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Inserito il 17 aprile 2015 alle 12:35:00 da gazario. - Letto: (5887)

Alessandro Bertuola - il ciclismo è libertà

Dopo aver definitivamente messo da parte le speranze di tornare professionista, il trevigiano ha radicalmente cambiato la sua vita, ma non ha smesso di andare in bici, perché è una passione a cui non sa rinunciare e che gli dà un senso di grande libertà. Ora ha meno tempo a disposizione per allenarsi, tanto che forse potrebbe a breve rinunciare a correre tra gli amatori, ma per il momento continua ad ottenere ottimi risultati, come la vittoria alla recente Granfondo Liotto.

di Gianandrea Azario (foto di Play Full, Euro Grotto e archivio personale)

Alessandro Bertuola

Nato a: Montebelluna (TV)
Il:
13 settembre 1979

Stato civile: sposato con Miriam

Attività: commerciante/distributore di integratori alimentari e prodotti per la salute

Squadre:
1988-1995
G.C.Postioma (dalla cat.G3 dei giovanissimi alla categoria allievi)
1996-1997
Velo Club G.Bianchin (Juniores)
1998-2000 MG Boy's (Under 23)
2001-2004 Team Ima spercenigo (Under 23 ed Elite)
2005 Naturino Sapore di Mare (Professionista)
2006-2007 Team Tenax (Professionista)
2008 Preti Mangimi (Professionista)
2009 Team Mg.k Vis-LGL-Look (Amatore)
2010 (fino a maggio)
Team Mg.k Vis-LGL-Viner-Miche (Amatore)
2010 (da maggio a ottobre)
Team Kalev Chocolate (Professionista)
2011 Viner Factory Team Nautilus (Amatore)
2012 Viner Miche LGL Nautilus (Amatore)
2013 Legend Miche Gobbi (Amatore)
2014 Team Beraldo Greenpaper Europa Ovini (Amatore)
2015 ASD Cicli Copparo (Amatore)


Vittorie nelle granfondo:
2009 GF delle Valli Parmensi (lungo)
GF dei Monti Sibillini (lungo)
GF Luca Avesani (lungo)
Prosecco Cycling Classic (lungo)
2010 La Felice Gimondi (lungo)
2011 GF Selle Italia (lungo)
GF Il Diavolo in Versilia (lungo)
GF Perini - Coppa Piacentina (lungo)
Strarossini (lungo)
GF Giordana (lungo)
GF Bellunese Carraro-Aero (unico)
GF dei Castelli Malatestiani (lungo)
Giro del Sangiovese - Roberto Conti (lungo)
2012 La Sagrantino (lungo)
GF Valli Bresciane (lungo)
GF Bellunese Ridley (lungo)
GF FRW (lungo)
2013 GF Rigoni di Asiago Città di Vicenza (lungo)
GF Valli Bresciane (lungo)
GF Bellunese Ridley (lungo)
GF FRW (lungo)
2014 Fondo Cittò di Riccione (lungo)
2015
GF Liotto Città di Vicenza (lungo)
E’ più di un lustro ormai che Alessandro Bertuola frequenta le granfondo e lo fa con ottimi risultati, figurando spesso sul gradino più alto del podio, come avvenuto anche domenica 12 aprile alla Granfondo Liotto. Alessandro è stato professionista, ma ha avuto un rapporto tribolato con quel mondo. Ha corso alcune stagioni (dal 2005 al 2008) in squadre di buon livello, per rimanere senza contratto nel 2009 ed iniziare a correre le granfondo per mantenere la condizione, con la speranza di tornare tra gli agonisti veri. La possibilità gli si è presentata nel maggio del 2010, ma, purtroppo per lui, la società che lo ha tesserato ha risolto rapidamente il contratto siglato.

Questo contratto gli ha creato più problemi che altro, non consentendogli prima di prendere parte alle prove della Five Stars League e costringendolo, con l’introduzione delle nuove normative federali, ad una stagione, quella appena conclusa, di gare soprattutto all’estero.
In un’intervista che ci aveva rilasciato nel luglio del 2011 era chiara la sua intenzione di tornare a correre tra i professionisti. Ha dovuto però mettere da parte il suo sogno e trovare un lavoro. Questo però non gli ha impedito di continuare a coltivare la sua passione per la bici ed il ciclismo e correre le granfondo, ottenendo sempre ottimi risultati.

