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Inserito il 31 maggio 2011 alle 13:28:07 da Enrico Cavallini. - Letto: (4793)

Michele Rezzani - Il salumiere di Bologna

Sono quasi 30 anni che Rezzani è su una bicicletta. Ha passato tutte le categorie possibili togliendosi anche delle belle soddisfazioni. Sono ormai 11 anni che fa il salumiere al supermercato ed è padre di due splendidi bambini. Ha ancora provato a tornare pro, ma l'ambiente non è così "aperto". Ora sogna una vita felice per i propri figli.

di Enrico Cavallini (foto Play Full)


Michele Rezzani

Nato a: Broni (PV)
Il: 15 febbraio 1975
Residente a:  Bologna
Squadre:
1982-1992: S.C. Stradellina (G1-G6, Esordiente, Allievo)
1993: S.C. Flortis Vigorplant (Juniores)
1994: Brescialat (Juniores)
1995-1996: Vellutex (U23)
1996: Gewiss (stagista)
1997: Batik (professionista)
1998: Riso Scotti (professionista)
1999-2000: Cicli Maggi (amatore)
2001-2002: GZ di Bologna (amatore)
2003-2004: Cicli Salieri (amatore)
2055-2006: Team Scott (amatore)
2007: Team Casalasco(amatore)
2008: Rdz Salvador (amatore)
2009: Cicli Faenza (amatore)
2010: Team Giordana Cipollini (amatore)
2011: ASD Annoprimo (amatore)

Attuale occupazione:
Salumiere in un supermercato da ormai 11 anni

Ciao Michele, il tuo secondo posto alla Nove Colli dello scorso 22 maggio sicuramente ha contribuito a darti notorietà tra quei pochi che ancora non ti conoscevano. Senza ombra di dubbio sei il corridore che vanta la maggiore assiduità nelle corse, qualsiasi esse siano, dalle granfondo classiche alle corsette di paese. Inarrestabile. Sempre presente nel gruppo di testa, spesso però manca l'acuto per raggiungere la vittoria. Il podio alla Nove Colli, come si diceva, però dimostra che Rezzani c'è. Attività giovanile, dilettante e un anno da pro nel '98. Raccontaci un po' chi è Michele Rezzani.

Partiamo, come è giusto che sia, dagli inizi! Sei salito in bici da giovane. Che anno era e cosa ti ha portato verso questo sport?
Come dicevo prima ho cominciato all’età di 7 anni, ma già qualche anno prima mi raccontano di quanto fossi già matto sul triciclo e delle innumerevoli testate che prendevo correndo intorno ai tavoli. Quasi sicuramente l’avevo nel mio DNA!!! Dopo una carriera giovanile buona ma senza grossi acuti, il boom da Juniores con tantissime vittorie, ma soprattutto con il 3° posto ai Campionati del Mondo in Australia a Perth. Da dilettante, dopo un anno un po' così così , passo alla Vellutex e faccio il cosiddetto salto di qualità con il 4° posto in classifica finale al Giro d’Italia. Tantissime chiamate in nazionale tra cui un 3° in classifica finale al Giro del Giappone e altre vittorie come quella stupenda sulla vetta del Leggendario Ghisallo. Dopo varie gare da stagista in maglia Gewiss e un'altra stagione metà dilettantistica e metà professionistica in maglia Batik nel 1998 passo alla Riso Scotti del mio compaesano Bombini.

Una carriera giovanile, dicevamo, quindi un anno da pro nella Riso Scotti e poi? Come mai hai smesso?
Dopo un anno sempre in giro per il mondo con un mese di Campagna del Nord con Amstel, Freccia, Liegi, Fiandre e Roubaix e altre 9 gare a tappe in tutto l’anno, portandole tutte a termine, mi trovo alla fine della stagione con tantissimi problemi di sponsorizzazione e praticamente senza squadra. Dopo innumerevoli tentativi sia da parte mia che di Bombini l’unica squadra che trovo sarà la KRKA Telecom, squadra slovena  e, pur avendo il contratto già firmato e la certezza di correre, visto la non sicurezza economica che mi dava quella squadra e visto che nel frattempo io mi ero già trasferito e sposato a Bologna, decisi  io di rescindere il contratto e uscire dal professionismo. Fu un decisione difficile, ma dovuta, visto la quasi sicura mancanza di stipendi durante l’annata. Il ciclismo stava entrando nel suo baratro!!!

