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Inserito il 09 aprile 2015 alle 12:06:48 da Michele Bazzani. - Letto: (2548)

GF Firenze De Rosa: sempre in crescita, sempre più emozionante

Alessandro Cipriani ci racconta cosa ha preparato per la terza edizione della sua manifestazione con l'obiettivo di far vivere ai partecipanti un'esperienza ancora più affascinante. Alcune modifiche al percorso, con il passaggio nel circuito del Mugello ed una nuova discesa dal Passo della Futa per aumentare la sicurezza, e tantissime iniziative collaterali attendono i quasi 3.000 iscritti il weekend del 19 aprile.

 

 

 

 

(a cura di Michele Bazzani)

Ormai mancano dieci giorni e la città di Firenze sarà invasa da qualche migliaio di ciclisti, che parteciperanno alla terza edizione della Granfondo Firenze De Rosa. Una manifestazione che lo scorso anno ha riscosso molto successo, ma non per questo ha deciso di dormire sugli allori. Infatti le novità non mancheranno, con l'obiettivo di crescere sempre di più e diventare una delle manifestazioni granfondistiche più importanti che si svolgono in Italia.

Per sapere cosa attende i granfondisti che prenderanno il via alla gara, domenica 19 aprile, alle ore 8:30 dal Parco delle Cascine, abbiamo intervistato Alessandro Cipriani, capo del comitato organizzatore.

 

Buongiorno Alessandro, eccoci giunti alla terza edizione della Granfondo di Firenze, prevista per il 19 aprile. La data è stata fissata con molto anticipo: siete riusciti a conciliare il vostro evento con i tanti che si svolgono nella città di Firenze?
Un saluto a tutti i lettori. La tua è una bella domanda, alla quale posso rispondere dicendo che conciliare tutto a Firenze è quasi impossibile. Nonostante ciò, nella nostra data si svolge anche una corsa podistica piuttosto importante. Ma a Firenze praticamente ogni domenica ci sono così tanti eventi, che trovare una data libera è quasi impossibile. Devo dire comunque che l'Assessore allo Sport, Andrea Vannucci, ha da subito dato un forte impulso, affinché le manifestazioni si possano svolgere tutte, vincendo qualsivoglia resistenza burocratica.

Organizzare una granfondo in città come Firenze è sempre molto complesso… Come vi siete mossi, anche forti dell’esperienza delle prime due edizioni?
Una manifestazione come la nostra richiede almeno un anno di preparazione. Occorre mettere attorno ad un tavolo l’amministrazione comunale nelle sue varie anime, la protezione civile, la Misericordia, il 118, le polizie municipali dei comuni interessati, i volontari, la prefettura. Non è semplice. Diciamo che stiamo facendo economia di esperienza e quindi da ora in poi pensiamo di procedere un po’ più spediti.

La logistica nel Parco delle Cascine, attorno al complesso delle Pavoniere, l’anno scorso ha funzionato, nonostante i problemi del mercato contestuale. Pensate di riproporla? Ci sono novità a tal proposito? Sarà possibile parcheggiare in zona?
Logistica confermatissima. Nessun mercato a contendere la zona. Anzi sarà il nostro Festival a invadere tutto il Lungarno. Si potrà parcheggiare come sempre anche in Piazza delle Cascine a pochi metri dall'evento.

Giunta alla terza edizione, questa è una manifestazione che vuole crescere ulteriormente. D’altronde le potenzialità sono notevoli. Avete messo in campo particolari iniziative di promozione e comunicazione? E sotto il profilo di eventi collaterali cosa è previsto?
Sicuramente quest’anno abbiamo privilegiato ancor più il rapporto con le persone, iniziando da una maggior presenza sui campi di gara. Ci siamo avvalsi della professionalità di Enrico Cavallini per l’ufficio stampa e abbiamo preso a bordo Alice Marmorini, che aveva già lavorato nella comunicazione dei Mondiali di Ciclismo del 2013. E ancora abbiamo comunque fatto un investimento importante in termini di promozione sulle riviste di settore, oltre a mandare alcuni spot su Bike Channel che produrrà anche un ampio servizio sulla nostra manifestazione. Credo che per il 2016 ci concentreremo molto sull’estero, per portare questa manifestazione a crescere nei paesi che ancora non ci conoscono. Per quanto riguarda il contorno, abbiamo tantissimi eventi collaterali al Florence Bike Festival: dalla Tweed Ride alle presentazioni di libri, ai dibattiti, alla musica. Senza contare il nostro Villaggio Expo che ogni anno diventa più grande. Insomma, un evento da vivere dal venerdì alla domenica.

