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Inserito il 02 aprile 2015 alle 19:37:28 da gazario. - Letto: (5153)

Barbara Lancioni - la mamma volante

E' una delle atlete più vincenti nella storia delle granfondo. Tre anni fa decise di mettere da parte la sua grande passione per il ciclismo, che fino a quel momento aveva caratterizzato la sua vita, per dedicarsi completamente al ruolo di mamma. Ora però che la piccola Mya è cresciuta ha deciso di dare retta a quello che ha interpretato come un segno del destino ed è tornata a correre.

di Gianandrea Azario (foto di Play Full)

Barbara Lancioni

Nata a: Jesi (An)
Il:
17 settembre 1981

Stato civile: fidanzata, mamma di una bambina

Squadre:
2002
Carpe Diem - Itera (professionista)
2003
Nobili Rubinetterie - Road Runner - Guerciotti Cycling Team (professionista)
2004 PMB Fenixs (professionista)
2005 SS Lazio Ciclismo Team Ladispoli  (professionista)
2006 Scott Etica's (amatore)
2007 Sintesi Adeste MG.K.Vis Cinelli (amatore)
2008 Castelli NWR Cinelli (amatore)
2009 Renofin Sintesi Castelli NWR (amatore)
2010 Sintesi Vittoria Copparo Castelli (amatore)
2011 Sintesi Cicli Copparo Castelli (amatore)
2015 Somec MG.K Vis LGL (amatore)


Principali vittorie (dopo il 2009):
2009 GF del Conero (lungo)
MF Milano Sanremo (unico)
GF del Sagrantino (lungo)
GF Selle Italia (lungo)
GF della Sardegna (lungo)
Dieci Colli Bolognesi (lungo)
GF Felice Gimondi (lungo)
GF della Vernaccia (lungo)
Nove Colli (lungo)
Sportful Dolomiti Race (lungo)
Maratona dles Dolomites (lungo)
GF Colnago (corto)
2010 Fondo dell'Esino (lungo)
GF del Conero Cinelli (lungo)
Giro del Sangiovese - Roberto Conti (unico)
GF della Costa Smeralda (lungo)
La Felice Gimondi(lungo)
Dieci Colli Bolognesi (lungo)
GF Colli Ascolani (corto)
Fondo del Capitano (lungo)
Sportful Dolomiti Race (unico)
GF Colnago (lungo)
2011
GF Internazionale Laigueglia (unico)
GF dell'Esino e del Musone (lungo)
GF del Conero Cinelli (lungo)
GF Colli Ascolani (lungo)
GF della Pace (lungo)
GF del Verdicchio (lungo)
GF del Gargano (lungo)
Nove Colli (lungo)
Sportful Dolomiti Race (lungo)
Straducale (corto)
Fondo Leopardiana (corto)
2015
GF Davide Cassani (lungo)
GF Cittò di Riccione (lungo)
Barbara Lancioni è conosciutissima nel mondo delle granfondo. Tra il 2006 ed il 2011 ha scritto il suo nome nell'albo d'oro di quasi tutte le granfondo italiane più importanti e ha costituito spesso un punto di riferimento importante anche per i granfondisti maschi, visto che il livello delle sue prestazioni è sempre stato di primissimo livello (tra tutti i risultati spiccano un 31esimo posto nella classifica della  Maratona dles Dolomites 2010, con un tempo di 5h9', ed un personale di 7h53' alla Sportful Dolomiti Race 2009 con il Duran ed il Valles).

Nel 2012 Barbara decide di mettere da parte il ciclismo e di dedicarsi pienamente alla maternità. Tre anni di assenza e nel 2015 il ritorno. Qualche gara per riprendere confidenza con la competizione ed ecco, domenica 22 marzo, il ritorno alla vittoria alla Granfondo Davide Cassani, immediatamente replicata a distanza di una settimana dal successo alla Granfondo Città di Riccione.

Ciao Barbara, credo che quasi tutti i nostri lettori ti conoscano, ma per quei pochi che ancora non lo sanno, puoi raccontarci qualcosa della tua vita privata? Quando sei nata e dove? Dove abiti? Che titolo di studio hai conseguito e che attività lavorativa svolgi?
Ciao a tutti, sono nata a Jesi, provincia di Ancona il 17 settembre 1981 e abito a Filottrano, sempre in provincia di Ancona. Mi sono diplomata come operatore turistico a Cingoli e ora lavoro nel bar dei miei genitori a Filottrano.

Come è nata la tua passione per la bicicletta e per il ciclismo? Hai gareggiato fin da giovane? Hai praticato altre attività sportive? Insomma, qual è la tua storia sportiva?
Lo sport mi è sempre piaciuto. Da piccolina per cinque anni ho fatto nuoto, poi ho praticato anche altri sport, ginnastica artistica, pallavolo, podismo, ma per poco tempo. Nel frattempo mio fratello aveva iniziato a fare ciclismo e così, molto incuriosita, ho voluto provare anch'io. E’ stato amore a prima vista.

