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Inserito il 23 aprile 2015 alle 12:12:25 da gazario. - Letto: (7907)

Erica Magnaldi - ciclista di famiglia

La giovanissima studentessa piemontese ha lo sport nel DNA, visto che proviene da una famiglia di ciclisti. Sciatrice di livello nazionale, ora divide la pratica sportiva tra ciclismo e sci di fondo. Impegnata in una facoltà che richiede la presenza quotidiana in aula, non ha molto tempo a disposizione per gli allenamenti e questo non le permette di ambire ai percorsi lunghi, ma nei percorsi di mediofondo ottiene costantemente degli eccellenti risultati, come testimonia il tris di vittorie consecutive a La Spezia, Novi Ligure e Firenze di questo inizio di stagione.

di Gianandrea Azario (foto di Play Full e archivio personale)

Erica Magnaldi

Nata a: Cuneo
Il:
24 agosto 1992

Stato civile: nubile, fidanzata con Dario Giovine

Attività: studentessa universitaria (Facoltà di Medicina e Chirurgia)

Squadre ciclistiche:
2012-2013
UC Ezio Borgna Hersh Bike Team (Amatore)
2014
ASD Atelier della Bici (Amatore)
2015 Team De Rosa Santini (Amatore)


Risultati nelle granfondo:
2012 GF Nocciola Alta Langa (corto) - prima
GF Sitè da Prià (unico) - nona
2013 Gf Nocciola Alta Langa (corto) - prima
GF Prologo Giovanni Lombardi (corto) - seconda
La Fausto Coppi Alpi del Mare (corto) - seconda
Giro delle Valli Monregalesi (corto) - terza
GF Sitè da Prià (unico) - terza
2014 Giro delle Valli Monregalesi (corto) - prima
GF Pantani Forever Galibier (corto) - prima
Cervino Cycling Marathon (corto) - prima
GF Nocciola Alta Langa (corto) - prima
GF Bra - Bra (corto) - seconda
Vigneti d'Oltrepo Marathon (corto) - seconda
La Fausto Coppi Alpi del Mare (corto) - seconda
GF Dolci Terre di Novi (corto) - quarta
2015 GF Città di La Spezia (corto) - prima
GF Dolci Terre di Novi (corto) - prima
GF Firenze De Rosa (corto) - prima
Parlare di inizio di stagione con il botto è quanto mai appropriato a proposito di Erica Magnaldi. La giovanissima ragazza cuneese ha infatti partecipato a tre mediofondo in questo 2015 (La Spezia, Dolci Terre di Novi, Firenze De Rosa) e la ha vinte tutte e tre, tra l’altro con ottimi piazzamenti anche nella classifica assoluta, a testimonianza di un motore davvero invidiabile. E dire che il ciclismo non è forse lo sport in cui si esprime meglio, visto che è atleta di interesse nazionale nello sci di fondo.  

Ciao Erica, complimenti per questo bellissimo inizio di stagione. Cominciamo dai tuoi dati personali. Quando e dove sei nata? Dove abiti? Sappiamo che sei una studentessa universitaria. Quale facoltà frequenti? Sei fidanzata?
Ciao a tutti. Sono nata a Cuneo, dove tutt'ora abito, il 24 agosto 1992. Frequento la Facoltà di Medicina e Chirurgia a Torino e sono fidanzata con Dario Giovine.

Chi ti conosce sa che vieni da una famiglia di veri sportivi. Tuo papà Fulvio corre ancora oggi in bici tra gli amatori (e con ottimi risultati, visto che è spesso vincitore nella sua categoria di appartenenza), così come tuo fratello Mattia, che ha anche un passato tra gli Under 23. Penso che la tua passione per lo sport nasca inevitabilmente da loro. C’è un episodio particolare che ti ha convinto a cominciare con lo sport ed in particolare il ciclismo?
Sì, la mia è una famiglia di grandi sportivi. Mio padre e mia madre hanno condiviso la passione per lo sport e sicuramente l'hanno trasmessa a me e mio fratello. Appena ho cominciato a camminare sono stata "messa" su un paio sci ed è stato amore “a prima sciata”. Al ciclismo mi sono avvicinata più tardi, invogliata da questo tema onnipresente in casa mia. Mia madre ha sempre pedalato, pur non essendo un'agonista, mentre mio fratello e mio padre sono cicloamatori, appassionati della bicicletta in tutti i sensi. Mio padre non perde occasione per mettersi in gioco e dimostrare a se stesso e ai più giovani la sua tenacia in gara e nella vita. Mio fratello, come hai detto, è stato un dilettante e ha corso con i più forti atleti che vediamo oggi in azione; adesso ha fatto della sua passione un lavoro, riuscendo a trovare un impiego in un negozio di bici, e, nel tempo che gli rimane, non perde occasione di allenarsi e gareggiare.

