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Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 01 aprile 2015 alle 12:20:20 da gazario. - Letto: (2627)

Granfondo Città di La Spezia: finalmente il sole!

Dopo alcune edizioni travagliate a causa delle avverse condizioni climatiche, la granfondo spezzina ha potuto beneficiare di una giornata perfetta. Così gli oltre 1.600 classificati hanno potuto godere al meglio di un percorso affascinante e delle tante iniziative messe a disposizione dall'organizzazione, in nome della sicurezza e dell'ecologia.

 

 

 

 

(A cura della Redazione di GranfondoNews.it, foto di Play Full)

 

Quello che possono offrire la Riviera Spezzina e la zona circostante alle Cinque Terre, in termini di spettacolarità dei panorami, nel corso di una splendida giornata di sole di inizio primavera, si è rivelato in tutto il suo splendore, domenica 29 marzo, ai fortunati cicloamatori che hanno preso parte alla Granfondo Città della Spezia. Ci voleva finalmente una giornata dal clima favorevole a dare una mano ai membri del Gruppo Sportivo Tarros, che negli ultimi anni hanno dovuto convivere con situazioni metereologiche che avrebbero portato tutti a ripensare alla possibilità di organizzare un granfondo in quest’area, ma non a loro. Infatti si sono verificate spesso giornate di pioggia e freddo, in corrispondenza della data scelta per lo svolgimento della manifestazione, tanto che nel 2009 fu inevitabile il rinvio ad ottobre, proprio la mattina stessa in cui si sarebbe dovuta svolgere la gara, ma soprattutto le piogge intense che frequentemente si abbattono su questa zona, hanno in più fasi devastato la sede stradale del percorso. Ma ecco finalmente una giornata climaticamente perfetta, con una temperatura ideale e neanche ventosa, a premiare tanto lavoro.

La caratteristica della Granfondo Città della Spezia è storicamente quella di essere il primo percorso veramente impegnativo dell’anno, quello dove iniziano a venir fuori le caratteristiche da fondisti scalatori che torneranno particolarmente utili nelle prossime fasi della stagione. Purtroppo proprio a causa dei danni provocati dal maltempo, non è stato possibile riproporre il percorso classico, tagliando fuori le prime due salite tradizionali di questa gara (la Litoranea e Volastra), particolarmente spettacolari. I nuovi tracciati, seppur leggermente meno impegnativi in termini di lunghezza e dislivello (105 chilometri con circa 2.000 metri di dislivello il lungo e 80 chilometri con circa 1.400 metri di dislivello il corto) , sono comunque molto interessanti e scenografici, mantenendo la caratteristica di raggruppare la maggior parte delle difficoltà altimetriche nella prima parte della gara. Dopo la partenza, attraverso le vie di La Spezia, ecco subito la salita della Foce, che, con i suoi 3 chilometri e mezzo, permetterà immediatamente di sgranare il folto gruppo. A seguire una lunga serie di su e giù in quota, che condurrà a Pian di Barca e che non consentirà di prendere fiato. Raggiunta la località Pignone, l’inizio della seconda salita di giornata, il Passo Termine.

Una salita piuttosto regolare, ma che con i suoi oltre 7 chilometri di lunghezza comincerà a farsi sentire nelle gambe dei partecipanti. In cima a questa salita, ci si ricollegherà al percorso classico di questa manifestazione. E allora giù per la lunga e tecnica discesa che porterà a Levanto, poi la successiva, breve, ma a tratti impegnativa, salita verso Montale e a seguire la discesa che condurrà all’attacco della salita più dura di giornata, il Passo Guaitarola. Si tratta di un’ascesa di 9 chilometri, con una pendenza media del 6,5%, con molti passaggi spettacolari tra pini marini e viste a strapiombo sul mare. Arrivati in vetta, dopo un tratto in costa piuttosto tecnico, una lunga discesa condurrà in località Baracca, dove ci si ricollegherà al percorso corto, abbandonato lungo la salita di Montale, il quale eviterà così l’ascesa al Passo Guaitarola. Di qui inizierà la fase più facile della gara, con la breve ascesa a Termine di Roverano, un lungo falsopiano prima a scendere, poi a salire, fino alle porte di La Spezia, dove una deviazione a sinistra porterà all’ultima asperità di giornata, i 2 chilometri dello strappo di Visseggi. Un discesa estremamente tecnica, attraverso le vie della città, riporterà i granfondisti sul traguardo.