Ciao Alessandro, fatti i dovuti complimenti per la bella vittoria di domenica, cominciamo proprio da quello che è cambiato dalla precedente intervista di luglio 2011. Hai deciso di accantonare il sogno di tornare professionista e hai trovato una differente attività. Come mai? Che lavoro svolgi ora? Ci avevi detto che avresti avuto piacere di continuare a lavorare in ambito sportivo, ci sei riuscito?
Ciao e grazie mille. Dopo la mezza stagione nel 2010 in Kalev, squadra Continental, speravo di riuscire a strappare un nuovo contratto. Ci sono stati dei contatti, ma nulla si è concretizzato e, con tanto rammarico, ho dovuto lasciar perdere il mondo professionistico. Così, per continuare a coltivare questa mia grande passione per il ciclismo, ho continuato nel mondo amatoriale delle granfondo. Ora collaboro con un distributore per la vendita di integratori sportivi e faccio network marketing di prodotti per il benessere. Finora ho cercato di rimanere nell'ambiente e trovare un buon lavoro nel settore, ho fatto per un periodo l'agente di abbigliamento con Mstina e poi con Pissei e nel frattempo anche per un marchio di bici, la Dynatek.

Tra l’altro la tua vita ha avuto un altro notevole cambiamento, visto che ti sei sposato. Come si chiama tua moglie? Avete figli o state pensando di averne?
 Sì, mi sono sposato con Miriam nel settembre del 2013, una meta molto importante per entrambi:  è stato un giorno indimenticabile, dopo nove anni da fidanzati. No, per ora non abbiamo figli, ma un giorno contiamo di averne.

Tra lavoro e famiglia, ora farai sicuramente più fatica a trovare il tempo per allenarti. Quando esci in bici durante la giornata? Quanto ore a settimana riesci a dedicare ancora all’allenamento? Sono molte meno di quelle che dedicavi in precedenza? Hai cambiato modo di allenarti?
Riesco ad allenarmi al mattino, a parte rare volte! Sicuramente mi allenavo di più prima, quando ero professionista. Quantificarlo in ore difficile, dipende dalla settimana e dagli appuntamenti nel corso della giornata! Rispetto a prima, mi alleno più a sensazioni e senza seguire tabelle specifiche, tutto ciò per essere più libero e godermi la bici in modo più tranquillo!

Hai notato un significativo calo delle tue prestazioni con questo tuo cambio di vita e di attività?
Un calo rispetto a quando gareggiavo l'ho avuto di certo, soprattutto nella velocità e nel ritmo, questo dovuto non solo all'allenamento meno metodico, ma anche allo stile gara delle granfondo!

Nonostante il tuo tribolato rapporto con il professionismo, non hai voluto abbandonare il ciclismo. Questo significa che hai una grandissima passione per questo sport. Cosa rappresenta per te la bicicletta? Se dovessi associarla ad una parola, quale sarebbe? Esiste per te un ciclismo anche al di fuori dell’agonismo?
Un motivo per cui gareggio ancora è proprio la grande passione per questo sport. Oltre all'agonismo, la bicicletta è anche divertimento, un modo per conoscere nuove persone e nuovi luoghi dell'Italia e non solo. In una parola sola direi libertà, perché quando pedalo, mi sento libero da qualsiasi cosa. Certo che esiste un ciclismo senza agonismo; infatti, tra non molto, credo che il mio ciclismo sarà fatto solo di passeggiate in solitaria o con amici. E chissà che un giorno non possa essere nella veste di allenatore.

Lo scorso anno hai iniziato a correre le granfondo italiane, ma dal mese di maggio ti è stato impedito e hai potuto solo fare le granfondo all’estero, per via di quel contratto firmato nel 2010 e rapidamente risolto. Ci puoi raccontare esattamente cosa era avvenuto in quel 2010? Ritieni che ti sia stata fatta un’ingiustizia nel non permetterti di correre in Italia?
Nel 2010 sono approdato alla Kalev Chocolate, squadra Continental, dal mese di maggio fino a settembre, e gareggiai in gare professionistiche e anche in quelle con dilettanti. Inizialmente, lo scorso anno, il mio nome non compariva nella lista degli ex, per cui iniziai la stagione granfondo. Poi però da maggio lo stop (tra l'altro senza nessun avviso, né a me né alla squadra). Mi sono informato per capire come era considerato il mio contratto con la Kalev, dato che le squadre continental comunque possono fare delle gare con i professionisti e ho avuto molte risposte. In effetti le continental non sono delle vere squadre professionistiche, tanto è vero, per esempio, che non esistono fideiussioni e non c'è un minimo contrattuale, per cui all'inizio pensavo di subire un'ingiustizia. Però alla fine è stato giusto così.