Ti senti più una ciclista o una sciatrice?
La bici durante gli anni in cui mi dedicavo allo sci era solo un mezzo di allenamento estivo. Accantonato il sogno di fare dello sci un lavoro, ho iniziato a gareggiare per puro divertimento anche in bici e ora direi che i ruoli tra i due sport si sono invertiti.

Ci racconti la tua storia sportiva? Quali sono i migliori risultati che hai ottenuto sugli sci e in bici da corsa?
Per quanto riguarda lo sci ho ottenuto numerosi piazzamenti tra le prime cinque atlete a livello nazionale, ho fatto parte della rappresentativa giovanile nazionale e sono stata aggregata un anno al Centro Sportivo Esercito. La possibilità di emergere in questo sport è ridotta a pochissimi anni: raggiunti i 19 anni, i risultati non erano stati sufficienti a garantirmi un futuro da professionista e la prospettiva di continuare con i miei soli mezzi sarebbe stata inattuabile. Adesso mi cimento, durante l'inverno, in alcune granfondo internazionali e nazionali con buoni risultati. Per quanto riguarda la bici, tutti i miei risultati risalgono agli ultimi quattro anni, dove ho vinto numerose gare tra cui la classifica generale dei percorsi medi in Coppa Piemonte nel 2014. Ho sfiorato la vittoria per due anni consecutivi nella gara di casa, la Fausto Coppi.

Siccome non ti bastava essere cresciuta in una famiglia di sportivi, hai pure scelto un ragazzo che è uno sportivo (anche lui fondista di interesse nazionale e ottimo ciclista, visto che lo scorso anno si è classificato secondo sul percorso medio della Granfondo Pantani Forever in cima al Galibier) e con il quale condividi anche gli studi universitari. Ti va di dirci se galeotta fu la bici, lo sci o l’università?
E’ vero, il mio ragazzo non poteva che essere uno sportivo. Galeotto fu lo sci sicuramente: entrambi abbiamo cominciato a incrociarci sui campi di gara fin da piccoli, abbiamo condiviso lo stesso percorso agonistico e tra gare e ritiri l'amicizia si è trasformata in un rapporto che dura ormai da cinque anni. Anche lui adesso partecipa a granfondo in bici e qualche volta riesco a convicerlo a darmi una mano in gara, ma di solito, giustamente, rincorre anche lui i suoi ottimi risultati personali. Condividiamo la vita da studenti universitari, studia Scienze e Tecniche Psicologiche e sta per laurearsi.

Come riesci a far convivere gli studi universitari con l’allenamento sportivo, visto che frequenti una facoltà che richiede un’assidua presenza in aula e ovviamente devi dedicare tempo a preparare agli esami? Per quante ore alla settimana ti alleni? Riesci a prepararti contemporaneamente per le gare di sci e per quelle in bici?
La scuola mi impegna moltissimo ma riesco, con un po' di organizzazione, a conciliarla con allenamenti e gare. D'altronde l'agonismo è sempre stato una valvola di sfogo, che mi ha permesso di rendere bene anche a scuola. Avendo obbligo di frequenza all'università, durante la settimana alloggio a Torino e ritaglio quasi tutti i giorni almeno un'ora  per pedalare. La maggior parte dei chilometri li faccio quando torno a casa nei weekend e sfrutto ogni gara come un'opportunità per allenarmi. Per riuscire a gareggiare in due sport diversi, pur sempre di resistenza, direi che riesco a sfruttare come allenamento le ore passate sulla neve o in sella per la stagione futura di gare.