Tre anni di assenza dal mondo delle granfondo e delle gare in bici, per dedicarti alla maternità. E' bello sapere che hai messo in secondo piano una tua grande passione per una delle cose più importanti della vita, diventare mamma. Ti sono mancate le competizioni? Hai continuato a pedalare in questi anni?
Si ha detto bene, io ho sempre desiderato un figlio ed ho abbandonato tutto a questo scopo, perché penso che la famiglia sia importante. Nella vita ho sempre dedicato tutto a me stessa, ma ora avere una figlia e un compagno mi ha resto una persona migliore, anche se è molto più faticoso tanto che spesso non hai il tempo per fare niente.
Non mi sono mancate la competizioni, perché avere una figlia era il mio obbiettivo e non volevo pensare più allo sport, ma solamente a lei, anche perché prima avevo avuto anche un aborto ed ero rimasta così male da aver paura che potesse ripetersi. La mia grande soddisfazione è stata allattarla per due anni ne sono orgogliosa e così di pedalare non avevo proprio tempo.

Come mai hai deciso di tornare a correre? Era una cosa che avevi in qualche modo programmato?
No, niente di programmato. Non so se sia stato un caso, ma il giorno del mio compleanno trovai una telefonata non risposta sul mio cellulare. Richiamai; all’altro capo della linea era il Marco Silvagni, colui che insieme a Maurizio Giardini gestisce il Veloclub. Mi chiese come stavo, e ad un certo punto mi disse queste parole: «Hai voglia di ricominciare a correre?». Al momento non dissi niente, solo che ci avrei pensato. Ne parlai a casa e mi misi d’accordo con i miei genitori, perché io lavoro anche la domenica pomeriggio, ci siamo incontrati ed ho accettato. Però, prima di risalire in bici, ho dovuto affrontare anche un'operazione per una piccola ernia post-parto.

Cosa hai trovato di cambiato nel mondo delle granfondo rispetto a come lo ricordavi tre anni fa? Trovi ci siano differenze nello spirito partecipativo, nella cura degli aspetti organizzativi e nella prestazione atletica per competere per le prime posizioni?
Nelle gran fondo nulla è cambiato. Ci sono tanti volti nuovi, ma la gente si ricorda ancora di me.  Per quanto riguarda le mie prestazioni, ricominciare da zero è stato molto complicato: non è come quando si sta farmi un mese in inverno. Avevo tanti chili da perdere (ben dodici), così per accelerare i tempi ho praticato anche del ciclocross, mai provato prima e ne sono rimasta affascinata.

Tornare a correre dopo tre anni di stop testimonia che hai una grande passione per questo sport. Ricordiamo anche alcune tue partecipazioni in tandem a qualche granfondo. Cosa rappresenta per te il ciclismo? Quanto è importante l'aspetto agonistico in questa tua passione?
Per me il ciclismo, fin dalla prima volta che sono salita in bici, è stato “tutto”. E’ soprattutto competizione, perché ti fa dare sempre il meglio di te.

Quanto tempo dedichi settimanalmente all'allenamento in bici? Come riesci a ritagliarti il tempo per allenarti, tra lavoro e famiglia, soprattutto con i doveri di mamma? Raccontaci una tua giornata tipo?
La mia giornata è tutta piena. La mattina lavoro, poi esco in bici. Appena torno, io e il mio compagno mangiamo. Corro a prendere all’asilo nido mia figlia, che si chiama Mya, e faccio la mamma per il resto della giornata. Giochiamo, mangiamo e nanna. Per due anni non ha mai dormito, ma da quando ho iniziato le gare e la porto con me in giro è cambiata per fortuna.

Sei tornata a correre in una delle squadre storiche del granfondismo femminile, la Somec Mg.K-Vis LGL, squadra in cui avevi già militato in passato, ma soprattutto in cui hanno correvano le tue avversarie principali avversarie, Monica Bandini e Monia Gallucci, con le quali vi siete rese protagoniste di battaglie davvero all'ultima goccia di energia. Come mai questa scelta?
Ad oggi è secondo me la squadra più organizzata sotto tutti gli aspetti. Marco Silvagni e Maurizio Giandini non fanno mancare nulla agli atleti, prima durante e dopo la competizione.

Questa tua scelta mi permette di parlare del tema della rivalità sportiva in campo amatoriale. Come è sentita secondo te questa rivalità  in campo femminile? È differente da quella che esiste in campo maschile?
Sicuramente la competizione è maggiore in campo femminile, si sentono di più le rivalità. L’importante però è che rimangano tali solo in gara.

Dopo qualche gara in cui hai preso la mira, a Faenza, domenica scorsa, sei tornata a vincere. Ci racconti la gara e le emozioni che hai vissuto?
Alle prime gare non ho capito molto di quello che mi accadeva intorno, perché non ero più abituata a sforzi fisici così intensi prolungati per lungo tempo, e sono proprio andata nel pallone. Mi ero preparata molto, ma le gare sono un'altra cosa. A Faenza invece ho tirato fuori la mia grinta e determinazione, che forse si erano un po’ addormentate e questo ha fatto la differenza ed imparare, oltre a cominciare a conoscere i difetti delle mie avversarie, molto forti, ma anche loro con punti deboli, così poi da poterle attaccare e vincere.


E adesso? Quali sono i principali obiettivi della tua stagione ciclistica?
Mi piacerebbe tanto tornare a vincere la Maratona dles Dolomites.

Hai qualche sogno nel cassetto da realizzare?
In questo momento sono felice. Mi piacerebbe continuare così, continuando a dare il massimo di me stessa.

(2 aprile 2015)
 

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