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Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 17 marzo 2015 alle 12:42:58 da Michele Bazzani. - Letto: (2927)

Che spettacolo la Granfondo dei Laghi!

La gara svoltasi a Bracciano, prima prova del cicuito Pedalatium, è stata la degna conclusione di un bellissimo fine settimana dedicato alle due ruote in tutte le sue accezioni. Un percorso molto duro, ma spettacolare, reso ancora più impegnativo dal freddo e dalla pioggia, caduta nella seconda parte di gara, ha messo a dura prova i partecipanti. All'arrivo però quasi tutti erano soddisfatti.

 

 

 

 

(Testo di Michele Bazzani, foto di Play Full)

 

Per due giorni Bracciano e le sue strade sono state la capitale della bicicletta. Come da tempo annunciato dagli organizzatori del Bracciano Cycling Festival, c’è stato spazio veramente per tutti i modi di vivere la bicicletta. Arrivo nella ridente cittadina laziale nella tarda mattinata del sabato, in compagnia della moglie, ansioso di vivere ogni momento di questo ricco week end ciclistico e subito la mia strada si incrocia con quella dei “randagi” e dei “leggendari”: il menu del primo dei due giorni prevedeva infatti una randonnée di circa 200 chilometri e una manifestazione di ciclismo vintage con bici e abbigliamento d’epoca. Veramente suggestivo.

La cornice è spettacolare con il lago a fare da sfondo e il Castello degli Odescalchi a fungere da sentinella. Anche la giornata di sole aiuta a tenere alto l’umore, anche se le previsioni meteorologiche della settimana annunciano pioggia e freddo per la giornata di domenica. Ne approfitto subito per una sgambatella pre-gara in compagnia dell’amica Benedetta, da me coinvolta nel mondo delle granfondo e già emozionata per la partecipazione alla sua prima vera gara. Percorriamo i primi 35 chilometri di gara, praticamente il periplo del lago di Bracciano, e già si comprende come il giorno successivo ci sarà da faticare.

Il pomeriggio è dedicato alla visita del villaggio expo allestito nella piazza del Municipio e al ritiro del pacco gara. La logistica è un po’ complicata, sia per la ristrettezza dei luoghi, sia per la carenza dei parcheggi nelle vicinanze, ma giustamente l’organizzazione ha preferito valorizzare la zona del centro storico di Bracciano, rinunciando a qualche comodità. L’atmosfera è comunque piacevole e rilassata. Anche se per me è già la terza granfondo dell’anno, incontro molti amici per la prima volta quest’anno perché questa è la prima manifestazione che si corre nel Lazio, mia regione ciclistica d’adozione. Tra gli altri saluto anche il simpaticissimo e chiassoso gruppo delle Quaglie Reali, giunto da Cesenatico per una pedalata in allegria e guidato dal vulcanico Pier, che ironizza sulle mie note qualità di discesista.

Tra una risata e l’altra si fa sera, che passiamo in allegria e amicizia in un ottimo ristorante sotto le mura del Castello: come al solito le prelibatezze e le specialità della cucina in questo angolo d’Italia mi inducono a deviare dalla corretta alimentazione pre-gara, ma decido di non pensarci, demandando l’eventuale “problema” al giorno successivo.

La mattina giunge fresca e umida, il cielo è coperto, ma per il momento non piove. Vengo svegliato dai messaggi di Costanza, l’amica che accompagnerò in gara e con cui disputerò tutto il Pedalatium gareggiando nella speciale classifica Lui&Lei. Lei è già arrivata sul posto con incredibile anticipo ed è già ansiosa di partire, anche se manca più di un’ora e mezzo al via. Affretto i preparativi e mi lancio in bici a percorrere i pochi chilometri che separano il campeggio, dove ho dormito, dal ritrovo di partenza.


Arrivo che le griglie di partenza sono ancora vuote, ma piano piano iniziano a riempirsi di ciclisti. Osservo con curiosità le nuove divise di chi ha cambiato squadra per la stagione appena iniziata, abbraccio Marcello Innocenzi, compagno di tante granfondo e grande amico nonostante non vestiamo più la stessa maglia, saluto Matteo Cecconi, il Grillo di Palestrina, sempre protagonista in queste gare e già concentrato, ma soprattutto è festa per la neo-compagna di team Serenella Bortolotto, ciclista dal radioso passato soprattutto nell’attività su pista, accompagnata per l’occasione dal fido Antonello. Intanto le telecamere di Bike Channel entrano in azione con varie interviste ai ciclisti in attesa del via. Anche Costanza rilascia le sue impressioni, prima di essere presa di mira dal simpatico speaker Fabrizio Amadio, che le rinfaccia la mancata promessa di abbandonare le competizioni.