Ovviamente con questo poco tempo è difficile costruire il fondo per essere competitiva nei percorsi lunghi delle granfondo, o sbaglio? Pensi un giorno di iniziare a correre sui percorsi lunghi?
Sicuramente adesso non riuscirei a prepararmi per i percorsi lunghi; mi piacciono i percorsi di mediofondo e sono soddisfatta dei miei risultati, ma non so ancora cosa farò in futuro.

E’ più faticosa una gara in bici o una di sci? Quali sono le caratteristiche fisiche necessarie per eccellere nelle due attività sportive? Ce ne sono di comuni secondo te?
Sono due fatiche molto simili. Sono due sport che ti spingono fino al limite estremo di sopportazione della fatica; forse nello sci ci sono meno tempi di recupero, in quanto non si traggono vantaggi dalla scia e anche le discese risultano tutt'altro che riposanti, ma impegnano parecchio muscolarmente, non permettendo di recuperare. Per entrambi gli sport serve avere resistenza. Sicuramente lo sci necessita di qualcosa in più: le braccia. Senza quelle non si va da nessuna parte ed è per questo che sono costretta a non perdere mai troppa forza nella parte superiore del corpo.

Domenica hai vinto il percorso medio della granfondo che porta il nome di uno dei due sponsor principali della tua squadra, il Team De Rosa Santini. Credo sia stata una grossa soddisfazione e non solo per te. E’ così? Come si è svolta la gara? Ti fa piacere raccontarci le emozioni che hai provato?
Domenica, alla Granfondo Firenze De Rosa, ci tenevo molto a fare bene. Tutto è andato nel migliore dei modi, ho sfruttato la prima salita per avvantaggiarmi sulle mie avversarie e sono riuscita a rimanere con le più forti granfondiste fino alla separazione dei due percorsi dove sono rimasta da sola in testa della mediofondo e ho continuato a spingere a fondo fino al bellissimo ed emozionante traguardo di via Salviati. Su questo strappo durissimo gli incitamenti delle persone a bordo strada mi hanno fatto dimenticare il mal di gambe e sono arrivata al traguardo davvero felice. Ringrazio il mio fidanzato e il presidente della mia squadra, Andrea Capelli, per essermi stati particolarmente vicini in questa giornata.


A proposito di squadra, il Team De Rosa Santini ha un’importante componente femminile. Com’è il rapporto con le tue compagne di squadra?
E’ il mio primo anno in questa squadra e mi sono subito trovata bene. Le mie compagne sono tutte simpaticissime e molto appassionate. Spero di correre al loro fianco e di gioire insieme di belle gare. In particolare non vediamo l'ora di spingere forte insieme sui pedali alla cronometro a squadre della Versilia.

C’è una granfondo tra quelle che non hai mai fatto che ti piacerebbe provare? C’è qualche gara cui tieni in modo particolare?
Mi piacerebbe provare le grandi gare come la Maratona dles Dolomites e la Nove Colli. Posso dire che quest'anno ho molte aspettative e voglia di fare bene alla Granfondo Stelvio Santini e mi piacerebbe finalmente riuscire a conquistare la Fausto Coppi.

Hai mai pensato ad una vita senza sport? Cosa ti potrebbe far rinunciare? Te ne faresti una ragione?
Non riesco neanche lontanamente ad immaginare una vita senza sport e credo che ci siano davvero pochissime ragioni per le quali possa smettere. Penso che il tempo per stare all'aria aperta, con il numero o senza, lo troverò sempre.

Una giovane come te ha sicuramente tanti sogni da realizzare. Hai voglia di rivelarcene almeno uno?
Un sogno che spero di realizzare è diventare un buon medico, anche se ancora non ho deciso in quale ambito mi specializzerò. Chissà forse la Medicina dello Sport….

Grazie mille per la tua disponibilità, Erica. Ci vediamo presto!
Grazie a voi, un saluto a tutti.

(23 aprile 2015)

 

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