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Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 05 maggio 2015 alle 18:51:14 da gazario. - Letto: (2935)

GF Valerio Agnoli – Città di Fiuggi all’insegna del sole, della fatica e dello spirito sportivo

Una manifestazione che ha pienamente soddisfatto i partecipanti, grazie a servizi curati in ogni dettaglio e ad un percorso rinnovato, impegnativo, ma appagante. A rendere tutto più appassionante una giornata dal clima quasi estivo.

 

 

 

 

(Testo di Michele Bazzani, foto di Michele Bazzani, Rosa Luciani e Foto Castagnoli)

 

Sono le quattro del pomeriggio di una calda domenica di maggio, quando si chiudono i battenti sulla terza edizione della Granfondo Città di Fiuggi “Valerio Agnoli”. Il tendone, che ha ospitato premiazioni e pasta-party, si è ormai quasi interamente svuotato. Saluto l’organizzatore Mauro Soscia, complimentandomi per la bellissima manifestazione, che ha visto protagonisti oltre mille ciclisti. Bacio e abbraccio i pochi amici rimasti e mi avvio con nostalgia verso casa, cercando di fare ordine nei tanti ricordi e nelle tante emozioni vissute nelle ultime ventiquattro ore. Ma torniamo indietro, perché questa storia merita di essere raccontata interamente.

Arrivo a Fiuggi nel primo pomeriggio di sabato, dopo un viaggio lungo ma scorrevole, giusto in orario per andare ad assistere alla cronoscalata che si tiene nella città alta: un degno prologo della manifestazione del giorno dopo, anche se non ha la medesima organizzazione. Mi viene il mal di gambe solo nel vedere gli sforzi degli amici impegnati nella gara, d’altronde siamo ancora un po’ affaticati dalla granfondo del giorno prima: era il primo di maggio e molti di noi hanno corso. Anche Manuela dice di sentirsi stanca, dopo il massacrante lungo della Dieci Colli, per cui già annuncia che l’indomani si godrà una passeggiata sul percorso più corto, anche se lo sguardo rivela una realtà diversa e dice che comunque sarà lì a dare battaglia. Intanto arrivano sul traguardo i nostri amici Nico e Tiziano, li salutiamo mentre cercano di recuperare un respiro normale, poi li lasciamo al loro defaticamento e alle meritate premiazioni.

Torno nella zona del ritrovo: la logistica è ben organizzata nel centro della città termale e ben distribuita tra l’Hotel Silva Splendid, dove avviene la distribuzione dei pacchi gara, e la vicina Piazza di Spada dove c’è il mercatino degli espositori. Lì solerti addetti stanno montando gli striscioni e la passerella dell’arrivo. C’è fermento nell’aria. Centinaia di persone, tra turisti e visitatori, che affollano le strade e le piazze, allietati da una bella giornata di sole. E subito noto la differenza con lo scorso anno quando, probabilmente anche a causa delle condizioni meteo ben peggiori, ai miei occhi si presentò una Fiuggi triste e vuota. Mi intrattengo a far due chiacchiere con i tanti amici che incontro e mi dimentico che sarebbe stato anche opportuno riposare un po’. Tardi. Ormai si è fatta ora di cena e con Nico optiamo per lo stesso ristorante dove mangiammo l’anno scorso e che portò fortuna per le nostre prestazioni. Ah la scaramanzia, quanto è importante per i ciclisti! La voglia sarebbe quella di uscire e andare a divertirsi ancora, ma la stanchezza ha preso il sopravvento e decidiamo di conservare le forze residue per la gara dell’indomani, non prima di aver salutato il simpatico speaker Fabrizio Amadio, la cui voce familiare è divenuta l’immancabile colonna sonora delle nostre manifestazioni.

La mattina giunge come sempre prima del previsto, ma il risveglio porta con sé anche un insolito buonumore. Sarà per la giornata che si annuncia calda e soleggiata, sarà perché so che rivedrò tanti amici, ma subito mi prende una gran voglia di pedalare. Arrivo alle griglie cinquanta minuti prima del via e le scopro incredibilmente vuote: avrò mica sbagliato orario? Poi piano piano il centro di Fiuggi comincia a pullulare di ciclisti, quasi tutti volti noti: da Matteo ed Emiliano, che sono tra i favoriti della gara, all’entusiasta Cristina, tornata al ciclismo dopo una lunga parentesi nella corsa a piedi, con il marito Paolo e il compagno di squadra Nazzareno che la scorteranno. Davanti alla griglia intanto cominciano ad affacciarsi personaggi noti: manca il testimonial Valerio Agnoli, impegnato al Giro di Turchia, ma a far gli onori di casa ci pensa l’altro pro locale Stefano Pirazzi, che dà lustro alla manifestazione così come la presenza della sfortunata Marina Romoli, circondata dall’affetto di tutti gli appassionati di ciclismo, e quella del noto ultracyclist Omar Di Felice che, tra un’impresa e l’altra, viene a far visita alle granfondo nella sua regione.