Credo che tu sia la persona più indicata ad esprimere un giudizio sulla necessità di un periodo di stop per gli ex professionisti ed ex dilettanti che vogliano partecipare come agonisti alle granfondo. Lo ritieni indispensable per far calare le loro prestazioni e renderli più vicini agli amatori comuni, oppure il motore di un ex professionista è tale che, nonostante questo lasso temporale, le sue prestazioni saranno sempre superiori a quelle di un normale amatore?
Credo uno stop ci possa stare tutto per un ex corridore, però quattro anni sono troppi e ridurrei un pochino questo periodo! Non è detto poi le prestazioni rimangano superiori ad un amatore puro, tutto dipende da quanto e come uno si allena, il suo stile di vita, la sua determinazione. Infatti ci sono diversi "normali" amatori che vanno molto forte e sono pure vincenti. Come si dice, nel ciclismo non s'inventa nulla.

E’ sempre maggiore il numero di ciclisti professionisti che rimane senza contratto o di atleti dilettanti che non riescono a passare professionisti. Cosa pensi di utilizzare le granfondo come gare open (un po’ come avviene per le maratone podistiche o le gare di sci di fondo), in cui possano partecipare tranquillamente professionisti, dilettanti, ex-professionisti ed ex-dilettanti, magari con una partenza separata ed una classifica a parte? L’idea è derivata dalla Granfondo New York.
Ho sentito parlare di questa proposta e non mi sembra una brutta idea. Se serve per far gareggiare degli atleti, perché non ci sono corse in programma per loro o non possono partecipare a certe gare, ben venga. Logicamente facendoli partire separatamente e con una classifica solo per loro.

In questo 2015 hai cambiato squadra. Ti va di raccontarci i motivi della tua scelta?
Dovevo rimanere nel Team Beraldo, ma, come scritto in precedenza, lavoravo anche come agente per una ditta di biciclette e questo è stato motivo di discussione. Dovevo decidere se volevo una cosa o l'altra e decisi di puntare sul lavoro. Durante l'inverno si è fatto avanti avanti la Cicli Copparo e così ora faccio parte di questa bella squadra.

Domenica scorsa, a Vicenza, hai vinto battendo in volata proprio due tuoi ex compagni di squadra dello scorso anno a casa di uno degli sponsor principali del tuo team. Come si è svolta la corsa? Hai temuto che, essendo in due contro uno, avrebbero potuto toglierti la soddisfazione della vittoria, oppure li conosci così bene che sapevi come poterli anticipare sul traguardo?
La gara domenica è filata benissimo, grazie anche al supporto dei miei compagni che hanno creduto in me e hanno indirizzato la gara come la volevo. L'azione decisiva è nata all'inizio della salita più lunga ad una quarantina di chilometri dall'arrivo. Siamo rimasti in due “tandem”, io e il mio compagno Mencaroni, e il duo Beraldo con Cunico e Zen. Arrivati a venti chilometri dall'arrivo è iniziata l'ultima salita, e lì nel tratto più duro mi aspettavo l'azione di uno dei Beraldo. Infatti ha attaccato Cunico, ho resistito un po' e poi ho preferito mollare un attimo, per poi ritornargli sotto appena la pendenza della salita è calata. Negli ultimi chilometri, sono rimasto a giocarmela proprio contro loro due, visto che il mio compagno, causa crampi, si è staccato. A questo punto il mio obiettivo era arrivare in volata perché sapevo di essere più veloce. Sono riuscito a rintuzzare tutti gli attacchi, grazie alla buona condizione, ma anche alla gran voglia di vincere che avevo per regalare questa vittoria alla squadra e soprattutto alla famiglia Liotto, perché so quanto ci tenevano a veder sfrecciare una loro bici per prima sotto il traguardo.

Qual è il ricordo più bello della tua carriera da professionista e invece quello più bello come granfondista?
Da granfondista la vittoria di domenica è stata speciale, perché non è stata solo mia. Poi ho un bel ricordo della vittoria alla Via del Sale a Cervia nel 2011 in solitaria. Da professionista ci sono tanti bei ricordi, tra cui quello che forse è il miglior risultato ottenuto, e cioè un quarto posto alla prima tappa del Brixia Tour, arrivando in una volata a sei, tenendo testa a Rebellin nell'ultima salita e dando il mio contributo all'azione.


C’è una granfondo in particolare che vorresti vincere quest’anno o in futuro?

Ci sarebbe più di una granfondo che mi piacerebbe vincere, tra quelle che non ho mai fatto. Per il loro prestigio direi la Maratona delle Dolomiti o la Nove Colli e, perché no, la Pinarello, visto che abito a pochi chilometri da Treviso.

Hai qualche sogno nel cassetto che vorresti realizzare?
Nella vita quotidiana, sicuramente avere dei figli. In ambito ciclistico spero di dare un buon contributo a questo sport e chissà di riuscire un giorno a seguire personalmente una squadra, trasmettendo ad altri ragazzi la mia passione e gli insegnamenti che ho ricevuto a mia volta.

(17 aprile 2015)
 

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