Si parte ad andatura controllata, scendendo a guadagnare la quota del lago dove, dopo qualche chilometro, è posto il chilometro zero. L’andatura è sostenuta ma relativamente tranquilla, senza grossi rischi nel lungo tratto pianeggiante iniziale che costeggia il lago. Ad Anguillara Sabazia, grazioso borgo arroccato sullo specchio d’acqua, inizia la prima salita di giornata, un vero e proprio muro che seleziona e allunga il gruppone. Nel falsopiano successivo mi trovo in testa a tirare per lunghi tratti, coadiuvato dall’amico e “collega” Paolo, anche lui in compagnia della sua capitana. La strada sempre tendenzialmente in salita, interrotta da qualche tratto vallonato, si dirige verso il secondo lago di giornata, quello di Vico. Ma prima di raggiungerlo dobbiamo affrontare la salita di Casaletto, dove inizio a sentire un po’ di fatica, e soprattutto la difficile discesa in mezzo a un suggestivo bosco di castagne.

Costeggiamo le scure acque del lago per pochi chilometri, prima di ricominciare a inerpicarci verso la sommità del cono vulcanico: la strada è larga, ma le pendenze sono veramente impegnative anche se spesso concedono tregua. Saliamo bene, anche se maledico la scelta di non aver montato rapporti adeguati. Ma il vero problema comincia a manifestarsi in prossimità dello scollinamento, quando comincia a piovere, preannunciando una discesa problematica. I sedici chilometri all’ingiù, attraverso Caprarola, che ci riportano verso valle rischiano di diventare un vero dramma sportivo, anche per la temperatura, che nel frattempo è scesa di colpo.

Fortunatamente non soffro molto il freddo, nonostante abbia deliberatamente scelto un abbigliamento leggero, ma le gambe cominciano a farsi legnose. In fondo alla discesa siamo rimasti soli, sprono Costanza sull’orlo del congelamento e decidiamo di attendere un gruppo che non tarda ad arrivare. Prima dell’arrivo c’è solo la pedalabile salita di Rocca Romana, ma a complicare le cose arriva un fastidioso vento contrario. La picchiata verso il lago di Bracciano fa tornare il sorriso, oramai manca veramente poco e ci apprestiamo alla dura rampa che porta verso il traguardo. Qui la fatica e le gambe rese dure dal freddo iniziano veramente a farsi sentire e c’è da stringere i denti per un arrivo liberatorio.

Questa rampa è stata amica di Michele Scotto D’Abusco, vincitore della gara, autore di una bella azione sulla salita di Poggio Nibbio e che, proprio sulla salita verso l’arrivo, ha piegato la resistenza del compagno di fuga Paul Pellissier, mentre a 2 minuti Davide D’Angelo regolava il gruppo degli inseguitori. Tra le donne vittoria per distacco di Claudia Gentili davanti a Manuela De Iuliis. L’atleta molisana si consola ampiamente con la vittoria nella classifica Lui&Lei in coppia con Arcangelo Fornari davanti al duo formato da Deborah Mascelli e Valerio D’Emilio e alla coppia dell’AS Roma Ciclismo con Elena Cairo e Riccardo Asci.

Per noi un quarto posto a breve distanza dal podio, ma c’è comunque grande soddisfazione per aver portato a termine brillantemente una prova difficile. È la stessa soddisfazione che hanno provato tutti i 688 finisher che hanno completato un percorso tra i più belli di quelli affrontati nelle granfondo laziali, sia per l’aspetto paesaggistico, che sotto il profilo tecnico. Peccato solo che la pioggia, giunta forte nel pomeriggio, abbia in parte rovinato la festa del dopo gara e soprattutto impedito di godere a pieno della bellezza dei luoghi attraversati. Un’ultima gioia me la regala ancora Benedetta, autrice di una prova sorprendente al suo debutto agonistico e terza della sua categoria, che mi sorride incredula e raggiante.

Poi è il momento di ripartire con ancora in testa le emozioni vissute in questa intensa due giorni, dove le due ruote sono state protagoniste. Conto di tornare da queste parti, magari con il sole…

La cronaca della gara è disponibile a questo link

Le classifiche sono consultabili sul sito Kronoservice.com

(17 marzo 2015)

 

 

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