Il fermento cresce fino al via, dato puntuale alle ore nove, giusto in tempo per lasciare spazio alla gara dei giovanissimi che seguirà. Noi ci lanciamo per le strade di Fiuggi, percorrendo un anello che ci condurrà nella parte alta della città per poi ridiscendere una prima volta sull’arrivo: l’intenzione sarebbe quella di allungare il gruppo che invece resta sostanzialmente compatto e si dirige velocissimo verso il lago di Canterno. Cerco con lo sguardo Costanza che accompagnerò in gara e la trovo già determinata, anche se nei primi chilometri fa sempre fatica a carburare. La prima salita verso Fumone è dolce, ma l’elevata andatura imposta in testa al gruppo la rende impegnativa e selettiva. Nella veloce discesa verso Alatri cerco di scendere con prudenza per evitare le sconnessioni del fondo stradale e per non incorrere in forature. Purtroppo perdiamo un buon gruppo. Poco male, perché si ricomincia subito a salire verso Collepardo, località famosa per le sue grotte. Questa parte del percorso, che costituisce la vera novità dell’edizione 2015, è veramente bella e suggestiva.

La lunga ascesa, dalle pendenze non irresistibili, s’incattivisce nell’attraversamento del paese: qui recuperiamo posizioni con un entusiasmo che si fa crescente e la solita tensione delle prime fasi di gara sparisce. Ora contano solo le gambe. Incoraggio la compagna Serenella, ancora una volta autrice di una prova superlativa, e vengo a mia volta incitato dall’amico Enrico, giunto dal lontano Cilento. Insieme proseguiamo verso lo scollinamento, che sembra non arrivare mai. Una discesa molto tecnica, attraverso il bell’abitato di Vico nel Lazio, ci riporta a valle. Nemmeno il tempo di riprendere fiato e dopo pochi chilometri si riprende a salire. Attraversiamo Guarcino con una serie di fitti tornanti, dove riusciamo a trovare un ottimo ritmo e a recuperare posizioni. Costanza ha il ghigno delle giornate migliori e mi incita con la sua inconfondibile parlata “18! 19! Aumenta un po’! E daje!”. Mi sfugge un sorriso. Gli ultimi chilometri verso Colle Cimetta sono molto più pedalabili e l’andatura cresce, anche perché, per i ciclisti che sceglieranno il percorso medio, il traguardo si avvicina. Dopo il bivio rimaniamo in pochi, troppo pochi. Sprono i compagni d’avventura a chiudere il buco con il gruppo davanti e ci riusciamo nel lungo tratto di falsopiano in discesa che ci conduce verso Subiaco.

Una svolta secca e improvvisa verso destra segna l’inizio della lunga salita verso Jenne. “Cambiate!” grida un tifoso “Sì, cambiamo sport!” è la divertita risposta di un compagno d’avventura. Attraversiamo il monastero di Santa Scolastica in uno scenario di struggente bellezza, mentre la strada si eleva sempre di più al di sopra della forra boscosa che per secoli è stata luogo di lavoro e raccoglimento per i monaci benedettini. Anche noi preghiamo e fatichiamo. Anche Federico da Latina, che ha cominciato ad andare in bici da poco più di un anno e che è riuscito a perdere trenta chili, guadagnando in salute e divertimento, è ora lì con noi. Un grande.
La discesa che segue l’abitato di Jenne è liberatoria, anche se qualche strappo messo qua e là, ci ricorda la fatica che comincia ad affiorare nelle nostre gambe. I ritmi si fanno più intensi sulla salita di Trevi, dove il nostro gruppo si sfalda, per ricomporsi poco più avanti, dopo l’ennesima salita che ci riporta agli Altipiani di Arcinazzo. Un ultimo sorso d’acqua e sento che sto sempre meglio.

Ormai non chiedo più cambi, è una bellissima sensazione. In vetta all’ultima salita di giornata, il Passo della Sella, mi volto per assicurarmi della presenza di Costanza, che con il suo sorriso mi fa capire che è già fatta. Resta solo l’ultima discesa, veloce ma con qualche insidia, dove non corriamo rischi, per presentarci abbracciati e festanti sulla linea d’arrivo. Per Costanza un terzo posto nella classifica femminile, dietro alle bravissime Elena Cairo e Manuela De Iuliis, protagoniste di una bella battaglia sportiva, che ha visto prevalere la portacolori dell’AS Roma Ciclismo. Nella gara maschile una volata ristretta aveva visto Davide D’Angelo prevalere su Giovanni Nucera e Luisiano Cannizzaro. Sul percorso corto invece, si era registrata la vittoria per distacco di Emiliano Bolletta, autore di un’azione solitaria, che gli ha consentito di precedere di oltre due minuti un gruppetto, regolato da Fabio Giusti davanti a Fabrizio Venezia, mentre la gara breve femminile era stata dominata da Manuela Lezzerini davanti a Isabella Iacovissi e Serenella Bortolotto.


Il dopogara è organizzato presso gli impianti sportivi, in un’area che consente di ospitare parcheggi, docce e premiazioni, un’ottima location per concludere al meglio una manifestazione che è stata apprezzata da tutti i partecipanti. Di sicuro il bellissimo percorso disegnato sui Monti Simbruini ha aiutato molto, così come la bella giornata di sole. Ma, ad arricchire la gioia e le emozioni, hanno contribuito sicuramente i tanti sorrisi e lo spirito sportivo dei ciclisti intervenuti. Se il mondo cicloamatoriale fosse sempre vissuto in questo modo, sarebbe ancora più bello. Continuiamo così…

Le classifiche sono consultabili sul sito KronoService.com.

(5 maggio 2015)

 

 

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