Articoli 
venerdě 22 novembre 2019
Granfondo Randonneč Cicloturismo Appunti di viaggio Rubriche
Sezione granfondo    
Inserito il 20 marzo 2015 alle 20:34:05 da gazario. - Letto: (7224)

Bindini: Sportissimo è pulita, ho sbagliato io

L'ormai ex dirigente del team modenese si assume tutte le responsabilità di quanto accaduto alla Granfondo di Laigueglia e sottolinea i provvedimenti che lui e la sua squadra hanno preso in merito. E' stato fatto un errore, ma senza malizia e soprattutto i componenti della squadra non c'entrano. La speranza è trarre insegnamento da quanto accaduto per ridurre i comportamenti anti-sportivi delle granfondo.

 

 

 

 

(a cura di Gianandrea Azario)

 

20 marzo 2015, Modena – E’ stato sicuramente uno degli argomenti più dibattuti nelle ultime settimane nel mondo delle granfondo: Marco Bindini, in quel momento vice-presidente e punto di riferimento di una delle squadre più importanti sul territorio italiano, il Team Sportissimo, è transitato sul traguardo della Granfondo di Laigueglia con due chip, il suo e quello di un suo compagno di squadra, impossibilitato a partecipare alla gara ligure.

La nostra rivista ha denunciato il fatto, purtroppo non inconsueto nel mondo delle granfondo (nella stessa prova di Laigueglia ci sono altre situazioni sospette, attualmete sotto esame), utilizzando dei termini molto forti, equiparando quanto avvenuto alle pratiche di doping e chiedendo la squalifica per le persone coinvolte. Proprio il fatto che fosse coinvolta una squadra importante ed un suo dirigente ha fatto scoppiare questo bubbone in modo eclatante.

Riteniamo giusto dare voce a Bindini, in modo tale che possa spiegare la sua versione di quanto accaduto. E’ opportuno sottolineare innanzi tutto che Marco ha rassegnato le dimissioni dal comitato direttivo della squadra, riconoscendo il proprio errore, con l’obiettivo di non coinvolgere ulteriormente la sua squadra in quanto accaduto.

Ciao Marco, innanzi tutto ti ringraziamo di aver accettato di parlare con noi di questa vicenda per raccontarci la tua versione dei fatti e soprattutto quali sono le azioni che hai deciso di intraprendere per il futuro e per cancellare questo brutto episodio.

Raccontaci come sono avvenuti i fatti. Perché, durante la Granfondo di Laigueglia, ti sei reso disponibile a portare il chip di un altro tesserato del Team Sportissimo, che invece ha preso parte ad un’altra manifestazione? Hai mai pensato che quello che stavi facendo fosse una scorrettezza nei confronti di altri team?
Prima di partire per Laigueglia, uno dei componenti del team pronto per partecipare alla Cronosquadre di Donoratico ha avuto un attacco febbrile e ci ha informato che non avrebbe potuto partecipare. Ho chiesto ad un altro dei nostri tesserati, che era invece pronto a partire per Laigueglia, di sostituirlo. Quest’ultimo si è dichiarato molto dispiaciuto di non poter prendere parte alla granfondo, pertanto mi sono reso disponibile a portare il suo chip in gara. E’ stato come un aiuto nei suoi confronti, non ho mai pensato che questo potesse essere interpretato come una scorrettezza. Soprattutto questo atto non è stato dettato dalla volontà di prevalere nella classifica a squadre di questa granfondo o del Prestigio. La cosa che mi dispiace maggiormente è che questo mio atto abbia messo in cattiva luce tutto il Team Sportissimo, i cui tesserati nulla c’entrano con questo mio errore. La nostra squadra è composta di tanta gente, che partecipa alle gare spinta dalla passione per il ciclismo ed il piacere di condividere con i compagni le loro avventure. Non è giusto che siano considerate persone scorrette.

Però a voler essere precisi, durante la stessa manifestazione, un altro componente del Team Sportissimo ha portato all’arrivo il chip di un compagno che aveva avuto un incidente. Questo dà l’idea che questa pratica sia quasi considerata nel vostro team un aiuto nei confronti dei compagni in difficoltà. Cosa ci puoi dire in merito?
In realtà sono due i componenti del team che hanno portato al traguardo di Laigueglia il chip di due loro compagni di squadra, entrambi vittima di incidenti. Come nel mio caso, la loro volontà è stata quella di andare in aiuto di due amici, colpiti dalla sfortuna, che non potevano prendere parte alla manifestazione. Non era loro intenzione alterare alcun tipo di risultato. Già alla sera, ripensandoci a mente fredda, mi sono reso conto che avevamo compiuto un gesto che poteva essere interpretato come una scorrettezza e mettere in cattiva luce la nostra squadra. Ho così contattato Vittorio Mevio, per far togliere i nostri sei nomi dalla classifica, cosa che è stata immediatamente fatta.