In che anno sei passato amatore e quale è stata la tua prima granfondo alla quale hai preso parte?
Passo subito così nel mondo Granfondistico con l’aiuto del mitico Claudio Maggi nel 1999 debuttando all’allora Aliparma in Liguria e vincendo alla terza gara la bellissima G.F. di Montecatini battendo il super campione dell’anno precedente Simone Biasci, presentandomi così in questo bellissimo mondo amatoriale.

Non riusciamo a vederti per più di due stagioni con la stessa maglia. Come spieghi questo continuo turn-over?
E’ vero, cambio tantissime squadre, praticamente una all’anno, perché ho veramente moltissimi amici in giro per l’Italia e mi piace vivere le varie realtà regionali. Una volta in Friuli, una il Lombardia, una in Toscana e così via. Ma tutto questo non è assolutamente per disaccordi con i vari team, ma solo per avere sempre stimoli nuovi ed esperienza diverse.

Adesso raccontaci un po'... di cosa ti occupi nella vita?
Svolgo da ormai 11 anni il  lavoro di salumiere in un supermercato. E' un lavoro duro e difficile ma che mi lascia moltissimo tempo libero in quanto lavorando anche al sabato, a volte con tirate di 10/11ore, nell’arco della settimana ho tanto spazio per allenarmi.

Come gestisci il tuo tempo libero tra lavoro, famiglia e bicicletta?
Ho una splendida famiglia con 2 bimbi che adoro, Martina e Andrea di 9 e 5 anni che gareggiano anche loro, ma nel nuoto. E’ difficile riuscire a  far combaciare tutto, ma ci riesco abbastanza bene e, se devo esser sincero, le giornate mi volano letteralmente via.

Sei salito sul podio della Nove Colli, ora qual è il tuo sogno ciclistico da realizzare?
Se devo proprio essere sincero io avevo un sogno e 2 anni fa ci sono arrivato veramente molto ma molto vicino ed era quello di ritornare professionista in quanto purtroppo con il passare degli anni mi sono accorto dell’errore fatto e della voglia di fare il corridore che invece di calare è aumentata sempre di più. Soprattutto mi sono  trasformato muscolarmente e, mentre una volta ero molto più scalatore, ora, forse anche grazie al mio lavoro da salumiere, mi sono ingrossato muscolarmente e sono diventato molto più potente. Infatti mi diverto a fare delle bellissime volate e sono convinto che ancora qualche anno di là l’avrei potuto fare. Era un piccolo sogno ma difficile da realizzare. Sicuramente sarebbe stato un bellissimo scoop, soprattutto pubblicitario, ma tutto questo non mi ha lo stesso fatto passare la voglia di allenarmi e di fare sacrifici. Sogni nel cassetto non ne ho in modo particolare. Vivo alla giornata e cerco di pormi degli obbiettivi a breve termine con la mia consueta cattiveria ciclistica che tutti conoscono.

So di qualche tuo problema famigliare, ma su questo sorvolerei in quanto GranFondoNews non è una rivista di gossip, ma mi piacerebbe sapere qual è il sogno nel cassetto del "ragazzo" Michele.
L’unico mio sogno e quello di veder crescere nel miglior modo possibile i miei adorati bimbi con la massima tranquillità e la massima spensieratezza.

Ti ringrazio per la collaborazione.
In bocca al lupo.
Grazie a te e grazie a tutti voi.

Enrico Cavallini

(31 maggio 2011)


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