Tra le novità 2015 c’è l’inserimento in due circuiti: uno legato alle Capitali d’Italia, presentato lo scorso ottobre a Roma, l’altro il classicissimo Giro del Granducato di Toscana. Cosa vi ha spinto a partecipare a questi circuiti? Ricordo che in passato c’erano state delle perplessità sulla partecipazione al maggiore circuito granfondistico regionale.
Il Giro delle Capitali nasce quasi come diretta conseguenza del fatto che nel 2015 anche Torino avrà la sua Granfondo per cui Vittorio Mevio, Gianluca Santilli ed io abbiamo pensato che mettere assieme le tre città, che sono state e sono sede di Capitale d’Italia, fosse una bella idea. Tra l’altro il 2015 coincide con il 150° anniversario di Firenze Capitale e siamo inseriti fra le manifestazioni ufficiali di celebrazione. Sul Giro del Granducato di Toscana è stata fatta una valutazione a fronte della richiesta che ci è pervenuta da Sport Service, la società che ha preso in mano questo circuito: è vero che c’erano molte perplessità ma l’approccio della Sport Service mi è parso più in linea con le nostre esigenze, di quanto non lo fosse negli anni scorsi quello del gruppo che gestiva precedentemente questo circuito, per cui abbiamo deciso di provare.

In prospettiva c’è anche l’ambizione di entrare nel Prestigio?
Non dipende da noi, ma solo dai numeri che faremo. Abbiamo abbandonato l’idea di essere una new entry: Cicloturismo ha le sue leggi editoriali, comprensibili, ma alle quali non vogliamo o possiamo adeguarci. Capisco anche che mettere una new entry nel mese in cui c’è già un’altra prova del Prestigio sia difficile, ma non possiamo andare a correre a gennaio. E poi credo che in questo momento il Prestigio non muova più di tanto, come invece accadeva in passato.

Veniamo al percorso. Viene confermato il Mugello dopo lo straordinario gradimento dello scorso anno, in particolare del passaggio sui due passi appenninici del Giogo e della Futa, con poche, ma significative varianti: il passaggio dentro l’autodromo e la discesa della Futa dalle Maschere, invece che dalle sorgenti del Panna. A cosa sono dovute queste modifiche? Nel futuro è possibile un ritorno nel Chianti, anche se più complicato logisticamente, oppure il percorso attuale diverrà un “classico”?
Il passaggio nell’autodromo del Mugello va visto nell’ottica di dare agli sportivi un motivo per tornare da noi. Credo che questo passaggio, se aiutati dal meteo, sarà una cosa che pochi dimenticheranno, anche per la difficoltà del percorso, molto nervoso e con strappi ripidi. La discesa dalle Maschere è stata scelta, pur con grande sacrificio, visto che Panna rimane una variante di notevole bellezza, specie nella parte che porta verso Galliano, perché occorreva rendere più sicuro il percorso, non tanto per i primi, quanto per coloro che si attarderanno e ai quali abbiamo preferito evitare una svolta a sinistra e una serie di saliscendi, che si sarebbero comunque sentiti sulle gambe in una gara già dura. Per adesso non prevedo un ritorno nel Chianti.

Nei giorni scorsi, con un gruppo di amici, abbiamo provato il percorso medio di circa 100 chilometri che, seppur impegnativo, si è confermato veloce, scorrevole e soprattutto veramente alla portata di tutti i ciclisti: continuerete a riproporlo anche nei prossimi anni?
Certamente. Siamo sempre per il doppio percorso. E’ giusto dare un’alternativa in gara a chi non si sente preparato o a chi, pur essendo partito per il lungo, capisce che non è giornata.

E per quanto riguarda il numero degli iscritti vi siete posti un obiettivo? Si parlava di quota tremila…
Diciamo che, facendo i dovuti scongiuri, a 3.000 ci siamo praticamente arrivati. Mancano davvero poche decine di iscrizioni. I partenti, naturalmente, come sempre saranno meno, ma a oggi possiamo dire che il traguardo delle tremila biciclette è veramente alla portata. Anzi, se qualcuno che legge volesse contribuire, noi lo aspettiamo.

In bocca al lupo per l’organizzazione e buon lavoro per gli ultimi giorni decisivi!
Crepi il lupo e grazie. Ne abbiamo veramente bisogno!

(9 aprile 2015)

 

 

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