Nell’articolo in cui ha denunciato quanto era accaduto, il nostro Direttore Enrico Cavallini ha usato toni molto forti, accostando la tua azione al termine doping. Il concetto è che si assumono sostanze proibite per vincere una gara individuale, nel vostro caso tutto indicava la tua azione fosse fatta per conseguire una vittoria di squadra, nella gara di Laigueglia e soprattutto nel Prestigio a squadre, obiettivo dichiarato del Team Sportissimo. Sei d’accordo con questo accostamento?
Mi trovo completamente in disaccordo. O meglio, qualcuno può anche pensare che ci fosse malafede da parte mia con uno specifico obiettivo, quando invece è stato solamente un brutto errore, ma fatto in buona fede. Con questo non voglio fare finta di nulla e difendermi ad oltranza, ma vorrei che si desse il giusto peso all’episodio. Ho fatto una cosa che non si doveva fare e nel nostro team faremo il possibile perché non si ripeta più in futuro. Non ho considerato le implicazioni etiche di quanto stavo facendo. Mi domando però quante altre persone si rendono conto delle implicazioni etiche di loro comportamenti in gara, come spingere le donne in difficoltà o prendere la scia delle moto (per non dire farsi trainare dalle moto) o alterare con tanti “gregari” il risultato della gara femminile. Tutto questo non giustifica il mio atto. Voglio solo dire che a volte non ci si rende conto dell’entità di quello che si sta facendo.

Il Prestigio: sembra che per molti tesserati di Sportissimo rappresenti il filo conduttore della stagione ciclistica ormai da molti anni. Ci racconti quali emozioni regala la conquista del famoso scudetto della rivista Cicloturismo e perché avete tanta attenzione come squadra e come individui a questo brevetto?
Potrebbe sembrare che noi consideriamo il Prestigio come fondamentale, ma in realtà non è così. Nel Prestigio ci sono quattro gare a cui tutti vogliono partecipare (Nove Colli, Sportful, Maratona e Oetztaler). Aggiungendo a queste due prove come La Via del Sale e la Dieci Colli che distano poche ore di viaggio da Modena e la Pinarello, cui ci lega un rapporto di amicizia, ecco che conseguire il Prestigio diventa una cosa automatica. A noi piace fare gruppo, sfruttare l’occasione della granfondo per passare un weekend in famiglia, scegliendo anche località che possano attrarre chi ci accompagna alle gare. Per questo ad esempio quest’anno andremo a Bormio per la Granfondo Stelvio Santini e a Courmayeur per La Mont Blanc. Insomma il Prestigio è una conseguenza. Ci viene difficile concentrare la nostra attenzione su altri circuiti, perché molti di questi partono già nei mesi di febbraio e marzo, quando la preparazione di molti di noi è ancora molto approssimativa, non per poter competere per posizioni di rilievo, ma proprio per la fatica che si fa per poter portare a termine una gara. La zona dove viviamo non è climaticamente favorevole agli allenamenti nel periodo dicembre-febbraio.

Come è stata presa la vicenda dai componenti del team? C’è stato qualcuno che ha preso le distanze, sentendosi offeso da quanto era accaduto?
Molti mi hanno chiamato, perché si sono sentiti delusi dal mio comportamento. Per loro l'immagine di una società pulita è importantissima. Davanti alle mie scuse e alle azioni che abbiamo intrapreso successivamente per fare ammenda e ripartire verso un futuro migliore, hanno rinnovato la loro fiducia nella nostra squadra.

A seguito di questo evento hai deciso di rassegnare le dimissioni dal direttivo della società. Per quale motivo? La tua decisione è irrevocabile?
La mia decisione è dettata dal desiderio che il Team Sportissimo non sia coinvolto in quanto accaduto. Non è giusto che tanti ragazzi vengano additati come quelli che barano, portando i chip degli altri. E’ un atto simbolico per dire che d’ora in poi ci sarà maggiore attenzione su questi fatti e non sono tollerati errori di questo tipo. Abbiamo deciso di intraprendere delle azioni in futuro, una linea dura ed inflessibile. Il nome della nostra squadra deve essere pulito ed i nostri tesserati devono essere contenti di far parte del nostro gruppo. Le mie dimissioni sono irrevocabili.

Ritieni quindi giusto che la tua squadra sia penalizzata nella relativa classifica del Prestigio 2015?
Abbiamo preso la decisione che, qualora la vittoria nella classifica a squadre del Prestigio fosse conseguita per pochi chilometri e non ottenuta con largo margine, noi sei, coinvolti nel fattaccio di Laigueglia, chiederemmo a Cicloturismo di non conteggiare il nostro contributo al punteggio finale. Non è giusto che a priori togliamo ai nostri tesserati la soddisfazione di un premio simbolico alla loro capacità di fare gruppo. Questo proprio perché loro non hanno nulla a che fare con il mio deprecabile atto.

Se venissi a conoscenza che un tuo tesserato ha compiuto lo stesso tuo atto, come ti comporteresti nei suoi confronti?
Anche su questo abbiamo preso una decisione e lo abbiamo comunicato a tutti i nostri tesserati. Chi sarà sorpreso a compiere azioni analoghe alla mia, ma non solo, sarà immediatamente allontanato dal team. E’ giusto imparare dagli errori fatti e non compierli più in futuro.

Grazie per aver voluto utilizzare la nostra rivista per comunicare a tutti la tua versione dei fatti e quanto avete deciso di intraprendere perché quanto avvenuto non si verifichi più.
Grazie a voi per l'opportunità che mi avete dato. Mi auguro che questa esperienza non solo serva ad evitare che si ripetano episodi di questo tipo, ma possa essere di stimolo per fare chiarezza ed evitare anche altri comportamenti altrettanto anti-sportivi presenti nel mondo delle granfondo.

 

 

TI E' PIACIUTO QUESTO ARTICOLO? CONDIVIDILO CON I TUOI AMICI SU FACEBOOK!!!