Il sabato trascorre veloce e soprattutto in modo utile, grazie alle iniziative collaterali alla gara. Infatti, accanto alla consueta gimkana e ad altri giochi dedicati ai più piccoli, la Polizia di Stato è presente per portare l’attenzione sull’importantissimo tema della sicurezza stradale, soprattutto nei confronti dei più giovani, con il motto “Farò strada”. Un intero pullman è stato attrezzato, a bordo del quale è possibile avere delle lezioni di comportamento stradale, con un successivo test per verificare che le nozioni siano state effettivamente recepite. Molto interessante la lezione relativa a quanto vino o birra è concesso bere, per potersi mettere alla guida in condizioni di sicurezza, in relazione a quanto si pesa e a quanto si è mangiato. Per i bambini è predisposto un percorso, da effettuare in bicicletta, con segnaletica stradale e autovelox, in modo che possano verificare con mano come devono e dovranno comportarsi quando si troveranno in strada. Per gli adulti invece, la possibilità di sottoporsi ad una simulazione delle condizioni in cui ci si trova a guidare, quando si è bevuto troppo. Un modo davvero utile per passare qualche ora, mentre si va a ritirare il pacco gara necessario per il giorno seguente. A proposito, il gadget di quest’anno è costituito da un prodotto tipico della Lunigiana, il Testarolo di Pontremoli, con una confezione di pesto, indispensabile, nella tradizione ligure, per il suo condimento.

Mettere un prodotto tipico locale come regalo all’interno del pasta party è solamente uno dei punti che la Granfondo Città della Spezia ha ritenuto fondamentali nell’ottica di essere la prima manifestazione ciclistica certificata Green IMQ. Accanto al gadget, definito a chilometri zero, tutte le vettovaglie utilizzate al pasta party e ai ristori lungo il percorso saranno biodegradabili, così come saranno presenti bidoni per la raccolta differenziata dei rifiuti.




La domenica mattina le condizioni meteo sono quelle ideali per una granfondo: sole, temperatura appena fresca, assenza di vento. Le griglie sono prese d’assalto con largo anticipo (visto come si svolgono i primi chilometri della gara è importante partire il più davanti possibile),  ma in modo ordinato e con il rispetto delle posizioni assegnate. La partenza è come una frustata sulle gambe dei partecipanti: il ritmo imposto nelle prime posizioni è subito molto elevato, perché nessuno vuol perdere posizioni all’attacco della prima salita e così sarà per tutto il resto della gara, davvero tirata. Da segnalare l’ottimo presidio degli incroci e il buono stato del manto stradale, solo in alcuni punti, ben visibili, un po’ rovinato con alcune buche. Ciò nonostante si sono verificate alcune cadute in discesa, legate sempre al fatto che qualcuno si prende un po’ troppi rischi. Al traguardo, nel volto della maggior parte degli oltre 1600 classificati, la soddisfazione di aver pedalato su un percorso impegnativo e spettacolare.

Per quanto riguarda la parte agonistica, la gara maschile sul percorso lungo si decide subito nelle prime fasi di gara. Già nell’attraversamento della città, prima dell’attacco della prima salita, prendono il largo tre atleti della Team La Bagarre di Lucca (Stefano Cecchini, Hubert Krys e Vincenzo Pisani), seguiti da Paolo Castelnovo (Team UCSA). I quattro, di comune accordo, incrementano il loro vantaggio in salita e così non c’è più possibilità per nessuno di rientrare. Sul traguardo la vittoria va a Krys, davanti, nell’ordine, a Cecchini, Castelnovo e Pisani.

L’azione dei tre ragazzi della Bagarre ha un particolare significato: vogliono fare un’azione in ricordo di Francesco Novelli (Pata il suo soprannome), il loro compagno di squadra, nonché socio fondatore del sodalizio lucchese,  scomparso prematuramente a 38 anni, causa infarto, la settimana scorsa e dedicargli la vittoria. Grande la loro commozione sul traguardo: tutti e tre fanno fatica a trattenere le lacrime, al ricordo di quanto accaduto. Il resto del Team La Bagarre percorre compatto il percorso di gara per commemorare l’amico così tragicamente venuto a mancare.

Tra le ragazze, la più veloce sul percorso lungo è stata Chiara Ciuffini (Infinity Cycling Team), che ha preceduto Olga Cappiello (Team De Rosa Santini) e Alessia Ghezzo (Cicli Capella Racing Team).

Sul percorso corto invece è una volata ad assegnare il primo posto. Se lo aggiudica Francesco Roselli (Infinity Cycling Team) davanti a Daniele Pretini (Cicloteam San Ginese) e al compagno di squadra Matteo Cipriani. In campo femminile, prende subito il largo sulla prima salita Erica Magnaldi (Team De Rosa Santini), che mantiene il vantaggio acquisto fin sul traguardo. Alle sue spalle Silvia Cattani (GS Ontarino), seguita Chiara Turchi (GS Ramini).

Finita la fatica, tutti al pasta party, che sarebbe più giusto definire un pranzo, come nella tradizione della granfondo spezzina. Ben 4.000 i piatti di pasta distribuiti e particolarmente gradita la porchetta, che purtroppo non può essere gustata da tutti i finisher: nel pacco gara non è stato messo alcun buono pasto, per cui tutti coloro che si mettono in coda possono avere da mangiare e non una volta sola. Così purtroppo le scorte di porchetta finiscono e gli ultimi arrivati sono costretti a farne a meno. Un piccolo difetto in una manifestazione per il resto veramente ben riuscita, baciata finalmente da una splendida giornata di sole, la cui photogallery completa è disponibile a questo link.

Le classifiche complete sono  consultabili sul sito MySDAM.

(1 aprile 2015)

 

 

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