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Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 15 aprile 2015 alle 15:22:02 da Enrico Cavallini. - Letto: (2093)

Una GF Selle Italia perfetta!

Giunta alla sua diciannovesima edizione, la manifestazione romagnola ha mostrato grandissimi progressi, soprattutto in termini di sicurezza. Gli organizzatori sono stati premiati da una giornata climaticamente eccezionale, che ha soddisfatto i 3.000 finisher. E ora si aspetta una grande ventesima edizione! 

 

 (Testo a cura della redazione, foto di Play Full)

 

Finalmente, dopo un inizio di stagione travagliato a causa delle avverse condizioni meteorologiche, il sole l’ha finalmente fatta da padrone alla Granfondo Via del Sale Selle Italia a Cervia.

In una giornata dal clima primaverile, con le temperature frizzantine del primo mattino, ci si avvia di buon ora al luogo della partenza, prevista alle 8:00. Uno sciame di ciclisti multicolore piano piano si immette nelle griglie, ben separate e senza possibilità di essere scavalcate; tutti sono un po’ nervosi, agitati in attesa del via, allietata dalla musica e dallo speaker, che tenta di mitigare la tensione, che mano a mano sale, e dal sole che fa capolino dal mare alla nostra sinistra.




Puntualissimo lo start ed è subito battaglia. A questo proposito, l’unico appunto che si potrebbe fare è quello della partenza differenziata (GUN START per i primi 1000, e poi REAL TIME con due minuti di ritardo per i successivi partenti), un sistema che penalizza coloro che vorrebbero raggiungere la prima parte del plotone. il serpentone prende il via dal Lungomare Deledda, per addentrarsi verso l'entroterra senza però negarsi un passaggio attraverso le rinomate saline di Cervia (che sono anche sponsor della manifestazione).


Tutto procede senza grandi problemi, gli incroci sono ben coperti e i concorrenti, di gran lena, si avvicinano alla salita di Montecavallo, che sarà la prima di giornata. Vista la selezione che si è già formata in pianura, i gruppi che affrontano la salita sono già ben definiti e si procede di comune accordo, senza grandi strattoni in testa al gruppo.
La giornata azzurra permette di osservare il panorama, che in questa prima fase si estende dal mare alle campagne circostanti, egregiamente curate e coltivate ad alberi da frutta.

Tornando alla gara vera e propria, abbiamo definitivamente lasciato il mare e le saline alle nostre spalle e ci siamo addentrati nell'entroterra romagnolo, dove le colline fanno da cornice al serpentone di ciclisti di ogni età, che si vogliono regalare l'emozione di pedalare sulle strade dove si allenava il grande Marco Pantani (sì proprio lui), che di queste zone conosceva ogni centimetro. Dopo il bivio dei percorsi, il lungo si accinge ad affrontare il mitico Ciola, salita di 10 chilometri resa nota alla maggior parte dei ciclisti perché fa parte della Nove Colli; arrivati ai suoi piedi, lo attacchiamo subito di buona lena, ma i primi tre chilometri sono quelli più impervi ed il buonsenso prevale, così ci diamo una calmata.

Intorno a noi è un susseguirsi di campi lavorati ed aree boschive; attraversiamo i piccoli borghi arroccati nelle colline, fino alla sua cima, dalla quale ci gettiamo a capofitto verso Mercato Saraceno e di qui a Borello/Bora, dalla quale si attacca la mitica salita di Montevecchio, la cima Pantani, sulla quale è stata istituita una cronoscalata a tempo vincolato (non meno di 18 minuti e non più di 19), nella quale vince chi va regolare e non chi va più forte.




Purtroppo in questo tratto del percorso c'è da segnalare il dissesto del territorio e le continue frane causate dal maltempo dell'ultimo periodo, che hanno letteralmente distrutto l'ambiente circostante. Prima di addentrarsi a Montevecchio, tutto intorno a noi, é un continuo vedere cumuli di terra che sovrastano le strade e le case circostanti e rendono il paesaggio spettrale.





Ormai siamo sulla via del ritorno, manca una sola salita; dopo San Vittore ci si riunisce con il percorso medio e si va ad affrontare l'ultima asperità di giornata, quella di Collinello, salita di 6 chilometri, che, come il Ciola inizia subito dura e poi piano piano spiana fino alla vetta, dalla quale in lontananza si riesce a vedere il mare. Giù tranquilli fino all'arrivo, al quale si giunge con un continuo zigzagare tra le vie del centro, fino ad arrivare nel lungomare dove tutto ha avuto inizio.



Il pasta party ben organizzato e riservato agli atleti partecipanti (gli accompagnatori devono pagare un contributo) è ricco e di buona qualità, con una scelta tra due primi, tre tipi di panini, frutta, dolce e caffè.

Un plauso da fare agli organizzatori (attenti ai singoli dettagli) per aver istituito un deposito per le bici sorvegliato, destinato a tutti coloro che si fermano al pranzo, senza dover stare in apprensione. Da segnalare anche l'area expo, che era allestita già dal sabato davanti al Fantini Club, con i vari marchi che hanno preso parte alla manifestazione e lo stand della Polizia Stradale, nel quale si spiegava ai bambini intervenuti in questi giorni (ed ai quali è stata riservata una gimkana) le regole base del codice della strada.

Tornare a questa gara per me è stato come tornare un po' bambino; avevo preso parte a questa manifestazione 15 anni orsono e noto con piacere che di strada ne è stata fatta molta, e soprattutto in senso positivo: allestimento curato nei minimi dettagli, griglie fatte ad hoc, location presso il Fantini Club sempre al top, e soprattutto intrattenimento per coloro che non pedalano ed aspettano impazienti.
Un arrivederci al prossimo anno, per il quale sono già iniziate le preiscrizioni visto il numero chiuso. Sarà un onore partecipare all’edizione numero 20, che gli organizzatori faranno di tutto per rendere veramente speciale.

La cronaca della gara è disponibile qui, mentre le classifiche complete sono consultabili sul sito Winningtime Sport Services.

(15 aprile 2015)

 

 

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