, solo a sentirla nominare, sussurra nelle orecchie il rumore del mare, accende negli occhi il colore delle palme e riempie le narici dell'odore della salsedine. Comincia così la mia avventura alla Granfondo San Benedetto del Tronto - FRW, questa volta all'insegna del relax, del divertimento e dello svago, ma soprattutto della famiglia. A differenza delle altre volte, colgo l'occasione, visti i due giorni di bel tempo previsti, di portare con me mia moglie, che normalmente segue mio figlio nelle sue competizioni ciclistiche, per farle visitare la città, per farle respirare l'aria di mare, ma soprattutto per passare un fine settimana in tranquillità.

Partiamo già nella prima mattina del sabato, giusto per non perdere neanche un minuto di questa minivacanza, e, giunti a destinazione, ci rechiamo subito nella zona dell'area espositiva, dove si nota il fermento degli organizzatori e degli espositori nell'allestimento del villaggio d’accoglienza. Tutto è pronto, ormai ci siamo, piano piano si inizia a riempire la zona ritiro numeri e pacchi gara. Come piccole formichine multicolore vanno e vengono gruppi di ciclisti, accompagnati dai propri familiari, che, vista anche l'ottima idea da parte dell'organizzazione di fornire il pernottamento gratuito all'accompagnatore, hanno risposto in maniera numerosa.

Altra iniziativa lodevole è stata quella di fare una mini-granfondo promozionale, aperta ai bambini dai 6 ai 12 anni, che hanno avuto la possibilità di pedalare nella zona del ritrovo, ma soprattutto di essere accolti dal campione olimpico degli anelli Yuri Chechi, che è anche testimonial della manifestazione.
Tornando alla gara vera e propria, una volta effettuate tutte le operazioni di rito, ritiro pettorale, accredito e pacco gara, mi soffermo ancora un pochino a fare quattro chiacchiere con gli amici/avversari di sempre, giusto il tempo per arrivare alla cena. Sono sfinito, la lunga giornata sta per concludersi ed è ora di andare a letto, domani mi aspetta una faticata non semplice, ma...

Si purtroppo, stavolta c'è anche un ma. Purtroppo passo la notte tra letto e bagno, a causa di un virus che mi colpisce improvvisamente. Il risveglio, se così si vuol definire, è molto difficile, sono spossato, assonnato, vuoto sia di forze che psicologicamente. Vorrei non partire, ma lo spirito agonistico e la coscienza mi dicono di farlo. Proviamoci. Mi attacco il numero ed entro in griglia, i dolori continuano, ma ci voglio provare. Certo, 156 chilometri sono molti e non sono sicuro di riuscire a portarli a termine. Eventualmente, strada facendo, opterò per il medio di 80 chilometri.

L'attesa è allietata dalla musica e dagli speaker, ma ormai è ora di partire. Via, tutti sui pedali, veloci verso l'entroterra piceno. Il gruppo si allunga subito e il serpentone che si forma invade letteralmente il lungomare di San Benedetto.

Già dopo pochi chilometri iniziano i primi strappi, una breve, ma ripidissima, salita obbliga molti ciclisti a mettere piede a terra. Quasi sono costretto a farlo anch’io, visto che sono rimasto un pochino attardato per non forzare troppo. Si continua a salire più dolcemente, ma si sale ancora, le sensazioni non sono affatto buone, come provo a spingere un pochino di più sento che qualcosa non va. Mi lascio sfilare lentamente, cercando di trovare il giusto passo, ma fatico a tenere le ruote. Voglio continuare, ma la testa già sta decidendo che il lungo sarebbe un calvario, se riuscissi a finirlo. Pedalo con tranquillità verso Offida, che lambiamo lateralmente, per poi salire ancora, prima di buttarci definitivamente in discesa verso Borgo Miriam.

A questo punto, vista la mia condizione fisica precaria, anche se a malincuore, opto per il percorso medio e al bivio giro a destra, per riprendere la strada del ritorno. Procedo con tranquillità, vengo raggiunto da un gruppetto, al quale mi aggrego per giungere al traguardo. Onestamente non riesco a godermi il panorama e ad osservare tutto ciò che mi circonda. Il mio unico pensiero è arrivare sano e salvo al traguardo. Il nostro gruppo è ormai sulla strada di ritorno, i continui saliscendi mi stanno sfinendo, ma ormai siamo vicini, si comincia a vedere il mare in lontananza, si comincia a sentirne il profumo. Attraversiamo velocemente Spinetoli e ci dirigiamo verso Monteprandone, per poi lanciarci in discesa verso San Benedetto del Tronto.

Finalmente all'arrivo, la mia fatica è finita, cerco di riprendermi con il rinfresco ben allestito appena dopo il traguardo. A differenza delle altre manifestazioni, questa volta mi godo la cronaca e l'arrivo del percorso lungo che con una volata a tre si è concluso con la vittoria di Alessandro Fantini (Gc Melania), che si impone in volata su Emanuele Poeta (Ponte Cycling Team) e Luciano Mencaroni (Asd Cicli Copparo).

La giornata è conclusa da un buon pranzo a base di salumi tipici del territorio, pasta al pesce e fritture varie e dalle premiazioni, sempre ricche, sia per le società che per i corridori stessi. La formula del soggiorno gratuito per gli accompagnatori ha riscosso un buon successo, il meteo, che quest'anno ha aiutato lo svolgimento della manifestazione, ha dato la possibilità di conoscere la città e il clima cordiale ha reso il tutto molto bello. Arrivederci all'edizione numero 7.

A questo link è disponibile una photogallery della manifestazione, mentre qui è disponibile una seconda photogallery.

Le classifiche sono consultabili sul sito Kronoservice.com.

(8 maggio 2015)

 

 

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