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Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 22 aprile 2015 alle 11:13:44 da Piergiorgio Rocci. - Letto: (2187)

La Garibaldina non tradisce le aspettative

 

La manifestazione, organizzata dal Team Ciccolini, ha richiamato milleduecento partecipanti, rivelandosi una delle migliori prove organizzate nel Centro Sud Italia.

 

 

 

 

(Testo di Piergiorgio Rocci, foto di Comitato Organizzatore)

 

Avendo sentito parlare bene della granfondo dedicata all’Eroe dei due mondi, anch’io, per la prima volta, ho voluto partecipare a questa manifestazione, a fianco di tanti cicloamatori, provenienti dal Lazio e dalle regioni limitrofe. Fortunatamente, a differenza dell’edizione precedente, quest’anno il sole ha fatto contenti tutti e, come annunciato dalle previsioni meteo, solo alla fine delle cerimonia di chiusura sono cominciate a scendere le prime gocce di pioggia.



Benché non abbia una lunga tradizione, La Garibaldina, chiamata così in quanto, nella città che la ospita, il 3 novembre 1867 si svolse la famosa battaglia di Mentana, che vide scontrarsi le truppe franco-pontificie con le giubbe rosse, non ha niente da invidiare alle gare più blasonate. Anzi ha dimostrato di avere un valore aggiunto, grazie alla peculiarità del luogo, che ha fatto sì che la manifestazione non si limiti all’evento sportivo, includendo una breve ricostruzione del fatto storico. Quando già tutti i partecipanti si trovavano nelle rispettive griglie di partenza è stato annunciato l’ ingresso di un piccolo stuolo di garibaldini, con tanto di stendardo, che marciavano al suono dei tamburi. Purtroppo l’euforia e la gioia sono state interrotte dalla notizia della morte dell’ ufficiale dell’Aviazione Giuseppe Faraglia, al quale, qualche giorno prima, nonostante fosse uno dei migliori piloti in circolazione e, una volta andato in pensione, tra più forti ciclisti nella sua categoria, la sorte, aveva giocato uno scherzo crudele facendolo rimanere vittima di un incidente stradale causato, forse, da un malore. Purtroppo non lo vedremo più in gara, ma la canzone the show must go on non è stata scritta a caso e, anche questa volta, dopo il minuto di silenzio è iniziata la gara.

Sulla scia della cabriolet con a bordo Giuseppe Garibaldi, alias Paolo Celli , i ciclisti hanno cominciato a spingere sui pedali. Il primo tratto è stato un susseguirsi di strappi, i classici mangia e bevi, fino al quarantesimo chilometro, dove avveniva la divisione dei percorsi e il ritmo si faceva più adatto alla prima salita che andavamo ad affrontare. Da quel punto in poi il tracciato diventava quello di una vera granfondo con la strada che si inerpica tra i borghi più suggestivi della Sabina: Nerola, Fara e Palombara; la rampa al diciotto per cento che raggiunge quest’ultima località è stata una stillettata nelle gambe dei corridori.

Superato lo scoglio di Sant’Angelo Romano, mi restavano da coprire una quindicina di chilometri prima di poter aggiungere La Garibaldina al medagliere delle granfondo finora disputate. Come avrebbe detto il grande Generale: «Qui si fa l'Italia o si muore!» e così, per non essere da meno, ho portato al termine la mia impresa e tagliato il traguardo di via Einaudi.

Ben altra musica era stata suonata per i migliori del lungo e quelli del medio, dal momento che già da un pezzo avevano completato la competizione. Con il viterbese, ex professionista, Stefano Colagè (Team Bike Emotion), davanti al trevano Fabrizio Giardini (Team Monarca Trevi) e al sulmontino Aurelio Di Pietro (Team Go Fast) a disegnare il podio maschile della medio fondo, mentre tra le donne, sulla stessa distanza, l’aquila delle Mainarde, alias Manuela de Jiuliis (Falasca- Zama-Anima Bike Cycling) si è classificata davanti alle laziali Valentina Pezzano (ASD Petit Velò) e Serenella Bortolotto (ASD CD Concordia Foodoo). Nella granfondo si è imposto, invece, il casertano Marco Sivo (Pedale Bellonese) che ha messo le sue ruote davanti a quelle del conterraneo Davide Aufiero (Equipe Exploit) e del ladispolano Fabrizio Venezia (ASD Team Ladispoli). A suonare la marcia tra le donne della lunga ci ha pensato la scaleota, anche se residente a Roma, Elena Cairo (ASD Roma Ciclismo) che ha preceduto la sua compagna di squadra Manuela Lezzerini e la romana Costanza Martinelli (Cicli Fatato).

Gli organizzatori non ci hanno fatto mancare niente e, oltre ai raffiguranti dei garibaldini, ecco uno stornellatore romano, che ha intrattenuto i ciclisti e gli accompagnatori durante il pasta party, e clown e giocolieri, che con la loro simpatia hanno portato un po’ di allegria.

Le classifiche sono consultabili sul sito Time Data Service.             

(22 aprile 2015)

 

 

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